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sabato 24 agosto 2019

IN PROVINCIA DI FIRENZE, IL 58ENNE DON EMANUELE DONDOLI VIENE INDAGATO PER VIOLENZE SESSUALI SU UNA 19ENNE CONVINTA DI ESSERE PREDA DI ENTITÀ MALVAGIE

IL RELIGIOSO L’AVREBBE CONVINTA A SPOGLIARSI PER SOTTOPORSI A MASSAGGI CON UN “UNGUENTO BENEDETTO”...
Maria Vittoria Giannotti per “la Stampa”
 
Era convinta di essere posseduta dal demonio e, in un momento di grande fragilità, ha chiesto aiuto a un sacerdote. Ma invece di ricevere aiuto e conforto, una diciannovenne con problemi psichici si sarebbe trovata invischiata in una spirale di molestie e abusi. Teatro della vicenda, una parrocchia nel cuore del Mugello, a Firenzuola: è qui che sarebbero avvenuti gli incontri tra la ragazza e il religioso.

Quest' ultimo, nei giorni scorsi, ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini coordinate dalla procura fiorentina e condotte dagli investigatori della squadra mobile. Il sacerdote, Emanuele Dondoli, 58 anni, è ora indagato per violenza sessuale e anche la Curia del capoluogo toscano ha annunciato che nei suoi confronti verrà avviata una indagine canonica.
I PRETI E IL SESSOI PRETI E IL SESSO

LE IMMAGINI NEL CELLULARE DEL PARROCO
Tutto è cominciato nel marzo del 2018, quando la ragazza si è rivolta al sacerdote, rivelandogli i suoi timori relativi a una possessione demoniaca. Questi l' avrebbe convinta a sottoporsi ad alcuni riti decisamente poco ortodossi: all' interno dei locali della sagrestia, la ragazza sarebbe stata invitata a spogliarsi per essere sottoposta a dei massaggi a base di un unguento che il religioso riteneva "benedetto".

Pratiche che, in più di una occasione, sarebbero sfociate in veri e propri atti sessuali. Per quattro mesi, la ragazza avrebbe sopportato tutto, poi ha trovato la forza di raccontare il suo problema ai familiari e così è partita la denuncia. Nelle scorse settimane, la squadra mobile ha perquisito la parrocchia e ha passato al setaccio il telefono di Dondoli: tra le fotografie, sarebbero saltate fuori alcune immagini che confermano alcune delle circostanze denunciate dalla giovane.
PRETI SESSO DONNEPRETI SESSO DONNE

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la diciannovenne soffre «di un disturbo dipendente della personalità» a cui si aggiunge «uno stato ansioso e depressivo» che la renderebbe, di fatto, incapace di intendere e di volere. Un quadro clinico che è stato certificato anche da una perizia psichiatrica disposta dalla Procura.

Ma è su questo punto che la versione del sacerdote diverge in modo sostanziale: secondo don Dondoli, infatti, non ci sarebbe stata alcuna violenza, perché la ragazza sarebbe stata consapevole e consenziente. Ora le sue condizioni saranno oggetto di un nuovo accertamento sotto forma di incidente probatorio, richiesto dal legale del parroco.

Fonte: qui

martedì 21 maggio 2019

UN NUOVO STUDIO CONFERMA CHE UNA DELLE ALTERAZIONI GENICHE PIÙ FREQUENTI PER LO SVILUPPO DEL CANCRO NON AVVIENE CASUALMENTE, MA E' PROVOCATA DALL’AMBIENTE ESTERNO ALLA CELLULA

STILE DI VITA E BUONA ALIMENTAZIONE CONTANO: NON È UN CASO CHE IL 40% DEI TUMORI SI POTREBBERO PREVENIRE ELIMINANDO…
Silvia Turin per "www.corriere.it"

tumoreTUMORE
Non ci si ammala di cancro per caso o per sfortuna: lo confermano i risultati dello studio di un gruppo di scienziati dell’Istituto europeo di oncologia, appena pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics e finanziato dallo European Research Council (ERC).

Le mutazioni sono prevedibili
I ricercatori, guidati da Piergiuseppe Pelicci, Direttore della Ricerca Ieo e professore di Patologia generale all’Università di Milano, e Gaetano Ivan Dellino, ricercatore Ieo e di Patologia generale dell’Università di Milano, in collaborazione con il gruppo diretto da Mario Nicodemi, professore all’Università di Napoli Federico II, hanno scoperto che una delle alterazioni geniche più frequenti e importanti per lo sviluppo del cancro, le «traslocazioni cromosomiche», non avvengono casualmente nel genoma, ma sono prevedibili e sono provocate dall’ambiente esterno alla cellula.

malati tumore 8MALATI TUMORE
Il commento
«Nel corso della vita, un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalano di cancro - spiega Pelicci -. Perché? Un tumore si sviluppa quando una singola cellula accumula 6 o 7 alterazioni del Dna a carico di particolari geni: i geni del cancro. La domanda diventa quindi: che cosa determina quelle alterazioni?

tumore allo stomaco 1TUMORE ALLO STOMACO
La ricerca di una risposta ha creato due scuole di pensiero: una che identifica la causa principale nell’ambiente in cui viviamo e nel nostro stile di vita, e l’altra che ne attribuisce l’origine alla casualità e dunque, in ultima analisi, alla sfortuna».

Il precedente
Secondo tre precedenti studi pubblicati su Science, a firma da Bert Vogelstein, uno degli scienziati contemporanei più autorevoli, due terzi delle mutazioni trovate nei tumori si formano durante la normale vita dei nostri tessuti, quando le cellule duplicano il proprio Dna per moltiplicarsi.

genoma 8GENOMA 8
Siccome queste mutazioni sono considerate inevitabili, perché dovute ad errori casuali, Vogelstein aveva concluso che le stesse avverrebbero in ogni caso, anche se il nostro fosse un pianeta perfetto e i nostri stili di vita irreprensibili. I lavori pubblicati hanno stimolato un grande dibattito nella comunità scientifica.
tumore allo stomacoTUMORE ALLO STOMACO

La scoperta
«Oggi pubblichiamo un lavoro che mette in discussione la casualità delle traslocazioni cromosomiche - spiega Dellino in un comunicato - , uno dei due tipi di alterazioni geniche trovate nei tumori. Le traslocazioni sono la conseguenza di un particolare tipo di danno a carico del Dna, ossia la rottura della doppia elica. Come per le mutazioni, pensavamo che questo tipo di danno avvenisse casualmente nel genoma, ad esempio durante la divisione cellulare, come ipotizzato da Vogelstein.
tumore ai polmoniTUMORE AI POLMONI

Al contrario, studiando le cellule normali e tumorali del seno, abbiamo scoperto che né il danno al Dna né le traslocazioni avvengono casualmente nel genoma. Il danno si verifica all’interno di geni con particolari caratteristiche e in momenti precisi della loro attività. Si tratta di geni più lunghi della media e che, pur essendo “spenti”, sono perfettamente attrezzati per “accendersi”. La rottura del Dna avviene nel momento in cui arriva un segnale che li fa accendere. Studiando queste caratteristiche, possiamo prevedere quali geni si romperanno e quali no, con una precisione superiore all’85 per cento».
malati tumore 6MALATI TUMORE

L’ambiente e gli stili di vita contano
«La questione centrale, che cambia la prospettiva della casualità del cancro, è che l’attività di quei geni è controllata da segnali specifici che provengono dall’ambiente nel quale si trovano le nostre cellule, e che a sua volta è influenzato dall’ambiente in cui viviamo e dai nostri comportamenti. Questa scoperta– continua Pelicci - ci insegna che la sfortuna non svolge alcun ruolo nella genesi delle traslocazioni e che abbiamo ora un motivo scientifico in più per non allentare la presa sulla prevenzione dei tumori.

tumore utero 5TUMORE UTERO
Per ora non abbiamo capito quale sia esattamente il segnale che induce la formazione delle traslocazioni, ma abbiamo capito che proviene dall’ambiente, pur ignorando ancora luoghi e circostanze. È possibile, infine, che il medesimo meccanismo, o uno simile, possa essere anche alla base delle mutazioni studiate da Vogelstein. Ci stiamo lavorando», conclude il ricercatore.

Il 40 per cento dei tumori è prevenibile
A oggi conosciamo con certezza alcuni dei fattori ambientali che causano il cancro: fumo, alcool, obesità, inattività fisica, eccessiva esposizione al sole, una dieta ad alto contenuto in zuccheri e carni rosse o processate, e a basso contenuto di frutta, legumi e vegetali.

tumore al colon 7TUMORE AL COLON
La comunità scientifica concorda sul fatto che se tutti questi fattori fossero eliminati - e ciascuno è eliminabile - potremmo prevenire il 40 per cento dei tumori. Conosciamo inoltre alcuni virus e batteri che causano cancro: il virus Hpv favorisce il cancro della cervice e della faringe, il virus Hbv quello del fegato, il batterio Helicobacter pylori quello dello stomaco. Le vaccinazioni contro quei virus hanno il potenziale di evitare, da soli, il 15 per cento dei tumori nel mondo.

Anche l’esposizione ad agenti inquinanti ambientali, occupazionali o industriali è causa di una frazione dei tumori. Purtroppo, però, a parte alcune eccezioni, come ad esempio l’amianto, non abbiamo ancora ben capito quali siano esattamente e quanto incidano. «Per quanto oggi sappiamo, ciascuno di noi può scegliere se prevenire il 40 per cento dei tumori, con pochi e precisi cambiamenti del modo in cui viviamo.

La comunità scientifica lavorerà sul restante 60 per cento. A patto che ci siano fondi sufficienti per la ricerca», ricorda Pellicci.

Fonte: qui