Visualizzazione post con etichetta Pavia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pavia. Mostra tutti i post

domenica 3 maggio 2020

“LA TERAPIA SPERIMENTALE D'EMERGENZA DELLA TRASFUSIONE DEL PLASMA DEI SOGGETTI GUARITI NELLE VENE DEI MALATI AGONIZZANTI DI COVID-19, FUNZIONA: INCREDIBILMENTE HANNO VISTO MIGLIORARE IL LORO STATO CLINICO ENTRO 12/48 ORE DAL TRATTAMENTO - IL PRINCIPIO SCIENTIFICO E’ QUELLO TRASFERIRE I FAMOSI “ANTICORPI NEUTRALIZZANTI”

LA TRASFUSIONE INFONDE SPERANZA
Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

Al culmine dell' epidemia da Coronavirus, tra la disperazione dei medici di trovarsi di fronte ad una nuova malattia orfana di farmaci mirati a combatterla, in alcuni reparti di Terapia Intensiva della Lombardia è stata usata, tra le tante che venivano tentate, una particolare terapia sperimentale d' emergenza sui pazienti più a rischio e in quelli più gravi con prognosi infausta, scaturita da una intuizione umana che ha dato risultati, visti nei singoli casi, davvero sorprendenti.

Si tratta della trasfusione del plasma dei soggetti guariti infusa direttamente nelle vene dei malati agonizzanti di Covid-19, i quali incredibilmente hanno visto migliorare il loro stato clinico entro 12/48 ore dal trattamento, una modalità sperimentata per la prima volta all' ospedale Carlo Poma di Mantova e al Policlinico San Matteo di Pavia, il cui principio scientifico è stato quello di usare la parte liquida del sangue proveniente da donatori, ovvero da persone guarite dal Covid e tornate sane, le quali, per sconfiggere la malattia, avevano sviluppato i famosi "anticorpi neutralizzanti" contro il virus, che sono stati in tal modo trasferiti direttamente nell' organismo del malato.
trasfusione di sangue 8TRASFUSIONE DI SANGUE 

Si è trattato in pratica di una trasfusione di plasma iper-immune, ricco di anticorpi specifici e naturali contro il Coronavirus, che è stato trasferito in pazienti critici in affanno respiratorio, ricoverati in terapia intensiva e sub-intensiva, un tentativo terapeutico che ha funzionato fin dal primo trattamento e che ha visto diversi malati migliorare in breve tempo e non avere più bisogno della Rianimazione.

A Mantova questo approccio è stato sperimentato già su 25 pazienti, ed è stato un lavoro impegnativo a partire dalla selezione dei donatori, i quali dovevano essere guariti da almeno due settimane, avere almeno due tamponi negativi, non dovevano essere affetti da altre comorbilità e soprattutto dovevano essere idonei a donare il loro plasma, ovvero avere prodotto un livello di anticorpi sufficiente per la donazione e per ottenere l' effetto terapeutico auspicato.

Il sangue dei donatori è stato centrifugato e separato dalla sua parte corpuscolare, cioè dai globuli bianchi, dai globuli rossi e dalle piastrine, in modo da non avere problemi di compatibilità di gruppi sanguigni, ed è stata utilizzata solo la parte sierosa, ovvero il plasma, quella che custodisce gli anticorpi specifici contro il virus con il loro sicuro effetto terapeutico. Naturalmente i donatori sono stati sottoposti, secondo le indicazioni del Centro Nazionale Sangue, a tutta una serie di analisi per registrare l' assenza di malattie infettive trasmissibili virali o batteriche e confermare la sicurezza del loro plasma, al punto che la selezione è stata rigidissima, e sui primi 100 donatori solo 30 sono risultati idonei alla donazione.

Per determinare se la trasfusione di plasma da persona convalescente può essere utilizzata nel trattamento di pazienti critici con polmonite virale è quindi imperativo determinare la quantità di anticorpi specifici e neutralizzanti presenti che lo renda iper immune e idoneo ad attaccare e disattivare il virus ancora attivo dei riceventi, così da spegnere la sua carica virale, interrompere la sua azione distruttiva e condurre il malato a guarigione.

trasfusione di sangue 7TRASFUSIONE DI SANGUE 
Negli ospedali di Pavia e di Mantova, dall' inizio di questa sperimentazione, non si sono registrati morti di Covid, e la stessa sperimentazione è in atto dal 15 aprile all' ospedale Maggiore di Novara, in aggiunta a tutte le altre terapie farmacologiche, con questo "farmaco" prodigioso prodotto dall' organismo umano, ovvero immunoglobuline specifiche e naturali, prodotte dal sistema immunitario, che sono risultate efficaci sia dal punto di vista biochimico che immunologico, un protocollo che è stato testato anche su una giovane donna incinta, portatrice di una gravidanza a rischio incompatibile con la Terapia Intensiva, che ha visto regredire la sua malattia infettiva in poche ore.

trasfusione di sangue 5TRASFUSIONE DI SANGUE 
Tra cautela ed ottimismo in Lombardia si è conclusa da pochi giorni la prima sperimentazione sul plasma dei guariti per trattare i pazienti con Covid-19, e riesaminando tutti i casi andati a buon fine, valutando la loro risposta clinica e strumentale sarà forse possibile inserire questa terapia tra le specifiche contro l' infezione virale da Coronavirus, e tale sperimentazione è la prima sul plasma dei guariti ad essersi conclusa, anche se sono diversi i trial in corso a livello internazionale sulla potenzialità di tale trattamento (usato anche contro il virus Ebola).

In una situazione di emergenza è stato realizzato un protocollo emergenziale su un modello terapeutico già testato dai medici cinesi di Wuhan, una sieroprofilassi non nuova nel mondo scientifico, usata in passato quando, in assenza di terapie specifiche, si doveva rafforzare lo status di malati immuni compromessi, i più esposti a complicanze di ogni genere e organo. Tale tentativo terapeutico è però definito "immuno-modulante", ovvero profondamente diverso da un vaccino, il quale determina una "immunizzazione attiva" in chi lo riceve, mentre in questo caso gli anticorpi sono già stati prodotti da un altro individuo e vengono trasfusi in un malato che non ne ha in quantità sufficiente a superare la malattia. In questo caso si parla di "immunizzazione passiva" che aiuta a mantenere e rafforzare le difese naturali.
trasfusione di sangue 6TRASFUSIONE DI SANGUE 

I candidati a tale tipo di trattamento sono i pazienti affetti da Coronavirus che presentano insufficienza respiratoria severa o in rapida progressione, quelli che non si trovano ancora in Terapia Intensiva ma che sono a rischio di peggioramento e che hanno bisogno della ventilazione assistita, poiché questo risulta il momento più adeguato per la somministrazione della terapia plasmatica, la quale offre la possibilità di bloccare il peggioramento dei sintomi, mentre se un paziente è ricoverato in terapia intensiva da oltre 10 giorni questo trattamento risulta perdere di efficacia per le condizioni cliniche ormai troppo compromesse. Il protocollo di somministrazione prevede infusioni di volumi da 200 a 600 ml di plasma iper immune una volta al giorno, per tre giorni consecutivi, e i primi dati dovrebbero essere riscontrabili sin dalla prima somministrazione.

trasfusione di sangue 2TRASFUSIONE DI SANGUE 
Naturalmente è presto per trarre conclusioni generali prima di una analisi ad ampio spettro, perché per confermare la validità di tale terapia sperimentale è necessario trattare un numero elevato di pazienti, registrarne i risultati e certificarne le guarigioni, e soprattutto selezionare un numero elevatissimo di donatori guariti o convalescenti, che vengono invitati appunto a donare il loro plasma, per affilare la punta di una freccia terapeutica che tutti i medici si augurano possa centrare il bersaglio, quel perfido virus che li ha beffati e che, incurante del loro impegno, ha provocato in sole sei settimane migliaia di morti. Fonte: qui

sabato 22 febbraio 2020

A PAVIA UN’ALUNNA DI TREDICI ANNI ABUSATA SESSUALMENTE DAL PROF DURANTE LE LEZIONI: L'INSEGNANTE CONDANNATO A 5 ANNI E 4 MESI


IL DIRIGENTE SCOLASTICO, CHE È STATO ASCOLTATO COME TESTIMONE DURANTE IL PROCESSO, NON AVEVA PRESO ALCUN PROVVEDIMENTO NEI CONFRONTI DEL PROFESSORE IN ATTESA DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE
il professore e gli abusi sessuali su un'alunna di tredici anniIL PROFESSORE E GLI ABUSI SESSUALI SU UN'ALUNNA DI TREDICI ANNI

È stato condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 30mila euro, il professore di una scuola media dell'Oltrepò Pavese accusato di abusi sessuali su un'alunna di tredici anni. La sentenza è stata emessa oggi dal tribunale di Pavia: la procura aveva chiesto per il professore, che ha 51 anni e si è sempre dichiarato innocente, la condanna a 7 anni. Il processo si è svolto a porte chiuse.

I fatti contestati all'insegnante sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2017 durante le lezioni di sostegno. E proprio in seguito al racconto della bambina, è scattata l'indagine sul docente accusato di violenza sessuale.

il professore e gli abusi sessuali su un'alunna di tredici anniIL PROFESSORE E GLI ABUSI SESSUALI SU UN'ALUNNA DI TREDICI ANNI
Il professore sino ad oggi ha continuato a svolgere la sua attività didattica nella stessa scuola media dove sarebbero avvenuti i fatti: il dirigente scolastico, che è stato ascoltato come testimone durante il processo, non aveva preso alcun provvedimento nei confronti dell'insegnante in attesa della sentenza del tribunale. I genitori dell'alunna si sono costituiti parte civile. I difensori del professore presenteranno quasi certamente ricorso in appello.

Fonte: qui

mercoledì 19 giugno 2019

SULLA A-21 TRAGEDIA EVITATA PER UN SOFFIO A CAUSA DI UN 46ENNE BULGARO CON LE FIGLIE A BORDO CHE S'È FATTO TRANQUILLAMENTE CONTROMANO 6 CHILOMETRI DI AUTOSTRADA PER RECUPERARE IL PORTAFOGLI ALL'AUTOGRILL

LE TELECAMERE LO VEDONO, SCATTA IL PIANO D'EMERGENZA DELLA POLSTRADA E… 

Sei chilometri di autostrada contromano, sulla A21, per tornare all’area di servizio dove pensava di avere dimenticato il portafogli. Poteva causare una strage la manovra spericolata di un automobilista bulgaro di 46 anni. La polizia stradale della sottosezione di Alessandria Ovest, che lo ha intercettato e fermato, gli ha ritirato la patente e ha fermato per tre mesi l’ auto. L’uomo viaggiava su una Renault Scenic, con a bordo le figlie di 20 e 25 anni.
All’altezza di Voghera (Pavia), ha fatto dietrofront, incurante dei gravi rischi che l’inversione poteva far correre a lui e alle sue figlie e agli altri automobilisti. La segnalazione del centro operativo della Polstrada è stata immediata, così come l’attivazione di una safety car. Lampeggianti e sirene spiegate una pattuglia, che si trovava nei pressi dell’area di servizio di Tortona, ha bloccato l’ auto prima che il gesto si tramutasse in tragedia. Il portafogli che l’automobilista pensava di avere dimenticato era nell’abitacolo dell’ auto. Fonte: qui

domenica 16 giugno 2019

UN UOMO PICCHIA LA MOGLIE NEL PERIODO DELLA SEPARAZIONE MA IL GIUDICE LO ASSOLVE VISTO CHE UN PERITO LO HA DICHIARATO INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE

SECONDO IL MEDICO, ERA AFFETTO DA UN FORTE STATO DEPRESSIVO E L’EPISODIO È STATO GIUDICATO UN CASO ISOLATO E NON RICONDUCIBILE A FUTURE AZIONI DELLO STESSO TIPO
Chiara Ammendola per milano.fanpage.it
uomo picchia la moglieUOMO PICCHIA LA MOGLIE

È stato assolto dalle accuse di maltrattamenti nei confronti della moglie perché, secondo un perito psichiatrico, l'uomo era affetta da una depressione causata dalla separazione in corso proprio dalla donna. E dunque le botte che la moglie avrebbe subito in quel periodo sarebbero frutto di un caso isolato, dovuto alla situazione psicologica dell'uomo in quel momento ritenuto incapace di intendere e di volere.

Come riportato da IlGiorno, è accaduto a Pavia, dove il giudice ha così deciso di accogliere la richiesta dell'avvocato difensore dell'uomo e assolverlo dal reato contestato, ovvero quello di maltrattamenti e lesioni, così come previsto all’articolo 572 del codice penale e all’articolo 582. La vicenda era partita dalla denuncia della moglie dell'uomo che aveva raccontato alle forze dell'ordine di essere stata picchiata dal marito dal quale si stava separando: botte che le avrebbero provocato anche lesioni serie, al volto e al naso.

uomo picchia la moglieUOMO PICCHIA LA MOGLIE
E così è iniziato dopo mesi il processo durante il quale è stata effettuata una perizia psichiatrica all'uomo: ed è stato proprio il medico a scrivere nel suo rapporto che l'uomo, residente a Pavia con i due figli e quella che al tempo era la moglie, nel periodo della separazione stava vivendo un forte stato depressivo. E per questo il giudice, così come spiegato dal difensore dell'uomo, ha deciso di assolverlo da tutte le accuse. "Il mio assistito è stato dichiarato non socialmente pericoloso – ha spiegato il legale Antonio Salvio – in quanto lo stato depressivo era strettamente legato solo a quel periodo. Il perito è stato attento a valutare la situazione umana". Per questo non è stata applicata nessuna misura di sicurezza. Le motivazioni della sentenza verranno comunque depositate più avanti.

Fonte: qui

giovedì 1 dicembre 2016

ESPLODE UNA RAFFINERIA ENI IN PROVINCIA DI PAVIA, UNA DELLE PIU' GRANDI D'ITALIA


L'AVVISO AI RESIDENTI: "NON USCITE DI CASA" 

AL MOMENTO NON VENGONO SEGNALATI FERITI, MA NON SONO ESCLUSI



raffineria eni in fiammeRAFFINERIA ENI IN FIAMME
Esplosione intorno alle 16 all'interno della raffineria Eni di Sannazzaro de' Burgondi, una delle più grandi d'Italia. Secondo le prime notizie, che trovano conferma anche nelle parole del sindaco Roberto Zucca non ci sarebbero feriti. Sul posto stanno convergendo vigili del fuoco da tutta la provincia per dare manforte alle squadre interne: al lavoro ci sono circa quaranta pompieri al lavoro. Sono tutte da valutare le conseguenze ambientali.

Le ambulanze, precisa l'azienda Azienda Regionale Emergenza Urgenza, Areu, sono sul posto per eventuali ricadute sanitarie delle persone che abitano vicino alla raffineria e che possono eventualmente aver inalato fumi. Dalla raffineria si è innalzata una colonna di fumo nero visibile a decine di chilometri di distanza. I vigili urbani stanno girando per le strade di Sannazzaro invitando i residenti a non uscire dalle proprie case per via del fumo. Mentre il Comune di Sannazzaro ha pubblicato sulla propria pagina Facebook un avviso nel quale si invitano gli abitanti a non uscire di casa.


raffineria eni paviaRAFFINERIA ENI PAVIA

L'incidente è avvenuto alle 15.40 nella zona denominata Cantiere Est 2 della raffineria, una parte dell'impianto di recente realizzazione. Secondo quanto riferito da testimoni, si è generata una 'palla di fuoco' alta decine di metri.

Fonte: qui