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giovedì 5 dicembre 2019

A ROMA DIECI PERSONE, TRA IMPRENDITORI E FUNZIONARI PUBBLICI, SONO STATI ARRESTATI CON LE ACCUSE DI CORRUZIONE, TRUFFA AI DANNI DELLO STATO E TURBATA LIBERTÀ DEGLI INCANTI

COINVOLTI TRE IMPRENDITORI DEL SETTORE EDILIZIO, MANAGER PRIVATI E FUNZIONARI PUBBLICI DELL'AGENZIA DELLE DOGANE E MONOPOLI…
(ANSA) - Dieci persone, tra imprenditori e funzionari pubblici, sono stati arrestati a Roma le accuse di corruzione, truffa ai danni dello Stato e turbata libertà degli incanti. Coinvolti tre imprenditori operanti nel settore dell'edilizia, manager privati e funzionari pubblici dell'Agenzia delle dogane e monopoli. Gli agenti della sezione "Anticorruzione" della Squadra Mobile hanno provveduto anche al sequestro preventivo per un valore di oltre 9 milioni di euro.

L'indagine avrebbe riguardato rapporti illeciti tra un gruppo imprenditoriale e alcuni funzionari pubblici nell'aggiudicazione di appalti sulla gestione e ristrutturazione di immobili del fondo di previdenza del Mef. L'operazione nasce da un'attività investigativa svolta dalla Squadra Mobile, insieme con l'Ufficio Antifrode dell'Agenzia delle Entrate, e coordinata dalla Procura di Roma.

Fonte: qui

Inchiesta sui lavori e la gestione di immobili del fondo di previdenza del Mef. Due costruttori in carcere, altre 10 persone, tra cui dirigenti pubblici, ai domiciliari. Coinvolto anche manager di banca Mediolanum

ROMA - Posti di lavoro, promozioni e favori, in cambio di appalti. Due imprenditori in carcere e otto persone, tra cui funzionari pubblici, finiti ai domiciliari. Questo il risultato dell'operazione 'Cassandra' che ha portato all'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti e truffa ai danni dello stato. In manette i costruttori romani Ernesto e Gianfranco Brozzetti raggiunti anche da un provvedimento di sequestro preventivo di quasi 10 milioni di euro.

La misura cautelare degli arresti domiciliari riguarda anche un manager di banca Mediolanum, in questo momento all'estero.


L'indagine, svolta dagli uomini della Squadra Mobile con la collaborazione dell'ufficio antifrode dell'agenzia delle Entrate coordinati dal pm Alberto Pioletti, ha riguardato i rapporti tra gli imprenditori e funzionari per l'aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione e ristrutturazione degli immobili affittati ad enti pubblici di via dei Normanni (in parte adibito a sede del dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia) e di via Costi adibito a sede dell'agenzia delle Entrate, ufficio provinciale di Roma.

Le indagini, svolte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno riguardato anche Massimo Pietrangeli, all'epoca dei fatti direttore Centrale accertamento e riscossione dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e presidente del Fondo di previdenza del Mef e attualmente a capo della direzione centrale Tabacchi.

Secondo quanto emerso dall'inchiesta, le gare di appalto venivano affidate sempre alla stessa società: la Vapa Appalti Srl, riconducibile ai Brozzetti che, dall'esame della documentazione acquisita, risulta aver conseguito le commesse in virtù di proposte inizialmente molto vantaggiose. Gli immobili appartengono a fondi immobiliari le cui quote appartengono interamente al Fondo di Previdenza del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Gli imprenditori puntavano all'acquisto di immobili da destinare a sede di pubbliche amministrazioni e alla gestione, in un secondo momento, della ristrutturazione, facendone lievitare il valore e, di conseguenza, il canone di locazione. Nell'indagine è coinvolta anche Cristiana Pattumelli, compagna di Pietrangeli, e già membro del cda del fondo di previdenza del Mef che, secondo l'accusa, in cambio di favori, puntava ad ottenere un posto di lavoro migliore nella pubblica amministrazione. 

Fonte: qui

APPALTI E INFORMAZIONI RISERVATE IN CAMBIO DI VIAGGI, TELEFONI, GADGET E LAVORO: A ROMA DUE COSTRUTTORI SONO FINITI IN CARCERE, E OTTO FUNZIONARI AI DOMICILIARI PER CORRUZIONE E TRUFFA AI DANNI DELLO STATO 
L’INDAGINE RIGUARDA L’AGGIUDICAZIONE DI APPALTI SULLA RISTRUTTURAZIONE DI ALCUNI IMMOBILI DEL MEF, CHE VENIVANO AFFIDATI SEMPRE ALLA STESSA SOCIETÀ PERCHÉ…
Valentina Errante e Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

appalti pilotati al tesoro 2APPALTI PILOTATI AL TESORO 
Appalti e preziose informazioni riservate in cambio di regali: viaggi, telefonini, gadget tecnologici e posti di lavoro. Sono dieci le ordinanze di misure cautelari emesse ieri su richiesta della procura di Roma. In carcere sono finiti due costruttori, Ernesto e Gianfranco Brozzetti, mentre otto, tra funzionari pubblici e manager, sono ai domiciliari. Secondo il pm Alberto Pioletti, gli indagati sono responsabili, a vario titolo, di corruzione per l'esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti e truffa ai danni dello Stato.

dipartimento delle finanzeDIPARTIMENTO DELLE FINANZE
I Brozzetti sono stati raggiunti anche da un provvedimento di sequestro preventivo di quasi 10 milioni di euro. Ai domiciliari, tra gli altri, anche Paolo Ajmone Cat, manager di Banca Mediolanum all'epoca dei fatti, e oggi all'estero. Ma anche Leo Checcaglini ex manager di Philip Morris, ai domiciliari anche l'imprenditore Gianni Nazzareno.

appalti pilotati al tesoroAPPALTI PILOTATI AL TESORO
L'indagine, degli uomini della Squadra mobile e dell'ufficio Antifrode dell'Agenzia delle Entrate, ha riguardato i rapporti tra gli imprenditori e funzionari per l'aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione e ristrutturazione degli immobili affittati ad enti pubblici di via dei Normanni, in parte adibito a sede del Dipartimento delle Finanze del Mef, e di via Costi, adibito a sede dell'Agenzia delle Entrate, Ufficio Provinciale di Roma e Territorio. Spicca la figura di Massimo Pietrangeli, ex dirigente Agenzia delle dogane e dei monopoli e presidente del Fondo di previdenza del Mef e attualmente alla direzione centrale Tabacchi. Il ministero dell'Economia e Finanze, che ha subito avviato le procedure per la sospensione dei dipendenti delle Agenzie fiscali destinatari di misure cautelari, ha espresso «massima disponibilità» a collaborare con gli inquirenti e si dichiara «parte lesa».
PALAZZO DI VIA DEI NORMANNI AFFITTATO DALLO STATOPALAZZO DI VIA DEI NORMANNI AFFITTATO DALLO STATO

LE GARE
Le gare di appalto venivano affidate sempre alla stessa società: la Vapa Appalti Srl, riconducibile ai Brozzetti, che per i pm risulta aver conseguito le commesse in virtù di proposte inizialmente molto vantaggiose. Gli immobili appartengono a fondi immobiliari le cui quote sono interamente del Fondo di Previdenza del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Gli imprenditori puntavano all'acquisto di immobili da destinare a sede di pubbliche amministrazioni e alla gestione, in un secondo momento, della ristrutturazione, facendone lievitare il valore e, di conseguenza, il canone di locazione.

VIA DEI NORMANNIVIA DEI NORMANNI
Nel sistema corruttivo è coinvolta anche Cristiana Pattumelli, compagna di Pietrangeli, e già membro del cda del fondo di previdenza del Mef, che, in cambio di favori, puntava a ottenere un posto di lavoro più prestigioso nella pubblica amministrazione. Ai domiciliari, in uno dei filoni dell'indagine, anche due ex dirigenti (ora in pensione) dei Monopoli che avrebbero rivelato, in cambio di assunzioni di soggetti da loro segnalati, notizie e documenti a Leo Checcaglini, un ex manager di una società multinazionale, di Philip Morris Italia. Accordi che venivano «facilitati» dalla intermediazione di Pietrangeli. Per soddisfare le pressanti richieste di un nuovo posto di lavoro per la moglie, «non ha avuto alcuna remora ad asservire la propria funzione pubblica alle richieste corruttive del manager» della società.
Netta la replica di Philip Morris Italia: «L'azienda intende precisare che Checcaglini non è, né è mai stato, dipendente dell'azienda o Direttore Affari Istituzionali». La nota precisa anche che l'indagato ha «avuto con l'azienda un rapporto di consulenza esterna».
Fonte: qui

sabato 20 luglio 2019

IL MINISTERO DELL’ECONOMIA METTE IN VENDITA 420 PROPRIETÀ IMMOBILIARI DEL DEMANIO

L’OBIETTIVO È INCASSARE 1,2 MILIARDI DI EURO IN TRE ANNI, 950 MILIONI SOLO NEL 2019 (SEEEHH ...) 

TRA I BENI CHE LO STATO VUOLE CEDERE C’È L’EX CONVENTO DI SAN SALVADOR, NEL CENTRO STORICO DI VENEZIA, E…
Stefano Righi per www.corriere.it

GIOVANNI TRIAGIOVANNI TRIA
È in vendita il mattone di Stato. Il piano straordinario delle cessioni degli immobili pubblici ha preso il via questa mattina con un obiettivo ambizioso: arrivare a incassare 1,2 miliardi di euro in tre anni, attraverso la cessione di 420 proprietà immobiliari, tra questi l’ex convento di San Salvador nel centro storico di Venezia. 
ex convento di San Salvador VENEZIAEX CONVENTO DI SAN SALVADOR VENEZIA
La nota è del ministero dell’Economia, in occasione della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale «che contribuisce a definire il perimetro e le modalità di azione» del piano. L’obiettivo del governo è di «conseguire introiti per 950 milioni nel 2019 e per 150 milioni nel 2020 e nel 2021». Il piano prevede l’utilizzo di «strumenti diversificati di cessione e valorizzazione degli immobili».
ex convento di San Salvador VENEZIA 2EX CONVENTO DI SAN SALVADOR VENEZIA 
Il decreto contiene la lista degli immobili da cedere e per un primo pacchetto di 90 manufatti è prevista la pubblicazione dei bandi di vendita già in questa seconda parte di luglio, secondo quanto scrive il Mef. Le vendite avverranno tramite aste che si avvarranno della piattaforma del Consiglio Nazionale del Notariato.
PIANO VENDITE IMMOBILI DELLO STATOPIANO VENDITE IMMOBILI DELLO STATO
Tutti i dettagli sui beni in vendita, le informazioni sui bandi di gara e i contatti utili per l’assistenza saranno costantemente aggiornati sul sito istituzionale dell’Agenzia www.agenziademanio.it, nella sezione dedicata «Piano Vendite Immobili dello Stato». Un’altra parte del piano straordinario sarà gestita invece da Invimit Sgr, societa’ partecipata al 100% dal ministero dell’Economia, che gestirà la dismissione di immobili di provenienza pubblica conferiti ai suoi fondi immobiliari per un importo stimato complessivamente in 610 milioni. Fonte: qui
ex convento di San Salvador VENEZIA 1EX CONVENTO DI SAN SALVADOR VENEZIA