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mercoledì 23 novembre 2016

TRUMP SI PRESENTA NELLA REDAZIONE DEL ‘NEW YORK TIMES’ E SPIAZZA TUTTI


‘MI AVETE VERAMENTE TRATTATO MALE, MA HO UN GRANDE RISPETTO PER IL GIORNALE’, E SI FA INTERVISTARE DALLA REDAZIONE. VE L’AVEVAMO DETTO CHE LI AVREBBE FATTI IMPAZZIRE TUTTI

‘NON CI SARÀ CONFLITTO D’INTERESSI, LA LEGGE È CON ME. NON VENDERÒ L’IMPERO, SONO ATTIVITÀ IMMOBILIARI. SE NE OCCUPERANNO I FIGLI, NON POSSONO VIETARMI DI VEDERE IVANKA’

‘CON MIO GENERO JARED KUSHNER SPERO DI TROVARE UNA SOLUZIONE AL CONFLITTO TRA ISRAELE E PALESTINA. 

IN SIRIA? LAVORIAMO CON PUTIN SENZA FISSARSI NEL RIMUOVERE ASSAD’

POI HA PARLATO DI TORTURE E WATERBOARDING, BREITBART E STEVE BANNON, SUPREMATISTI BIANCHI CHE FANNO IL SALUTO DI HITLER, E HA PRESO LE DISTANZE DALLA ALT-RIGHT 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

DONALD TRUMP NELLA REDAZIONE DEL NEW YORK TIMESDONALD TRUMP NELLA REDAZIONE DEL NEW YORK TIMES
“Mi avete veramente trattato male, non si fa così, io ho un enorme rispetto per il New York Times.” Alla fine c'è andato al New York Times e si è piazzato a colazione nella grande sala  delle riunioni con tutta la redazione, i capi, le grandi firme, le fotografie alle pareti  delle stelle del passato, guardandoli in faccia a uno a uno, quelli che conosceva e quelli che non conosceva,  tutti uniti nel parlare male di lui  da quando nel giugno del 2015 comincio’ ad essere ventilata l'ipotesi surreale di una candidatura del miliardario controverso con i capelli rosa e le mogli modelle a presidente degli Stati Uniti.

al smith dinner donald trump hillary clinton 15AL SMITH DINNER DONALD TRUMP HILLARY CLINTON 15
C'è andato e ha recitato la parte più candida che gli veniva in mente o forse non era neanche una parte, e anche se non lo ammetteranno mai i soloni della Signora in Grigio, che hanno dato fino all'ultimo per certa anzi inevitabile la vittoria di Hillary Clinton, li ha spiazzati con frasi tipo: ‘Certo che vi leggo, ma se non vi leggessi camperei 20 anni di più’.

I DOCUMENTI FISCALI DI TRUMP PUBBLICATI DAL NEW YORK TIMES 3I DOCUMENTI FISCALI DI TRUMP PUBBLICATI DAL NEW YORK TIMES 3
 Ve l’ho detto che li farà impazzire tutti Donald Trump ancora prima di insediarsi alla Casa Bianca, perché l'uomo è imprevedibile ed esercita uno stile libero dalle regole della politica in modo sicuramente spiazzante ma anche rinfrescante. Sta sicuramente ridefinendo le relazioni con la grande stampa, e mentre ha confermato che intende mantenere un rapporto diretto con l'elettorato attraverso i social network che tanto lo hanno aiutato in campagna elettorale, perché niente colpisce come due minuti e mezzo in cui ci metti la faccia e dici cose semplici, si sta muovendo per mettere fine ad alcune derive devastanti.

WOLF BLITZER DELLA CNN FA IL TIFO PER HILLARY CLINTONWOLF BLITZER DELLA CNN FA IL TIFO PER HILLARY CLINTON
Non è detto che sia possibile raggiungere una  tregua con la CNN, la Clinton News Network come la chiama Trump, ma certamente il Times per uno di New York che non intende tagliare in alcun modo il rapporto con New York è fondamentale. D'altra parte trovare una forma di relazione col presidente che salvaguardi il diritto a fare l'opposizione ma riporti le cose su un piano solo politico, conviene a un giornale importante e autorevole che appresso a Hillary Clinton ha perso buona parte dell'autorevolezza.

DONALD TRUMP MELANIA IVANKADONALD TRUMP MELANIA IVANKA
Perciò Trump è andato a mostrare la faccia più da colomba che ha e a smentire le accuse più da falco. I giornalisti gli hanno a quanto si sa fatto libere domande ma hanno rinunciato al contraddittorio che era poi la regola sulla quale non si stavano mettendo d'accordo da giorni. Probabilmente è un punto in più a favore del presidente eletto.

Il quale, stando a quanto è trapelato dai tweet inviati da componenti della redazione durante l'incontro, ha detto fra l'altro: “non sono un fan della elezione con collegio dei grandi elettori, avrei preferito impegnarmi per vincere voto popolare”. “Non ho niente a che fare col cosiddetto movimento alt-right, non è un gruppo che ho intenzione di rivitalizzare, se si sentono rivitalizzati da me cercherò di capire perché”.
donald e ivanka trump in radioDONALD E IVANKA TRUMP IN RADIO

Non ci saranno conflitti che provengono dai miei affari, la legge e’ totalmente dalla mia parte, il presidente non può avere un conflitto di interessi. Non posso vendere il mio impero perché è immobiliare. Ho consegnato tutto il management ai miei figli ma se fosse per certa gente non dovrei mai più vedere mia figlia Ivanka”.

andrew breitbart on stageANDREW BREITBART ON STAGE
 “I miei affari non hanno alcuna importanza rispetto a quello che sto per fare, però è vero che il brand Trump non è mai stato così forte”. A proposito di Steven Bannon che è stato nell'ultima parte della campagna il manager capo e ora è stato nominato stratega capo della Casa Bianca, Trump ha detto: “Se pensassi che è un razzista o un uomo di destra non l'avrei mai assunto. Per lui è molto dura, non è lui quello che descrivono. Breitbart e’ solo un giornale, certamente sono molto più conservatori del New York Times, ma e’ sempre solo un giornale. Quando gli hanno chiesto se condannasse un incontro della alt-right lo scorso weekend a Washington nel quale qualcuno ha alzato la mano e fatto il saluto alla Hitler, ha risposto “Disapprovo e condanno”.
STEVE BANNONSTEVE BANNON

Del Partito Repubblicano ha detto che spera di poterci lavorare bene, ”attualmente mi amano, quattro settimane fa non mi amavano”, e anche a Silicon Valley lo detestano un po' di meno visto che sia Tim Cook della Apple che Bill Gates di Microsoft gli hanno telefonato per congratularsi.

 Nessuna intenzione di perseguire Hillary Clinton per la storia delle mail come pure aveva promesso in campagna elettorale, “hanno già sofferto abbastanza per quello che gli è accaduto. Non intendo fare scelte che continuino a dividere il Paese”.
STEVE BANNONSTEVE BANNON

Politica estera, la Siria: Trump ha riconosciuto che e’ un problema che va risolto ma ha anche detto di avere un punto di vista differente dal suo predecessore, e ha fatto capire che gli Stati Uniti dovrebbero lavorare con la Russia per combattere lo Stato Islamico e non preoccuparsi di far fuori il presidente siriano Assad. 

Gli Stati Uniti come Nation builder? Non credo, ha risposto, e a Thomas Friedman che gli chiedeva quale dovrebbe essere oggi il ruolo dell'America nel mondo ha risposto con una risatina, “è una domanda troppo grande”.

DI suo genero Jared Kushner ha detto che è convinto che potrebbe aiutare come mediatore di pace tra israeliani e palestinesi, ruolo che, ha ricordato ha visto fallire presidenti per decenni. “Mi piacerebbe essere io il presidente che riesce a far fare la pace tra Israele e palestinesi, sarebbe un grandissimo risultato”.

STEVE BANNONSTEVE BANNON
Quando gli hanno chiesto del suo impegno col primo emendamento, ha risposto: ‘’Penso che vi farò felici”. Infine alcuni occhiolini strizzati al politically correct tanto caro al New York Times: il quasi sicuramente prescelto per segretario alla Difesa, il generale Mattis, detto Mad Dog per il suo passato piuttosto spiccio, gli ha rivelato di essere contrario al waterboarding, la tecnica di tortura con l'acqua alla quale invece Donald Trump si era detto favorevole; e quanto all'annosa questione degli accordi sui cambi climatici e il presunto riscaldamento globale, il presidente eletto ci sta pensando, e forse ripensando. Che gran ruffiano!

Fonte: qui

martedì 12 aprile 2016

Intervista a Pierluigi Paoletti analista finanziario e cofondatore dell’associazione Arcipelago Scec

Abbiamo intervistato su alcuni temi economici il dr. Pierluigi Paoletti


Il Dr. Pierluigi Paoletti è esperto di economia, analisi dei mercati finanziari e politiche monetarie, ha curato uno dei primi siti di divulgazione economica e finanziaria, ha collaborato con varie testate giornalistiche e tenuto corsi e conferenze. E' stato consulente comunale e regionale, ha scritto libri e dato il suo contributo grazie al suo pensiero economico. E' anche cofondatore di Arcipelago SCEC La rete di Arcipelago SCEC, la cui missione è di "costruire qualcosa di nuovo, libero, uno spazio dove la Solidarietà reciproca sia la norma e dove non ci siano secondi fini e manipolazione". Per fare ciò utilizza come mezzo una moneta complementare, lo SCEC. 
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Per saperne di più su Arcipelago SCEC, clicca sulla foto

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Come definisce il nostro Paese nel 2016 economicamente parlando?
Se esaminiamo con spirito critico gli accadimenti dalla morte di Moro in poi, in particolare:
  • il divorzio nel 1981 fra Tesoro e bankitalia e il conseguente raddoppio del debito pubblico in appena 10 anni,
  • la firma di trattati internazionali che snaturavano le sovranità del nostro stato,
  • il colpo di stato di fatto nel 1992 con mani pulite e le successive riforme della legge bancaria operate dall'allora direttore generale del tesoro, Mario Draghi,
  • le grandi privatizzazioni di banche e società pubbliche,
  • l'adozione dell'euro,
riusciamo a vedere un disegno molto lucido e preciso teso a rendere inoffensivo un paese molto scomodo sia economicamente che per le scelte di politica internazionale. Oggi probabilmente ci stiamo avvicinando alla fine di questo processo con un'Italia completamente in ginocchio, stanca e preda di avvoltoi che stanno spolpando voracemente le ricchezze rimaste, ma forse più pronta a fare un deciso cambio di rotta.
Da dove dovremo ripartire?
Il discorso è complesso e non può che iniziare da una rinascita prima di tutto culturale, etica e solo poi si arriva a quella economica. Bisogna far riemergere il senso di appartenenza ad una comunità allargata che accoglie e non esclude, una comunità che riscopre la solidarietà reciproca delle nostre radici contadine, il rapporto con la terra ed il rispetto di persone e beni collettivi.
 E' in atto una sorta di chiamata a raccolta di tutte le persone di buona volontà che possano con la loro passione e con la loro professionalità iniziare a ricostruire sulle macerie perché è come se un cataclisma o una guerra si fossero abbattuti sul nostro paese.
Prima di ricostruire però dobbiamo attivare una pulizia profonda dall'egoismo, dall'avidità e dalla voglia di sopraffazione che deve lasciare il posto allo spirito di servizio, alla collaborazione e alla solidarietà reciproca. Solo allora sarà possibile costruire sulla roccia le fondamenta del nuovo corso.
Su chi e quale categoria punterebbe maggiormente?
Nel processo di ricostruzione bisogna necessariamente ripartire dai giovani e sensibilizzarli sia alla gestione etica della cosa comune che al nuovo concetto di impresa privata che aiuta e collabora con la comunità. Dal punto di vista delle categorie, premesso che tutte sono importanti, è necessario iniziare come intuibile dall'agricUltura riportandola ad una dimensione più naturale e locale coinvolgendo in questo processo di rinnovamento sia le aziende che le amministrazioni locali e le comunità sociali. Bisogna ribaltare il concetto ormai superato di “mors tua vita mea” per arrivare a comprendere che siamo noi a stabilire le regole del gioco e che i risultati maggiori si raggiungono collaborando e rendendo tutti i partecipanti felici e orgogliosi di partecipare a questo gioco.
Con la sua associazione afferma di voler cominciare a ricucire e fortificare le economie locali. Come?
Arcipelago SCEC, acronimo di Solidarietà ChE Cammina, è uno strumento neutro e no profit che mettiamo al servizio delle comunità. Sono buoni locali che rappresentano la Solidarietà delle aziende che li accettano insieme agli euro come percentuale del prezzo di merci e servizi, nei confronti della comunità che, ricevendoli gratuitamente e/o a fronte di comportamenti virtuosi, premia queste aziende comprando da loro invece che dalle multinazionali. Per capire quanto importante sia premiare le aziende locali pensiamo che un comune come Latina spende per la spesa alimentare circa 180 milioni l'anno e poiché il 90% di questa spesa viene assorbita dai numerosi supermercati e centri commerciali della GDO è intuibile che solo una parte minimale di questa ricchezza viene reinvestita sul territorio, creando nel lungo termine danni incalcolabili.
Ripartire a risanare le nostre comunità locali è importantissimo per riprendere fiducia in noi stessi e toccare con mano che un'inversione positiva degli eventi è possibile. Dal locale al nazionale il passo poi è breve.
Per lei siamo imprigionati da un sistema fatto di potere alle banche ed indebitamento privato?

Attualmente credo sia chiaro a tutti che siamo sotto la dittatura del denaro con il ricatto del debito, un debito costruito su di una colossale truffa destinata come tutte le truffe, prima o poi, a cadere.

Se tutto il denaro emesso viene emesso a fronte di un debito come è possibile estinguere questo debito?

Ovviamente è impossibile e per questo stiamo vivendo nell'allucinazione della scarsità e dell'ingiustizia, in attesa che sia ripristinata finalmente la verità e la giustizia avendo fatto propria la frase riportata su ogni SCEC:

“Non venderò mai la mia libertà per tutto l'oro del mondo”