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giovedì 5 dicembre 2019

L'ARSENALE DEI NAZISTI ITALIANI ERA IN FRANCIA GESTITO DALL'EX PENTITO DI ‘NDRANGHETA

AVEVA UN FALSO LASCIAPASSARE DELLA POLIZIA 
QUEI DISCORSI SUI KALASHNIKOV DA ACQUISTARE A PREZZI DI SALDO 
TRA I TANTI DIALOGHI INTERCETTATI, CI SONO QUELLI TRA L’UOMO E UN ALTRO RECLUTATORE DI NAZISTI IN CUI SI DICE CHE…
Giovanni Bianconi per il “Corriere della sera”

pasquale nuceraPASQUALE NUCERA
Le «ombre nere» che hanno dato il nome all' operazione dell' Antiterrorismo contro una rete di neonazisti intenzionati a fondare il Partito nazionalsocialista dei lavoratori italiani, cominciano a prendere corpo. Non sono più solo i bellicosi proclami degli inquisiti a preoccupare gli investigatori, ma le armi che alcuni di loro avevano a disposizione.

Per esempio il mini-arsenale sequestrato a Pasquale Nucera, l' ex pentito di 'ndrangheta arruolato dalla banda di nostalgici di Hitler, custodito in Francia nelle case e nei terreni della donna che viveva con lui in Italia, finito in carcere. Otto fucili, una carabina, una pistola semiautomatica e quattro revolver, oltre a due valigette piene di munizioni, che si sommano a due fucili e una carabina trovate nell' abitazione ligure in provincia di Imperia, dove c' erano pure le cartucce dei fucili sequestrati oltralpe.

Dalle ultime perquisizioni è saltato fuori anche un altro particolare inquietante: una tessera della polizia francese, falsificata alla perfezione, intestata a Nucera classificato come guardien de la pax, che equivale a un lasciapassare ai controlli delle autorità civili e militari.
arsenale nazistiARSENALE NAZISTI

L' arsenale dell' ex 'ndranghetista dalle tendenze neofasciste (di sé diceva di essere stato un militante di Forza nuova a stretto contatto con la dirigenza nazionale) viene collegato dagli inquirenti a un' intercettazione in cui parlava di proiettili con Maurizio Aschieri, l' altro indagato di «Ombre nere» arrestato per possesso illegale di armi. Il 6 novembre scorso, tre settimane prima della «retata» della Polizia di prevenzione e delle Digos di varie città coordinate dalla Procura di Caltanissetta, Aschieri chiedeva a Nucera: «Ascolta, riesci a regalarmi due tre... aspetta... com' è che si chiamano... chiavi, chiavi inglesi del 12....».

arsenale nazistiARSENALE NAZISTI
Secondo gli investigatori si tratta di un linguaggio cifrato per riferirsi al calibro delle munizioni. Nucera rispondeva prima di sì e poi di no, spiegando che gliele aveva già date, ma Aschieri insisteva: «Ma va! Non è vero, mi avevi dato altre... altre chiavi... quelle tedesche... mi avevi dato, di chiavi, le altre, le svedesi, speciali...». E Nucera: «Te le avevo date...».

Tra i tanti dialoghi intercettati, ci sono quelli tra l' ex pentito - che in primavera è tornato a deporre nel processo contro la 'ndrangheta stragista a Reggio Calabria, dove ha raccontato di aver conosciuto Licio Gelli e ricostruito presunti contatti tra i boss calabresi e la massoneria coperta, da cui sarebbero scaturiti anche alcuni «omicidi eccellenti» - e un altro presunto reclutatore di neonazisti, il ligure Alessandro Piga. A lui Nucera rivela di aver aderito, insieme a polacchi, cecoslovacchi, ungheresi e austriaci, a un gruppo di Templari anti-Islam, e di essere il titolare di un Ordine templare con sede a Lugano.

Dice anche di avere militato nella Legione straniera e combattuto in mezzo mondo, dall' Uganda alla Rhodesia, dal Ciad al Libano, fino a Eritrea e Somalia, e di collaborare attualmente con i «gilet gialli» che da un anno mettono a ferro e fuoco Parigi.
neonazisti 1NEONAZISTI 1

Il calabrese che viveva tra la Liguria e la Francia vantava pure contatti con uomini politici del centro-destra attivi in alcune banche, e progettava azioni a Savona, per le quali - diceva - «ho già fatto dei sopralluoghi, utilizzando macchine diverse». Attentati da compiere «utilizzando benzina e rivendicandoli "Patrioti italiani" e basta». Vanterie e vaneggiamenti, forse.

Ma le armi a disposizione, la tessera della polizia francese e altri discorsi sui kalashnikov da acquistare a prezzi di saldo hanno convinto l' Antiterrorismo a intervenire. E per adesso, Nucera che si faceva chiamare Léon, ha preferito non rispondere ai magistrati.

Fonte: qui

“BISOGNA CREARE UN NOSTRO ESERCITO PERCHÉ PURTROPPO L’ESERCITO E LE FORZE DELL’ORDINE SONO, PER TRE QUARTI, FEDELI ALLO STATO” 
I NAZI-DELIRI DEL GRUPPO DI MISS HITLER CHE COME MODELLO AVEVA BORGHEZIO E BANNON 
DALLE INTERCETTAZIONI EMERGONO GLI ATTACCHI A SEGRE, BOLDRINI E SAVIANO (“HA LA PROTEZIONE DEGLI EBREI”) E IL SOGNO DI MISS HITLER DI FARE UN PARTITO 
LA SPACCATURA SULL’ISLAM

Annalisa Cangemi per fanpage.it

"Serve gente come Borghezio e Bannon", questa la proposta di una delle attiviste del partito neonazista, fatta mentre conversava al telefono con ‘miss Hitler', Francesca Rizzi, la responsabile per il Nord del gruppo. Le idee e le dichiarazioni dell'ex europarlamentare leghista e dell'ex capo stratega del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e fondatore dell'organizzazione internazionale ‘The Movement', che promuove il nazionalismo economico e il populismo di destra. avevano fatto breccia nel cuore degli attivisti di estrema destra.
Miss Hitler su VkontakteMISS HITLER SU VKONTAKTE

Nel novembre dell’anno scorso, come ha ricostruito Salvo Palazzolo su ‘la Repubblica', proprio mentre si affermava il movimento di Steve Bannon, i neonazisti puntavano ad allargare il movimento, cercando nuove alleanze, che avessero soprattutto il comune denominatore dell'odio verso gli ebrei.

Contemporaneamente se la prendevano con lo scrittore Roberto Saviano: "Ha la protezione degli ebrei", diceva l’esponente del partito in quella telefonata con Francesca Rizzi. ‘Miss Hitler' aveva il sogno di organizzare un partito: la Digos la seguiva da tempo, anche per via dei suoi post sui social network. "Questi subumani devono sparire dalla faccia della terra. Con i forni ci vorrebbe troppo tempo" scriveva sul suo account attaccando Liliana Segre e Laura Boldrini.
mario borghezioMARIO BORGHEZIO

Le intercettazioni della Digos di Enna e del servizio Antiterrorismo interno hanno messo in luce i piani degli esponenti del ‘Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori'. Attorno a ‘miss Hitler' gravitava infatti una galassia di singoli e gruppi che volevano organizzare azioni eclatanti. Come il presidente di un fantomatico movimento ‘La rinascita dell’Italia', operativo in provincia di Roma, che chiedeva a Francesca Rizzi due persone per fare un raid notturno in Prefettura o in Comune o nella sede di Equitalia: "Così le facciamo saltare in aria, e non facciamo danni a nessuno".

MARIO BORGHEZIOMARIO BORGHEZIO
‘Miss Hitler' era in contatto anche con un uomo residente in provincia di Cuneo che si vantava di avere combattuto in Africa come mercenario, dove "sparava alla gente e tagliava le teste". "Dobbiamo creare un nostro esercito", ripeteva Antonella Pavin, la contabile di Curtarolo (Padova) che era l'ideologa del nuovo partito: "Bisogna creare un nostro esercito perché purtroppo l’esercito e le forze dell’ordine sono, per tre quarti, fedeli allo Stato e non si ribelleranno mai". Ma le donne del partito neonazista puntavano soprattutto sul presidente del movimento ‘La rinascita d’Italia': "Ci porterebbe a fare una valanga di tesserati".

miss hitlerMISS HITLER
Dalle intercettazioni è emersa anche una spaccatura nel gruppo, a proposito dell'atteggiamento da tenere nei confronti dell'Islam. La Rizzi voleva seguire alla lettera il pensiero di Hitler: "Ha affermato che era meglio se a vincere fosse stato l’Islam anziché il cristianesimo". Un’altra esponente del partito ribatteva: "Gli islamici sono comandati dagli ebrei". Ma per la Rizzi "L’Isis è una creatura ebraica, e gli islamici non c’entrano nulla con l’Isis", e aggiungeva che "I musulmani che aderiscono all’Isis sono pagati dagli ebrei". Fonte: qui

martedì 16 luglio 2019

INFORMATORI DELL’EST, ALTI FUNZIONARI AFRICANI, MERCENARI E NAZISTELLI ARMATI, ECCO COSA C’E’ DIETRO IL MAXI-SEQUESTRO DI ARMI IN LOMBARDIA (COMPRESO UN MISSILE ARIA-ARIA)

CHI E’ FABIO DEL BERGIOLO, EX CANDIDATO CON FORZA NUOVA: LE FOTO DI HITLER, L’ODIO PER I MIGRANTI E LE BESTEMMIE AI VESCOVI, SOSPESO DAL LAVORO DI DOGANIERE PER UNA TRUFFA 
IL PRESUNTO PIANO PER COLPIRE SALVINI…
SVASTICHE FUCILI E UN MISSILE TROVATO IN UN GARAGE L'ARSENALE DEI NEOFASCISTI
Massimiliano Peggio per ''la Stampa''

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA - MISSILE ARIA ARIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA - MISSILE ARIA ARIA
«Ho un missile aria-aria di fabbricazione francese da vendere. Ti interessa?». Il messaggio, accompagnato da una fotografia della testata, è stato spedito ad un indirizzo WhatsApp. Destinatario un combattente italiano reduce del Donbass, filogovernativo. A inviare il messaggio, intercettato dalla Digos di Torino, è stato Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex ispettore delle Dogane in servizio a Malpensa, candidato al Senato nel 2001 per Forza Nuova nel collegio di Gallarate. Missili, estrema destra, intrighi internazionali.

Dalla scoperta di questa trattativa è scattata nei giorni scorsi l'operazione della polizia, coordinata dalla procura torinese, che ha portato all' arresto di tre persone: per «aver detenuto e posto in vendita un'arma da guerra tipo missile aria-aria», e per essere in possesso di un arsenale di fucili d' assalto e pistole di produzione per lo più austriaca, tedesca e statunitense. L' arsenale, con un' ampia gamma di munizionamento, è stato trovato nell' abitazione dell' ex aspirante senatore, sotto il suo letto.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Mentre il missile Matra R530, realizzato per i caccia francesi Mirage ma dimesso dall' esercito del Qatar, è stato ritrovato, nel suo involucro di trasporto, in un magazzino di Rivanazzano Terme, tra Voghera a Tortona, presso la Star Air Service, società che commercializza e ripara piccoli aerei civili. I titolari Alessandro Michele Aloise Monti, 42 anni, svizzero, e Fabio Amalio Bernardi, 50 anni, residente a Oleggio, inizialmente fermati come indiziati di delitto per il reato di vendita di armi da guerra, sono stati posti agli arresti domiciliari a seguito dell' udienza di convalida.

L' indagine della Digos, diretta da Carlo Ambra, inizia alcuni mesi fa, quando un informatore di un paese dell' Est svela agli investigatori un articolato traffico internazionale di armi, riconducibili ad aree dell' estrema destra. Tra le confidenze, fa riferimento anche a un presunto piano per colpire il ministro dell' Interno Matteo Salvini.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Gli accertamenti della polizia, coordinata dal pool antiterrorismo della procura affidato all' aggiunto Emilio Gatti, imboccano più strade: una di queste li porta a individuare i tre soggetti, intenzionati a mettere in vendita il missile, prendendo contatti con militanti del Donbass e con un alto funzionario pubblico africano. Il piano contro Salvini si rivela subito un vicolo cieco, senza «consistenza investigativa» dicono dalla procura.

La svolta arriva nei giorni scorsi, quando gli investigatori incappano in questa «proposta di vendita per conto terzi». Così scatta il blitz a Gallarate. Nell' abitazione di Fabio Del Bergiolo vengono sequestrate una quarantina di armi, tra cui fucili d' assalto tipo «bullpup» Steyr Aug, Colt M16, in dotazione all' esercito Usa, una Steyr Mannlicher in uso ai Gis dei carabinieri. E un moschetto Carcano 91: un pezzo d'antiquariato funzionante, ma evocativo, essendo simile a quello utilizzato da Lee Oswald per uccidere John Fitzgerald Kennedy.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 5SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 

In casa anche svastiche e cartelli nazisti. Messo alle stratte, ha confermato spontaneamente agli uomini dell' antiterrorismo del piano di vendere il missile. «Sono amico di Alessandro Monti, per motivi lavorativi, commercializzando aerei. Alcuni mesi fa mi ha detto di avere un contenitore con dentro un missile e che gli serviva la mia consulenza per venderlo».

L'incontro è avvenuto in un magazzino di Oriolo, nei pressi di Voghera. Qui Del Bergiolo ha visionato l' oggetto. «Abbiamo aperto il portellone e fatto scivolare fuori la testata». Ha scattato delle foto. Poi ha stimato un prezzo: tra i 450 e 500 mila euro. Successivamente il missile, del quale non si conosce il percorso fatto per arrivare in Italia, è stato trasferito a Rivanazzano Terme. «Il materiale sequestrato - spiega il questore di Torino Giuseppe De Matteis - merita la massima attenzione. Un'operazione che ha pochi precedenti investigativi in Italia».

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 4SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
HITLER, CROCIFISSO E ODIO IL FILO NERO CHE LEGA IL PARTITO NEOFASCISTA AI MERCENARI RUSSI
Niccolò Zancan per ''la Stampa''

L' uomo che stava cercando di vendere un missile abita in un condominio rosa, davanti a due campi da tennis e un centro commerciale. Gallarate, zona dei laghi. Calma apparente. «Ma il signor Del Bergiolo passava il tempo a odiare i migranti. Li malediceva. Usava frasi irripetibili contro i vescovi che li accolgono. Per Pasqua mi ha mandato delle foto di donne nude vestite da naziste, era ossessionato dalle armi. Non so cosa pensasse di fare, ma era inquietante. Tutto sommato, sono più tranquilla di sapere che adesso è in carcere».

I vicini sapevano. Ma non fino a questo punto. Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex guardia doganale all' aeroporto di Malpensa, abitava qui al quarto piano con la madre. Stava dormendo quando sono arrivati per arrestarlo. Nella sua camera c' è un grande crocifisso sopra al letto, e sulla destra una foto di Adolf Hitler con Benito Mussolini.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Dentro un vecchio armadio, gli agenti della digos hanno sequestrato una mitragliatrice Scorpion, 9 fucili da guerra, 3 fucili da caccia, 7 pistole, 306 pezzi di armi da sparo, 20 baionette, 831 munizioni di vario calibro. Alcune armi erano nascoste sotto al materasso. Ovunque: testi sul nazismo e vecchie insegne delle SS. È da questo contesto che bisogna partire. Da questo nazista dichiarato che cerca di vendere un vecchio missile di fabbricazione francese ai mercenari arruolati nella guerra del Donbass.

Non si sa molto di Fabio Del Bergiolo. Figlio di una guardia carceraria e di una casalinga, nel 2001 si è candidato con il partito neofascista Forza Nuova al Senato. Ha preso 611 voti, non è stato eletto. Due anni dopo, è stato sospeso dal lavoro di doganiere per una truffa. Era in servizio alla Svad: servizio vigilanza antifrode doganale. Ma incassava lui - così almeno in 55 casi - l' Iva sulle fatture che i passeggeri stranieri presentavano per il rimborso al momento del ritorno in patria.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

Non ci sono interviste politiche, nessun passaggio sul canale locale «Rete 55». Sparisce dai radar, ma accumula armi. Fino a quando un suo messaggio finisce nell' inchiesta sui mercenari italiani di estrema destra andati a combattere nel Donbass. È lui che sta cercando di vendere un missile del valore di 600 mila euro. «Il mio assistito è soltanto un appassionato collezionista d' armi», dice l' avvocato Fausto Moscatelli. Eppure quel messaggio sembra smentirlo. E il partito neofascista di Forza Nuova ritorna ancora da entrambi i lati della storia. In Italia, come in Russia.

La prima traccia di questo collegamento è nell' incontro che si tiene a San Pietroburgo nel marzo del 2015, dove al Forum internazionale russo organizzato dal partito Rodina con i soldi del Cremlino partecipano fra molti militanti neonazisti anche il fondatore di Forza Nuova Roberto Fiore, Luca Bertoni dell' associazione Lombardia-Russia e Irina Osipova di Rim-Giovani italo russi, successivamente vista a Mosca come interprete a fianco di Gianluca Savoini e del ministro dell'Interno Matteo Salvini.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 3SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

La seconda traccia è negli spostamenti del mercenario arruolato nel Donbass Andrea Palmeri, detto «il generalissimo». Toscano di Lucca, ex capo ultrà, si arruola dopo una lunga militanza in Forza Nuova e la conoscenza ancora di Irina Osipova. È considerato un reclutatore di mercenari. È tuttora nel Donbass a combattere da latitante con i filo russi. La terza traccia di un collegamento è questo cittadino di Gallarate con un arsenale in casa. Anche lui ha un passato in Forza Nuova.

Anche lui finisce dentro un'inchiesta che riguarda i paramilitari italiani che combattono al confine russo contro i soldati ucraini. Sono nomi e sigle che ritornano. «L'estrema destra si sta armando», dice Saverio Ferrari dell'Osservatorio italiano sulle nuove destre. «Qualcuno ipotizza apertamente di voler organizzare la lotta armata, come Alessandro Limido della Comunità Militante dei Dodici raggi di Varese.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

Altri pensano di mettere armi da parte. Il laboratorio di tutto questo è il Donbass. C'è un'intercettazione in cui un mercenario dice che proprio il Donbass potrebbe essere cioè che è stata Fiume per il fascismo nel 1919». Ecco, quindi, il filo nero che lega una casa di Gallarate fino al confine russo. L'anziana madre di Fabio Del Bergiolo è incredula: «Io non lo so cosa ci dovesse fare con quel missile. Mio figlio non mi diceva niente».

Fonte: qui

domenica 1 gennaio 2017

Scoppia ordigno a Firenze, agente ferito

Ansa - Pacco-bomba sistemato davanti ad una libreria di Casa Pound

Un artificiere della Polizia è rimasto ferito a Firenze dallo scoppio di un ordigno trovato davanti alla sede di una libreria che fa riferimento a Casa Pound.
    Una pattuglia della polizia aveva trovato un involucro sospetto davanti al locale in via Leonardo Da Vinci, non lontano dal centro storico.

Secondo le prime informazioni, gli artificieri giunti sul posto hanno lavorato all'ispezione o al disinnesco del pacco-bomba e uno è rimasto ferito dall'esplosione. Tutto è accaduto attorno alle 5:30 di oggi. L'artificiere, sottoposto ad un intervento chirurgico, rischia di perdere un occhio e di avere una mano fortemente compromessa. L'ordigno, secondo quanto appreso, era dotato di un timer collegato al pacco-bomba con dei fili elettrici. Sul posto la Digos e gli agenti della scientifica.

Ordigno aveva il timer - C'era un timer collegato ai fili e al pacco bomba esploso stamane a Firenze. Verso le 5 del mattino, una pattuglia della Digos che controllava obbiettivi sensibili ha notato un pacco davanti alla saracinesca della libreria che poteva essere sospetto. Era un pacco con fili elettrici ed un timer. La pattuglia ha chiamato la questura, sono arrivati una volante e gli artificieri, la zona è stata isolata, come da procedura in questi casi. L'artificiere ha cominciato ad esaminare l'ordigno quando è avvenuto lo scoppio.
In questo fine anno decisemente intenso e rivoluzionario, abbiamo appreso dal Financial Times che il presidente del nostro Antitrust, auspica una  rete di agenzie pubbliche scelta dalla Comunità europea, da Bruxelles contro le ‘bufale’ online per lottare contro la diffusione in rete delle notizie false.
A suo giudizio, questa opera di smascheramento delle bufale è più efficace se viene affidata agli Stati. “Ritengo che dobbiamo fissare queste regole e che spetti farlo al settore pubblico”, aggiunge il presidente dell’Autorità, evidenziando che gli utenti continuerebbero “a usare un Internet libero”, ma beneficerebbero di un’entità “terza”, indipendente dal governo, “pronta a intervenire rapidamente se l’interesse pubblico viene minacciato”. “La post-verità – è la tesi centrale di Pitruzzella – è uno dei motori del populismo ed è una minaccia per le nostre democrazie”.
Inutile aggiungere che la verità si trova solo sulle reti di Stato o sui giornali mainstream, li di bufale neppure l’ombra. Altro non serve aggiungere, se non che gli utenti non sono in grado di comprendere la realtà, soprattutto quando non aderiscono allo status quo.

Vi dice nulla …1984 di George Orwell

Il ministero della Verità affidato agli Stati… La menzogna diventa realtà e passa alla storia.
« L’Ortodossia consiste nel non pensare — nel non aver bisogno di pensare. L’Ortodossia è inconsapevolezza. »
Noi da dieci anni scegliamo la linea della responsabilità nei confronti non degli utenti ma delle anime che quotidianamente ci accompagnano in questo viaggio, forniamo opinioni e analisi, corredate da sempre da fonti spesso e volentieri provenienti proprio da quelle istituzioni che sono portatrici di verità assolute.
Se avessimo scelto la menzogna come veicolo di informazione questo blog non avrebbe resistito dieci lunghi anni nella rete.
In questi dieci anni difficilmente qualcuno è stato in grado di mettere in dubbio il nostro lavoro, primo perchè spesso la verità figlia del tempo si è puntualmente rivelata, secondo perchè le stesse fonti mainstream hanno confermato a distanza di anni la manipolazione sistematica di dati e notizie, esclusivamente prodotte per la sopravvivenza di questo fallimentare sistema. Noi la maggior parte delle volte prima di condividere una notizia ci pensiamo su tre volte, troppa è la responsabilità che sentiamo nei confronti dei nostri compagni di viaggio. Certo alle volte possiamo sbagliare, ma credeteci sempre in buona fede perchè il nostro conflitto di interesse lo conoscete, questa è una crisi essenzialmente antropologica.
Le nostre non sono verità assolute, sono solo insegnamenti che vengono dalla storia, messaggi per chi li sa ascoltare.
Laggiù all’orizzonte si intravvede il nuovo anno, insieme a Machiavelli vi abbiamo già raccontato cosa ci aspettiamo dal punto di vista economico/finanziario e geopolitico, molte sorprese non mancheranno, ma quello che a noi importa è la consapevolezza che questa crisi è anche una grande occasione di cambiamento per ciascuno di noi.
Non sara facile, non saranno affatto facili i prossimi anni, ma ne usciremo, eccome se ne usciremo, dopo la notte c’è sempre un’alba, se l’Inverno vi raccontasse che ha nel cuore la primavera chi avrebbe il coraggio di crederli.
Il 4 marzo del 1933 un ispirato Franklin Delano Roosevelt  …
Ritengo che questo sia soprattutto il tempo di dire la verità, tutta la verità, con sincerità e coraggio. Non si può rifuggire, oggi, dall’affrontare onestamente le attuali condizioni del nostro paese. Questa grande nazione saprà sopportare ancora, come ha già saputo sopportare, e saprà anche risorgere alla prosperità. Lasciate dunque che io esprima tutto la mia ferma convinzione che quanto dobbiamo soprattutto temere è di lasciarci vincere dalla paura, da quella paura senza nome, irragionevole e ingiustificata, che paralizza i movimenti necessari per trasformare una ritirata in un’avanzata…
E ancora …
Ancora più grave è la circostanza che una folla di disoccupati si trova di fronte al tetro problema della propria esistenza, mentre un numero non minore di cittadini continua a lavorare con scarso profitto. Solamente uno sciocco ottimista potrebbe negare l’oscura realtà del momento.
Non abbiamo bisogno di falsi profeti, di falsi ottimisti di maniera come i nostri politicanti gente che ogni anno annuncia una ripresa che non può esserci perchè non studiano la storia, non sanno cosa sia una deflazione da debiti, non hanno la più pallida idea del funzionamento di una unione monetaria, pensano sempre e solo a risolvere i problemi utilizzando metodologie e sistemi falliti.
A tempo debito condivideremo le nostre umili proposte. Buon anno Ragazzi, che la consapevolezza ci accompagni verso nuovi orizzonti. Andrea

sabato 24 dicembre 2016

La Lombardia jihadista è la Molenbeek d'Italia

La Lombardia è diventata la nuova Molenbeek. È da qui che i foreign fighter partono per la Siria. Ed è qui che è stata organizzata la strage di Berlino
La Lombardia sta diventando la nuova Molenbeek? L'ipotesi è inquietante ma i fatti portano tutti in questa direzione.
L'uccisione del terrorista che ha insanguinato Berlino, davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, chiude il cerchio di una tragica vicenda iniziata a pochi chilometri di distanza, in Brianza, da dove sei giorni prima era partito il camion polacco poi "dirottato" per la mattanza di Berlino (guarda il video), e rappresenta solo l'ultimo anello di una catena di arresti ed espulsioni tutti avvenuti in territorio lombardo. Un territorio ad alto rischio, dove ci sono oltre 80 comunità islamiche e centinaia di moschee disseminate su tutto il territorio, molte delle quali abusive e incontrollabili. Da qui il passaggio di terroristi e la radicalizzazione di soggetti all'apparenza ben integrati.
Appena cinque giorni fa la Digos ha fatto espellere uno dei responsabili della moschea di Como, un tunisino ritenuto un reclutatore di jihadisti dell'Isis. Dalla Lombardia è partita la jihadista Fatima, al secolo Maria Giulia Sergio, appena condannata a 9 anni in contumacia, essendo irreperibile in Siria. In Lombardia vivevano e lavoravano terroristi che progettavano attentati o facevano proselitismo in rete o nelle moschee. A novembre sono scattate le manette nel bresciano per un kosovaro sospettato di incitare alla jihad e di fare proselitismo, con le stesse accuse a ottobre sono stati fermati un egiziano a Cassano D'Adda ed un tunisino che risiedeva a Tradate. Ad agosto a Vaprio d'Adda è stato fermato ed espulso un 26enne pakistano, perfettamente integrato,che progettava di colpire lo scalo bergamasco di Orio al Serio. Sempre ad agosto sono stati espulsi due pakistani, entrambi residenti in provincia di Milano, perché sul web inneggiavano alla jihad e volevano unirsi all'Isis in Siria, ed è stato arrestato un sospetto terrorista siriano che risiedeva a Varese. Ad aprile la Digos ha smantellato una cellula jihadista che faceva proselitismo tra Varese, Como e Lecco, arrestando sei persone. Senza contare che, sempre ad agosto, quando le forze regolari libiche hanno conquistato la roccaforte di Sirte hanno rinvenuto nei covi dell'Isis, documenti in cui gli agenti segreti libici avrebbero individuato numerosi riferimenti a movimenti terroristi in Italia, soprattutto su elementi libici, tunisini e sudanesi che agirebbero nel Milanese.
Fonte: qui