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martedì 16 luglio 2019

INFORMATORI DELL’EST, ALTI FUNZIONARI AFRICANI, MERCENARI E NAZISTELLI ARMATI, ECCO COSA C’E’ DIETRO IL MAXI-SEQUESTRO DI ARMI IN LOMBARDIA (COMPRESO UN MISSILE ARIA-ARIA)

CHI E’ FABIO DEL BERGIOLO, EX CANDIDATO CON FORZA NUOVA: LE FOTO DI HITLER, L’ODIO PER I MIGRANTI E LE BESTEMMIE AI VESCOVI, SOSPESO DAL LAVORO DI DOGANIERE PER UNA TRUFFA 
IL PRESUNTO PIANO PER COLPIRE SALVINI…
SVASTICHE FUCILI E UN MISSILE TROVATO IN UN GARAGE L'ARSENALE DEI NEOFASCISTI
Massimiliano Peggio per ''la Stampa''

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA - MISSILE ARIA ARIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA - MISSILE ARIA ARIA
«Ho un missile aria-aria di fabbricazione francese da vendere. Ti interessa?». Il messaggio, accompagnato da una fotografia della testata, è stato spedito ad un indirizzo WhatsApp. Destinatario un combattente italiano reduce del Donbass, filogovernativo. A inviare il messaggio, intercettato dalla Digos di Torino, è stato Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex ispettore delle Dogane in servizio a Malpensa, candidato al Senato nel 2001 per Forza Nuova nel collegio di Gallarate. Missili, estrema destra, intrighi internazionali.

Dalla scoperta di questa trattativa è scattata nei giorni scorsi l'operazione della polizia, coordinata dalla procura torinese, che ha portato all' arresto di tre persone: per «aver detenuto e posto in vendita un'arma da guerra tipo missile aria-aria», e per essere in possesso di un arsenale di fucili d' assalto e pistole di produzione per lo più austriaca, tedesca e statunitense. L' arsenale, con un' ampia gamma di munizionamento, è stato trovato nell' abitazione dell' ex aspirante senatore, sotto il suo letto.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Mentre il missile Matra R530, realizzato per i caccia francesi Mirage ma dimesso dall' esercito del Qatar, è stato ritrovato, nel suo involucro di trasporto, in un magazzino di Rivanazzano Terme, tra Voghera a Tortona, presso la Star Air Service, società che commercializza e ripara piccoli aerei civili. I titolari Alessandro Michele Aloise Monti, 42 anni, svizzero, e Fabio Amalio Bernardi, 50 anni, residente a Oleggio, inizialmente fermati come indiziati di delitto per il reato di vendita di armi da guerra, sono stati posti agli arresti domiciliari a seguito dell' udienza di convalida.

L' indagine della Digos, diretta da Carlo Ambra, inizia alcuni mesi fa, quando un informatore di un paese dell' Est svela agli investigatori un articolato traffico internazionale di armi, riconducibili ad aree dell' estrema destra. Tra le confidenze, fa riferimento anche a un presunto piano per colpire il ministro dell' Interno Matteo Salvini.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Gli accertamenti della polizia, coordinata dal pool antiterrorismo della procura affidato all' aggiunto Emilio Gatti, imboccano più strade: una di queste li porta a individuare i tre soggetti, intenzionati a mettere in vendita il missile, prendendo contatti con militanti del Donbass e con un alto funzionario pubblico africano. Il piano contro Salvini si rivela subito un vicolo cieco, senza «consistenza investigativa» dicono dalla procura.

La svolta arriva nei giorni scorsi, quando gli investigatori incappano in questa «proposta di vendita per conto terzi». Così scatta il blitz a Gallarate. Nell' abitazione di Fabio Del Bergiolo vengono sequestrate una quarantina di armi, tra cui fucili d' assalto tipo «bullpup» Steyr Aug, Colt M16, in dotazione all' esercito Usa, una Steyr Mannlicher in uso ai Gis dei carabinieri. E un moschetto Carcano 91: un pezzo d'antiquariato funzionante, ma evocativo, essendo simile a quello utilizzato da Lee Oswald per uccidere John Fitzgerald Kennedy.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 5SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 

In casa anche svastiche e cartelli nazisti. Messo alle stratte, ha confermato spontaneamente agli uomini dell' antiterrorismo del piano di vendere il missile. «Sono amico di Alessandro Monti, per motivi lavorativi, commercializzando aerei. Alcuni mesi fa mi ha detto di avere un contenitore con dentro un missile e che gli serviva la mia consulenza per venderlo».

L'incontro è avvenuto in un magazzino di Oriolo, nei pressi di Voghera. Qui Del Bergiolo ha visionato l' oggetto. «Abbiamo aperto il portellone e fatto scivolare fuori la testata». Ha scattato delle foto. Poi ha stimato un prezzo: tra i 450 e 500 mila euro. Successivamente il missile, del quale non si conosce il percorso fatto per arrivare in Italia, è stato trasferito a Rivanazzano Terme. «Il materiale sequestrato - spiega il questore di Torino Giuseppe De Matteis - merita la massima attenzione. Un'operazione che ha pochi precedenti investigativi in Italia».

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 4SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
HITLER, CROCIFISSO E ODIO IL FILO NERO CHE LEGA IL PARTITO NEOFASCISTA AI MERCENARI RUSSI
Niccolò Zancan per ''la Stampa''

L' uomo che stava cercando di vendere un missile abita in un condominio rosa, davanti a due campi da tennis e un centro commerciale. Gallarate, zona dei laghi. Calma apparente. «Ma il signor Del Bergiolo passava il tempo a odiare i migranti. Li malediceva. Usava frasi irripetibili contro i vescovi che li accolgono. Per Pasqua mi ha mandato delle foto di donne nude vestite da naziste, era ossessionato dalle armi. Non so cosa pensasse di fare, ma era inquietante. Tutto sommato, sono più tranquilla di sapere che adesso è in carcere».

I vicini sapevano. Ma non fino a questo punto. Fabio Del Bergiolo, 60 anni, ex guardia doganale all' aeroporto di Malpensa, abitava qui al quarto piano con la madre. Stava dormendo quando sono arrivati per arrestarlo. Nella sua camera c' è un grande crocifisso sopra al letto, e sulla destra una foto di Adolf Hitler con Benito Mussolini.

SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA
Dentro un vecchio armadio, gli agenti della digos hanno sequestrato una mitragliatrice Scorpion, 9 fucili da guerra, 3 fucili da caccia, 7 pistole, 306 pezzi di armi da sparo, 20 baionette, 831 munizioni di vario calibro. Alcune armi erano nascoste sotto al materasso. Ovunque: testi sul nazismo e vecchie insegne delle SS. È da questo contesto che bisogna partire. Da questo nazista dichiarato che cerca di vendere un vecchio missile di fabbricazione francese ai mercenari arruolati nella guerra del Donbass.

Non si sa molto di Fabio Del Bergiolo. Figlio di una guardia carceraria e di una casalinga, nel 2001 si è candidato con il partito neofascista Forza Nuova al Senato. Ha preso 611 voti, non è stato eletto. Due anni dopo, è stato sospeso dal lavoro di doganiere per una truffa. Era in servizio alla Svad: servizio vigilanza antifrode doganale. Ma incassava lui - così almeno in 55 casi - l' Iva sulle fatture che i passeggeri stranieri presentavano per il rimborso al momento del ritorno in patria.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

Non ci sono interviste politiche, nessun passaggio sul canale locale «Rete 55». Sparisce dai radar, ma accumula armi. Fino a quando un suo messaggio finisce nell' inchiesta sui mercenari italiani di estrema destra andati a combattere nel Donbass. È lui che sta cercando di vendere un missile del valore di 600 mila euro. «Il mio assistito è soltanto un appassionato collezionista d' armi», dice l' avvocato Fausto Moscatelli. Eppure quel messaggio sembra smentirlo. E il partito neofascista di Forza Nuova ritorna ancora da entrambi i lati della storia. In Italia, come in Russia.

La prima traccia di questo collegamento è nell' incontro che si tiene a San Pietroburgo nel marzo del 2015, dove al Forum internazionale russo organizzato dal partito Rodina con i soldi del Cremlino partecipano fra molti militanti neonazisti anche il fondatore di Forza Nuova Roberto Fiore, Luca Bertoni dell' associazione Lombardia-Russia e Irina Osipova di Rim-Giovani italo russi, successivamente vista a Mosca come interprete a fianco di Gianluca Savoini e del ministro dell'Interno Matteo Salvini.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA 3SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

La seconda traccia è negli spostamenti del mercenario arruolato nel Donbass Andrea Palmeri, detto «il generalissimo». Toscano di Lucca, ex capo ultrà, si arruola dopo una lunga militanza in Forza Nuova e la conoscenza ancora di Irina Osipova. È considerato un reclutatore di mercenari. È tuttora nel Donbass a combattere da latitante con i filo russi. La terza traccia di un collegamento è questo cittadino di Gallarate con un arsenale in casa. Anche lui ha un passato in Forza Nuova.

Anche lui finisce dentro un'inchiesta che riguarda i paramilitari italiani che combattono al confine russo contro i soldati ucraini. Sono nomi e sigle che ritornano. «L'estrema destra si sta armando», dice Saverio Ferrari dell'Osservatorio italiano sulle nuove destre. «Qualcuno ipotizza apertamente di voler organizzare la lotta armata, come Alessandro Limido della Comunità Militante dei Dodici raggi di Varese.
SEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIASEQUESTRO DI ARMI AI NAZISTI IN LOMBARDIA

Altri pensano di mettere armi da parte. Il laboratorio di tutto questo è il Donbass. C'è un'intercettazione in cui un mercenario dice che proprio il Donbass potrebbe essere cioè che è stata Fiume per il fascismo nel 1919». Ecco, quindi, il filo nero che lega una casa di Gallarate fino al confine russo. L'anziana madre di Fabio Del Bergiolo è incredula: «Io non lo so cosa ci dovesse fare con quel missile. Mio figlio non mi diceva niente».

Fonte: qui

sabato 4 febbraio 2017

Ora Trump mette tutti spalle al muro


Strapazza l'Australia e minaccia il Messico. Ma alleggerisce le sanzioni alla Russia

Da Il Giornale

murales muro con il messicoMURALES MURO CON IL MESSICO
Prima minaccia il presidente messicano Enrique Pena Nieto di inviare le truppe americane se il suo governo non fermerà i bad hombres, poi strapazza l'alleato australiano Malcolm Turnbull: telefonate al vetriolo quelle di Donald Trump con alcuni leader stranieri, che hanno scatenato non poche polemiche.

Con l'omologo messicano il tycoon doveva ricomporre i disaccordi sul muro anti-clandestini e invece, dalla trascrizione della chiamata di venerdì scorso pubblicata da alcuni media Usa, è emerso tutt'altro. «Avete un sacco di bad hombres (persone cattive), non state facendo abbastanza per fermarli - avrebbe detto il re del mattone - Penso che i vostri soldati abbiano paura. I nostri no, potrei inviarli laggiù per occuparsi della questione».
MESSICO - POLIZIOTTI TORTURATI E DECAPITATIMESSICO - POLIZIOTTI TORTURATI E DECAPITATI

Il ministero degli Esteri messicano ha smentito la frase, ma fonti della Casa Bianca - secondo l'Associated Press - hanno confermato le parole di Trump, precisando però che si trattava di una minaccia «scherzosa», nell'ambito di un discorso sul rafforzamento della cooperazione sul fronte della lotta ai cartelli della droga.

donald trump muro con il messico 5DONALD TRUMP MURO CON IL MESSICO 
Non è andata meglio la chiamata con il premier australiano, uno dei più fedeli alleati degli Usa, accusato di voler esportare terroristi in America, come gli attentatori della maratona di Boston. Una fonte dell'amministrazione Trump ha raccontato al Washington Post che «The Donald» ha reagito quando Turnbull ha chiesto di rispettare l'accordo di accogliere negli Stati Uniti 1.250 rifugiati, al momento nelle carceri australiane.

Il Commander in Chief avrebbe definito l'intesa «la peggiore di sempre», troncando bruscamente la chiamata dopo 25 minuti invece dei 60 previsti. «Dobbiamo essere trattati in maniera giusta dai nostri alleati - ha detto Trump durante un incontro alla Casa Bianca - Rispetto l'Australia, ma abbiamo un problema». Mentre poco prima, su Twitter, ha scritto: «Potete crederci? L'amministrazione Obama si è detta d'accordo nel prendere migliaia di immigrati illegali dall'Australia. Perche? Studierò questa stupida intesa».
primo ministro malcolm turnbull alla parata lgbt australianaPRIMO MINISTRO MALCOLM TURNBULL ALLA PARATA LGBT AUSTRALIANA

Parlando al National Prayer Breakfast, invece, ha spiegato che "il mondo è in pericolo, e io voglio sistemare le cose. Ha promesso di sviluppare un sistema in grado di garantire che le persone in arrivo nel Paese «abbraccino pienamente i nostri valori e respingano ogni forma di oppressione e discriminazione». «Vogliamo persone che amino noi e i nostri valori, non che li odino - ha aggiunto, ribadendo come - a libertà religiosa è sacra e ogni americano ha il diritto di professare la fede in cui crede». Trump ha spiegato che tutte le nazioni hanno il dovere di fronteggiare la violenza contro i cristiani da parte dell'Isis, quindi ha citato anche i musulmani pacifici brutalizzati dal Califfato.
lgbt prideLGBT PRIDE

Intanto, il Dipartimento del Tesoro americano ha aperto alla Russia, consentendo alcune attività con Mosca e riducendo alcune misure introdotte da Obama dopo le interferenze nelle elezioni. Ma «non si tratta di un allentamento» delle sanzioni, ha spiegato Trump, e il portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, ha sottolineato che è «una pratica comune». All'interno dell'amministrazione Usa starebbe anche circolando una bozza di decreto sulla libertà religiosa, che secondo i media prevedrebbe un potenziale indebolimento della protezione della comunità Lgbt dalle discriminazioni.
caitlyn e comunita lgbtCAITLYN E COMUNITA LGBT

Il documento affermerebbe che «gli americani e le organizzazioni religiose non saranno costretti a partecipare ad attività che violano la loro coscienza, e rimarranno liberi di esprimere i propri punti di vista senza trattamenti sfavorevoli da parte il governo federale». Quindi, la misura potrebbe permettere a dipendenti e collaboratori federali di rifiutare diversi servizi in base all'orientamento sessuale.

bandiera lgbtBANDIERA LGBT
Una portavoce della Casa Bianca, però, ha detto che non c'è in programma di firmare nulla del genere. Sempre in tema di libertà religiosa, invece, il presidente ha promesso di «distruggere completamente» il Johnson Amendment, che vieta alle chiese di fare attività politica togliendo loro, in tal caso, le esenzioni fiscali.

Donbass, accuse tra Kiev e Mosca
Da Il Giornale

Non si fermano gli scontri sulla linea di contatto che divide esercito ucraino e ribelli filorussi. E nel Donbass sono tornati anche i carri armati. Siamo dinanzi all’escalation più significativa del conflitto, dal febbraio del 2015, quando sono stati firmati gli accordi di Minsk, che fissano le condizioni per il cessate il fuoco e il ritiro delle armi pesanti dal fronte. La situazione, dopo un periodo di calma seguita all’ultima tregua concordata lo scorso 21 dicembre, si è inasprita negli ultimi giorni, in particolare nella zona industriale nei pressi di Avdiivka e Yasenovataya.
      
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E Kiev si mostra ormai decisa ad usare il pugno duro con i separatisti. Ieri, il corrispondente della Bbc da Avdiivka, Tom Burridge, aveva pubblicato su Twitter un video in cui comparivano due carri armati dell’esercito ucraino e militari ucraini in stato d’allerta. Le immagini dei tank arrivati ad Avdiivka hanno subito fatto il giro del web e a darne notizia era stata anche l’agenzia di stampa russaRia Novosti. L’Osce, però, ha preferito non commentare e per il portavoce delle forze di sicurezza ucraine per il Donbass, Leonid Matjuhin, ad Avdiivka non c’è nessun carro armato.

In Donbass continuano le violenze

Da entrambi i lati del fronte però, si continua a morire, e continuano a cadere i missili Uragan, i Grad, e i proiettili di artiglieria pesante, vietati dagli accordi di Minsk. Ad Avdiivka, che si trova sotto controllo delle forze armate ucraine, più di 17mila persone, tra cui 2.500 bambini, sono rimasti al gelo senza riscaldamento, elettricità e acqua, a causa degli scontri di questi giorni. E dall’altra parte del fronte, a Donetsk, la situazione non è migliore. Ieri notte, nel centro della città, un civile è morto e altri sono rimasti feriti dopo un bombardamento con missili Uragan, mentre le autorità separatiste di Makiivka, hanno comunicato il ferimento, sempre nella giornata di ieri, di altri due civili.
“A seguito del bombardamento ucraino nel distretto di Chervonogvardeskij, 76 appartamenti sono stati lasciati senza gas”, ha poi riferito il rappresentante dell’amministrazione di Makiivka, denunciando diversi bombardamenti su abitazioni civili nei villaggi circostanti. Le vittime civili e militari dall’inizio dell’escalation, nella notte fra domenica e lunedì, sono ormai decine. “L’esercito ucraino ha pesantemente bombardato nella notte le aree dove vivono anche donne e bambini”, ha detto poco fa la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, accusando le forze armate ucraine di violare la Convenzione di Ginevra, con i bombardamenti sui civili.

Proteste anti-russe a Kiev

Tra Kiev e Mosca, del resto, lo scambio, durissimo, di accuse, dura ormai da giorni. Ieri, nella capitale ucraina, decine di attivisti dei partiti nazionalisti hanno tappezzato le sedi dell’istituto di credito russo Sberbank chiedendone la chiusura. “Attenzione, questa è la banca di un Paese aggressore, sarà chiusa, ritirate i vostri soldi urgentemente”, hanno scritto gli attivisti sui manifestini affissi sulla sede di Sberbank nel centro di Kiev. Negli ultimi giorni il governo ucraino ha puntato più volte il dito contro Mosca, accusandola di aver provocato la recente escalation. 
Ieri, il presidente russo Vladimir Putin, da Budapest, ha accusato a sua volta Kiev di aver riacceso le ostilità per “sfuggire all’attuazione degli accordi di Minsk” e per “ottenere finanziamenti” dalla comunità internazionale.
      
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A denunciare le responsabilità di Kiev sul mancato rispetto degli accordi siglati nella capitale bielorussa, è stato anche l’ambasciatore russo all’Onu, Vitalij Churkin, mentre la missione permanente di Mosca presso l’Alleanza Atlantica ha chiesto alla Nato di fare pressione sulle autorità ucraine per “l’attuazione piena e incondizionata degli accordi Minsk, la fine delle provocazioni nel Donbass e il rispetto dei termini degli accordi di cessate il fuoco attualmente in vigore”.

Gli Usa condannano le “azioni aggressive della Russia”

Ad accusare, invece, la Russia della nuova escalation della guerra in Donbass, è stata, invece, la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti all’Onu, Nikki Haley. “Ritengo spiacevole che, in occasione della mia prima apparizione qui, io debba condannare le azioni aggressive della Russia”, ha detto la Haley, attribuendo alla Russia la responsabilità dell’intensificarsi delle violenze e chiedendo la fine dei combattimenti. Il senatore repubblicano John McCain, presidente della commissione servizi armati del Senato, ha chiesto, poi, al presidente Usa Donald Trump, di stanziare nuovi aiuti in favore di Kiev per aiutare l’Ucraina a difendersi “alla luce degli ultimi attacchi russi e della prospettiva della futura aggressione contro Kiev”. Una nota positiva, infine, arriva dalla riunione di ieri, a Minsk, del Gruppo di contatto trilaterale per la ricomposizione delle ostilità nel Donbass, durante la quale i rappresentanti di Osce, Ucraina e Russia, hanno redatto un documento comune che chiede l’immediato cessate il fuoco ed il ritiro delle armi pesanti dalla linea del fronte.