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venerdì 27 marzo 2020

GIUSEPPI CONTE NON SA CHE PESCI PIGLIARE, PER L'ENNESIMA VOLTA CAMBIA IL MODULO PER GLI SPOSTAMENTI E LE PERSONE NON CI STANNO CAPENDO PIÙ NIENTE


LE SANZIONI VENGONO MODIFICATE DI ORA IN ORA, I PROTOCOLLI AGGIORNATI DI CONTINUO E CAMBIANO DA REGIONE A REGIONE: QUANDO CI SI PUÒ SPOSTARE? 





Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

Perché è stato nuovamente cambiato il modulo?
controlli delle forze dell'ordine 1CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
L' ultimo decreto legge sulle misure anticontagio entrato in vigore il 25 marzo ha apportato diversi correttivi a cominciare dalle sanzioni previste per chi viola le disposizioni. E il modulo di autocertificazione che cittadini e forze dell' ordine preposte ai controlli devono firmare deve tenerne conto. Adesso si chiede al cittadino di dichiarare di essere a conoscenza delle nuove sanzioni previste che sono amministrative e non penali, come era in precedenza.

Cosa succede a chi è stato denunciato prima del 25 marzo?
Le sanzioni penali che erano previste verranno commutate in sanzioni amministrative, multe da 400 a 3000 euro che verranno affidate alle prefetture. Nessuno può essere punito per un fatto che non è più previsto dalla legge come reato e, visto che il nuovo decreto ha valore retroattivo, molti procuratori hanno deciso di archiviare tutte le denunce per la violazione del divieto di spostamento precedentemente arrivate e trasmettere poi gli atti alla prefettura per l' emissione della multa. Dunque chi è stato denunciato tra l' 11 e il 25 marzo non sarà più soggetto a procedimento penale ma si vedrà arrivare una multa più onerosa (da 400 a 3.000 euro) rispetto ai 206 euro previsti dall' articolo 650 del codice penale.

Cosa cambia invece per chi ha violato la quarantena?
NUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONENUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONE
Nulla, anche il nuovo decreto prevede la sanzione penale per chi ha violato la quarantena obbligatoria e dunque continuerà il procedimento penale che prevede la condanna da uno a cinque anni di carcere per delitto colposo contro la salute pubblica.

Giuseppe conte e le autocertificazioni – Italian beauty by sciscia/spinozaGIUSEPPE CONTE E LE AUTOCERTIFICAZIONI – ITALIAN BEAUTY BY SCISCIA/SPINOZA
Chi è sottoposto a quarantena deve scriverlo nel modulo?
Sì, è il primo punto della nuova certificazione. Il cittadino che si sposta deve certificare di non essere sottoposto a quarantena o di non essere risultato positivo al Covid-19 nel caso gli sia stato effettuato un tampone, casi per i quali c' è l' obbligo assoluto di non uscire da casa, a meno che lo spostamento sia autorizzato dall' autorità sanitaria.

I cittadini devono anche dichiarare dove stanno andando?
Sì, adesso si deve precisare l' indirizzo da cui è iniziato lo spostamento e la destinazione oltre naturalmente alla motivazione che lo giustifica.

È richiesta anche la conoscenza di eventuali ordinanze locali?
Sì, questa è una delle novità dell' autocertificazione. Chi si muove da una regione a un' altra deve dichiarare di essere a conoscenza di eventuali ulteriori limitazioni alla circolazione disposte dai rispettivi governatori e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti, indicando nel dettaglio quale. Ad esempio, se ci si muove in direzione di una regione che ha chiuso il suo territorio a chiunque tranne che a chi entra per motivi di lavoro o di urgenza o di necessità bisogna dichiarare di rientrare in questa casistica.
controlli delle forze dell'ordine 2CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 

Quali sono da ritenersi situazioni di urgenza?
L' autocertificazione distingue tra motivi di assoluta urgenza a cui si può fare ricorso per trasferimenti da dove ci si trova a un Comune diverso (vietati fino al 3 aprile) alle situazioni di necessità che giustificano invece gli spostamenti all' interno dello stesso Comune, quelli quotidiani, come portare fuori il cane, o quelli di breve distanza come la spesa.

Esiste un' interpretazione certa delle situazioni di necessità?
Proprio a causa delle diverse valutazioni fatte al momento dei controlli dalle forze dell' ordine, nel nuovo modulo di autocertificazione sono state previste alcune fattispecie per le quali lo spostamento è considerato di necessità in modo da non lasciare spazio a interpretazioni diverse.

È previsto che un genitore separato vada dai figli?
controlli delle forze dell'ordine 3CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Sì, chi deve spostarsi per questa ragione può farlo e deve indicare nel modulo "obblighi di affidamento di minori".

È previsto anche il rientro dall' estero?
Assolutamente sì, qualsiasi italiano che si trovi fuori dal Paese ha diritto a rientrare nella sua città, dovunque si trovi. Deve specificarlo nel modulo.

Anche l' assistenza ad un' altra persona è una necessità?
controlli delle forze dell'ordine 4CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Sì, è prevista e va dichiarata l' assistenza ad un disabile o ad un congiunto o ad altra persona che ha bisogno di aiuto.

Si può uscire da casa per andare a denunciare un reato?
Sempre. Proprio a fronte dell' ipotesi che molte vittime di violenza o di altri reati non li denuncino, l' autocertificazione precisa che spostarsi da casa per questo motivo è da ritenersi una situazione di necessità.

Fonte: qui

TUTTE LE SANZIONI CHE RISCHIATE SE USCITE DI CASA, DALLA MULTA AL DOPPIO REATO 
L'AVVOCATO GENTILONI SILVERI: ''ORA LA SANZIONE PER CHI VIOLA L'ISOLAMENTO È DIVENTATA AMMINISTRATIVA, MA NON SONO ESCLUSE CONSEGUENZE PENALI. PER CHI È POSITIVO E VIOLA LA QUARANTENA MA ANCHE PER CHI AUTOCERTIFICA IL FALSO. ECCO I CASI IN CUI SI PUÒ LEGITTIMAMENTE LASCIARE IL DOMICILIO''
Valentina Errante per www.ilmessaggero.it

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si parla di sanzioni per chi esce di casa senza un giustificato motivo. Rispetto alle norme precedenti, con il nuovo decreto legge introdotto dal Governo ci sono parecchie novità: multe più salate e nuovi reati per gli infetti che violano la quarantena. Ma cosa cambia in concreto? Lo spiega l’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri, penalista romano.

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Avvocato, cosa cambia dal punto di vista legale?
«Il Governo, agendo su diversi aspetti, ha fatto un’opera di riorganizzazione e consolidamento di un’articolata serie di regole che erano state dettate dall’inizio dell’epidemia, e che scontavano in certi casi un’inevitabile confusione. Inoltre, il decreto-legge ha innovato la disciplina da diversi punti di vista.

La novità di immediato impatto pratico per i cittadini è una nuova sanzione amministrativa, che è della stessa categoria di quelle per divieto di sosta o eccesso di velocità, per chi non rispetta le disposizioni di contenimento del virus. Prima di questo decreto-legge, il fatto costituiva invece un reato, e chi lo commetteva veniva sottoposto ad un procedimento penale e, se condannato, diveniva tecnicamente un pregiudicato. Rimangono in vigore altre sanzioni penali, comunque».

Cosa si rischia uscendo di casa?
«Il Governo ha introdotto un nuovo illecito amministrativo, punito con il pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, che viene incrementata di un terzo se il fatto è commesso con l’uso di un veicolo. Si devono rispettare tutte le regole introdotte dal Governo per arginare l’epidemia. Per esempio, chi lascia il proprio domicilio senza le valide giustificazioni previste dalla legge dovrà pagare la sanzione. In caso di recidiva, cioè se si viene trovati più volte a non rispettare i divieti, l’importo viene raddoppiato. Attenzione anche a chi possiede attività commerciali e imprenditoriali, perché non osservare l’obbligo di tenere chiuso può aggiungere alla multa anche la chiusura obbligata per un periodo da 5 a 30 giorni».
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Cosa succede a chi aveva già subito una denuncia penale nei giorni precedenti?
«Il decreto-legge dispone che chi ha violato le misure prima della sua entrata in vigore, ed era quindi sottoposto ad un procedimento penale, risponde adesso con la semplice multa, per di più ridotta della metà. I Giudici che stanno procedendo devono trasmettere i fascicoli all’Autorità amministrativa competente. Nell’improbabile caso che qualcuno sia stato già condannato in via definitiva, la condanna viene revocata e non ne resta alcuna traccia nel casellario giudiziale».

In quali casi è consentito oggi uscire dal domicilio?
«In attesa di ulteriori modifiche che il Governo potrà adottare, continuano oggi a valere le regole che abbiamo imparato a conoscere. Si può uscire per motivi di salute. Attenzione, però, perché non tutte le esigenze mediche legittimano l’uscita da casa: gli interventi di medicina estetica o i trattamenti legati al benessere, anche se svolti da medici, sono esclusi. Anche le comprovate esigenze lavorative consentono ai cittadini di muoversi, ma vanno interpretate tenendo presenti le altre limitazioni imposte al settore produttivo.

ALESSANDRO GENTILONI SILVERIALESSANDRO GENTILONI SILVERI
Questo significa che non potrà invocarle chi operi per un’azienda che il Governo ha chiuso. L’esigenza lavorativa deve essere oggettiva e documentabile, con l’esclusione degli adempimenti rinviabili o che si possono gestire senza allontanarsi da casa. Infine, si può lasciare il proprio domicilio in situazioni di necessità. È questo lo strumento che permette di soddisfare esigenze basilari, ma non è semplice stabilire cosa è autorizzato e cosa no. Per le nostre leggi, infatti, lo "stato di necessità" riguarda situazioni critiche, di «pericolo attuale di un danno grave alla persona». Casi che non giustificherebbero la possibilità di andare dal tabaccaio a comprare le sigarette, o di esercitare attività fisica all’aperto».

Allora perché queste attività sono ancora consentite?
«Sembra che il Governo abbia in mente “necessità” diverse, legate, nell’ipotesi più plausibile, al bisogno di soddisfare bisogni primari, riconosciuti dalla nostra Costituzione. Anche in questa prospettiva, non mancano i problemi. Per tornare al fumo di sigaretta, non se ne vede l’aggancio ad un valore fondante del nostro ordinamento, anzi è un’attività pericolosa per la salute. Ma potrebbe essere stata considerata necessaria per garantire la tranquillità pubblica, anche se legalmente si fatica a trovare una giustificazione. E’ invece vietato uscire solamente per tenere compagnia ad un anziano il quale, anche se è da solo, stia bene e sia ben organizzato. Mentre invece è consentito raggiungerlo per prestare assistenza o per esempio per portargli la spesa».

NUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONENUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONE
È possibile spostarsi da un Comune all’altro?
«In via generale no. Il nuovo decreto prevede la possibilità di adottare specifici provvedimenti di divieto di ingresso o di uscita da territori comunali, regionali, o l’intero Paese, con la chiusura delle frontiere. Si può andare in un altro Comune nei casi che abbiamo descritto: per acquistare generi alimentari o raggiungere un medico che si trova in un Comune vicino.

Lo spostamento è autorizzato anche in caso di assoluta urgenza. Legalmente, non è molto chiaro: il termine "urgente" sembra qui piuttosto significare “ineluttabile", situazioni in cui per la persona non ci siano alternative rispetto a quella di abbandonare il Comune di domicilio. Per esempio se l'eventuale perdita del lavoro abbia comportato il venir meno anche dell’alloggio, o di alternative possibilità di sostentamento».
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Cosa succede se una persona che si trova in quarantena, perché è positiva al virus, esce di casa?
«La situazione si aggraverebbe molto, perché scatterebbero sanzioni penali. Il decreto ha introdotto un nuovo reato punito con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 ad 5.000 euro. Il Governo aveva annunciato pene molto più aspre, da 1 a 5 anni di carcere, ma poi ha optato per questa soluzione. Dunque, il soggetto sano che viola senza motivo le regole è sottoposto ad una semplice multa, mentre i positivi obbligati ad osservare la quarantena stretta, si renderebbero responsabili di un reato.

 La Magistratura potrebbe usare in questi casi una procedura snella e veloce che si chiama decreto penale di condanna: la persona infetta che esce di casa potrebbe vedersi recapitare in tempi brevi una condanna penale al pagamento di una somma anche rilevante. Rimangono comunque alcune perplessità: il regime di quarantena stretta non è ben definito a livello normativo e inoltre, per regola generale, tutte le limitazioni della libertà personale dei cittadini, anche per sacrosante ragioni di salute pubblica, devono essere previste nel dettaglio dalla legge e disposte da un Giudice, anche successivamente all’ordine stesso, come avviene nella procedura dei trattamenti sanitari obbligatori».
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E se il soggetto in quarantena, uscendo, infettasse altre persone?
«Il nuovo reato di “violazione della quarantena” scatta per il semplice fatto che si esce di casa, anche se l’untore non infetta nessuno. Se invece il contagio si diffonde a causa sua, scatta la punizione per altri reati, anche gravi. Si va dalle lesioni personali, dolose o colpose, fino, teoricamente, all'omicidio. I dati clinici indicano infatti che la malattia da Covid-19 può anche mettere in pericolo la vita della vittima, o durare più di quaranta giorni. Non si può purtroppo escludere neanche la morte del contagiato».

Come si potrà dimostrare che il contagio degli ulteriori infettati derivi proprio da quell’untore?
«Si tratta di una prova certamente difficile da ottenere, soprattutto in città o dove c’è un’alta densità di popolazione. Ma non si può nemmeno escludere che la dimostrazione sia possibile. Si pensi a contesti rurali molto isolati, oppure ad un’isola, dove a posteriori si dimostri che l’unico vettore di contagio può essere stato rappresentato dal nostro ipotetico untore. Si pensi, ancora, ad una famiglia che abbia rispettato con scrupolo l’obbligo di isolamento, e si veda arrivare in casa un parente infetto: le successive infezioni difficilmente potranno avere un’altra origine».
controlli delle forze dell'ordine 1CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 

È possibile addebitare al contagiato che non rispetti le misure di contenimento anche lo sviluppo di un’epidemia?
«Il reato di epidemia è punito sia nella forma volontaria che in quella colposa. Le pene, soprattutto nel primo caso, sono estremamente aspre. I giudici, nelle poche volte in cui se ne sono occupati hanno chiarito che l’epidemia è un reato difficile da dimostrare. Per prima cosa, l’epidemia non dovrebbe essere già in corso i quei luoghi. Inoltre, l’incriminazione richiede una significativa diffusione della malattia dal punto di vista del numero di persone contagiate.

L’epidemia colposa, però, non si può escludere a priori. Pensiamo ad un soggetto contagiato che, violando i divieti, si rechi in una zona delimitata, che in precedenza era immune dal virus, e trasmetta il Covid-19 a molte persone, che a loro volta lo trasmettano a terzi. In questo caso il decreto prevede la contestazione del reato di epidemia colposa».

controlli delle forze dell'ordine 2CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Dichiarare il falso nel modulo di autodichiarazione è un reato?
«Sì, ma solo in certi casi, anche se l’atteggiamento dell’Autorità sarà giustamente molto rigoroso. In via generale, è punito penalmente chi dichiari o attesti falsamente «l’identità, lo stato o altre qualità personali». Quindi può scattare la sanzione penale solamente se si mente su questi argomenti. Per esempio dichiarando falsamente di svolgere una determinata attività lavorativa, come quella di medico o di magistrato, per legittimare lo spostamento da un luogo ad un altro.

Oppure dichiarando, sempre falsamente, di essere affetti da patologie che richiedono frequenti controlli sanitari. Se invece la dichiarazione non veritiera non riguardi la sfera dell’identità, dello stato, né di altre qualità personali, la sanzione penale potrebbe essere dubbia. Per esempio nel caso in cui un soggetto dichiari falsamente che lo spostamento sia dettato dalla necessità di portare dei medicinali urgenti presso l’abitazione del proprio partner, mentre invece lo scopo è solamente quello di andarlo a trovare».

Rispetto ai reati di falso, l’essere o meno assoggettato a quarantena cambia qualcosa?
«Sì, perché il modulo di autocertificazione richiede di attestare anche di non essere sottoposto alla misura della quarantena. Chi esce in tale condizione, quindi, rende un’autocertificazione falsa, commettendo per questo solo motivo un reato aggiuntivo a quello di violazione della quarantena. Le due sanzioni si sommano». Fonte: qui

martedì 6 agosto 2019

HONG KONG CINA: ATTACCO ALL’AMERICA


Risultati immagini per china trump war
Una nuova guerra valutaria sembra essere iniziata…
Pechino, 05 ago 06:00 – (Agenzia Nova) – Il tasso di cambio dello yuan si è indebolito sotto l’importante soglia psicologica di 7 per dollaro sui mercati onshore e offshore questa notte …
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La situazione ad Hong Kong sta degenerando, altro alle variabili, tassi, dazi ora entra in ballo anche quella geopolitica…
Peggiore serie negativa consecutiva da oltre 22 anni al mercato di Hong Kong.
Oggi iniziamo dai dati macroeconomici, il mercato sta iniziando a scontare anche le cattive notizie, i dati che stanno uscendo, uno peggio dell’altro e non solo i tweet di Donald Trump…
Manufacturing recession deepens with 15 months in a row of a falling global purchasing mamagers index.

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Davvero brutte notizie dal Purchasing managers’ index (PMI)
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La recessione dell’industria manifatturiera globale è ora una realtà all’inizio di un lungo cammino, quella della guerra commerciale…
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Questa volta però non sarà come nel 2011/2012 anni della doppia crisi Grecia e Italia, questa volta a meno di miracoli, nulla eviterà una prolungata recessione acuita dalla guerra commerciale.
19 Paesi presentano un indice manifatturiero in contrazione sotto 50 punti, non Paesi qualunque, ma Cina, Germania, Giappone, Francia, Corea del Sud, Regno Unito e Italia, con gli Stati Uniti vicini alla linea recessiva.
La Germania presenta il suo peggior indice manifatturiero degli ultimi 7 anni…
Per l’Europa intera il peggior risultato dal 2012.
Purtroppo in Europa abbiamo anche i peggiori burocrati al mondo, un manipolo di mercenari che vende la salute dei suoi elettori per quattro automobiline tedesche, gente pessima capace di aprire le porte alla pessima carne in arrivo dagli USA…
«Oggi firmiamo un accordo rivoluzionario che renderà più facile l’esportazione di carne americana nell’Unione Europea. Abbiamo negoziato per un certo periodo, perché pensavamo che i nostri allevatori non fossero trattati nel modo corretto. Questa è una vittoria strepitosa per i nostri allevatori e per i consumatori europei, dato che la carne americana è considerata la migliore del mondo».
La speranza è che questo accordo non venga in alcuna maniera ratificato dal Parlamento europeo.
Ora l’accordo deve essere ratificato dal Parlamento europeo prima di entrare in vigore. Se passasse, i produttori statunitensi potranno vendere all’Europa fino a 35 mila tonnellate di carne di vitello all’anno, per un periodo di sette anni.
Vedremo se davvero l’Europa ha barattato la salute dei suoi contribuenti con l’industria automobilistica tedesca.
Quello che invece è certo è che la guerra commerciale con la Cina è arrivata ad un punto di non ritorno. Qualunque notizia nei prossimi giorni, servirà esclusivamente per prendere tempo, ormai non c’è più alcun spazio per un accordo.
Tutti, tranne il signor Navarro, un falco nella guerra con la Cina, hanno obiettato categoricamente sulle nuove tariffe … Ciò ha stimolato un dibattito della durata di quasi due ore … Pechino insiste sul fatto che le tariffe devono essere abbassate in cambio delle concessioni richieste dagli Stati Uniti  Il presidente ha affermato che la sua pazienza si è esaurita e ha sostenuto la tesi secondo cui le tariffe erano la migliore forma di leva finanziaria contro la Cina. Alla fine i suoi consiglieri hanno annuito e aiutato il presidente a redigere il tweet che annunciava un’estensione delle tariffe a tutte le importazioni cinesi.
Proprio ieri Trump ha ulteriormente minacciato la Cina di non attendere le nuove elezioni, perchè questa volta se vincerà, non farà alcun accordo o al massimo un accordo peggiore di questo con la Cina.
ICYMI: Trump warns China that if he wins re-election in 2020, the outcome could be no agreement or a worse trade deal https://reut.rs/2LOolJF  via @ReutersTV

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Attenzione perchè questa volta non si tratterà dei soliti dazi, se nulla cambierà questo è davvero un punto di non ritorno.
“Per i cinesi, Trump sta perdendo la sua ultima parte di credibilità , è stato messo in discussione che i colloqui possono essere tenuti a settembre come previsto “, ha detto Zhou Xiaoming, ex funzionario e diplomatico del Ministero del Commercio. “Affare o no, la Cina è preparata per lo scenario peggiore.”
Secondo gli analisti di Bank of America, questa volta non accadrà come in passato dove si è evitato di colpire direttamente i beni di consumo, diversamente questa volta potrebbero essere colpiti oltre 120 miliardi di dollari di beni che vanno dai computer ai cellulari, dalle attrezzature sportive ai giocattoli, abbigliamento e calzature.
Il che significa che i consumi potrebbero subire una grossa battuta di arresto.
Il consigliere economico della Casa Bianca Larry Kudlow, in un’intervista a Bloomberg Television, ha confermato che l’amministrazione sta pianificando di imporre la tariffa del 10% su alcune importazioni cinesi il 1 ° settembre, ma ha segnalato che potrebbe anche non accadere. “Molte cose buone possono succedere in un mese”, ha detto.
Ormai la musica è sempre quella!
Il problema è che come scrivo da due anni, la guerra commerciale ha reso il sistema economico globale molto più fragile che nei mesi che hanno preceduto la Grande Recessione del 2007 culminata con il fallimento di Lehman Brothers.
Chi ci segue sa che recentemente gli analisti del reddito fisso di JPMorgan hanno cambiato decisamente idea, e ora seguono le orme del grande Machiavelli, so per certo che alcuni di loro sono in possesso dei nostri “manoscritti.”
Come vedremo a breve negli ultimi due giorni il mercato sta già scontando un ulteriore taglio dei tassi della Fed a settembre, non importa di ciò che dice Powell.
JPMorgan’s Bob Michele is sounding the alarm for a coordinated effort by global central banks to commit to reflation - meaning the Fed would very aggressively cut short-term rates. Otherwise, he argues, 10-year Treasury yields will head to zero. https://www.ft.com/content/f1bc6ba0-aece-11e9-8030-530adfa879c2 …

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Tuttavia, come dimostra lo stratega di JPM, la persistente negatività di questo spread al momento ricorda più gli episodi di recessione del 2001/2007 piuttosto che gli episodi di aggiustamento della politica della Fed a metà ciclo 1995/1998 .
Quindi non c’è alcun aggiustamento della politica monetaria in corso, molto probabilmente entro la fine dell’anno la FED sarà costretta a ridurre di almeno un punto i tassi.
Non solo il mercato dei tassi sta completamente ignorando le parole di Powell, ma continua a prezzare delle riduzioni sino almeno all’inizio del 2021, con una curva dei tassi continuamente piatta sino addirittura al 2023.
La mossa di Trump mette all’angolo la Federal Reserve o tagli i tassi o io continuo ad inasprire la guerra commerciale, con un mercato obbligazionario americano che continua a scontare una recessione con il rendimento a 5 anni che sconta addirittura una probabilità del 70 %.
Ribadisco per l’ennesima volta, attenzione ai mercati emergenti!
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Come prontamente pronosticato la scorsa settimana la corsa del dollaro si è temporaneamente conclusa, ma gli obiettivi sono estremamente ambiziosi.
Il mercato obbligazionario continua a chiedere a gran voce ulteriori riduzioni dei tassi, la Fed non vuole tagliare i tassi oltre un certo livello, Trump chiede tassi zero, entrambi avranno tassi negativi e una recessione!
Nel frattempo in Germania tassi zero a 30 anni, l’intera curva dei tassi sino a 30 anni è in negativo, in Svizzera siamo in negativo a 50 anni, in Austria si compra il 100 anni con solo 1 % di rendimento.
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Ora anche la curva dei tassi olandese è completamente negativa…
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Oggi il 30 anni americano è a 1,32 ben 1,2 figure sotto i massimi di ottobre…
Ci spiace per chi non ha creduto nelle nostre analisi, bastava studiare la storia e la deflazione da debiti, le sue dinamiche, benvenuti nell’era glaciale i tassi negativi ovunque sono all’orizzonte, il più incredibile e affascinante esperimento della finanza moderna.


LA CINA RISPONDE AI DAZI DI TRUMP SVALUTANDO LA SUA MONETA, CHE PER LA PRIMA VOLTA DAL 2008 RAGGIUNGE LA SOGLIA DI 7 YUAN PER DOLLARO. 

TRUMP SI INCAZZA SU TWITTER ACCUSANDO PECHINO DI MANIPOLARE I CAMBI (COME AVEVA FATTO CON LA BCE) 

MA LA PERDITA DI VALORE DEI REMINBI PUÒ FAR MALE ANCHE ALLE IMPRESE CINESI, IN MOLTI CASI INDEBITATE IN DOLLARO… 


China dropped the price of their currency to an almost a historic low. It’s called “currency manipulation.” Are you listening Federal Reserve? This is a major violation which will greatly weaken China over time!

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Escalation Usa-Cina: Pechino risponde ai dazi con la svalutazione dello yuan
Vittorio Carlini per www.ilsole24ore.com

DONALD TRUMP XI JINPINGDONALD TRUMP XI JINPING
La classica escalation. Proprio quello che i mercati speravano fosse evitato. Il Presidente Donald Trump, dopo che nel G20 di Osaka si era sperato che la tregua sulla “guerra commerciale” tra Usa e Cina potesse preludere al rasserenarsi degli animi, la scorsa settimana ha fatto l’ennesima mossa. Ha promesso che, dal primo settembre 2019, verranno applicati dazi su ulteriori 300 miliardi di dollari d’import cinese. Vale a dire: quasi tutte le esportazioni dal Paese del Dragone verso l’America sono ormai sottoposte a più alte tariffe.
yuan dollaro 1YUAN DOLLARO 

Il botta e risposta
L’ex presentatore di “The Apprentice”, evidentemente, sperava che la sua scelta avrebbe portato a più miti consigli i cinesi. Lunedì invece lo yuan è scivolato verso il dollaro oltre la soglia di sette. Si tratta di una mossa che, seppure non esista alcuna prova che la People’s bank of China sia direttamente intervenuta, diversi operatori attribuiscono a Pechino.
yuan dollaroYUAN DOLLARO




Sia come sia oggi, ovviamente e banalmente, ha fatto seguito l’ennesimo scambio di battute. Trump, via Twitter, ha accusato la Cina di manipolare i cambi (la stessa critica, va ricordato, che ha rivolto alla Bce) . La banca centrale del Paese del Dragone, dal canto suo, ha respinto le accuse. In una nota il governatore della People’s Bank of China, Yi Gang, ha spiegato che lo «yuan non viene usato da Pechino come uno strumento a cui ricorrere nelle dispute commerciali».

Gli effetti della strategia
XI JINPING DONALD TRUMPXI JINPING DONALD TRUMP
Fin qui la dialettica tra le parti. Ma quali, a ben vedere, il significato della mossa di Pechino? La risposta è articolata. In primis la Cina ha mandato un segnale ben preciso a Washington: non ci facciamo spaventare dalle tariffe. In secondo luogo, svalutando la propria moneta, ha reso più difficili le esportazioni statunitensi verso il Paese del Dragone. Se a questo aggiunge la stretta sul fronte degli acquisti dei cereali Usa da parte di Pechino ben si capisce il perché del nervosismo di Trump. Le imprese americane possono pagare uno scotto non da poco a causa di questa strategia.
xi jinpingXI JINPING




La svalutazione dello yuan, però, rischia di fare male alle stesse imprese cinesi. Non va dimenticato che molte di queste sono indebitate in dollari. Una situazione in cui, se il biglietto verde si rafforza, può dare fastidio alla struttura finanziaria delle società in oggetto. Non solo. La svalutazione di una moneta, se non viene controllata, può portare alla fuga di capitali da quel Paese. Così è anche per la Cina. Il colosso asiatico, poi, è alle prese con la rivolta in Hong Kong. Gli investitori, seppure non lo dicano apertamente, tengono ben monitorata l’evoluzione nell’ex colonia britannica. Il timore, per l’appunto, è che si inneschi un “sell off” nel Far East che potrebbe avere un effetto destabilizzante non solo in quell’area ma su tutti i mercati.

Dazi: yuan si svaluta su dollaro, timori guerra valute
yuanYUAN
(ANSA) - Lo yuan supera per la prima volta dal 2008 la soglia di 7 sul dollaro con il mercato che scommette sulla disponibilità della Cina di lasciar svalutare la propria moneta per rispondere alla guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti. La Pboc, la banca centrale cinese, ha imputato la perdita di valore del renminbi all'aspettativa dei nuovi dazi annunciati da Donald Trump, assicurando comunque che si impegnerà a combattere la speculazione di breve termine sulla valuta cinese e a stabilizzare le attese del mercato.(ANSA).

donald trump xi jinping mar a lagoDONALD TRUMP XI JINPING MAR A LAGO
Il cambio per lo yuan, sia onshore che offshore, è scivolato sopra quota 7 dopo la Banca centrale Cinese ha fissato il tasso di cambio di riferimento sopra 6,9 per la prima volta da dicembre, rispetto all'ultimo fixing di 6.8996. Il tasso di cambio è stato fissato a 6.9225 per dollaro, con una svalutazione superiore a quanto si attendevano gli analisti, che si aspettavano un fixing a 6.9178. Di fronte all'indebolimento che si è registrato sui mercati la Banca Centrale cinese è intervenuta con un comunicato dicendo di essere in grado di mantenere lo yuan a un valore ragionevole e a un livello bilanciato e dando la colpa della perdita di valore del renminbi alle politiche commerciali Usa. La rottura della soglia di 7, ha aggiunto, non significa che lo yuan "non tornerà indietro" in quanto le fluttuazioni sul mercato valutario sono normali. In ogni caso la Pboc si batterà per contrastare la speculazione e assicurare la stabilità del renminbi. Sul mercato la svalutazione è stata letta da più d'uno come una risposte di Pechino all'annuncio di nuovi dazi da parte degli Usa. "Con la China e gli Usa che cercano entrambe di avere una valuta più debole, c'è adesso il timore che si scateni una guerra valutaria globale", ha commentato a Bloomberg Kei Yamazaki, gestore di Sumitomo Mitsui DS Asset Management. "Senza dubbio la guerra valutaria globale è qui ed è la naturale estensione della guerra commerciale, che sta volgendo al peggio", ha commentato George Boubouras, direttore di Salter Brothers Asset Management a Melbourne.

Fonte: qui