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lunedì 13 aprile 2020

''MISURE DI UNA PORTATA MAI VISTA''. E INFATTI NESSUNO LE HA VISTE

GUALTIERI GARANTISCE CHE I FAMIGERATI 600 EURO ARRIVERANNO ALLA FINE DI QUESTA SETTIMANA. E PROMETTE CHE SARANNO "PIÙ RAPIDE" CON LA PROSSIMA TRANCHE E ANCHE "PIÙ CONSISTENTI" DELLA CIFRA ATTUALE. 

MA IL NUOVO DECRETO ARRIVERÀ DOPO IL 20 APRILE

Silvia Gasparetto per l'ANSA

Un nuovo decreto, dopo il 20 aprile, con risorse "molto più consistenti" dei 25 miliardi già stanziati per rimediare ai danni del Coronavirus. E nuove regole per allentare il lockdown e consentire ad altre filiere di riaprire le fabbriche e ad altri negozi di rialzare le serrande. Sono i due fronti su cui si muove il governo per preparare la fase 2 che, sul fronte economico, potrebbe vedere già un rilancio degli investimenti pubblici con lo sblocco dei cantieri per ponti e strade, oltre a nuovi aiuti per gli affitti e un pacchetto per sostenere i Comuni a rischio casse vuote mentre i 600 euro per gli autonomi saranno finalmente in arrivo dopo Pasqua.

Per gestire le riaperture l'esecutivo si è affidato alla nuova task force guidata da Vittorio Colao e appena insediata a Palazzo Chigi, che già subito dopo Pasqua dovrà iniziare a studiare dati e modelli per trovare il punto di equilibrio tra gli appelli alla cautela del mondo scientifico, preoccupato dal rischio del riacuirsi del contagio, e il pressing incessante di imprese e commercianti che chiedono di ripartire al più presto, per evitare il collasso dell'economia. Sul tavolo gli esperti troveranno già le analisi e i contributi di vari istituti, a partire dall'Inail e dall'Inapp, ma anche dalla Banca d'Italia.

Escludendo sanità e alimentari, i lavoratori più a rischio, quelli che più difficilmente possono mantenere distanze adeguate dai clienti, sono oltre 1 su 4, circa 6 milioni e mezzo, a partire da insegnanti e addetti degli asili nido e delle scuole per l'infanzia, passando per i baristi e i negozianti di scarpe. Bar e ristoranti, così come una serie di servizi alla persona come parrucchiere ed estetisti, saranno con ogni probabilità gli ultimi a ripartire. Ma Confesercenti, facendo leva sulle nuove indicazioni per i negozi aperti (dai guanti per fare la spesa, alle pulizie almeno due volte al giorno fino agli ingressi scaglionati) chiedono con forza che si possano riaprire anche altre attività, visto che da inizio anno si sono già persi 45 miliardi.

pignoramento conto corrente gualtieri e contePIGNORAMENTO CONTO CORRENTE GUALTIERI E CONTE
Le aziende, lamenta poi Confidustria Toscana unendosi di fatto all'appello degli industriali del Nord dei giorni scorsi, sono i luoghi "più sicuri dove stare" visti i protocolli "più rigidissimi" applicati. Proprio il protocollo sulla sicurezza dei lavoratori, siglato all'inizio della serrata delle fabbriche con imprese e sindacati, che andrà rivisto alla luce delle nuove aperture, potrebbe essere tra i capitoli sotto esame per la task force, che ha avviato una prima call in giornata per iniziare a scambiarsi le prime idee e per buttare giù un piano di lavoro per le prossime settimane.

 Ma bisognerà aprire, come ha ricordato il ministro delle Infrastrutture Paola De Micheli, anche il capitolo trasporti pubblici, non solo per stabilire nuove regole per la sicurezza di lavoratori e passeggeri - che magari saranno obbligati alle mascherine per salire a bordo di treni, aeri, bus e metropolitana - ma anche nuova organizzazione del lavoro, per evitare ore 'di punta' e mezzi strapieni. Se il problema della reperibilità delle mascherine - indispensabili per la 'fase 2' - appare in via di superamento, non lo è ancora il nodo del prezzo, tanto che il governo sta pensando, come ha annunciato il sottosegretario al Mise Alessia Morani, a una norma anti-speculazioni "che fissi soglie massime per i prezzi di vendita".

PASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFOPASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFO
Sempre per i dispositivi di protezione si sta lavorando anche all'Iva agevolata: ma il piatto forte del nuovo decreto saranno di nuovo gli interventi "perché nessuno perda il lavoro e tutti abbiano un reddito sufficiente", assicura il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, garantendo che entro la settimana saranno "finalmente" erogate le indennità per gli autonomi che saranno "più rapide" con la prossima tranche e anche "più consistenti" degli attuali 600 euro.

Fonte: qui

venerdì 27 marzo 2020

GIUSEPPI CONTE NON SA CHE PESCI PIGLIARE, PER L'ENNESIMA VOLTA CAMBIA IL MODULO PER GLI SPOSTAMENTI E LE PERSONE NON CI STANNO CAPENDO PIÙ NIENTE


LE SANZIONI VENGONO MODIFICATE DI ORA IN ORA, I PROTOCOLLI AGGIORNATI DI CONTINUO E CAMBIANO DA REGIONE A REGIONE: QUANDO CI SI PUÒ SPOSTARE? 





Alessandra Ziniti per “la Repubblica”

Perché è stato nuovamente cambiato il modulo?
controlli delle forze dell'ordine 1CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
L' ultimo decreto legge sulle misure anticontagio entrato in vigore il 25 marzo ha apportato diversi correttivi a cominciare dalle sanzioni previste per chi viola le disposizioni. E il modulo di autocertificazione che cittadini e forze dell' ordine preposte ai controlli devono firmare deve tenerne conto. Adesso si chiede al cittadino di dichiarare di essere a conoscenza delle nuove sanzioni previste che sono amministrative e non penali, come era in precedenza.

Cosa succede a chi è stato denunciato prima del 25 marzo?
Le sanzioni penali che erano previste verranno commutate in sanzioni amministrative, multe da 400 a 3000 euro che verranno affidate alle prefetture. Nessuno può essere punito per un fatto che non è più previsto dalla legge come reato e, visto che il nuovo decreto ha valore retroattivo, molti procuratori hanno deciso di archiviare tutte le denunce per la violazione del divieto di spostamento precedentemente arrivate e trasmettere poi gli atti alla prefettura per l' emissione della multa. Dunque chi è stato denunciato tra l' 11 e il 25 marzo non sarà più soggetto a procedimento penale ma si vedrà arrivare una multa più onerosa (da 400 a 3.000 euro) rispetto ai 206 euro previsti dall' articolo 650 del codice penale.

Cosa cambia invece per chi ha violato la quarantena?
NUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONENUOVO MODULO AUTOCERTIFICAZIONE
Nulla, anche il nuovo decreto prevede la sanzione penale per chi ha violato la quarantena obbligatoria e dunque continuerà il procedimento penale che prevede la condanna da uno a cinque anni di carcere per delitto colposo contro la salute pubblica.

Giuseppe conte e le autocertificazioni – Italian beauty by sciscia/spinozaGIUSEPPE CONTE E LE AUTOCERTIFICAZIONI – ITALIAN BEAUTY BY SCISCIA/SPINOZA
Chi è sottoposto a quarantena deve scriverlo nel modulo?
Sì, è il primo punto della nuova certificazione. Il cittadino che si sposta deve certificare di non essere sottoposto a quarantena o di non essere risultato positivo al Covid-19 nel caso gli sia stato effettuato un tampone, casi per i quali c' è l' obbligo assoluto di non uscire da casa, a meno che lo spostamento sia autorizzato dall' autorità sanitaria.

I cittadini devono anche dichiarare dove stanno andando?
Sì, adesso si deve precisare l' indirizzo da cui è iniziato lo spostamento e la destinazione oltre naturalmente alla motivazione che lo giustifica.

È richiesta anche la conoscenza di eventuali ordinanze locali?
Sì, questa è una delle novità dell' autocertificazione. Chi si muove da una regione a un' altra deve dichiarare di essere a conoscenza di eventuali ulteriori limitazioni alla circolazione disposte dai rispettivi governatori e che lo spostamento rientra in uno dei casi consentiti, indicando nel dettaglio quale. Ad esempio, se ci si muove in direzione di una regione che ha chiuso il suo territorio a chiunque tranne che a chi entra per motivi di lavoro o di urgenza o di necessità bisogna dichiarare di rientrare in questa casistica.
controlli delle forze dell'ordine 2CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 

Quali sono da ritenersi situazioni di urgenza?
L' autocertificazione distingue tra motivi di assoluta urgenza a cui si può fare ricorso per trasferimenti da dove ci si trova a un Comune diverso (vietati fino al 3 aprile) alle situazioni di necessità che giustificano invece gli spostamenti all' interno dello stesso Comune, quelli quotidiani, come portare fuori il cane, o quelli di breve distanza come la spesa.

Esiste un' interpretazione certa delle situazioni di necessità?
Proprio a causa delle diverse valutazioni fatte al momento dei controlli dalle forze dell' ordine, nel nuovo modulo di autocertificazione sono state previste alcune fattispecie per le quali lo spostamento è considerato di necessità in modo da non lasciare spazio a interpretazioni diverse.

È previsto che un genitore separato vada dai figli?
controlli delle forze dell'ordine 3CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Sì, chi deve spostarsi per questa ragione può farlo e deve indicare nel modulo "obblighi di affidamento di minori".

È previsto anche il rientro dall' estero?
Assolutamente sì, qualsiasi italiano che si trovi fuori dal Paese ha diritto a rientrare nella sua città, dovunque si trovi. Deve specificarlo nel modulo.

Anche l' assistenza ad un' altra persona è una necessità?
controlli delle forze dell'ordine 4CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Sì, è prevista e va dichiarata l' assistenza ad un disabile o ad un congiunto o ad altra persona che ha bisogno di aiuto.

Si può uscire da casa per andare a denunciare un reato?
Sempre. Proprio a fronte dell' ipotesi che molte vittime di violenza o di altri reati non li denuncino, l' autocertificazione precisa che spostarsi da casa per questo motivo è da ritenersi una situazione di necessità.

Fonte: qui

TUTTE LE SANZIONI CHE RISCHIATE SE USCITE DI CASA, DALLA MULTA AL DOPPIO REATO 
L'AVVOCATO GENTILONI SILVERI: ''ORA LA SANZIONE PER CHI VIOLA L'ISOLAMENTO È DIVENTATA AMMINISTRATIVA, MA NON SONO ESCLUSE CONSEGUENZE PENALI. PER CHI È POSITIVO E VIOLA LA QUARANTENA MA ANCHE PER CHI AUTOCERTIFICA IL FALSO. ECCO I CASI IN CUI SI PUÒ LEGITTIMAMENTE LASCIARE IL DOMICILIO''
Valentina Errante per www.ilmessaggero.it

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus si parla di sanzioni per chi esce di casa senza un giustificato motivo. Rispetto alle norme precedenti, con il nuovo decreto legge introdotto dal Governo ci sono parecchie novità: multe più salate e nuovi reati per gli infetti che violano la quarantena. Ma cosa cambia in concreto? Lo spiega l’avvocato Alessandro Gentiloni Silveri, penalista romano.

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Avvocato, cosa cambia dal punto di vista legale?
«Il Governo, agendo su diversi aspetti, ha fatto un’opera di riorganizzazione e consolidamento di un’articolata serie di regole che erano state dettate dall’inizio dell’epidemia, e che scontavano in certi casi un’inevitabile confusione. Inoltre, il decreto-legge ha innovato la disciplina da diversi punti di vista.

La novità di immediato impatto pratico per i cittadini è una nuova sanzione amministrativa, che è della stessa categoria di quelle per divieto di sosta o eccesso di velocità, per chi non rispetta le disposizioni di contenimento del virus. Prima di questo decreto-legge, il fatto costituiva invece un reato, e chi lo commetteva veniva sottoposto ad un procedimento penale e, se condannato, diveniva tecnicamente un pregiudicato. Rimangono in vigore altre sanzioni penali, comunque».

Cosa si rischia uscendo di casa?
«Il Governo ha introdotto un nuovo illecito amministrativo, punito con il pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, che viene incrementata di un terzo se il fatto è commesso con l’uso di un veicolo. Si devono rispettare tutte le regole introdotte dal Governo per arginare l’epidemia. Per esempio, chi lascia il proprio domicilio senza le valide giustificazioni previste dalla legge dovrà pagare la sanzione. In caso di recidiva, cioè se si viene trovati più volte a non rispettare i divieti, l’importo viene raddoppiato. Attenzione anche a chi possiede attività commerciali e imprenditoriali, perché non osservare l’obbligo di tenere chiuso può aggiungere alla multa anche la chiusura obbligata per un periodo da 5 a 30 giorni».
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Cosa succede a chi aveva già subito una denuncia penale nei giorni precedenti?
«Il decreto-legge dispone che chi ha violato le misure prima della sua entrata in vigore, ed era quindi sottoposto ad un procedimento penale, risponde adesso con la semplice multa, per di più ridotta della metà. I Giudici che stanno procedendo devono trasmettere i fascicoli all’Autorità amministrativa competente. Nell’improbabile caso che qualcuno sia stato già condannato in via definitiva, la condanna viene revocata e non ne resta alcuna traccia nel casellario giudiziale».

In quali casi è consentito oggi uscire dal domicilio?
«In attesa di ulteriori modifiche che il Governo potrà adottare, continuano oggi a valere le regole che abbiamo imparato a conoscere. Si può uscire per motivi di salute. Attenzione, però, perché non tutte le esigenze mediche legittimano l’uscita da casa: gli interventi di medicina estetica o i trattamenti legati al benessere, anche se svolti da medici, sono esclusi. Anche le comprovate esigenze lavorative consentono ai cittadini di muoversi, ma vanno interpretate tenendo presenti le altre limitazioni imposte al settore produttivo.

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Questo significa che non potrà invocarle chi operi per un’azienda che il Governo ha chiuso. L’esigenza lavorativa deve essere oggettiva e documentabile, con l’esclusione degli adempimenti rinviabili o che si possono gestire senza allontanarsi da casa. Infine, si può lasciare il proprio domicilio in situazioni di necessità. È questo lo strumento che permette di soddisfare esigenze basilari, ma non è semplice stabilire cosa è autorizzato e cosa no. Per le nostre leggi, infatti, lo "stato di necessità" riguarda situazioni critiche, di «pericolo attuale di un danno grave alla persona». Casi che non giustificherebbero la possibilità di andare dal tabaccaio a comprare le sigarette, o di esercitare attività fisica all’aperto».

Allora perché queste attività sono ancora consentite?
«Sembra che il Governo abbia in mente “necessità” diverse, legate, nell’ipotesi più plausibile, al bisogno di soddisfare bisogni primari, riconosciuti dalla nostra Costituzione. Anche in questa prospettiva, non mancano i problemi. Per tornare al fumo di sigaretta, non se ne vede l’aggancio ad un valore fondante del nostro ordinamento, anzi è un’attività pericolosa per la salute. Ma potrebbe essere stata considerata necessaria per garantire la tranquillità pubblica, anche se legalmente si fatica a trovare una giustificazione. E’ invece vietato uscire solamente per tenere compagnia ad un anziano il quale, anche se è da solo, stia bene e sia ben organizzato. Mentre invece è consentito raggiungerlo per prestare assistenza o per esempio per portargli la spesa».

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È possibile spostarsi da un Comune all’altro?
«In via generale no. Il nuovo decreto prevede la possibilità di adottare specifici provvedimenti di divieto di ingresso o di uscita da territori comunali, regionali, o l’intero Paese, con la chiusura delle frontiere. Si può andare in un altro Comune nei casi che abbiamo descritto: per acquistare generi alimentari o raggiungere un medico che si trova in un Comune vicino.

Lo spostamento è autorizzato anche in caso di assoluta urgenza. Legalmente, non è molto chiaro: il termine "urgente" sembra qui piuttosto significare “ineluttabile", situazioni in cui per la persona non ci siano alternative rispetto a quella di abbandonare il Comune di domicilio. Per esempio se l'eventuale perdita del lavoro abbia comportato il venir meno anche dell’alloggio, o di alternative possibilità di sostentamento».
Giuseppe conte e le autocertificazioni – Italian beauty by sciscia/spinozaGIUSEPPE CONTE E LE AUTOCERTIFICAZIONI – ITALIAN BEAUTY BY SCISCIA/SPINOZA



Cosa succede se una persona che si trova in quarantena, perché è positiva al virus, esce di casa?
«La situazione si aggraverebbe molto, perché scatterebbero sanzioni penali. Il decreto ha introdotto un nuovo reato punito con l’arresto da 3 a 18 mesi e con l’ammenda da 500 ad 5.000 euro. Il Governo aveva annunciato pene molto più aspre, da 1 a 5 anni di carcere, ma poi ha optato per questa soluzione. Dunque, il soggetto sano che viola senza motivo le regole è sottoposto ad una semplice multa, mentre i positivi obbligati ad osservare la quarantena stretta, si renderebbero responsabili di un reato.

 La Magistratura potrebbe usare in questi casi una procedura snella e veloce che si chiama decreto penale di condanna: la persona infetta che esce di casa potrebbe vedersi recapitare in tempi brevi una condanna penale al pagamento di una somma anche rilevante. Rimangono comunque alcune perplessità: il regime di quarantena stretta non è ben definito a livello normativo e inoltre, per regola generale, tutte le limitazioni della libertà personale dei cittadini, anche per sacrosante ragioni di salute pubblica, devono essere previste nel dettaglio dalla legge e disposte da un Giudice, anche successivamente all’ordine stesso, come avviene nella procedura dei trattamenti sanitari obbligatori».
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E se il soggetto in quarantena, uscendo, infettasse altre persone?
«Il nuovo reato di “violazione della quarantena” scatta per il semplice fatto che si esce di casa, anche se l’untore non infetta nessuno. Se invece il contagio si diffonde a causa sua, scatta la punizione per altri reati, anche gravi. Si va dalle lesioni personali, dolose o colpose, fino, teoricamente, all'omicidio. I dati clinici indicano infatti che la malattia da Covid-19 può anche mettere in pericolo la vita della vittima, o durare più di quaranta giorni. Non si può purtroppo escludere neanche la morte del contagiato».

Come si potrà dimostrare che il contagio degli ulteriori infettati derivi proprio da quell’untore?
«Si tratta di una prova certamente difficile da ottenere, soprattutto in città o dove c’è un’alta densità di popolazione. Ma non si può nemmeno escludere che la dimostrazione sia possibile. Si pensi a contesti rurali molto isolati, oppure ad un’isola, dove a posteriori si dimostri che l’unico vettore di contagio può essere stato rappresentato dal nostro ipotetico untore. Si pensi, ancora, ad una famiglia che abbia rispettato con scrupolo l’obbligo di isolamento, e si veda arrivare in casa un parente infetto: le successive infezioni difficilmente potranno avere un’altra origine».
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È possibile addebitare al contagiato che non rispetti le misure di contenimento anche lo sviluppo di un’epidemia?
«Il reato di epidemia è punito sia nella forma volontaria che in quella colposa. Le pene, soprattutto nel primo caso, sono estremamente aspre. I giudici, nelle poche volte in cui se ne sono occupati hanno chiarito che l’epidemia è un reato difficile da dimostrare. Per prima cosa, l’epidemia non dovrebbe essere già in corso i quei luoghi. Inoltre, l’incriminazione richiede una significativa diffusione della malattia dal punto di vista del numero di persone contagiate.

L’epidemia colposa, però, non si può escludere a priori. Pensiamo ad un soggetto contagiato che, violando i divieti, si rechi in una zona delimitata, che in precedenza era immune dal virus, e trasmetta il Covid-19 a molte persone, che a loro volta lo trasmettano a terzi. In questo caso il decreto prevede la contestazione del reato di epidemia colposa».

controlli delle forze dell'ordine 2CONTROLLI DELLE FORZE DELL'ORDINE 
Dichiarare il falso nel modulo di autodichiarazione è un reato?
«Sì, ma solo in certi casi, anche se l’atteggiamento dell’Autorità sarà giustamente molto rigoroso. In via generale, è punito penalmente chi dichiari o attesti falsamente «l’identità, lo stato o altre qualità personali». Quindi può scattare la sanzione penale solamente se si mente su questi argomenti. Per esempio dichiarando falsamente di svolgere una determinata attività lavorativa, come quella di medico o di magistrato, per legittimare lo spostamento da un luogo ad un altro.

Oppure dichiarando, sempre falsamente, di essere affetti da patologie che richiedono frequenti controlli sanitari. Se invece la dichiarazione non veritiera non riguardi la sfera dell’identità, dello stato, né di altre qualità personali, la sanzione penale potrebbe essere dubbia. Per esempio nel caso in cui un soggetto dichiari falsamente che lo spostamento sia dettato dalla necessità di portare dei medicinali urgenti presso l’abitazione del proprio partner, mentre invece lo scopo è solamente quello di andarlo a trovare».

Rispetto ai reati di falso, l’essere o meno assoggettato a quarantena cambia qualcosa?
«Sì, perché il modulo di autocertificazione richiede di attestare anche di non essere sottoposto alla misura della quarantena. Chi esce in tale condizione, quindi, rende un’autocertificazione falsa, commettendo per questo solo motivo un reato aggiuntivo a quello di violazione della quarantena. Le due sanzioni si sommano». Fonte: qui