venerdì 31 luglio 2020

SCOTTI VENDE LA “LINK CAMPUS”, MA RESTA PURE DOPO LA CESSIONE


NELL’ACQUISIZIONE DELL’ATENEO CARO AI GRILLINI (E AI SERVIZI) SPUNTA E-CAMPUS, FONDATA DALL’EX PATRON DI CEPU FRANCESCO POLIDORI, MA I DIRIGENTI PASQUALE RUSSO E VANNA FADINI, INDAGATI PER GLI ESAMI TRUCCATI,  VENGONO FATTI FUORI DALL’ACCORDO.


Fabio Amendolara per ''la Verità''

vincenzo scottiVINCENZO SCOTTI

 

Nell' acquisizione della Link Campus si inserisce l' università telematica E-Campus, fondata da Francesco Polidori (già patron di Cepu). Che qualcosa stesse bollendo in pentola era emerso nei faldoni dell' indagine fiorentina sugli esami taroccati della Link.

 

«Nell' ambito delle operazioni di intercettazioni telefoniche è emerso come siano in corso trattative per la cessione della Gem e indirettamente del controllo dell' Università Link Campus», scrivevano gli investigatori della Guardia di finanza di Firenze un anno fa.

 

vanna fadini luigi di maioVANNA FADINI LUIGI DI MAIO

La Gem, società riconducibile al direttore generale Pasquale Russo e a Vanna Fadini (che siede anche nel comitato esecutivo della Link), viene indicata come centrale nella gestione dell' università dell' ex ministro scudocrociato Vincenzo Scotti.

 

Negli equilibri dell' Ateneo c' erano stati sconvolgimenti. Soprattutto dopo l' iscrizione nel registro degli indagati di Russo e Fadini a Firenze per gli esami truccati e di Russo a Roma per gli ingarbugliati affari del consorzio Criss (Consortium for research on intelligence and security services).

pasquale russo link campusPASQUALE RUSSO LINK CAMPUS

 

Ora voci interne della Link confermano che Russo e Fadini sarebbero fuori dall' accordo. Gli investigatori la raccontarono così: «Nell' ambito delle operazioni di intercettazioni telefoniche è emerso come siano in corso trattative per la cessione della Gem e indirettamente del controllo della Link».

 

Dalle telefonate emergevano due visioni non coincidenti sulle trattative in corso: «Da un lato», annotarono gli investigatori, «Scotti è favorevole a una cessione del proprio pacchetto, senza conservare alcun ruolo nella nuova gestione». Ora invece sembra che Scotti rientri nel nuovo progetto con E-Campus. Contattato dalla Verità ha detto di essere in riunione e di non poter parlare.

 

francesco polidori cepuFRANCESCO POLIDORI CEPU

Russo e Fadini probabilmente avevano già fiutato qualcosa, tant' è che in un' altra captazione conversarono sulle loro buone uscite: «Russo», scrivono i finanzieri, «è perentorio nel riferire che il suo scopo principale è quello di monetizzare, tentando di ottenere un beneficio di natura economica, non volendo prendere parte e protrarre inutilmente un negoziato che porterebbe l' università a diventare una società per azioni.

 

Inoltre, lo stesso Russo definisce un prezzo per la buonuscita, che ammonterebbe a un totale di 21 milioni di euro, di cui 7 per lui, 7 per Fadini e 7 per il figlio di lei, Federico (Federico Pier Maria Citi, siede nel Cda della Fondazione Link Campus, ndr)».

 

Contattato dalla Verità, anche Russo si è detto preso da una riunione. Alle insistenze del cronista ha chiuso la conversazione con: «Non ho da commentare alcun argomento».

 

VANNA FADINI JOSEPH MIFSUD VINCENZO SCOTTIVANNA FADINI JOSEPH MIFSUD VINCENZO SCOTTI

In merito alla trattativa però, sostenendo che avrebbe scritto a Scotti, aggiunse: «Io gli scrivo, 3 milioni se vuoi te li do io, no? E così mi piglio tutto e poi me la gestisco io la cosa».

 

Che qualcosa si fosse rotto tra la coppia Russo-Fadini e Scotti emergeva in modo chiaro nella conversazione.

 

È Fadini a replicare: «Ma perché lui (Scotti, ndr) vuol continuare a fare il gallo sopra la monnezza». E alla fine Russo arriva a dire: «Gli salto al collo». Resta da capire, se ci sarà, a quanto ammonterà la buona uscita.


Fonte: qui

SONO STATI IDENTIFICATI I DUE POLIZIOTTI CHE HANNO PICCHIATO IL RAGAZZO A ROMA: ERANO DUE AGENTI DEL REPARTO VOLANTI FUORI SERVIZIO


DOPO LA DENUNCIA DI “LEGGO” SI MUOVE ANCHE LA QUESTURA DI ROMA, CHE HA APERTO UN’INCHIESTA INTERNA PER CAPIRE COSA È SUCCESSO

IL RACCONTO DEL 23ENNE AGGREDITO: “IL POLIZIOTTO MI URLAVA IN FACCIA PAROLACCE. ERO PRONTO A REAGIRE QUANDO TIRA FUORI IL TESSERINO E…”


"SONO STATO PICCHIATO DA UN POLIZIOTTO IN BORGHESE" – IL RACCONTO DI UN 23ENNE ROMANO A “LEGGO” Fonte: qui

 

Pestaggio del 23 enne romano, identificati i due poliziotti coinvolti: sono due agenti del reparto volanti

Da www.leggo.it

 

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a romaMARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA

Sono stati identificati i due poliziotti che nella notte tra sabato e domenica sono stati protagonisti del pestaggio del ragazzo di Roma. Almeno stando alla denuncia che Marco, 23 anni, ha presentato alla stazione dei carabinieri di Porta Portese.

 

L'aggressione violenta è avvenuta poco dopo le 3 di notte. La vittima, insieme ad un amico, è riuscita a chiamare il 112. Sul posto, per competenza territoriale, sono giunte due gazzelle dei carabinieri e, per ragioni inspiegabili e da capire chi le abbia chiamate, anche quattro volanti della polizia.

 

I due poliziotti in borghese, a bordo di una Fiat 500 XL di colore grigio, secondo il racconto della vittima  tra schiaffi e pugni hanno sbandierato il distintivo della polizia. E, infatti, da quanto si è appreso i due sono stati identificati. Si tratta di due agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma. Entrambi dell'accaduto erano fuori servizio. Al momento in Questura tutto tace, da Via San Vitale non è arrivata nessuna nota in  merito.

la storia del ragazzo picchiato dalla polizia su leggoLA STORIA DEL RAGAZZO PICCHIATO DALLA POLIZIA SU LEGGO

 

Ecco tutta la ricostruzione della storia pubblicata da Leggo questa mattina.

 

«Sono stato picchiato senza motivo da un poliziotto in borghese. In una delle strade più frequentate di Roma. Guardate come mi ha ridotto». Ha la voce che trema ancora dallo choc e il volto tumefatto Marco. Un ragazzo romano di 23 anni che sabato scorso ha vissuto improvvisamente un incubo.

 

«Erano passate le 3 di notte. Stavo tornando a casa con un mio amico dopo aver passato la serata a Trastevere - racconta - arrivati a viale Marconi si affianca allo scooter su cui viaggiavamo un’auto grigia. Era una 500 XL con a bordo due uomini. Mi fissano e mi urlano “ma che cazzo ti guardi?”. Io rispondo per le rime e continuiamo a battibeccare per qualche secondo. Quando pensavo fosse tutto finito si scatena l’inferno».

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a roma 1MARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA

La voce trema sempre più e il dolore delle ferite diventa più forte: «Ci tagliano la strada, bloccando lo scooter e quello alla guida si avvicina a me. Mi urla in faccia parolacce e minacce di ogni tipo. Poi mi colpisce con due schiaffi fortissimi. In pieno viso. Ero pronto a reagire quando tira fuori il tesserino e mi dice di esser un poliziotto. E urla ancora “e mo che fai?”. A quel punto mi blocco. Non credevo ai miei occhi. Mi urlava “ti arresto”, “ti faccio sparare” e altre frasi rabbiose. Inizio a parlare chiedendo loro perché si stavano comportando così e per tutta risposta mi sferra un pugno in pieno volto».

 

Il ragazzo è una maschera di sangue. Non si regge in piedi ma decide di chiamare il 112 per denunciare il fatto. «Mettiamo il motorino davanti alla loro auto per non farli scappare - continua il ragazzo - e quell’energumeno ha tentato di togliermi il telefonino. Mi spintonava. In pochi minuti è arrivata un’ambulanza e sei o sette volanti a sirene spiegate che hanno raccolto le nostre versioni».

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a roma 2MARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA 2

Marco a quel punto viene trasportato in ospedale, al Cto della Garbatella: per lui cinque punti sul labbro. La mattina seguente il fatto è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Porta Portese. Le accuse se confermate sono pesantissime: lesioni aggravate e tentata rapina. Fonte: qui


Pestaggio del 23enne, la Questura di Roma apre un'inchiesta interna dopo la denuncia di Leggo

Da www.leggo.it

 

In data odierna, dalla lettura di articoli pubblicati su 'Leggo' si è appreso di ulteriori e non conosciuti aspetti relativi a interventi espletati da personale dipendente della Questura di Roma avvenuti in data 25 luglio. Marco, il 23enne romano accusa di essere stato picchiato a sangue da un poliziotto in borghese a Roma.

 

DAVIDE DESARIO DIRETTORE LEGGODAVIDE DESARIO DIRETTORE LEGGO

Per gli episodi rappresentati, sono state subito promosse attività ispettive interne volte a ricostruire l'esatta dinamica ed accertare le eventuali responsabilità connesse. Lo precisa l'ufficio stampa della Questura di Roma. Si rappresenta, inoltre, che sono state tempestivamente inoltrate per il necessario prosieguo di legge, le comunicazioni all'autorità giudiziaria con le informative di reato. Nell'ambito della consueta collaborazione con l'autorità giudiziaria sono stati inviati gli articoli di stampa, uno dei quali corredato dal video che riproduce le immagini della perquisizione, attesa che è condivisa la volontà di fare piena luce sulla dinamica di entrambi i fatti.

 

Pestaggio del 23enne romano, la politica chiede chiarimenti: Giachetti, Nobili, Migliore e Smeriglio presentano un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno: qui

SAPETE QUANTO HA FATTURATO IL QUADRILATERO DELLA MODA DI MILANO NEL PRIMO WEEKEND DI SALDI? ZERO!


GLI ITALIANI PASSANO E GUARDANO I CAPI IN VETRINA, MA TANTO NON SE LI POSSONO PERMETTERE.

E DEI RICCASTRI CINESI, ARABI, RUSSI E AMERICANI CHE AFFOLLAVANO VIA MONTENAPOLEONE NEANCHE L'OMBRA

MALE ANCHE LE CATENE LOW COST, CON CALI DEGLI AFFARI DEL 70%.

GLI STUDENTI E I LAVORATORI SONO TORNATI A CASA, LE FIERE SONO UN VAGO RICORDO: LA CITTÀ RISCHIA IL TRACOLLO


Francesco Rigatelli per “la Stampa”

 

via montenapoleone vuotaVIA MONTENAPOLEONE VUOTA

Zero. E' questo il fatturato del Quadrilatero della moda nel primo weekend di saldi a Milano. Non era mai accaduto prima d' ora, almeno da quando esiste il quartiere con la più alta concentrazione di negozi di lusso del mondo. In questo periodo Milano era meta di turisti cinesi, arabi, russi e americani.

 

Venivano per il Duomo, per le squadre di calcio, per una gita a Como, ma soprattutto per la moda. Si pianificavano vacanze e weekend con tanto di personal shopper e autisti per non perdere i saldi e trovare gli outlet migliori. Quest' anno, invece, via Montenapoleone appare deserta.

 

i bei tempi delle code in via montenapoleoneI BEI TEMPI DELLE CODE IN VIA MONTENAPOLEONE

Nessuno si mette in fila per i saldi. Qualche italiano fa «window shopping», insomma guarda le vetrine, o cerca un senso unico in monopattino, ma poco di più. «Il primo weekend di saldi è stato un disastro - rivela Marco Barbieri, segretario generale della Confcommercio milanese -. Il Quadrilatero della moda ha fatto zero.

 

Non sappiamo come sia possibile, ma ha registrato oltre -90 per cento rispetto al 2019. Il motivo è che certi prodotti gli italiani non se li possono permettere. Altre zone meno di lusso sono andate meglio. Meglio si fa per dire: corso Buenos Aires, via Torino e corso Vercelli vanno da -70 a -50 per cento. Il problema è che anche nelle aree più commerciali le spese sono state ridotte perché a fine luglio in città è rimasta poca gente e con le tasche vuote».

i bei tempi delle code in via montenapoleoneI BEI TEMPI DELLE CODE IN VIA MONTENAPOLEONE

 

Milano è senza studenti, lavoratori, turisti e fiere: una combinazione mortale che la fa sembrare ancora in lockdown. Se va bene quest' anno si passerà da 11 a 5 milioni di arrivi dall' estero. Fiere e congressi sono rimandati all' autunno con un punto interrogativo. Del milione di pendolari che ogni giorno entravano in città e ne uscivano la sera senza perdere l' occasione di un pranzo, di un aperitivo, di una cena o di un regalo, ne arrivano circa 300mila al giorno.

coronavirus gli effetti sul lusso 1CORONAVIRUS GLI EFFETTI SUL LUSSO

 



Di studenti universitari si riparlerà seriamente da gennaio. Le principali aziende non hanno ancora un piano per il rientro dei dipendenti in ufficio, ma pensano a una continuazione del lavoro da casa fino a Natale. I nuovi quartieri verticali sono spettrali e solo Unicredit finora ha scritto ai suoi bancari che a settembre se tutto va bene potranno rientrare nella Torre, ma fino al 50 per cento della capienza.

CORONAVIRUS, FASE DUE A MILANOCORONAVIRUS, FASE DUE A MILANO

 



Le vere vittime di tutto questo, settori di turismo e spettacolo a parte, sono le aziende di pulizie e di mense per uffici, i bar e i ristoranti. La pausa pranzo a Milano vale il 20 per cento del fatturato di un locale. Ancora a giugno i ristoranti segnano -70 per cento sul 2019 e gli alberghi -80, senza dimenticare che la metà degli hotel milanesi è chiusa e non si sa se e quando riaprirà.

 

coronavirus gli effetti sul lusso 6CORONAVIRUS GLI EFFETTI SUL LUSSO

Nel mentre il problema di tutti è la mancanza di liquidità. A maggio e a giugno, secondo Confcommercio, il 90 per cento degli esercenti non ha ricevuto gli aiuti pubblici e a oggi il 50 per cento non ha visto migliorare la propria situazione.

 

Quasi come smacco ulteriore per la metropoli in difficoltà c' è la crescita dell' hinterland.

 

coronavirus fase due bar riaprono a milano 22CORONAVIRUS FASE DUE BAR RIAPRONO A MILANO

Per la prima volta Milano viene superata da paesi satelliti come Legnano o la Brianza a nord e San Donato, Melegnano e San Giuliano a sud. Nuove frontiere dello sviluppo, le cui economie locali si giovano improvvisamente del lavoro da casa dei pendolari, che hanno più soldi in tasca e li consumano tutti sul territorio, svuotando la città e arricchendo la provincia.

 

Se negozi e ristoranti a Milano registrano una media di -70 per cento, a giugno in molti centri minori si arriva a meno della metà, attorno a -30 per cento. Sembrerà poco, ma di questi tempi magri è il mondo alla rovescia. Fonte: qui



IMPRESE TURISTICHE ASSASSINATE (SE E’ VERA LA BOZZA DI DECRETO CHE GIRA)

IL TESTO PREVEDE CHE CI SIANO ANCORA 9 SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE, MA ONEROSA, CIOÈ CON UN CONTRIBUTO DA PARTE DELLE IMPRESE FINO AL 18%.

NON BASTA: IL DECRETO PREVEDE CHE SIANO BLOCCATI I LICENZIAMENTI PER 20 SETTIMANE, A MENO CHE L’IMPRESA NON CHIUDA

QUESTO È IL REGALO CHE LA CATALFO E FRANCESCHINI FANNO AL TURISMO ITALIANO PER SCHIANTARLO DEFINITIVAMENTE

DAGONEWS

PASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFOPASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFO

Se fosse vera la bozza di Decreto che gira in queste ore e che sarebbe pubblicata a breve, si decreterebbe la fine di migliaia di imprese turistiche italiane. Il testo prevede che ci siano  ancora 9 settimane di cassa integrazione, ma onerosa, cioè con un contributo da parte delle imprese fino al 18%. Non solo! Il Decreto prevede che siano bloccati i licenziamenti per 20 settimane, a meno che l’impresa non chiuda.

 

di maio catalfoDI MAIO CATALFO

Quindi le imprese turistiche che a migliaia non riescono a ripartire possono tenere il personale in cassa integrazione per 9 settimane, pagando un balzello, e poi devono riassumerlo pure se non gli necessita, a meno che non scelgano di chiudere.

 

Questo è il regalo che la Catalfo e Franceschini fanno al turismo italiano per schiantarlo definitivamente, mentre buttano miliardi per reddito di cittadinanza e Quota 100.

catalfoCATALFO

 

Le imprese sperano che sia un decreto fake e che Conte metta fine allo sconcio dei disastri che crea ogni giorno la coppia Catalfo-Tridico, sotto il totale disinteresse di Franceschini impegnato in ben altre strategie.




MA È IL MISE O CONFINDUSTRIA?

I GRILLINI STANNO TRASFORMANDO LO SVILUPPO ECONOMICO IN UNA SUCCURSALE DI VIALE DELL’ASTRONOMIA: NELLE PROSSIME SETTIMANE ARRIVERÀ MARCELLA PANUCCI, CHE PRENDERÀ IL POSTO DI SALVATORE BARCA DA POMIGLIANO. CHE L'AMICO DI MAIO VORREBBE PIAZZARE ALLA CONSAP

NOMINATO CONSIGLIERE PER LA POLITICA INDUSTRIALE ELIO CATANIA, CHE NEL 2011 VENIVA DEFINITO “UN POVERACCIO” DALL’ELEVATO BEPPE GRILLO, ACCUSANDOLO DEL FALLIMENTO DI FERROVIE DELLO STATO…


Alessandro Da Rold per “la Verità”

 

vincenzo boccia e marcella panucciVINCENZO BOCCIA E MARCELLA PANUCCI

Il ministero dello Sviluppo economico somiglia sempre di più a una succursale di viale dell' Asrtronomia, sede di Confindustria, tanto da ricordare gli anni di Federica Guidi. Non lo dicono gli uscieri, ma le nomine che il ministro 5 stelle, Stefano Patuanelli, sta perfezionando nelle ultime settimane. È di ieri l' altro la notizia della scelta di Elio Catania come consigliere per la politica industriale del ministero.

 

BEPPE GRILLO CONTRO ELIO CATANIA NEL 2011BEPPE GRILLO CONTRO ELIO CATANIA NEL 2011

Mentre nelle prossime settimane dovrebbe arrivare Marcella Panucci, ex direttore generale sotto la presidenza di Vincenzo Boccia, come segretario generale al posto di Salvatore Barca, amico dell' ex ministro Luigi Di Maio.

 

LUIGI DI MAIO E SALVATORE BARCALUIGI DI MAIO E SALVATORE BARCA

L' incarico di Catania, si specifica nella nota, «è a titolo gratuito e avrà la durata del mandato governativo del ministro». Catania è un boiardo di Stato a tutto tondo, un collezionista di poltrone instancabile. A quanto pare da mesi è entrato nelle grazie di Patuanelli.

 

Il ministro è cresciuto nelle giovanili della Democrazia cristiana e con tutta probabilità ha colmato con la nomina dell' ex presidente di Atm, Ibm, Fs (ora è anche vicepresidente del Cnel) la nostalgia degli anni ruggenti della prima Repubblica.

 

Catania è stato anche presidente di Confindustria digitale, membro della Luiss, vicepresidente di Alitalia, ma è in Ferrovie dello Stato che ha con tutta probabilità lasciato il segno più evidente, cioè quello del fallimento.

 

elio cataniaELIO CATANIA

A dirlo non è l' opposizione, ma Beppe Grillo, l' inventore del grillismo anti casta. Il comico genovese nel 2011 dedicò un post sul suo blog a Catania (è ancora visibile in Rete) dove definiva il neo senior advisor del ministro 5 stelle Patuanelli «il poveraccio».

 

Si legge: «Fu cacciato dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato da Padoa Schioppa. Se ne andò con un buco di 465 milioni di perdite e con sette milioni di euro di buonuscita.

 

Per il successo ottenuto fu premiato con la poltrona di consigliere di amministrazione da Intesa San Paolo e con la presidenza dell' Azienda di Trasporti di Milano.

 

Pisapia lo ha licenziato dall' Atm. Catania non potrà più far fronte alle spese senza le remunerazioni da presidente e amministratore delegato tra i 366.000 e i 450.000 euro (fisso più variabile).

 

STEFANO PATUANELLISTEFANO PATUANELLI


Dovrà accontentarsi dei gettoni come consigliere di amministrazione Telecom (110.000 euro annui più altri 100.000 per le funzioni nei comitati), di Intesa San Paolo (150.000) e della misera pensioncina Inps da 12.276 euro netti al mese. Doppie e triple cariche con pensione d' oro al seguito. In un momento di crisi questa è benzina sul fuoco». E poi Grillo si domandava. «Quanti sono i Catania d' Italia?».

 

BEPPE GRILLO E ROCCO CASALINOBEPPE GRILLO E ROCCO CASALINO



Di sicuro sono molti, ma il principale segue ora la politica industriale del governo sostenuto proprio dal comico genovese. Le sorprese al Mise non finiscono qui. Si attende a breve la nomina a segretario generale di Marcella Panucci, che dopo 25 anni in viale dell' Astronomia, è stata accompagnata alla porta dal nuovo presidente Carlo Bonomi.

 

A prendere il suo posto in Confindustria è stata Francesca Mariotti, fidatissima di Bonomi, che manterrà un interim fino a dicembre.

 

FRANCESCA MARIOTTIFRANCESCA MARIOTTI

Poi si dice potrebbe arrivare Stefano Firpo, che finita la sua parentesi proprio al Mise è ora in Intesa San Paolo: la sua candidatura è sostenuta da Alberto Bombassei. I ritardi della nomina della Panucci sono dovuti a quelli dei rinnovi dei vertici di Consap, dove Di Maio vuole piazzare l' amico Salvatore Barca, attuale segretario generale di Patuanelli.

 

A chiudere la ragnatela tra governo e Confindustria c' è poi Domenico Arcuri, attuale super commissario di Giuseppe Conte, fidanzato con l' ex vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi. Nel frattempo Bonomi due giorni fa attaccava il governo chiedendo riforme. Risponderanno Catania e Panucci.


Fonte: qui