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venerdì 31 luglio 2020

SONO STATI IDENTIFICATI I DUE POLIZIOTTI CHE HANNO PICCHIATO IL RAGAZZO A ROMA: ERANO DUE AGENTI DEL REPARTO VOLANTI FUORI SERVIZIO


DOPO LA DENUNCIA DI “LEGGO” SI MUOVE ANCHE LA QUESTURA DI ROMA, CHE HA APERTO UN’INCHIESTA INTERNA PER CAPIRE COSA È SUCCESSO

IL RACCONTO DEL 23ENNE AGGREDITO: “IL POLIZIOTTO MI URLAVA IN FACCIA PAROLACCE. ERO PRONTO A REAGIRE QUANDO TIRA FUORI IL TESSERINO E…”


"SONO STATO PICCHIATO DA UN POLIZIOTTO IN BORGHESE" – IL RACCONTO DI UN 23ENNE ROMANO A “LEGGO” Fonte: qui

 

Pestaggio del 23 enne romano, identificati i due poliziotti coinvolti: sono due agenti del reparto volanti

Da www.leggo.it

 

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a romaMARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA

Sono stati identificati i due poliziotti che nella notte tra sabato e domenica sono stati protagonisti del pestaggio del ragazzo di Roma. Almeno stando alla denuncia che Marco, 23 anni, ha presentato alla stazione dei carabinieri di Porta Portese.

 

L'aggressione violenta è avvenuta poco dopo le 3 di notte. La vittima, insieme ad un amico, è riuscita a chiamare il 112. Sul posto, per competenza territoriale, sono giunte due gazzelle dei carabinieri e, per ragioni inspiegabili e da capire chi le abbia chiamate, anche quattro volanti della polizia.

 

I due poliziotti in borghese, a bordo di una Fiat 500 XL di colore grigio, secondo il racconto della vittima  tra schiaffi e pugni hanno sbandierato il distintivo della polizia. E, infatti, da quanto si è appreso i due sono stati identificati. Si tratta di due agenti del Reparto Volanti della Questura di Roma. Entrambi dell'accaduto erano fuori servizio. Al momento in Questura tutto tace, da Via San Vitale non è arrivata nessuna nota in  merito.

la storia del ragazzo picchiato dalla polizia su leggoLA STORIA DEL RAGAZZO PICCHIATO DALLA POLIZIA SU LEGGO

 

Ecco tutta la ricostruzione della storia pubblicata da Leggo questa mattina.

 

«Sono stato picchiato senza motivo da un poliziotto in borghese. In una delle strade più frequentate di Roma. Guardate come mi ha ridotto». Ha la voce che trema ancora dallo choc e il volto tumefatto Marco. Un ragazzo romano di 23 anni che sabato scorso ha vissuto improvvisamente un incubo.

 

«Erano passate le 3 di notte. Stavo tornando a casa con un mio amico dopo aver passato la serata a Trastevere - racconta - arrivati a viale Marconi si affianca allo scooter su cui viaggiavamo un’auto grigia. Era una 500 XL con a bordo due uomini. Mi fissano e mi urlano “ma che cazzo ti guardi?”. Io rispondo per le rime e continuiamo a battibeccare per qualche secondo. Quando pensavo fosse tutto finito si scatena l’inferno».

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a roma 1MARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA

La voce trema sempre più e il dolore delle ferite diventa più forte: «Ci tagliano la strada, bloccando lo scooter e quello alla guida si avvicina a me. Mi urla in faccia parolacce e minacce di ogni tipo. Poi mi colpisce con due schiaffi fortissimi. In pieno viso. Ero pronto a reagire quando tira fuori il tesserino e mi dice di esser un poliziotto. E urla ancora “e mo che fai?”. A quel punto mi blocco. Non credevo ai miei occhi. Mi urlava “ti arresto”, “ti faccio sparare” e altre frasi rabbiose. Inizio a parlare chiedendo loro perché si stavano comportando così e per tutta risposta mi sferra un pugno in pieno volto».

 

Il ragazzo è una maschera di sangue. Non si regge in piedi ma decide di chiamare il 112 per denunciare il fatto. «Mettiamo il motorino davanti alla loro auto per non farli scappare - continua il ragazzo - e quell’energumeno ha tentato di togliermi il telefonino. Mi spintonava. In pochi minuti è arrivata un’ambulanza e sei o sette volanti a sirene spiegate che hanno raccolto le nostre versioni».

 

marco, il ragazzo massacrato di botte da un poliziotto a roma 2MARCO, IL RAGAZZO MASSACRATO DI BOTTE DA UN POLIZIOTTO A ROMA 2

Marco a quel punto viene trasportato in ospedale, al Cto della Garbatella: per lui cinque punti sul labbro. La mattina seguente il fatto è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Porta Portese. Le accuse se confermate sono pesantissime: lesioni aggravate e tentata rapina. Fonte: qui


Pestaggio del 23enne, la Questura di Roma apre un'inchiesta interna dopo la denuncia di Leggo

Da www.leggo.it

 

In data odierna, dalla lettura di articoli pubblicati su 'Leggo' si è appreso di ulteriori e non conosciuti aspetti relativi a interventi espletati da personale dipendente della Questura di Roma avvenuti in data 25 luglio. Marco, il 23enne romano accusa di essere stato picchiato a sangue da un poliziotto in borghese a Roma.

 

DAVIDE DESARIO DIRETTORE LEGGODAVIDE DESARIO DIRETTORE LEGGO

Per gli episodi rappresentati, sono state subito promosse attività ispettive interne volte a ricostruire l'esatta dinamica ed accertare le eventuali responsabilità connesse. Lo precisa l'ufficio stampa della Questura di Roma. Si rappresenta, inoltre, che sono state tempestivamente inoltrate per il necessario prosieguo di legge, le comunicazioni all'autorità giudiziaria con le informative di reato. Nell'ambito della consueta collaborazione con l'autorità giudiziaria sono stati inviati gli articoli di stampa, uno dei quali corredato dal video che riproduce le immagini della perquisizione, attesa che è condivisa la volontà di fare piena luce sulla dinamica di entrambi i fatti.

 

Pestaggio del 23enne romano, la politica chiede chiarimenti: Giachetti, Nobili, Migliore e Smeriglio presentano un'interrogazione parlamentare al ministro dell'Interno: qui

martedì 10 dicembre 2019

UN MOLDAVO È STATO PRESO A CALCI E PUGNI PER 100 EURO NEL PARCHEGGIO DI UN SUPERMERCATO DI ROMA: QUATTRO ROMENI SENZA FISSA DIMORA LO HANNO CIRCONDATO E PESTATO, POI GLI HANNO RUBATO IL PORTAFOGLIO


GLI AGGRESSORI SONO STATI INDIVIDUATI POCO DOPO VICINO AL LUOGO DELL’AGGRESSIONE E ARRESTATI. LA VITTIMA NEL FRATTEMPO ERA…

pestaggioPESTAGGIO

Calci e pugni per 100 euro. I carabinieri della Stazione di Roma Ponte Milvio hanno arrestato quattro uomini, tutti romeni senza fissa dimora, di 36, 45, 52 e 59 anni, con l’accusa di rapina aggravata in concorso ai danni di un cittadino moldavo di 52 anni. L’uomo, ieri sera, è stato aggredito dai quattro all’interno del parcheggio di un supermarket di corso Francia mentre passeggiava.
pestaggio.PESTAGGIO.


Lo hanno bloccato e colpito con pugni al volto e calci poi gli hanno sottratto il portafoglio con 100 euro e i documenti personali. Dopo la rapina, l'uomo ha chiesto aiuto al 112. I militari hanno raggiunto la vittima, e dopo aver raccolto la testimonianza di alcune persone, oltre alla sua, sono riusciti ad individuare il quartetto a poca distanza dal luogo dell’aggressione. La vittima nel frattempo è stata soccorsa e trasportata presso il pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo di Nancy dove è stata trattenuta in osservazione, dai medici, per la frattura del setto nasale e del pavimento orbitale sinistro.

Fonte: qui

martedì 11 giugno 2019

GANG DI RAGAZZI, NEL TORINESE UN 20ENNE È STATO PRESO A SPRANGATE DOPO ESSERSI RIBELLATO A UN TENTATIVO DI RAPINA DI POCHI SPICCI ...

A ROMA UN 24ENNE È SALITO IN MACCHINA E HA TRAVOLTO ALCUNI RAGAZZI CON CUI AVEVA LITIGATO FUORI DA UNA DISCOTECA 
A NAPOLI UNA BABY GANG HA AGGREDITO TRE 20ENNI 
COSA HANNO IN COMUNE QUESTI EPISODI? 
LA RABBIA BESTIALE DI GIOVANI ANNOIATI E SENZA SCRUPOLI
Giordano Tedoldi per “Libero quotidiano”

ragazzini pestaggio vareseRAGAZZINI PESTAGGIO VARESE
Sono giovani, spesso minorenni, annoiati, senza scrupoli. Sono i protagonisti degli ultimi episodi di violenza verificatisi a Roma, Torino, Napoli. Menano colpi di spranga per due euro, com' è successo a Rivoli, nella provincia torinese, dove all' una di notte una gang di periferia composta da cinque ragazzi, di cui tre minorenni e gli altri maggiorenni di poco (18 e 21 anni) ha accerchiato due fratelli che tornavano a casa per rapinarli del cellulare e dei soldi, anche se erano solo pochi spicci.
ragazzini pestaggio vareseRAGAZZINI PESTAGGIO VARESE



Uno dei fratelli, vent' anni, si è ribellato e per tutta risposta è stato selvaggiamente sprangato, picchiato e preso a calci, subendo un trauma cranico e altre lesioni guaribili in 35 giorni. Fortunatamente nonostante l' ora tarda c' erano altri testimoni, ma la loro presenza non ha minimamente scoraggiato la furia dei ragazzi.

PESTAGGIOPESTAGGIO
Quando l' aggredito è riuscito ad atterrarne uno, tutti sono scappati, e un altro ha perso il documento d' identità che, raccolto da un passante, è stato consegnato ai carabinieri, i quali sono riusciti a individuare tutti i componenti del pestaggio.

GLI ARRESTI 
I fatti risalgono ad aprile, ieri sono stati arrestati. A Roma invece, intorno alle quattro di sabato mattina, all' uscita da una discoteca dell' Eur, la "Bibliotechina", due comitive stavano ancora discutendo dopo essersi affrontate dentro il locale per i soliti stupidi motivi che scoppiano nelle discoteche. Quando una delle due comitive ha cominciato a dirigersi alla fermata della metropolitana, sembrava la cosa fosse finita lì.
MILANO PESTAGGIOMILANO PESTAGGIO

E invece un ventiquattrenne, letteralmente fuori di sé, è salito a bordo della sua Volkswagen Polo, ha pestato sull' acceleratore e ha falciato i quattro avversari che tornavano a casa, tre diciottenni e un cinquantatreenne. È scappato ma è stato rintracciato dalla polizia.

Due degli investiti sono stati portati in ospedale con codice rosso, non sono in pericolo di vita ma il più grave dovrà subire un intervento di chirurgia maxillo-facciale. In quelle stesse ore, poco distante, un egiziano di vent' anni è stato accoltellato a un fianco. L' aggressore è fuggito, il suo coltello è stato ritrovato e la polizia lo sta ancora cercando.
agressione 4AGRESSIONE

Un episodio simile si era avuto sempre nella capitale a gennaio, quando due amici ubriachi, per vendicarsi di due buttafuori di una discoteca che, visto il loro stato, non li avevano fatti entrare, erano risaliti sulla loro Mercedes classe B e li avevano travolti, ferendo anche un altro ragazzo quando si erano dati alla fuga. I due aggressori si sono poi costituiti, sono due fratelli di 27 e 30 anni.

agressione 3AGRESSIONE 
Segnaliamo anche che pochi giorni fa, a Napoli, una baby gang di ben trenta ragazzini tra i quattordici e i diciotto anni ha aggredito tre giovani di 20, 21 e 23 anni nella zona dei Decumani. Il ventenne è stato ricoverato con una prognosi di due settimane per contusioni al fianco e al torace, i suoi amici hanno un trauma cranico e un trauma facciale, per fortuna lievi. Anche in questo caso, spiegano gli inquirenti, la violenza è esplosa per motivi futili.

agressione 2AGRESSIONE 
RABBIA BESTIALE 
Cosa tiene insieme tutti questi episodi? La giovane età, la rabbia bestiale, il ricorso a una violenza sproporzionata rispetto agli scopi. Questi ragazzi "annoiati" e "senza scrupoli", a volte ubriachi o fatti, non ci pensano un istante a spaccare la faccia o a mettere sotto con la macchina chi li contraddice, chi non li fa entrare in discoteca, chi si rifiuta di dargli lo smartphone o qualche moneta.
agressione 1AGRESSIONE 

Per un pretesto insignificante circondano come un branco di lupi le vittime, forti della loro superiorità numerica, e infieriscono senza controllo. Non vogliamo esagerare il fenomeno, ma è questo che accade nelle nostre città. Qual è la ragione di questa violenza selvaggia?
aggressioneAGGRESSIONE



L' elenco delle motivazioni è sempre lo stesso: una società lassista, i genitori irresponsabili, un' educazione viziata e permissiva, oppure il disagio, il degrado, l' incultura. Ma più che le ragioni, consigliamo di concentrarci sui castighi. È venuto il tempo di trattare questi fanciulli teppisti con la durezza che la loro ferocia merita, senza più concedere alibi per la loro giovane età.

Fonte: qui

martedì 28 marzo 2017

E’ MORTO EMANUELE MORGANTI, IL 20ENNE DI ALATRI MASSACRATO DA NOVE PERSONE PER AVER DIFESO LA SUA FIDANZATA

IL COLPO DI GRAZIA GLIEL’HANNO DATO CON UN CRIC


IL CORPO SAREBBE STATO ANCHE TRASCINATO SULL'ASFALTO, COME FOSSE UN TROFEO. UNA MATTANZA, CON LA GENTE CHE SI VOLTAVA DALL'ALTRA PARTE, NELLA PIAZZA PRINCIPALE DI ALATRI. QUINDI IL FUGGI FUGGI, PRIMA DELL'ARRIVO DEI CARABINIERI E DELL'AMBULANZA

I BUTTAFUORI DEL LOCALE DOVE E’ AVVENUTA L’AGGRESSIONE SONO ALBANESI, COME ALCUNI DEGLI ASSALITORI DI EMANUELE, E INVECE DI DIFENDERE IL RAGAZZO HANNO CONTRIBUITO A PESTARLO. MA A FINIRLO BRUTALMENTE E’ STATO UN ITALIANO. 

IL RACCONTO DELLA FIDANZATA

1 - EMANUELE, 20 ANNI, DIFENDE LA FIDANZATA LO CIRCONDANO: UCCISO A CALCI E PUGNI
Rinaldo Frignani per il “Corriere della sera

EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
Chi gli ha dato il colpo di grazia con la spranga - o più probabilmente con un cric - potrebbe essere italiano. Un giovane forse di Alatri, o di un paese vicino, proprio come il povero Emanuele, già pianto senza speranza ancor prima di morire, quando era attaccato a una macchina per sopravvivere, da tutta Tecchiena, paesino in provincia di Frosinone. E proprio un ragazzo è stato portato in caserma ieri notte per essere ascoltato.

Il presunto killer e altri otto coetanei sono rimasti fino a notte fonda nella caserma dei carabinieri sotto interrogatorio. Erano già stati ascoltati sabato, 24 ore dopo il pestaggio dell' operaio ventenne, preso di mira da un albanese in una discoteca di piazza Regina Margherita per aver difeso la sua fidanzata da avances sempre più spinte. Gli investigatori dell' Arma avevano interrogato i nove e li avevano rilasciati, ma poi ieri - sulla base di altri indizi raccolti nel corso di una frenetica giornata di sopralluoghi e accertamenti tecnici - li hanno riconvocati in ufficio. Adesso rischiano di essere arrestati tutti per concorso in omicidio volontario.

LA DISCOTECA DOVE E STATO UCCISO EMANUELE MORGANTILA DISCOTECA DOVE E STATO UCCISO EMANUELE MORGANTI
Per quasi 48 ore la vita di Emanuele Morganti è rimasta appesa a un filo nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma, poi ieri sera la tragica notizia del decesso. Da venerdì notte i medici monitoravano la sua situazione. Lo avevano anche sottoposto a un intervento chirurgico. Ma i risultati non avevano dato gli esiti sperati: i troppi colpi, violentissimi, avevano devastato la testa e il volto del ventenne, provocato fratture craniche e cervicali, al punto da renderlo quasi irriconoscibile. Tanto da far pensare a qualche suo amico intervenuto dopo l' aggressione che in realtà il giovane fosse stato travolto da un'auto. Ma non era così.

EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
La verità è che una furia inimmaginabile si è abbattuta sull' operaio che venerdì sera, con la fidanzata e un gruppetto di amici, aveva deciso di trascorrere qualche ora al Mirò ad ascoltare musica. Un locale - ora sotto sequestro - dove anche i buttafuori erano albanesi e non si esclude che proprio loro abbiano avuto un ruolo nell' orribile fine del ventenne.

Emanuele - che viveva con i genitori e aveva un fratello e una sorella - non è stato coinvolto in una rissa. Ha solo reagito quando uno dei clienti, sotto l'effetto dell' alcol, ha provocato la sua ragazza.
Ma gli addetti alla sicurezza avrebbero preso le difese dell' ubriaco e non della coppietta. Anzi, Emanuele sarebbe stato sbattuto fuori, inseguito sulla piazza, scaraventato a terra dagli amici dell'albanese, ai quali si sarebbero aggiunti altri giovani avventori. Nessuno sarebbe intervenuto in sua difesa. I carabinieri, coordinati dal pm Vittorio Misiti della Procura di Frosinone, stanno cercando di ricostruire cosa sia avvenuto in quei momenti.

Erano le 4 di notte e al pestaggio ha assistito anche la fidanzata e qualche amico del ragazzo sul quale si sono abbattuti calci e pugni. Poi è comparsa la chiave inglese, prima lanciata dall' uscita della discoteca contro il ventenne in fuga, quindi usata contro Emanuele, ormai privo di forze, con il volto sanguinante e gli indumenti strappati. Due, tre colpi per finirlo. Il corpo sarebbe stato anche trascinato sull'asfalto, come fosse un trofeo. Un film dell' orrore, una mattanza, con la gente che si voltava dall' altra parte, nel buio della piazza principale di Alatri. Quindi il fuggi fuggi, prima dell' arrivo dei carabinieri e di un' ambulanza.

2 - LO CHOC DI KETTY CHE L' HA VISTO MORIRE: «ERA LA PRIMA USCITA CON L' AUTO DEL PADRE»
EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
Virginia Piccolillo per il “Corriere della sera”

Ketty, la fidanzata, lo ha visto morire. Ora è sotto choc. A un' amica che era con lei venerdì notte al Mirò ripete: «Era la prima volta che Emanuele prendeva la macchina del padre. Ci teneva così tanto. Era tornato dal lavoro, aveva fatto la doccia ed eravamo andati in discoteca. Volevamo solo passare un venerdì sera con la musica e gli amici. Perché è successo? Cosa è successo? Perché l' hanno ammazzato? Perché non li hanno fermati?».

Tecchiena, il paese di Emanuele, è minuscolo. La piazzetta dove, attoniti, gli amici lo piangono, è poco più di un parcheggio. Ma il dolore è enorme. I suoi amici ce l' hanno ancora davanti agli occhi quel viso «che non si riconosceva dalle botte che gli avevano dato. Forse l' hanno massacrato in 30, e uno solo lo ha difeso», dicono inferociti.
ALATRI - LA MORTE DI EMANUELE MORGANTIALATRI - LA MORTE DI EMANUELE MORGANTI

«C'ero. Ho visto tutto. L' ho visto ammazzare e per tutta la vita avrò il rimorso di non essere riuscita a fare niente». È una ragazzina semplice, con le mani nascoste nelle maniche del maglione e i capelli raccolti, la testimone ascoltata per ore dai carabinieri di Alatri. Lei sa bene com' è andata. È rabbiosa contro i tg che hanno parlato di Emanuele «come una testa calda che quasi quasi se l' è cercata: ma come si fa a dire una cosa così? Stava solo passando una serata con gli amici e la sua ragazza. Non aveva fatto niente».

La giovane non sa il nome dell'albanese che si è avvicinato per fare apprezzamenti a Ketty. Ma sia lei, sia il gruppetto di amici, che con gli occhi lucidi e la testa bassa non si danno pace, denunciano: «È stato l' unico a non essere stato nemmeno sentito dai carabinieri. Non sanno nemmeno dove sia, se n'è già andato». E la rissa? «Ma quale rissa? Non c' è stata una rissa, era lui da solo. È stato preso dai buttafuori, ma non lo hanno buttato fuori. L' hanno rincorso».

EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
I bodyguard? «Sì, lo hanno picchiato fuori dalla discoteca». Un ragazzo alto e dinoccolato si avvicina e assicura: «Quelli non dovevano proprio lavorare, hanno precedenti penali. È brutta gente. Loro e gli altri». Gli altri chi? Tutti albanesi? «No, gli italiani. Quello che gli ha sfondato la testa con una spranga, quello che lo ha ammazzato, è un italiano. Emanuele era un ragazzino normale, sempre sorridente, che è stato massacrato di botte e mentre era a terra moribondo ancora gli davano calci. E chi l' ha ammazzato già sta fuori dalla caserma».

«Quello che lo ha ucciso è un italiano - ripete la prima testimone - e non è nemmeno la prima volta che lo fa: io stessa un giorno in una stradina me lo sono trovato davanti con una spranga». Gli altri annuiscono, convinti e indignati. «Sembrava che gli fosse passato sopra un camion». Ma dalla discoteca nessuno ha sentito niente? «Tutti», assicurano le due ragazze. «Tutti hanno visto tutto.
EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
E non sono intervenuti. Tutti sono colpevoli. Emanuele è stato ucciso da Alatri».

3 - "SEMBRAVANO BESTIE" E TRA I RAGAZZI DEL PAESE ORA SI INVOCA LA VENDETTA
Corrado Zunino per “la Repubblica”

La fiaccolata per ricordare l' amico Emanuele, 20 anni, finito con un palo che gli ha sfondato il cranio - era un dissuasore di parcheggio, l' hanno trovato all' esterno del Miro Music Club - è stata rinviata. Troppa rabbia ad Alatri: messaggi di vendetta su Facebook, rancorose minacce da sedare. «Ci vuole una giustizia esemplare».

Si dice, si legge. Non sarà prima della prossima settimana, la fiaccolata in piazza Santa Maria Maggiore, centro di vita e di parole di un altro paese in pietra dell' Italia centrale. A guardare il portone marrone del Miro ora sequestrato, piazza Regina Margherita, una breve discesa verso il Tribunale distaccato di Alatri (il palazzo di giustizia si apre proprio di fronte al luogo del delitto), amici turbati, arrabbiati. Un pellegrinaggio fino a notte. Vive da anni, il ritrovo.
EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI

È un riferimento storico per i ragazzi di qui e di questa provincia. Lo scorso autunno il Miro Music Club aveva cambiato gestione, ed erano iniziati i problemi. Cinque buttafuori per un locale neppure grande, quattro albanesi, un italiano (lui di Ceccano). Ora i carabinieri cercano anche da loro la testimonianza che riveli chi ha massacrato un ragazzo di vent'anni.

Ricostruendo la storia del locale iscritto al sistema Arci, apprezzato per l'estetica, la scelta musicale tendente al rock, gli investigatori hanno rintracciato un recente episodio di sopraffazione avvenuto all'interno: un giovane di zona che, diverse settimane fa, invita gli amici a bere per festeggiare l'acquisto di un'auto nuova, i brindisi che si alzano al cielo troppo chiassosi e un buttafuori che decide di placare il clima con una violenza inusitata.

EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI
Marco, anche lui 20 anni, era fuori dal Miro la notte tra venerdì e sabato quando Emanuele è stato colpito brutalmente. Ha ancora graffi sul mento, due ferite profonde sul collo. Dice: «Si è accesa una rissa, venticinque persone, poi ho visto Emanuele a terra e qualcuno accanirsi su di lui. Chi? L'ho detto ai carabinieri».

Lavinia, in lacrime: «Voglio sapere la verità, tutta la verità, è stato un pestaggio da bestie».
L'agonia di Emanuele Morganti al Policlinico di Roma, dove è stato trasportato già gravissimo, è durata 36 ore. Il decesso clinico i medici lo hanno dichiarato ieri pomeriggio e i genitori hanno autorizzato l' espianto degli organi.

La famiglia abita in uno stabile a Casette di Tecchiena, paese allungato per due chilometri lungo la provinciale che la separa da Alatri. Emanuele viveva con la madre, in questo periodo sempre in casa. Papà nello stesso palazzo, ma in un altro appartamento. Il fratello e la sorella si erano allontanati da Tecchiena. Emanuele era iscritto all'università, ma aveva trovato da poco un lavoro in un' azienda a Frosinone.
EMANUELE MORGANTIEMANUELE MORGANTI

Avrebbe scelto più avanti se continuare gli studi. Al bar di Tecchiena, l'unico, davanti al parco giochi, lo ricordano così: «Un bravo ragazzo, aperto e socievole. Veniva spesso con la fidanzata». Nessuno rammenta un problema, quando ascolta il nome di Emanuele. Le divisioni per gruppi, tra i ragazzi di Alatri? «Ormai è quotidiano vedere giovani italiani con giovani albanesi e romeni. Sono venuti qui a lavorare o sono figli di lavoratori inseriti nella città. L'integrazione è un dato di fatto, da anni».

Il consigliere comunale Roberto Addesse ieri ha rivolto un appello al sindaco e ad Alatri tutta: «Gli umori in queste ore sono pesanti, le parole che si ascoltano fanno paura. La nostra è una città di pace, che non ha mai conosciuto aggressioni di questo genere. Bisogna restare calmi, lasciare lavorare la magistratura, comprendere le verità e poi, più avanti, salutare un membro di questa comunità che non avrebbe mai voluto vendette».

Fonte: qui