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venerdì 31 luglio 2020

SAPETE QUANTO HA FATTURATO IL QUADRILATERO DELLA MODA DI MILANO NEL PRIMO WEEKEND DI SALDI? ZERO!


GLI ITALIANI PASSANO E GUARDANO I CAPI IN VETRINA, MA TANTO NON SE LI POSSONO PERMETTERE.

E DEI RICCASTRI CINESI, ARABI, RUSSI E AMERICANI CHE AFFOLLAVANO VIA MONTENAPOLEONE NEANCHE L'OMBRA

MALE ANCHE LE CATENE LOW COST, CON CALI DEGLI AFFARI DEL 70%.

GLI STUDENTI E I LAVORATORI SONO TORNATI A CASA, LE FIERE SONO UN VAGO RICORDO: LA CITTÀ RISCHIA IL TRACOLLO


Francesco Rigatelli per “la Stampa”

 

via montenapoleone vuotaVIA MONTENAPOLEONE VUOTA

Zero. E' questo il fatturato del Quadrilatero della moda nel primo weekend di saldi a Milano. Non era mai accaduto prima d' ora, almeno da quando esiste il quartiere con la più alta concentrazione di negozi di lusso del mondo. In questo periodo Milano era meta di turisti cinesi, arabi, russi e americani.

 

Venivano per il Duomo, per le squadre di calcio, per una gita a Como, ma soprattutto per la moda. Si pianificavano vacanze e weekend con tanto di personal shopper e autisti per non perdere i saldi e trovare gli outlet migliori. Quest' anno, invece, via Montenapoleone appare deserta.

 

i bei tempi delle code in via montenapoleoneI BEI TEMPI DELLE CODE IN VIA MONTENAPOLEONE

Nessuno si mette in fila per i saldi. Qualche italiano fa «window shopping», insomma guarda le vetrine, o cerca un senso unico in monopattino, ma poco di più. «Il primo weekend di saldi è stato un disastro - rivela Marco Barbieri, segretario generale della Confcommercio milanese -. Il Quadrilatero della moda ha fatto zero.

 

Non sappiamo come sia possibile, ma ha registrato oltre -90 per cento rispetto al 2019. Il motivo è che certi prodotti gli italiani non se li possono permettere. Altre zone meno di lusso sono andate meglio. Meglio si fa per dire: corso Buenos Aires, via Torino e corso Vercelli vanno da -70 a -50 per cento. Il problema è che anche nelle aree più commerciali le spese sono state ridotte perché a fine luglio in città è rimasta poca gente e con le tasche vuote».

i bei tempi delle code in via montenapoleoneI BEI TEMPI DELLE CODE IN VIA MONTENAPOLEONE

 

Milano è senza studenti, lavoratori, turisti e fiere: una combinazione mortale che la fa sembrare ancora in lockdown. Se va bene quest' anno si passerà da 11 a 5 milioni di arrivi dall' estero. Fiere e congressi sono rimandati all' autunno con un punto interrogativo. Del milione di pendolari che ogni giorno entravano in città e ne uscivano la sera senza perdere l' occasione di un pranzo, di un aperitivo, di una cena o di un regalo, ne arrivano circa 300mila al giorno.

coronavirus gli effetti sul lusso 1CORONAVIRUS GLI EFFETTI SUL LUSSO

 



Di studenti universitari si riparlerà seriamente da gennaio. Le principali aziende non hanno ancora un piano per il rientro dei dipendenti in ufficio, ma pensano a una continuazione del lavoro da casa fino a Natale. I nuovi quartieri verticali sono spettrali e solo Unicredit finora ha scritto ai suoi bancari che a settembre se tutto va bene potranno rientrare nella Torre, ma fino al 50 per cento della capienza.

CORONAVIRUS, FASE DUE A MILANOCORONAVIRUS, FASE DUE A MILANO

 



Le vere vittime di tutto questo, settori di turismo e spettacolo a parte, sono le aziende di pulizie e di mense per uffici, i bar e i ristoranti. La pausa pranzo a Milano vale il 20 per cento del fatturato di un locale. Ancora a giugno i ristoranti segnano -70 per cento sul 2019 e gli alberghi -80, senza dimenticare che la metà degli hotel milanesi è chiusa e non si sa se e quando riaprirà.

 

coronavirus gli effetti sul lusso 6CORONAVIRUS GLI EFFETTI SUL LUSSO

Nel mentre il problema di tutti è la mancanza di liquidità. A maggio e a giugno, secondo Confcommercio, il 90 per cento degli esercenti non ha ricevuto gli aiuti pubblici e a oggi il 50 per cento non ha visto migliorare la propria situazione.

 

Quasi come smacco ulteriore per la metropoli in difficoltà c' è la crescita dell' hinterland.

 

coronavirus fase due bar riaprono a milano 22CORONAVIRUS FASE DUE BAR RIAPRONO A MILANO

Per la prima volta Milano viene superata da paesi satelliti come Legnano o la Brianza a nord e San Donato, Melegnano e San Giuliano a sud. Nuove frontiere dello sviluppo, le cui economie locali si giovano improvvisamente del lavoro da casa dei pendolari, che hanno più soldi in tasca e li consumano tutti sul territorio, svuotando la città e arricchendo la provincia.

 

Se negozi e ristoranti a Milano registrano una media di -70 per cento, a giugno in molti centri minori si arriva a meno della metà, attorno a -30 per cento. Sembrerà poco, ma di questi tempi magri è il mondo alla rovescia. Fonte: qui



IMPRESE TURISTICHE ASSASSINATE (SE E’ VERA LA BOZZA DI DECRETO CHE GIRA)

IL TESTO PREVEDE CHE CI SIANO ANCORA 9 SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE, MA ONEROSA, CIOÈ CON UN CONTRIBUTO DA PARTE DELLE IMPRESE FINO AL 18%.

NON BASTA: IL DECRETO PREVEDE CHE SIANO BLOCCATI I LICENZIAMENTI PER 20 SETTIMANE, A MENO CHE L’IMPRESA NON CHIUDA

QUESTO È IL REGALO CHE LA CATALFO E FRANCESCHINI FANNO AL TURISMO ITALIANO PER SCHIANTARLO DEFINITIVAMENTE

DAGONEWS

PASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFOPASQUALE TRIDICO NUNZIA CATALFO

Se fosse vera la bozza di Decreto che gira in queste ore e che sarebbe pubblicata a breve, si decreterebbe la fine di migliaia di imprese turistiche italiane. Il testo prevede che ci siano  ancora 9 settimane di cassa integrazione, ma onerosa, cioè con un contributo da parte delle imprese fino al 18%. Non solo! Il Decreto prevede che siano bloccati i licenziamenti per 20 settimane, a meno che l’impresa non chiuda.

 

di maio catalfoDI MAIO CATALFO

Quindi le imprese turistiche che a migliaia non riescono a ripartire possono tenere il personale in cassa integrazione per 9 settimane, pagando un balzello, e poi devono riassumerlo pure se non gli necessita, a meno che non scelgano di chiudere.

 

Questo è il regalo che la Catalfo e Franceschini fanno al turismo italiano per schiantarlo definitivamente, mentre buttano miliardi per reddito di cittadinanza e Quota 100.

catalfoCATALFO

 

Le imprese sperano che sia un decreto fake e che Conte metta fine allo sconcio dei disastri che crea ogni giorno la coppia Catalfo-Tridico, sotto il totale disinteresse di Franceschini impegnato in ben altre strategie.




MA È IL MISE O CONFINDUSTRIA?

I GRILLINI STANNO TRASFORMANDO LO SVILUPPO ECONOMICO IN UNA SUCCURSALE DI VIALE DELL’ASTRONOMIA: NELLE PROSSIME SETTIMANE ARRIVERÀ MARCELLA PANUCCI, CHE PRENDERÀ IL POSTO DI SALVATORE BARCA DA POMIGLIANO. CHE L'AMICO DI MAIO VORREBBE PIAZZARE ALLA CONSAP

NOMINATO CONSIGLIERE PER LA POLITICA INDUSTRIALE ELIO CATANIA, CHE NEL 2011 VENIVA DEFINITO “UN POVERACCIO” DALL’ELEVATO BEPPE GRILLO, ACCUSANDOLO DEL FALLIMENTO DI FERROVIE DELLO STATO…


Alessandro Da Rold per “la Verità”

 

vincenzo boccia e marcella panucciVINCENZO BOCCIA E MARCELLA PANUCCI

Il ministero dello Sviluppo economico somiglia sempre di più a una succursale di viale dell' Asrtronomia, sede di Confindustria, tanto da ricordare gli anni di Federica Guidi. Non lo dicono gli uscieri, ma le nomine che il ministro 5 stelle, Stefano Patuanelli, sta perfezionando nelle ultime settimane. È di ieri l' altro la notizia della scelta di Elio Catania come consigliere per la politica industriale del ministero.

 

BEPPE GRILLO CONTRO ELIO CATANIA NEL 2011BEPPE GRILLO CONTRO ELIO CATANIA NEL 2011

Mentre nelle prossime settimane dovrebbe arrivare Marcella Panucci, ex direttore generale sotto la presidenza di Vincenzo Boccia, come segretario generale al posto di Salvatore Barca, amico dell' ex ministro Luigi Di Maio.

 

LUIGI DI MAIO E SALVATORE BARCALUIGI DI MAIO E SALVATORE BARCA

L' incarico di Catania, si specifica nella nota, «è a titolo gratuito e avrà la durata del mandato governativo del ministro». Catania è un boiardo di Stato a tutto tondo, un collezionista di poltrone instancabile. A quanto pare da mesi è entrato nelle grazie di Patuanelli.

 

Il ministro è cresciuto nelle giovanili della Democrazia cristiana e con tutta probabilità ha colmato con la nomina dell' ex presidente di Atm, Ibm, Fs (ora è anche vicepresidente del Cnel) la nostalgia degli anni ruggenti della prima Repubblica.

 

Catania è stato anche presidente di Confindustria digitale, membro della Luiss, vicepresidente di Alitalia, ma è in Ferrovie dello Stato che ha con tutta probabilità lasciato il segno più evidente, cioè quello del fallimento.

 

elio cataniaELIO CATANIA

A dirlo non è l' opposizione, ma Beppe Grillo, l' inventore del grillismo anti casta. Il comico genovese nel 2011 dedicò un post sul suo blog a Catania (è ancora visibile in Rete) dove definiva il neo senior advisor del ministro 5 stelle Patuanelli «il poveraccio».

 

Si legge: «Fu cacciato dalla presidenza delle Ferrovie dello Stato da Padoa Schioppa. Se ne andò con un buco di 465 milioni di perdite e con sette milioni di euro di buonuscita.

 

Per il successo ottenuto fu premiato con la poltrona di consigliere di amministrazione da Intesa San Paolo e con la presidenza dell' Azienda di Trasporti di Milano.

 

Pisapia lo ha licenziato dall' Atm. Catania non potrà più far fronte alle spese senza le remunerazioni da presidente e amministratore delegato tra i 366.000 e i 450.000 euro (fisso più variabile).

 

STEFANO PATUANELLISTEFANO PATUANELLI


Dovrà accontentarsi dei gettoni come consigliere di amministrazione Telecom (110.000 euro annui più altri 100.000 per le funzioni nei comitati), di Intesa San Paolo (150.000) e della misera pensioncina Inps da 12.276 euro netti al mese. Doppie e triple cariche con pensione d' oro al seguito. In un momento di crisi questa è benzina sul fuoco». E poi Grillo si domandava. «Quanti sono i Catania d' Italia?».

 

BEPPE GRILLO E ROCCO CASALINOBEPPE GRILLO E ROCCO CASALINO



Di sicuro sono molti, ma il principale segue ora la politica industriale del governo sostenuto proprio dal comico genovese. Le sorprese al Mise non finiscono qui. Si attende a breve la nomina a segretario generale di Marcella Panucci, che dopo 25 anni in viale dell' Astronomia, è stata accompagnata alla porta dal nuovo presidente Carlo Bonomi.

 

A prendere il suo posto in Confindustria è stata Francesca Mariotti, fidatissima di Bonomi, che manterrà un interim fino a dicembre.

 

FRANCESCA MARIOTTIFRANCESCA MARIOTTI

Poi si dice potrebbe arrivare Stefano Firpo, che finita la sua parentesi proprio al Mise è ora in Intesa San Paolo: la sua candidatura è sostenuta da Alberto Bombassei. I ritardi della nomina della Panucci sono dovuti a quelli dei rinnovi dei vertici di Consap, dove Di Maio vuole piazzare l' amico Salvatore Barca, attuale segretario generale di Patuanelli.

 

A chiudere la ragnatela tra governo e Confindustria c' è poi Domenico Arcuri, attuale super commissario di Giuseppe Conte, fidanzato con l' ex vicepresidente di Confindustria Antonella Mansi. Nel frattempo Bonomi due giorni fa attaccava il governo chiedendo riforme. Risponderanno Catania e Panucci.


Fonte: qui





mercoledì 4 marzo 2020

IL CORONAVIRUS MANDA A PICCO IL SETTORE DEL TURISMO: SOLTANTO NEL PROSSIMO TRIMESTRE SONO PREVISTI 31 MILIONI DI PERSONE IN MENO, CON UNA PERDITA DI 7,4 MILIARDI DI EURO


SENZA CONSIDERARE LE AGENZIE DI VIAGGIO GIÀ IN GINOCCHIO 

PRIMO DECESSO IN IRAQ, LA CINA HA REGISTRATO 119 NUOVI CONTAGI, IN CALO PER IL TERZO GIORNO DI FILA…

CORONAVIRUS: PER IL TURISMO IN ARRIVO PERDITA DA 7 MLD
turisti cinesi con la mascherina a roma 9TURISTI CINESI CON LA MASCHERINA A ROMA 
(ANSA) - Il coronavirus manda a picco il turismo. Nel prossimo trimestre, 1 marzo - 31 maggio, sono previsti 31,625 milioni di turisti in meno in Italia, con una perdita di 7,4 miliardi di euro, secondo i nuovi calcoli di Confturismo-Confcommercio alla luce dell'evoluzione dell'ultima settimana dell'epidemia.

"La situazione è drammatica per tutto il comparto",afferma il presidente di Confturismo-Confcommercio, Luca Patanè. "Purtroppo stiamo pagando le conseguenze di una comunicazione mediatica molto più letale del virus". "Il peggior virus è l'isteria, grazie a questo siamo considerati come degli untori e così temuti e tenuti lontano", sottolinea Patanè secondo cui deve essere "eliminata l'isteria dal sistema ricostruendo da subito un messaggio rassicurante e veritiero dello stato delle cose in Italia".
panico da coronavirus 1PANICO DA CORONAVIRUS

Per il presidente di Confturismo-Confcommercio "serve, da subito, prendere provvedimenti forti per immettere liquidità nel sistema dando un po' di ossigeno alle imprese del settore, ma è necessario anche intervenire a livello governativo per far terminare i blocchi all'ingresso degli italiani nei paesi esteri e i blocchi ai flussi turistici degli stranieri verso l'Italia".

CORONAVIRUS: PRIMO DECESSO IN IRAQ
il centro di milano durante l'emergenza coronavirus 6IL CENTRO DI MILANO DURANTE L'EMERGENZA CORONAVIRUS
(ANSA-AFP) - L'Iraq ha registrato il primo decesso di un paziente affetto dal coronavirus: lo hanno reso noto le autorità sanitarie locali. La vittima è un uomo di 70 anni deceduto oggi a Souleimaniyeh, nel Kurdistan iracheno, ha detto il portavoce della direzione sanitaria provinciale. Finora i casi confermati nel Paese sono 31.

coronavirus mercati 3CORONAVIRUS MERCATI 
CORONAVIRUS: PRIMO CASO DI CONTAGIO IN POLONIA
medici a wuhanMEDICI A WUHAN
(ANSA-AFP) - La Polonia ha annunciato oggi il primo caso di contagio da coronavirus sul suo territorio. Si tratta di uomo che aveva soggiornato in Germania. Il paziente "non fa parte di un gruppo a rischio", cioè non è anziano, ha dichiarato il Ministro della Sanità Lukasz Szumowski. L'uomo ha avuto "relativamente pochi contatti" con coloro che lo circondavano. Altre 68 persone sono attualmente ricoverate in Polonia per verificare se contagiate o meno e circa 500 sono in quarantena, ha ricordato Szumowski.

IL CADAVERE DI UN UOMO A TERRA A WUHANIL CADAVERE DI UN UOMO A TERRA A WUHANcoronavirus disinfestazioneCORONAVIRUS DISINFESTAZIONE
CORONAVIRUS: PECHINO, UN CASO DI CONTAGIO DALL'ITALIA 
 (ANSA) - Tra i 4 nuovi casi di coronavirus annunciati in Cina oggi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), al netto dei 115 dell'Hubei, l'epicentro dell'epidemia, tre fanno capo a Pechino e uno a Ningxia. Nella capitale, due sono "contagi di ritorno" e sono relativi a viaggiatori arrivati dall'Iran e dall'Italia.
westerdam sbarco in cambogiaWESTERDAM SBARCO IN CAMBOGIA

CORONAVIRUS: CINA, 119 NUOVI CONTAGI E 38 MORTI
 (ANSA) - La Cina ha registrato 119 nuovi contagi da coronavirus, in calo per il terzo giorno di fila, e 38 ulteriori decessi. Secondo gli ultimi dati della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) aggiornati a martedì, i decessi totali sono saliti a 2.981 e le infezioni a 80.270. I nuovi casi nell'Hubei, provincia epicentro dell'epidemia, si sono attestati a 115, mentre 4 sono quelli relativi al resto della Cina. Il numero di infezioni sospette sono calate a 520, ai livelli più bassi da gennaio.
SMARTPHONE E CORONAVIRUSSMARTPHONE E CORONAVIRUS

CORONAVIRUS: COREA SUD, 516 NUOVI CASI E 4 MORTI
 (ANSA) - La Corea del Sud ha registrato 516 nuovi casi di contagio da coronavirus, che fanno salire il totale nazionale a quota 5.328. Gli ultimi dati aggiornati diffusi dal Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) hanno evidenziato anche quattro ulteriori decessi, per complessivi 32 casi.

Fonte: qui

mercoledì 18 gennaio 2017

ALITALIA - SIAMO AL TERZO SALVATAGGIO IN 9 ANNI, E MENTRE SI ANNUNCIANO TRA 500 E 1600 LICENZIAMENTI

SI IMPLORA LUFTHANSA DI PRENDERSI LA COMPAGNIA

FELTRI: ''UN'AZIENDA CHE MERITA DI CREPARE SENZA RIMPIANTI, VISTO CHE È STATA SEMPRE UN ENTE ASSISTENZIALE DEI DIPENDENTI'' 

IL SOLITO TEATRINO DEI FALLITI CALENDA-MONTEZEMOLO

1. ALITALIA E’ LA MPS DEI CIELI
Vittorio Feltri per Libero Quotidiano

Alitalia è di nuovo con le ali a terra. Non ce la fa più a decollare ed è un miracolo se respira ancora. È l' immagine dell' Italia burocratica e statale incapace di vivere di mezzi propri. 

Qui da noi si predica che in economia comanda il mercato, ma al tempo stesso si chiama in causa lo Stato ogni volta che un' azienda su cui sventoli il tricolore è in crisi e minacci di chiudere. 

È successo al Monte dei Paschi di Siena, che si è divorato decine di miliardi senza dire perché, e senza confessare a chi ha regalato capitali ingenti, e ora succede ad Alitalia che già in passato si era segnalata per imbecillità gestionale, riducendosi in bolletta nera.

ALITALIAALITALIA - FALLITA
Da circa dieci anni la cosiddetta compagnia di bandiera si illude di rinascere e per ben due volte ha trovato degli sciocchi che si sono illusi di rivitalizzarla. Il primo visionario un po' cieco che la foraggiò fu Silvio Berlusconi che, smentendo Romano Prodi, impedì di cedere la baracca semidistrutta ai francesi, che erano disposti a versare circa 2 miliardi per acquisirla, addossandosi oneri mostruosi.

Il Cavaliere, in procinto di vincere le elezioni, alzò la cresta e pose il veto alla vendita, adducendo motivi patriottici. Disse che vendere gli aerei sarebbe stato un suicidio per il nostro turismo. Cosicché si impegnò a strapagare il personale in esubero e a finanziare il rilancio dell' azienda con denaro pubblico, in parte. E fu un flop.
ALITALIA SAI NO SHOW RULEALITALIA SAI NO SHOW RULE

Perché il turismo è comunque calato di brutto (per mancanza di organizzazione e coordinazione) e la compagnia, pur foraggiata senza risparmio, è sopravvissuta a stento e malamente per un lustro ed è poi affondata miseramente in un mare di debiti.

Si è subito pensato a un secondo e velleitario rilancio del baraccone coinvolgendo addirittura gli arabi, avvezzi a guadagnare perfino coi voli. Non ho mai creduto che il tentativo potesse avere successo, ma nella circostanza ho avuto per venti minuti la sensazione che ci fosse uno spiraglio perché non fallisse. Sbagliavo.

LE NUOVE DIVISE DI ALITALIALE NUOVE DIVISE DI ALITALIA
E non mi si dica che alla topica sia estraneo l' organico umano dell' impresa, le cui pretese ereditate dai tempi d' oro del sindacalismo vorace hanno perpetuato la crescita delle spese folli. Un esempio emblematico: tra i piloti (autentici divi) c' è chi abita a Marbella e con l' appoggio dei rappresentanti dei cosiddetti lavoratori insiste affinché gli venga offerto gratis il trasferimento a Roma o dove parte l' aereo su cui è chiamato a svolgere la propria opera.

Mi rendo conto: è ridicolo o almeno paradossale, ma risponde a verità. 

Una compagnia costretta a sopportare simili oneri non campa a lungo, e in effetti la nostra è sul punto di tirare le cuoia. Merita di crepare senza lasciare rimpianti tra gli utenti consapevoli che l' Alitalia è sempre stata considerata un ente assistenziale dai dipendenti e non un luogo in cui guadagnarsi stipendi ragionevoli.

RENZI E MONTEZEMOLO TRA LE HOSTESS ALITALIARENZI E MONTEZEMOLO TRA LE HOSTESS ALITALIAFALLITI
Naturalmente la responsabilità del crollo non va attribuita soltanto al personale. Pesa anche una amministrazione pressappochista che, invece di imitare Ryanair, i cui bilanci sono in perfetto ordine e il servizio che svolge è eccellente nonché a buon mercato, non ha smesso di calpestare le orme impresse dagli statalisti d' antan che provocarono i primi e duraturi disastri.

Siamo così giunti al terzo decesso di Alitalia e temiamo che lorsignori del governo agiscano nei confronti della compagnia di bandiera esattamente come hanno agito per Monte dei Paschi, ossia utilizzino soldi pubblici per tamponare le falle. Sarebbe un altro calcio sferrato tra i denti dei cittadini.
CARLO CALENDACARLO CALENDA


2. ALITALIA, IL GOVERNO APRE AI SINDACATI RINVIATO LO SCIOPERO GENERALE
Nicola Lillo per la Stampa

Non c' è ancora un piano di rilancio condiviso né il numero esatto di esuberi in Alitalia, ma il governo da giorni dice che i lavoratori non dovranno pagare le colpe della gestione dell' azienda. Una posizione, ribadita più volte, che viene confermata dall' incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico tra i ministri Calenda e Delrio e i sindacati di categoria. Il governo ha voluto dimostrare ai rappresentati dei lavoratori che il dossier è seguito con una particolare attenzione e che il tema lavoro è prioritario.
MONTEZEMOLO HOGANMONTEZEMOLO HOGANFALLITI

I due ministri hanno espresso la propria preoccupazione per la gestione dell' ex compagnia di bandiera, assicurando i sindacati che una volta presentato il piano tra due settimane verranno coinvolti anche loro nella discussione sugli esuberi, si parla di una forbice che va dai 500 ai 1.600 posti di lavoro a rischio. Ma è ancora presto per avere i numeri precisi.

Tutti i dettagli da digerire per sindacati e governo sono contenuti nel piano quinquennale da cui passa il futuro di Alitalia.

Il piano è complesso, così come lo è la materia. In 158 pagine sono spiegate le strategie con cui l' amministratore delegato Cramer Ball conta di rilanciare l' azienda. Le linee guida sono chiare, e cioè riduzione aggressiva dei costi, rinegoziazione di partnership penalizzanti e il nuovo modello di business con il riposizionamento fra rotte di corto, medio e lungo raggio. Ma ora serve condivisione sui dettagli da cui dipende quello che sarà dell' azienda, che in questo 2017 doveva raggiungere l' utile ma che in realtà perde quasi un milione al giorno.
hogan cassano montezemolo renzi d'amicoHOGAN CASSANO MONTEZEMOLO RENZI D'AMICO - FALLITI

Sul contenuto tecnico del piano si esprimerà un advisor esterno richiesto dai soci italiani, che sarà nominato nel prossimo cda atteso per lunedì. Di sicuro nel piano, spiegano alcune fonti, è messa nero su bianco l' ipotesi che nel futuro ci possano essere nuovi soci in Alitalia. Non è un mistero che negli ultimi mesi si siano intensificati i rapporti tra Etihad e Lufthansa e non si esclude quindi un possibile interessamento della principale compagnia tedesca.

All' incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico il governo, da quanto si è appreso, ha fatto notare di non avere l' abitudine di criticare i vertici di aziende private come ha fatto in recenti dichiarazioni, ma in questo caso l' intervento si è reso necessario per dire che certe cose non sono andate come ci si aspettava. E cioè che all' incontro al ministero dello scorso 9 gennaio l' ad Ball e il vicepresidente James Hogan si sono presentati senza un piano condiviso dai soci, le banche azioniste e creditrici Unicredit e Intesa Sanpaolo.

cramer ballCRAMER BALL
La tensione nel management dell' azienda è altissima, e si rincorrono le voci di un possibile passo indietro di Hogan, nel mirino dei soci italiani. E' lui l' uomo più in bilico ai vertici dell' azienda, controllata con il 49% da Etihad, e il suo futuro è ora nelle mani degli emiri. Intanto è stato differito lo sciopero generale del trasporto aereo di venerdì, mentre per il 23 febbraio rimane in programma quello dei dipendenti Alitalia.

Fonte: qui