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venerdì 17 gennaio 2020

ROMA, STORIACCE SULLE FORZE DELL’ORDINE


QUATTRO EX POLIZIOTTI CONDANNATI A OTTO ANNI DI CARCERE PER RAPINA A UNA ESCORT: ENTRARONO NEL SUO APPARTAMENTO E LE PRESERO UN MIGLIAIO DI EURO 
DUE VIGILI DEL GRUPPO DI SAN LORENZO A PROCESSO PER ABUSI E CONCUSSIONE 
I DUE AVREBBERO CHIESTO A UN RISTORATORE DI METTERE I TAVOLINI FUORI SOLO PER LORO: "FAMO LA FESTA LI'..."
POLIZIOTTI RAPINATORI, OTTO ANNI DI CARCERE
Giuseppe Scarpa per “il Messaggero”

Una finta perquisizione per rapinare in casa una prostituta. Era questo l'escamotage impiegato dalla banda dei poliziotti rapinatori. All'epoca, era il gennaio del 2014, gli agenti infedeli vennero arrestati dai colleghi ligi al dovere. Ieri, per gli ormai ex uomini in divisa, è arrivata la sentenza in primo grado per rapina: otto anni di carcere ciascuno per Corrado Martello, Roberto Cresci, Prisco Laurenti e Sergio Doria. Assieme a loro sono state condannate altre tre persone. I complici che gli facevano da palo durante il blitz illegale di cui fu vittima una escort. Una donna che nel suo appartamento venne travolta dalla prepotenza del gruppo. Spintonata, offesa e minacciata subì il furto di un migliaio di euro.

LA VICENDA
polizia poliziotti agenti 2POLIZIA POLIZIOTTI AGENTI
L'atto di prepotenza va in scena a gennaio del 2014. Martello e Cresci sono poliziotti in servizio. Il primo è assistente capo, il secondo è sovrintendente. Gli altri due, Laurenti e Doria, erano già all'epoca ex agenti.

Ad ogni modo la banda si presenta a casa della donna, in zona Tor Sapienza. Il blitz, secondo i quattro, è giustificato dal fatto che in quell'appartamento si spaccia. Quindi c'è droga. Gli uomini sfoderano i tesserini di servizio e li fanno vedere alla vittima. In bella mostra hanno le pistole d'ordinanza. Spintonano la donna. L'intimoriscono. «Facciamo venire i cani antidroga». Mettono sottosopra tutto ma degli stupefacenti nemmeno l'ombra. La donna, però, non ci sta. Li accusa di abusare del loro ruolo.

escortESCORT
Per tutta risposta la vittima viene chiusa in una stanza assieme al nipote minorenne. Nel frattempo, però, i poliziotti continuano a cercare. Alla fine trovano solo dei soldi. Un migliaio di euro. A questo punto i due poliziotti e i due ex agenti decidono di intascarsi tutto. La vittima, ovviamente, protesta.

Non vuole essere derubata del denaro. I poliziotti fanno finta di niente e l'aggrediscono. La spingono tanto da procurarle cinque giorni di prognosi per «trauma, stato di agitazione e crisi ipertensiva». Alla fine vanno via, chiudono la porta dietro di loro. All'interno la vittima incredula piange, il nipote cerca di calmarla. Poco dopo intervengono i colleghi onesti. Arrestano il gruppo dei sette, mettendo fine a un terribile storia di illegalità.

DUE VIGILI DEL GRUPPO DI SAN LORENZO A PROCESSO PER ABUSI E CONCUSSIONE
Adelaide Pierucci per “il Messaggero”

VIGILI URBANIVIGILI URBANI
Berretti bianchi, dehors, e micromazzette. Un caso di tavolino selvaggio al contrario ha messo nei guai due vigili urbani del gruppo Sapienza, finiti ai domiciliari a novembre e ora a giudizio. I due, a differenza dei colleghi, spesso impegnati a smantellare i dehors abusivi, avevano chiesto appositamente a un ristoratore di San Lorenzo di tirare fuori tavoli e sedie e di apparecchiare per loro.

«Metti i tavoli fori e famo la festa lì, no?». I due sono stati intercettati mentre in divisa e in servizio, il 10 giugno 2018, si preparavano a sedersi da “Pesce fritto e baccalà”. Un escamotage che avrebbe non solo assicurato un pranzo all’aperto non dovuto (una manifestazione in corso vietava a tutti i negozianti sedie e banchetti) ma anche fatto affluire altri clienti. Il comportamento dei due vigili è stato inquadrato dal pm Claudia Terracina, che indagava su un giro di corruzione tra i ristoratori di San Lorenzo, come un abuso d’ufficio. E per questo Marco D. e il collega Claudio F. si sono ritrovati con la misura cautelare.
tavolino selvaggioTAVOLINO SELVAGGIO

Per il secondo vigile, già condannato a 4 anni per aver preteso una mazzetta da “Franco al vicoletto”, un ristoratore della zona, la procura ha contestato di nuovo un caso di concussione. Avrebbe taglieggiato un cingalese gestore di un minimarket in via Lorenzo il Magnifico. «Il vigile - ha detto la vittima - si è presentato come un comandante di zona e mi ha detto: “Dammi dei soldi o comunque una contestazione per farti chiudere comunque la trovo», ha ammesso il commerciante. «Io gli ho detto che avevo pochi soldi e una bimba di sette mesi». La somma sottratta in più riprese: 230 euro.

Fonte: qui

venerdì 9 agosto 2019

GIRO DI VITE CONTRO I PANNI STESI ALLE FINESTRE E SUI BALCONI DI ROMA: SE LENZUOLA E BIANCHERIA SONO VISIBILI DALLA STRADA SI RISCHIANO FINO A 100 EURO DI MULTA


È QUANTO PREVISTO DAL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA CHE PUNTA AL DECORO URBANO E CHE INTRODUCE, TRA L’ALTRO, IL DIVIETO DI SEDERSI A TRINITÀ DEI MONTI E…


panni stesi a roma 8PANNI STESI A ROMA 
Giro di vite contro i panni stesi alla finestra a Roma. Se lenzuola e t-shirt sono visibili dalla strada o dalle piazze si rischiano fino a 100 euro di multa. È una delle misure previste dal nuovo Regolamento di polizia urbana diventato esecutivo a luglio e che tra le altre cose prevede il divieto di sedersi sula scalinata di Trinità dei Monti.

Il nuovo Regolamento non tutela solo il centro storico e i monumenti ma si occupa anche di piccoli 'maleducatì gesti che, nelle intenzioni degli estensori, incidono sul 'decoro urbano'.

panni stesi a roma 9PANNI STESI A ROMA
E così. nel dettaglio, è vietato «esporre o stendere all'aperto» in aree, recinti o spazi privati, esclusi i «balconi aggettanti», sia biancheria che qualunque altro oggetto «visibile dalle vie e piazze pubbliche». Insomma: chi stende i panni, peggio ancora la biancheria intima, sui classici fili alla finestra rischia di essere sanzionato.

Massima attenzione anche quando si annaffiano le piante. «Nel procedere all'annaffiatura di vasi di fiori o piante, collocate all'esterno delle abitazioni, deve essere evitato lo stillicidio sulla strada o sulle aree aperte al pubblico transito» stabilisce il Regolamento. Prevista una sanzione di 100 euro per chi non rispetta queste norme. 
persone sedute sulla scalinata di trinita' dei monti 5PERSONE SEDUTE SULLA SCALINATA DI TRINITA' DEI MONTI

Spazio inoltre alla pulizia dei marciapiedi e degli «ambiti di pertinenza privati». Nel periodo di massima pericolosità del rischio di incendi nell'ambito del territorio capitolino «tutti i proprietari, conduttori o utilizzatori di aree private destinate anche a giardino, sono tenuti a mantenerle costantemente pulite da sterpaglie, fogliame ed ogni altro materiale, al fine di evitare rischi di incendio».
panni stesi a roma 4PANNI STESI A ROMA

Ma anche durante e dopo «le precipitazioni atmosferiche e in caso di eventi atmosferici eccezionali che comportino accumulo di neve, grandine, acque meteoriche o fango» i proprietari, gli amministratori o gli utilizzatori di immobili sono obbligati a «tenere sgomberi», dalle ore 8 alle ore 20, i marciapiedi fino alla larghezza di 2 metri in corrispondenza degli accessi. E anche il rumore 'molestò viene regolamentato.

panni stesi a roma 2PANNI STESI A ROMA
Gli antifurti delle abitazioni devono essere dotati di un «dispositivo temporizzatore che ne limiti il tempo di emissione sonora ad un massimo di cinque minuti complessivi». Chiunque utilizzi antifurti acustici in edifici, per impedire che il malfunzionamento del sistema d'allarme possa arrecare disturbo, è obbligato a esporre all'esterno e in modo visibile una targhetta con i riferimenti e il recapito telefonico di una persona «reperibile» che possa «far cessare immediatamente il disturbo».
panni stesi a roma 12PANNI STESI A ROMA 

Come anche dalle 22 alle 8 i servizi di nettezza urbana e il carico e scarico di cose, nell'abitato e nelle zone limitrofe, «devono effettuarsi in modo da non disturbare il riposo delle persone». E, per chi ha sete, guai ad attaccarsi ai classici nasoni, ovvero le fontane di Roma: anche qui è prevista la sanzione. Meglio affidarsi allo zampillo o avere un bicchiere. Per non pagare carissimo un semplice sorso d'acqua. 

Fonte: qui

lunedì 1 luglio 2019

LASCIA IL FINESTRINO APERTO DEL SUO SUV MERCEDES, E VIENE MULTATO PER ''ISTIGAZIONE AL FURTO''


IL VIGILE GLI HA RIMPROVERATO DI NON AVER OSSERVATO LE PRECAUZIONI NECESSARIE A EVITARE CHE QUALCUNO CADESSE NELLA TENTAZIONE DI RUBARE


ATTENTI AL FINESTRINO APERTOATTENTI AL FINESTRINO APERTO
Una multa da 41 euro per «istigazione al furto», dopo che aveva lasciato aperto il finestrino del suo Suv della Mercedes: è l'incredibile sanzione ad un turista italiano in vacanza ad Alghero, due giorni fa, ad opera di un agente della polizia locale che aveva notato l'auto parcheggiata a due passi dal centro storico. L'accusa per il turista è di non aver osservato le precauzioni necessarie a evitare che qualcuno cadesse nella tentazione di rubare ciò che era all'interno dell'auto, se non addirittura di rubare l'auto stessa.

L'articolo 158 del Codice della strada dice che «durante la sosta e la fermata il conducente deve adottare le opportune cautele atte a evitare incidenti e impedire l'uso del veicolo senza il suo consenso». Il turista, che sta trascorrendo un periodo di vacanza in città con la compagna e un grosso cane, quando ha letto la motivazione della multa non voleva credere ai suoi occhi ed è andato in giro per le attività commerciali del circondario per chiedere conforto e capire se avesse letto bene.

FINESTRINO AUTOFINESTRINO AUTO
Sempre secondo l'articolo 158 per evitare un uso dell'auto contrario alla legge, ricade sul conducente l'onere di porre in essere tutte le accortezze necessarie a impedirlo, e se non lo fa è considerato responsabile di «induzione a commettere reato». Esattamente quanto successo due giorni fa in via Kennedy, ad Alghero, al turista che, probabilmente, è sceso di fretta per mettere il guinzaglio al suo cane e si è scordato di chiudere il vetro del lato passeggero. È andato nell'abitazione in cui sta passando le vacanze, nel centro storico, e ieri mattina si è ritrovato la multa sul parabrezza. Fonte: qui

sabato 14 gennaio 2017

PIZZARDONI FANCAZZISTI – “FURBETTO” IL 12% DEI VIGILI URBANI DI ROMA: CON IL CERTIFICATO MEDICO METTONO LA PALETTA NEL CASSETTO E VANNO DIETRO LA SCRIVANIA

ROMA, IL CASO DEL CAPODANNO 2014: IN 767 NON SI PRESENTARONO AL LAVORO, MA SOLO UNO E’ FINITO SOTTO PROCESSO

Flaminia Savelli per “la Repubblica”

VIGILI URBANIVIGILI URBANI
Non solo i netturbini di Palermo, il personale sanitario della Calabria, gli operai del Comune di Como o gli infermieri di Pescara. Nell' Italia degli imboscati ci sono anche i vigili urbani di Roma. Sono 700 su 5.800 gli uomini e le donne della polizia locale che hanno presentato al comando un regolare certificato di "inabilità". Pari al 12%. Uno ogni sette. Tutto personale spostato dalle strade della capitale perennemente ingolfate di traffico, agli uffici e nei settori amministrativi.

Perché con il "via" del medico, non sono ritenuti idonei a svolgere il servizio di pattuglia, ai posti di blocco o agli incroci. Risultato? S

trade sguarnite di agenti e uffici per la compilazione di moduli e certificazioni al completo.

Anche in questo caso, non c' è nessuna anomalia: le norme prevedono la dichiarazione di inabilità e quindi il trasferimento di mansione.
VIGILI URBANIVIGILI URBANI

Ma il fenomeno solleva più di un interrogativo, anche se per i sindacati di settore è tutto regolare. «L' età media del corpo della polizia Municipale è di 53 anni» spiega Stefano Giannini del Sulpl «per questo molti certificati sono richiesti per ernie del disco e malattie cardio-circolatorie. I controlli medici sono disposti dallo stesso Comune e solo attraverso il personale competente. Non c' è possibilità né di eluderli né di alterarli in alcun modo. Rispetto alla media nazionale il numero è comunque contenuto». In effetti Roma, tra le altre grandi città italiane, non è in cima alla classifica dei pizzardoni dichiarati inabili al servizio in strada.
VIGILI URBANIVIGILI URBANI

Ma una spiegazione c' è : il Campidoglio non accorda straordinari agli agenti in servizio negli uffici. Vengono riconosciuti solo al personale di pattuglia: in pratica, senza paletta e fischietto, lo stipendio resta quello base.

Eppure il dato capitolino resta significativo. Soprattutto guardando indietro a un passato neanche troppo lontano, alla notte di Capodanno del 2014.

Quel giorno, presentando certificati medici più o meno veritieri e inviando giustificazioni last minute all' amministrazione capitolina, l' 83,5 per cento dei caschi bianchi si autocongedò dal servizio: 767 vigili si diedero malati.

Ne erano previsti 900 quella notte.

Così la macchina dei festeggiamenti allestita dal Campidoglio andò in tillt: i caschi bianchi avrebbero dovuto sorvegliare i Fori Imperiali, cinturare la maxi- arena del concertone al Circo Massimo e gestire il traffico della notte più congestionata dell' anno.
Nulla di tutto ciò.
vigili fanno assembleaVIGILI FANNO ASSEMBLEA

Il caso dei pizzardoni fantasma sollevò una feroce polemica.

E poi arrivò l' inchiesta: secondo le carte, il 97% di quei certificati erano regolari.

Così vennero rintracciati pure i 22 medici che firmarono quei permessi.

Tutti rinviati a giudizio e accusati di aver compilato certificati irregolari, consentendo ai caschi bianchi di saltare il turno di lavoro a San Silvestro.

VIGILI URBANI ROMAVIGILI URBANI ROMA
L' inchiesta è ancora aperta ma, a oggi, soltanto un vigile urbano è finito a processo con le accuse di falso e di violazione dell' articolo 55 della legge Brunetta: per non prestare servizio la notte di San Silvestro aveva deciso di donare il sangue.

Tutti regolari invece risultano quelli rilasciati per l' inabilità a Roma nel 2016: «Non c' è da scandalizzarsi - conclude Giannini - il numero delle richieste anzi è destinato a crescere perché, senza un nuovo organico, non ci sarà ricambio. Noi chiediamo sempre controlli maggiori. Perché c' è sempre il rischio che qualcuno possa approfittarne».


Fonte: qui