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martedì 28 gennaio 2020

MENGELE ERA INTERESSATO PER ABERRANTI MOTIVI PSEUDOSCIENTIFICI AGLI ESPERIMENTI SU DONNE INCINTE E FRATELLI SIAMESI

LA STORIA DI ANGELA OROSZ NATA SETTIMINA. PESAVA UN CHILO. LA MAMMA ERA STATA PRESA COME CAVIA UMANA DAI ‘DOTTORI’ NAZISTI E...

Michele Farina per il “Corriere della Sera”

mengeleMENGELE
Il più vecchio ha 101 anni, la più giovane è nata ad Auschwitz, da prigioniera. E ci è tornata ieri, insieme con altri duecento sopravvissuti che hanno varcato il cancello con la scritta «Arbeit macht frei» (il lavoro rende liberi) forse per l' ultima volta, sempre per tenere viva la memoria.

Tra loro, dicono al Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea), non c' era nessuno dei tredici italiani, ancora in vita, passati dal Lager simbolo del male assoluto. La neonata di Auschwitz ha 75 anni, l' età della liberazione: il 27 gennaio del 1945 i primi soldati russi entravano nel campo dove i nazisti avevano ucciso un milione e centomila persone, quasi tutti ebrei.

mengeleMENGELE
Angela Orosz è nata settimina: la mamma, Vera Bein, della comunità ebraica ungherese (425 mila deportati da maggio a luglio 1944, 90% sterminati) era stata presa come cavia umana dai «dottori» nazisti. Il parto fu indotto con un' iniezione dolorosissima.

Quando venne alla luce pesava un chilo: «Ero troppo debole per piangere - ha raccontato anni fa -. E questo probabilmente mi ha salvato». Cinque mesi dopo, il campo fu liberato. In una baracca quel giorno nacque un altro bambino, Gyorgy Faludi.

«Sua madre era troppo debole, così la mia mamma allattò tutti e due».
Eva Szepesi, anche lei ungherese di Budapest, anche lei catturata nel 1944 con la mamma e il fratello, il giorno della liberazione era sdraiata su un tavolaccio, moribonda.
I nazisti che volevano svuotare il Lager dai testimoni viventi non l' avevano nemmeno inserita tra i prigionieri destinati alle «marce della morte».

Ma «qualcuno, non so chi, mi diede da bere la neve - ha raccontato al Guardian la signora Szepesi, che oggi vive a Francoforte in Germania -.

mengeleMENGELE
Sono sopravvissuta grazie alla neve. Mi ricordo il suo sapore: com' era buona. E mi ricordo un soldato con il cappello di pelliccia e la stella rossa che si china su di me e sorride».
Eva ha 87 anni e ieri era ad Auschwitz con la figlia Anita.

Il 27 gennaio è il giorno dei sopravvissuti, che non sono soli. Sono arrivati con parenti, amici, molti giovani. C' è la consapevolezza che potrebbe essere l' ultima occasione per ritrovarsi nel luogo che ha segnato le loro vite. Nel pomeriggio, sotto una tenda, là dove arrivavano i treni piombati con il loro carico umano, si è tenuta la cerimonia con le autorità e i leader politici.

Ha parlato il presidente polacco Andrzej Duda. E se non c' è Vladimir Putin, che accusa la Polonia di aver collaborato con Hitler all' inizio della Seconda Guerra Mondiale, ben più importante è la presenza di Ernest Ehemann, 91 anni, che viene dal Canada: «Questo è il mio tredicesimo ritorno. E ogni volta è come se un video terribile ripartisse nella mia mente. L' arrivo con i miei genitori, la nostra separazione. Loro a sinistra e io a destra. Soltanto alla liberazione ho scoperto che erano morti mezz' ora dopo il nostro arrivo». A sinistra le camere a gas, a destra la vita e la morte nel Lager.

josef mengeleJOSEF MENGELE
«È un dolore, ma ci torno - racconta Ernest -. È l' ultimo posto dove ho visto vivi il mio papà e la mia mamma». Con Ernest c' è la figlia sessantenne Audrey: «È la terza volta che vengo, e non lo sento come un peso. Sento che questa è una parte di me, come è una parte di me imparare a raccontare la storia dei mei genitori e di chi ha vissuto la loro esperienza».

Eva Szepesi, il numero 26877 tatuato sul braccio sinistro, ha scoperto soltanto nel 2016 che la mamma e il fratello erano morti ad Auschwitz, due dei sei milioni di ebrei uccisi nell' Olocausto. «È stata mia nipote a scoprire i nomi scritti in bianco e nero» nell' elenco delle vittime. Per decenni Eva ha preferito non indagare, non sapere. È una cosa naturale. Ed è bello che siano le nuove generazioni a cercare le tracce della memoria.

Jona Laks ha 90 anni, viene da Israele. È una delle ospiti d' onore delle celebrazioni di oggi: «Sembra impossibile che sia passato tanto tempo - racconta alla Reuters sotto il cielo grigio di Auschwitz -.
JOSEF MENGELEJOSEF MENGELE

Rivedo il forno, le scintille dal camino, l' odore della carne bruciata». Jona non doveva essere lì. Aveva 14 anni quando dal ghetto ebraico di Lodz, nella Polonia occupata dai nazisti, fu condotta al Lager nel carro bestiame, con la gemella Miriam e la sorella più grande Chana. Jona all' arrivo del treno fu mandata a sinistra, verso i forni, le sorelle a destra.

Era un dottore delle SS a fare la selezione. Il suo nome era Joseph Mengele, il famigerato «Angelo della Morte». «Arrivò con i cani e un bastone. Destra, sinistra, destra, sinistra. Non penso che guardasse le persone, sembrava annoiato - ricorda la signora Laks -. Quando ci separarono, mia sorella maggiore lo implorò: "Non separi due gemelle"». E Mengele, che era interessato per aberranti motivi pseudoscientifici agli esperimenti su donne incinte e fratelli siamesi, mandò un ufficiale a recuperare Jona dalla fila di sinistra. «Fui fortunata - dice oggi lei -. O forse sfortunata», prosegue dopo un istante di silenzio.
mengele conduceva esperimenti umani ad auschwitzMENGELE CONDUCEVA ESPERIMENTI UMANI AD AUSCHWITZ

«A volte penso che neppure gli animali potrebbero sopravvivere alle crudeltà a cui fummo sottoposti», racconta la nonna alla nipote Aldar che l' accompagna. Al Blocco 10 la signora Laks si ferma: lì c' era il laboratorio di Mengele.

Fuori, un cortile con quello che viene chiamato «il muro della morte», dove i prigionieri a volte venivano allineati e uccisi, e dove oggi i sopravvissuti si ritrovano per accendere candele alla memoria.

Altre scintille. «Dall' interno, sentivamo i lamenti di chi veniva assassinato», dice la novantenne sopravvissuta. Poi guarda Aldar, e ha come un sussulto della memoria. «Sono qui con mia nipote, e posso dire che ce l' abbiamo fatta.

Fonte: qui

venerdì 17 gennaio 2020

PERCHÉ IL CAMPO DI AUSCHWITZ FU IGNORATO DALL’OCCIDENTE?


LO STERMINIO DEGLI EBREI INIZIO' NEL 1941.GIÀ NELL'ESTATE DEL 1942 IL “DAILY TELEGRAPH” SCRISSE DI UN MILIONE DI EBREI UCCISI. MA ANCHE COLORO CHE SI OPPONEVANO AL NAZISMO DECISERO DI NON CREDERE A QUELLE NOTIZIE 

IL 4 APRILE DEL 1944 UN AEROPLANO USA VOLÒ SU AUSCHWITZ E SCATTÒ FOTO ASSAI NITIDE (RIMASTE INSPIEGABILMENTE SEPOLTE NEGLI ARCHIVI DELLA CIA FINO AL 1979)

Paolo Mieli per il “Corriere della Sera”

Elie Wiesel aveva quindici anni nel 1944, quando venne deportato ad Auschwitz assieme a suo padre, sua madre e le sorelle Hilda, Bea e Tzipora. Fu l' unico della sua famiglia che riuscì a sopravvivere. Dopo la liberazione, notò vent' anni fa Harald Weinrich in Lete (il Mulino), Wiesel subì la «tentazione dell' oblio». Nei primi tempi in cui fu restituito alla vita, «per circa dieci anni», sottolineò Weinrich, in lui «l' oblio si legò al silenzio, in un' alleanza problematica».

Successivamente Wiesel iniziò a parlare e a scrivere per il pubblico, diventando, conformemente alla tradizione chassidica della sua famiglia, un «narratore di storie». E venne, anche per lui, il tempo di parlare di Auschwitz.
auschwitzAUSCHWITZ

primo leviPRIMO LEVI
Primo Levi iniziò molto prima. Fu liberato da Auschwitz il 27 gennaio del 1945. Aveva ventisei anni. Presto si mise a scrivere e nel 1947 diede alle stampe Se questo è un uomo , per la piccola casa editrice torinese De Silva. Il libro restò praticamente invenduto, la De Silva fallì e, fece notare Weinrich, anche «i ricordi di Levi caddero nell' oblio». O almeno così sembrò. Anche qui per una decina d' anni.

PRIMO LEVIPRIMO LEVI
Nel 1958 Einaudi ripubblicò quel testo di Primo Levi che, negli anni, divenne un successo mondiale. Per entrambi, forse per tutti, Auschwitz aveva evidentemente bisogno di bagnarsi nelle acque di Lete, il fiume dell' oblio, prima di assumere al cospetto del mondo intero il ruolo che la storia avrebbe assegnato al suo nome, indissolubilmente legato allo sterminio degli ebrei. E non solo degli ebrei.

Il regno di Auschwitz , di cui si occupa lo straordinario libro del giornalista e storico statunitense Otto Friedrich, che esce domani per l' editrice Solferino, sarà il più grande. Il campo di Auschwitz fu creato dal nulla in diverse tappe, l' ultima tra il dicembre del 1941 e la metà dell' anno successivo, nella Polonia occupata, in una località sperduta nelle piane paludose della Vistola. E crebbe fino a diventare un «impero penitenziario di circa centocinquantamila abitanti», una città delle dimensioni di Tangeri o Aberdeen.

adolf eichmannADOLF EICHMANN
Friedrich, per concentrarsi sul Regno di Auschwitz , ha ripreso in mano le carte del processo di Francoforte (dicembre 1963-agosto 1965), dal quale erano emersi particolari agghiaccianti.

Particolari che però fuori dalla Germania occidentale non avevano avuto il risalto che avrebbero meritato. Perché? Il processo era stato voluto dal procuratore capo dell' Assia Fritz Bauer, il quale - non fidandosi dei suoi connazionali - aveva precedentemente collaborato con i servizi segreti israeliani per la cattura di Adolf Eichmann.

fritz bauerFRITZ BAUER
Successivamente Bauer aveva delegato all' indagine su Auschwitz alcuni collaboratori (Joachim Kügler, Georg Friedrich Vogel e Gerhard Wiese) sufficientemente giovani da non essere stati coinvolti nelle vicende che si accingevano ad approfondire. Le indagini durarono quattro anni e furono spesso ostacolate, talvolta sabotate, dalle autorità della Repubblica federale tedesca.

rudolf hoss 1RUDOLF HOSS
Dalle sue carte Friedrich capì che lo sterminio degli ebrei aveva avuto inizio assai prima che nella conferenza di Wannsee (convocata il 20 gennaio 1942 dall' alter ego di Heinrich Himmler, Reinhard Heydrich) venisse decisa la «soluzione finale», cioè la totale eliminazione degli israeliti. L' idea di costruire Auschwitz era stata di Himmler, che aveva affidato l' impresa al maggiore delle SS Rudolf Höss, il quale al processo di Norimberga esagerò, persino, attribuendosi la responsabilità di aver eliminato due milioni e mezzo di individui (il conto lo avrebbe tenuto Adolf Eichmann) più «un altro mezzo milione morti per fame e malattie».

scarpe dei prigionieri di auschwitzSCARPE DEI PRIGIONIERI DI AUSCHWITZ


In seguito Höss sostenne che tale cifra gli pareva «eccessiva» e la ridusse a 1.135.000. Il 14 giugno 1940 giunsero ad Auschwitz i primi 728 prigionieri politici polacchi che furono destinati alla costruzione del campo. A loro poi se ne aggiunsero altri che furono fatti lavorare come schiavi.

baracca delle donne a auschwitzBARACCA DELLE DONNE A AUSCHWITZ
Nel giugno del 1941, quando appresero che Hitler aveva invaso l' Urss, gli internati ritennero che l' allargamento del conflitto avrebbe portato alla loro liberazione. E festeggiarono. Presto però dovettero accorgersi che stava invece per iniziare una stagione ancora più infernale della precedente. Höss riferì (a Norimberga) che con l' arrivo dei prigionieri russi lui stesso aveva assistito a casi di cannibalismo: i nuovi prigionieri, disse, «non erano più esseri umani».
rudolf hossRUDOLF HOSS

ADOLF HITLERADOLF HITLER
Dei dodicimila russi internati nell' autunno del 1941, solo centocinquanta sopravvissero fino all' estate successiva. Höss raccontò di aver deciso - assieme ad Eichmann - l' uso del gas Zyklon B per «sveltire» l' eliminazione dei reclusi già nell' estate del 1941 e che la prima «sperimentazione» fu fatta, in sua assenza, dal vicecomandante Karl Fritzsch il 3 settembre 1941.

Venne poi il turno degli ebrei. Il primo cosiddetto Transport Juden giunse alla stazione di Auschwitz il 26 marzo 1942: portava 999 donne provenienti dalla Slovacchia. La stazione - scrisse il poeta Tadeusz Borowski, sopravvissuto a tre anni di internamento - appariva «piccola e graziosa una piazzetta di ghiaia chiara incorniciata da alti castagni». Le deportate non fecero però in tempo a compiacersi di questo quadretto idilliaco: «Vennero spogliate», racconta Friedrich, «rapate a zero, tenute in piedi per un appello che durò ore intere, picchiate, spedite a lavorare in gruppi e di nuovo picchiate».

Dopodiché i nuovi arrivati furono divisi in due gruppi: i più, a cominciare da vecchi e bambini, venivano mandati direttamente a morte; quelli che apparivano in grado di lavorare venivano invece «salvati» anche se molti di loro sarebbero poi deceduti per stenti e malattie. Come è possibile allora che quella stazioncina potesse apparire a coloro che arrivavano ad Auschwitz, quasi un miraggio.

processo su auschwitzPROCESSO SU AUSCHWITZ
Wiesel nel libro La notte (Giuntina) ha provato a spiegare perché. La vita nei ghetti autoamministrati della Polonia occupata dai nazisti era parsa in qualche modo accettabile: gli ebrei pensavano perfino di trovarsi «in condizioni migliori che in passato completamente autonomi, in una piccola repubblica ebraica». Wiesel ricorda che la sera prima della deportazione «le donne continuavano a cucinare uova, arrostire carne, preparare torte; i bambini gironzolavano dappertutto». Il giorno successivo, nei treni, sarebbe invece iniziato l' incubo.
AUSCHWITZ DONNEAUSCHWITZ DONNE

I nazisti stipavano gli israeliti in vagoni dove non c' erano né cibo, né acqua, né servizi igienici, né aria. «Chi aveva portato con sé un panino o della frutta si trovava presto a dover lottare per difendere il suo piccolo tesoro e quando queste misere riserve erano finite non rimaneva più nulla». I bambini «piangevano in continuazione, i vecchi deperivano e morivano». I cadaveri «restavano dove erano, tra le sconquassate valigie tenute insieme con lo spago». A volte i treni venivano lasciati fermi su binari morti per giorni e notti intere: nei vagoni sigillati si continuava a piangere, urlare, a morire, a calpestare i morti e alla fine poteva capitare che il numero di cadaveri rimasti su quei convogli superasse quello di chi ne usciva vivo.

Auschwitz a colori 1AUSCHWITZ A COLORI 
Borowski ricevette l' incarico di pulire un vagone che aveva trasportato un centinaio di suoi correligionari: «Negli angoli», raccontò, «in mezzo a escrementi umani e orologi abbandonati giacevano i corpi senza vita di bambini schiacciati e calpestati, piccoli mostri nudi con teste enormi e pance gonfie». Talché per i deportati quando il treno finalmente si fermava in quella piccola cittadina sconosciuta, l'«arrivo» poteva apparire come «una sorta di liberazione». La fine di un incubo, appunto.

auschwitz birkenauAUSCHWITZ BIRKENAU
E in qualche modo l' inganno poteva continuare. Auschwitz, ricostruisce Friedrich, era «una società di complessità straordinaria». Per questo nel titolo del libro compare la parola «regno». Aveva il proprio stadio di calcio, la propria biblioteca, un laboratorio fotografico, perfino un' orchestra sinfonica. Nascondeva organizzazioni clandestine polacche di ispirazione nazionalista e altre di matrice comunista («i cui membri combattevano e a volte si uccidevano tra loro»). C' erano poi gruppi della Resistenza austriaca, russa, slovacca e francese.

LE SS MENGELE HOESS E KRAMERLE SS MENGELE HOESS E KRAMER
Vi si tenevano clandestinamente funzioni religiose di ogni culto: cattolico, protestante, ebraico. Il campo di sterminio ospitava anche un bordello, al quale «potevano accedere coloro che, tra gli internati, godevano di maggiori privilegi», quelli che «ottenevano permessi per buona condotta».

Le ragazze più belle erano invece costrette a diventare amanti di un qualche gerarca nazista. Anche Rudolf Höss ne ebbe una, Eleonora Hodys. A quelle giovani donne era consentito farsi ricrescere i capelli, il che però costituiva un marchio di infamia. Nel libro Cilka' s Journey , la scrittrice australiana Heather Morris ha ricostruito la vicenda di una di queste «fortunate», Cecilia Kovachova che, una volta libera, fu accusata dai russi di aver «collaborato» con il nemico e venne internata in un lager staliniano.

gerarchi nazisti ad auschwitzGERARCHI NAZISTI AD AUSCHWITZ
La Hodys fu ancora più sfortunata: restò incinta di Höss e quando lui venne a saperlo ordinò che fosse gassata; fu salvata dal comandante del Blocco 11, Maximilian Grabner (anche lui sotto inchiesta per aver avuto una relazione con un' internata ebrea), e mandata - grazie al giudice Konrad Morgen - a Monaco, lontano da Auschwitz. Ma, prima che la guerra finisse, fu uccisa dalle SS.

Sul caso dell' amante di Rudolf Höss indagò anche il Morgen di cui si è testé detto, un magistrato in forza alle SS mandato ad Auschwitz per investigare sui fenomeni di corruzione che infestavano il campo di concentramento. In particolare Morgen fece indagini sul cosiddetto «Canada», un agglomerato di trenta baracche dove finivano le proprietà dei reclusi che avevano un qualche valore.

mengele conduceva esperimenti umani ad auschwitzMENGELE CONDUCEVA ESPERIMENTI UMANI AD AUSCHWITZ


Proprietà che in teoria avrebbero dovuto essere spedite al comando delle SS di Berlino, ma furono invece «immagazzinate» in quello che, scrive Friedrich, presto divenne il «più grande mercato nero d' Europa». Allorché nel gennaio del 1945 il campo fu liberato dai russi, i nazisti provarono a incendiare il «Canada», ma riuscirono a distruggere solo ventiquattro baracche su trenta e i sovietici trovarono una quantità incredibile di oggetti appartenuti agli ebrei: 863.255 abiti da donna, 38.000 scarpe da uomo, persino 13.964 tappeti Ma Morgen aveva fatto in tempo a far arrestare e condannare Grabner, coinvolto nello scandalo, il quale dopo la guerra sarebbe stato riprocessato e condannato a morte in Polonia.
Auschwitz schiaviAUSCHWITZ SCHIAVI

I tentativi di fuga da Auschwitz furono più di seicento. Quando qualcuno mancava all' appello, suonava una sirena e i prigionieri venivano portati all' aperto, dove dovevano aspettare sull' attenti mentre un plotone di SS con i cani inseguiva i fuggitivi. Due terzi dei quali furono ripresi, torturati per scoprire se qualcuno li aveva aiutati. Poi venivano portati in giro con al collo un cartello in cui era scritto «Evviva! Sono tornato» e infine impiccati.

Auschwitz selezione detenutiAUSCHWITZ SELEZIONE DETENUTI
Che cosa ne fu di quei pochi che riuscirono a darsi alla macchia? Possibile che nessuno abbia fatto giungere fuori dalla Germania notizie di quell' inferno? In realtà già nel novembre del 1940 un ufficiale polacco, Witold Pilecki, si era fatto internare ad Auschwitz per organizzare un movimento di resistenza e raccontare poi delle condizioni di vita del lager. Nell' estate del 1942 le notizie presero a circolare e a Londra il «Daily Telegraph» scrisse di un milione di ebrei uccisi nell' Europa orientale. Il 4 aprile del 1944 un aeroplano da ricognizione statunitense volò su Auschwitz e scattò foto assai nitide (rimaste inspiegabilmente sepolte negli archivi della Cia fino al 1979).
witold pilecki 9WITOLD PILECKI 

witold pilecki 8
WITOLD PILECKI 
Nell' estate del 1944 due fuggiaschi da Auschwitz, Rudolf Vrba e Alfred Weczler, confermarono e ampliarono le informazioni di cui già in molti sapevano. Ma anche coloro che si opponevano al nazismo decisero di non credere a quelle notizie. E il tutto rimase - come ha scritto Walter Laqueur in un libro edito in Italia da Giuntina - un «terribile segreto». Che fu poi svelato molto (troppo) per gradi finché, meritoriamente, Otto Friedrich ha descritto quell' inferno in ogni suo dettaglio.

Il libro di Friedrich racconta tutto: una rivolta ben organizzata nell' ottobre del 1944, le dispute religiose sul senso di quell' incubo, i tentativi di Himmler di distruggere le prove dell' accaduto, le ultime impiccagioni del 6 gennaio 1945. Infine la bolgia conclusiva della «liberazione», nel corso della quale i sopravvissuti avrebbero ritrovato - pur senza la nota claustrofobica - il disorientamento che avevano conosciuto nei vagoni sigillati. Questa è stata Auschwitz.

Fonte: qui

mercoledì 26 giugno 2019

Arriva la repressione: arresti di massa, prese di forza e la politica della paura

"Il nostro futuro non è mai stato più imprevedibile, non abbiamo mai dipeso così tanto da forze politiche di cui non ci si può fidare a seguire le regole del buon senso e delle forze di interesse personale che sembrano follia pura , se giudicate dagli standard di altri secoli. "- Hannah Arendt,  The Origins of Totalitarianism
Come si persuade una popolazione ad abbracciare il totalitarismo, quella forma di tirannia a passo d'uomo in cui il governo ha tutto il potere e "noi il popolo" non ne ha?




Tu persuadi il popolo che la minaccia che affrontano (immaginaria o no) è così sinistra, così travolgente, così  terribile  che l'unico modo per superare il pericolo è autorizzare il governo a prendere tutti i provvedimenti necessari per annullarlo, anche se questo significa permettere agli stivali del governo di calpestare tutta la Costituzione.
È così che usi la politica della paura per persuadere un popolo amante della libertà a incatenarsi a una dittatura.
Funziona allo stesso modo ogni volta.
Le guerre esagerate e spalancate del governo contro il terrorismo, la droga, la violenza e l'immigrazione clandestina sono state delle vere e proprie astuzie utilizzate per terrorizzare la popolazione nel cedere la maggior parte delle loro libertà in cambio di promesse elusive di sicurezza.
Più cose cambiano, più rimangono le stesse.
Caso in questione: il 17 giugno, lo stesso giorno, il presidente Trump ha annunciato che il  governo avrebbe compiuto arresti di massa  al fine di radunare e rimuovere con la forza milioni di immigranti clandestini, tra cui famiglie e bambini, dal paese, la Corte Suprema degli Stati Uniti  tramandata una sentenza di Gamble contro gli Stati Uniti  che poneva la sovranità (cioè il potere supremo o l'autorità) dei governi federali e statali su quella della cittadinanza, in particolare per quanto riguarda la capacità del governo di ignorare la Doppia Clausola di Jeopardy della Costituzione.
A prima vista, i due incidenti - uno relativo all'immigrazione clandestina e l'altro ai poteri del pubblico ministero - non hanno molto a che fare l'uno con l'altro, eppure c'è un filo comune che li lega insieme.
Quel filo comune parla della natura della bestia governativa con cui siamo stati sellati e di come vede i diritti e la sovranità di "noi il popolo".
Ora non si sente più molto sulla sovranità.
La sovranità è un termine polveroso e antiquato che rimanda a un'epoca in cui re e imperatori governavano con potere assoluto su una popolazione che non aveva diritti. Gli americani hanno rovesciato l'idea di sovranità quando hanno  dichiarato la loro indipendenza  dalla Gran Bretagna e hanno respinto l'assoluta autorità di Re Giorgio III. In tal modo, gli  americani hanno rivendicato per se stessi il diritto all'autogoverno e si sono stabiliti come autorità e potere definitivi.
In altre parole, in America, "noi il popolo" sono i cittadini sovrani.
Quindi, quando il governo agisce, dovrebbe farlo al nostro comando e per nostro conto, perché siamo i governanti.
Non è esattamente come si è scoperto, vero?
Negli oltre 200 anni da quando abbiamo intrapreso coraggiosamente questo esperimento di autogoverno, abbiamo costantemente perso terreno per le sfrontate prese di potere del governo, imposte a noi nel cosiddetto nome di sicurezza nazionale.
Il governo ci ha buttato giù dal nostro legittimo trono. Ha usurpato la nostra legittima autorità. Ha messo in scena il colpo finale. I suoi agenti non fingono nemmeno più di rispondere a "noi il popolo".
Quindi, vedete, i due incidenti del 17 giugno non sono stati molto significativi in ​​sé e per sé.
Il piano di Trump per effettuare arresti di massa di chiunque il sospetto del governo potrebbe essere un immigrato clandestino, e il riconoscimento della Corte Suprema che il governo può aggirare la Costituzione per convenienza è semplicemente più degli stessi abusi che sono stati accumulati in recenti anni.
Eppure questi episodi parlano di quanto sia diminuita la nostra repubblica e di quanto "noi popoli" siano stati desensibilizzati per questo costante indebolimento delle nostre libertà.
Come riconciliamo la visione dei nostri Fondatori del nostro governo come un'entità il cui unico scopo è quello di servire il popolo con l'insistenza dello Stato di polizia che il governo è l'autorità suprema, che il suo potere supera quello delle persone stesse e che può esercitare quel potere in ogni modo che ritiene opportuno (che include agenti del governo che si infrangono attraverso le porte, arresti di massa, pulizia etnica, profilazione razziale, detenzioni indefinite senza un giusto processo e campi di internamento)?
Non possono essere riconciliati. Sono opposti polari.
Ci stiamo avvicinando rapidamente a un momento della resa dei conti in cui saremo costretti a scegliere tra la visione di ciò che l'America doveva essere (un modello per l'autogoverno in cui il potere è conferito alla gente) e la realtà di ciò che è diventata (una stato di polizia in cui il potere è conferito al governo).
Questo scivolone nel totalitarismo - aiutato dalla sovracriminalizzazione, dalla sorveglianza del governo, dalla polizia militarizzata, dai vicini che si trasformano in vicini, dalle carceri privatizzate e dai campi di lavoro forzato, per citare solo alcune somiglianze - sta seguendo molto da vicino quello che è successo in Germania negli anni precedenti all'ascesa al potere di Hitler.
Stiamo percorrendo un sentiero pericoloso proprio ora.
Gli orrori dei campi di concentramento nazisti non furono tenuti segreti al popolo tedesco. Erano ben pubblicizzati. Come   riporta The Guardian :
La massa di tedeschi ordinari conosceva il terrore in evoluzione dell'olocausto di Hitler ... Sapevano che i campi di concentramento erano pieni di ebrei che erano stigmatizzati come sub-umani e deterrenti della razza. Sapevano che questi, come altri gruppi e minoranze, venivano uccisi a morte. Sapevano che Adolf Hitler aveva ripetutamente previsto lo sterminio di ogni ebreo sul suolo tedesco. Conoscevano questi dettagli perché avevano letto su di loro. Sapevano perché i campi e le misure che li avevano portati erano stati  segnalati in modo prominente e orgoglioso passo dopo passo in migliaia di articoli  e manifesti dei media tedeschi di ispirazione ufficiale ... Le relazioni, su giornali e riviste in tutto il paese, erano fasi in un pubblico processo di "desensibilizzazione" che ha funzionato fin troppo bene, culminando con l'uccisione di 6 milioni di ebrei ....
Allo stesso modo, la massa degli americani ordinari è pienamente consapevole degli sforzi dell'Amministrazione Trump per stigmatizzare e disumanizzare tutti coloro che non si adattano ai piani del governo per questo paese.
Questi arresti in massa di chiunque sia sospettato di essere un immigrato clandestino potrebbero essere il tiro a prua.
Vedete, è un breve salto, un salto e un salto dal permettere agli agenti del governo di bloccare vaste aree della popolazione nei centri di detenzione a meno che o fino a quando non possano dimostrare di non essere legalmente nel paese per dare potere agli agenti governativi di sottomettere chiunque- sia cittadino che non-cittadino, a un trattamento simile a meno che non possano dimostrare di essere in conformità con ogni statuto e regolamento sui libri, e non colpevoli di aver commesso alcun crimine o altro.
Non è più questione di  se, ma  quando .
Potresti essere innocente in questo momento, ma quando lo standard per l'innocenza è stabilito dal governo, nessuno è al sicuro. Ognuno è un sospetto e chiunque può essere un criminale quando è il governo a determinare cos'è un crimine.
Ricorda, lo stato di polizia non discrimina.
Ad un certo punto, una volta che il governo ha avuto il potere di fare ciò che vuole, la Costituzione è danneggiata, non importa se sei un immigrato clandestino o un cittadino di nascita, uno che infrange la legge o qualcuno che marcia a passi stretti con i dettami del governo. Le prigioni del governo ti trattengono con la stessa facilità se hai obbedito a tutte le leggi o ne hai infrante una dozzina. E gli agenti governativi ti trattano come un sospettato, che tu abbia o meno fatto qualcosa di sbagliato, semplicemente perché sono stati addestrati a vedere e trattare tutti come potenziali criminali.
Alla fine, tutto ciò che conta è se qualche agente del governo, mal addestrato, completamente ignorante della Costituzione, troppo risucchiato dal potere dei loro distintivi e autorizzato a detenere, cercare, interrogare, minacciare e in genere molestare chiunque ritengano opportuno e sceglie di individuarti per un trattamento speciale.
Abbiamo avuto questo stesso dibattito sui pericoli del superamento del governo negli ultimi 50 e più anni, e tuttavia non sembra che impariamo, o se impariamo, impariamo troppo tardi.
Tutte le tattiche eccessive e abusive impiegate dal governo oggi - sorveglianza senza mandato, stop e ricerche frettolose, raid delle squadre SWAT, ricerche sui bordi della strada, schemi di confisca dei beni, carceri private, detenzione indefinita, polizia militarizzata, ecc. - sono iniziate apparentemente piano ben intenzionato per affrontare alcuni problemi nella società che necessitavano di un piccolo aiuto extra.
Fare attenzione a ciò che desideri: si  avrà  ottenere di più di quanto si aspettasse, soprattutto quando il governo coinvolti.
Ricorda, nulla è mai così semplice come afferma il governo.
La guerra alla droga si è rivelata una guerra contro il popolo americano, condotta con le squadre SWAT e la polizia militarizzata.
La guerra al terrore si è rivelata una guerra contro il popolo americano, condotta con una sorveglianza senza garanzie e una detenzione indefinita.
La guerra contro l'immigrazione si sta rivelando essere un'altra guerra per il popolo americano, condotta con agenti governativi che richiedono "documenti, per favore".
Qualunque pratica pericolosa tu permetta al governo di portare avanti, sia che si tratti nel nome della sicurezza nazionale o che protegga i confini dell'America o che renda di nuovo grande l'America, è possibile che queste stesse pratiche possano e saranno usate contro di te quando il governo decide di stabilire il suo visto su di te.
Se sei incline ad avanzare questo doppio standard perché ritieni di non aver fatto nulla di male e di non aver nulla da nascondere, fai attenzione:  c'è sempre un effetto boomerang .
Come osservava il commentatore Shaun Kenney  :
Quali libertà civili vuoi arrendere con l'apprensione di 12 milioni di persone? Bussare e trascinare? Centri di detenzione? Punti di controllo? Ricerche casa per casa? Le carte per favore? Riusciremo a definire razzialmente la gente da cercare o stiamo parlando di gente cinese ... indiana ... irlandese ... polacca ... italiana ... o di gente che potrebbe assomigliare anche a te?  
Se il governo federale commette un errore di arrotondamento dell'1% e rimuove accidentalmente un cittadino americano, sono 120.000 americani ... quali mezzi saranno utilizzati per ripristinare i loro diritti? Chi li ricompenserà per la loro perdita finanziaria? Chi ridarà loro case perse? Proprietà personale? Le famiglie? ... Cosa succede quando questi mezzi sono rivolti contro qualche altro gruppo di indesiderabili in America da un presidente che non condivide la tua persuasione politica, ma ora può giustificare l'atto basato su precedenti giustificazioni?
Siamo tutti a rischio.
La legge della reciprocità si applica qui. Il rovescio della medaglia d'oro, che ci invita a trattare gli altri come vorremmo che ci trattassero, è che non dovremmo infliggere agli altri ciò che non vorremmo soffrire noi stessi.
In altre parole, se non vuoi essere rinchiuso in una cella di prigione o in un campo di detenzione, se non vuoi essere discriminato a causa del colore della tua razza, religione, politica o qualsiasi altra cosa che ti a parte il resto - se non vuoi che i tuoi cari siano spogliati, criminalizzati, picchiati e trattati come schiavi - se non vuoi essere costantemente in guardia contro gli occhi del governo che guardano cosa fai, dove vai e quello che dici - se non vuoi essere torturato o costretto a compiere atti degradanti - se non vuoi che i tuoi figli siano forzatamente separati da te, ingabbiati e persi - allora non permetterli mali da infliggere a qualcun altro, non importa quanto sia convincente un caso che il governo fa per esso o con quale fervore credi nella causa.
Non puoi averlo in entrambi i modi.
Non puoi vivere in una repubblica costituzionale se permetti al governo di comportarsi come uno stato di polizia.
Non si può pretendere di valutare la libertà se si consente al governo di operare come una dittatura.
Non puoi aspettarti che i tuoi diritti vengano rispettati se permetti al governo di trattare con chiunque la mancanza di rispetto e un totale disprezzo per lo stato di diritto.
In effetti, quando il governo è autorizzato a operare come una legge a sé stante, lo stato di diritto diventa illegittimo. Come ha sottolineato Martin Luther King Jr. nella sua  Lettera da un carcere di Birmingham , "tutto ciò che Adolf Hitler fece in Germania era" legale "e tutto ciò che i combattenti per la libertà ungheresi facevano in Ungheria era" illegale ". Era "illegale" aiutare e confortare un ebreo nella Germania di Hitler ".
In altre parole, arriva un momento in cui la legge e l'ordine sono in diretta opposizione alla giustizia.
Non è quello che era la rivoluzione americana?
Infine, se qualcuno suggerisce che le retate di immigrazione di massa del governo e gli arresti sono solo il governo che fa il suo lavoro per combattere l'immigrazione clandestina, non comprarlo.
Non si tratta dell'immigrazione illegale. Si tratta di potere e controllo.
Si tratta di testare le acque per capire fino a che punto il popolo americano permetterà al governo di ridisegnare il paese a immagine di uno stato di polizia totalitario.
Riguarda l'ascesa di uno "stato di emergenza" che giustifica ogni tipo di cattiva condotta e appropriazione di potere da parte del governo nel cosiddetto nome di sicurezza nazionale.
Riguarda quanta tirannia "noi il popolo" tollereremo prima di trovare la nostra coscienza e la nostra voce.
Si tratta di quanto lontano consentiremo al governo di compiere i suoi sforzi per distrarci e dividerli e trasformarci in una popolazione spaventosa e facilmente controllabile.
In fin dei conti, si tratta di credere - come hanno fatto i Fondatori - che le nostre libertà siano intrinsecamente nostre e che il governo sia potente solo quanto permettiamo che sia. La libertà non scorre dal governo. Non ci è stato  dato  , per essere portato via alla volontà dello Stato. Allo stesso modo, lo scopo dichiarato del governo non è quello di minacciare o minare le nostre libertà, ma di proteggerle.
Dobbiamo tornare a questo modo di pensare se vogliamo sempre sostenere la nostra posizione di fronte alle minacce a queste libertà.
Come chiarisco nel mio libro  Battlefield America: The War on the American People , è tempo di tracciare quella linea nella sabbia.
Il trattamento che viene riservato a chiunque  assomigli  ad un immigrato clandestino è solo l'inizio. Alla fine saremo tutti nel mirino del governo per un motivo o per l'altro.
Questo è l'inizio del pendio scivoloso.
Martin Niemöller lo ha capito. Un ministro luterano che fu imprigionato e giustiziato per opporsi al regime di Hitler, Niemoller  avvertì :
Prima sono venuti per i socialisti e non ho parlato apertamente perché non ero un socialista. Poi vennero per i sindacalisti, e io non dissi nulla perché non ero un sindacalista. Poi vennero per gli ebrei e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero per me e non rimase più nessuno a parlare per me.