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lunedì 17 aprile 2017

L'ENI MINACCIA ALITALIA: ''O CI DATE GARANZIE O DAL 21 APRILE VI TOGLIAMO I RIFORNIMENTI''

MENTRE IL GOVERNO PREPARA UNA GARANZIA DA 200 MILIONI PER TENERE IN VITA LA COMPAGNIA, LA SOCIETÀ PETROLIFERA (CONTROLLATA DAL TESORO) GUARDA I CONTI E TAGLIA IL KEROSENE

Nicola Lillo per ''La Stampa''

alitalia-etihadALITALIA-ETIHAD
La lettera è di appena una settimana fa. Il mittente è l' Eni. Il colosso energetico ha scritto ad Alitalia che in assenza di garanzie smetterà di fornire il carburante agli aerei dal 21 aprile. Per fermare il pericolo dei mezzi a terra sarebbe intervenuto direttamente il presidente esecutivo designato, Luigi Gubitosi, che avrebbe dato garanzie verbali ai vertici dell' Eni spostando in avanti l' ultimatum, in attesa di chiudere l' accordo con i sindacati. E' solo un dei tanti tasselli, come raccontano fonti vicine al dossier, che danno l' idea della drammaticità della situazione per l' ex compagnia di bandiera, a corto di liquidità.

L' intesa azienda-sindacati ancora non c' è, manca il sigillo dei lavoratori che saranno chiamati la prossima settimana al voto con un referendum e solo dopo gli azionisti potranno dare altro ossigeno per provare il rilancio della compagnia, anche grazie ad una garanzia pubblica. E' sui lavoratori quindi la responsabilità di scegliere se far volare ancora gli aerei o far fallire il vettore.

alitaliaALITALIA
La preoccupazione che la maggioranza dei 12.500 dipendenti di Alitalia bocci l' intesa sui tagli al costo del lavoro è tanta. Soprattutto nei sindacati che da martedì si impegneranno in una campagna elettorale per supportare il pre-accordo. Appuntamento a Roma tra le sigle del settore per decidere le modalità del voto, le date e soprattutto il testo del quesito: non è ancora chiaro se sarà un referendum confermativo o abrogativo. Il timore di alcuni sindacalisti è che il voto si trasformi in una ventata di protesta dopo anni di frustrazioni. Un pericolo che potrebbe portare i dipendenti a bocciare quanto firmato dalle sigle e avviare la compagnia verso il commissariamento, e cioè verso una cura «lacrime e sangue».

claudio descalziCLAUDIO DESCALZI
Neppure il governo nasconde preoccupazione, come spiegato dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Il referendum è un prendere o un lasciare. L' azienda è spaccata in due, con il personale di volo che lamenta un trattamento più gravoso di quello del personale di terra.

Per questi ultimi, in totale 7.200, l' intesa ha permesso di scendere da 1.338 a 980 esuberi che sono però ancora solo ipotizzati, perché i lavoratori avranno due anni di cassa integrazione straordinaria (con l' 80% della retribuzione garantita), poi potranno essere riassorbiti o usare due anni di Naspi, l' ex indennità di disoccupazione. Per il personale navigante invece, 1.600 piloti e 3.700 assistenti di volo, è previsto un taglio degli stipendi dell' 8% oltre alla riduzione dei riposi annuali da 120 a 108 giornate. Arrivano da loro le critiche più dure all' intesa.
DELRIODELRIO

«Qui non serviva solo un piano industriale, serviva un drastico cambiamento del management dell' azienda, questo non porta da nessuna parte», ha detto il leader della Filt-Cgil Nino Cortorillo, che farà campagna per dare il via libera all' intesa perché «l' alternativa era di fatto il commissariamento e lo spezzatino» di Alitalia. Sulla stessa linea il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, secondo cui «il nostro senso di responsabilità ci ha impegnati nell' evitare conseguenze ancor più drammatiche per l' occupazione e per il Paese».

Fonte: qui

sabato 18 febbraio 2017

Toshiba: il fantasma del crack finanziario aleggia sull’azienda


Toshiba: il fantasma del crack finanziario aleggia sull'azienda

Toshiba naviga in acque molto oscure e il crack finanziario sembra essere dietro l’angolo. La situazione finanziaria precipita e i dati sono allarmanti.

Toshiba si trova in una situazione a dir poco spinosa e l’azienda sembra essere sull’orlo di un crack finanziario. Il gruppo giapponese ha infatti dichiarato di attendersi perdite per l’ammontare di 3,2 miliardi di euro, che per svalutazione arriveranno a oltre 5 miliardi di euro, dopo essere riuscita ad ottenere una proroga sulla pubblicazione del bilancio.
Il bilancio, pubblicato nella giornata di ieri e poi ritirato, mostrava una situazione sull’orlo del fallimento. A nulla sono servite le dichiarazioni del gruppo nipponico che ha affermato di aver ritirato il bilancio per non aver concluso le procedure di revisione e di audit.
Nel frattempo Presidente del gruppo lascia la sua posizione, ma fa sapere che rimarrà nell’azienda.
Il mercato giapponese ha risentito in chiusura delle perdite annunciate dall’azienda e ha così chiuso con un ribasso dell’1,33% a quota 9.238,98 punti.
Vediamo cosa sta succedendo e quali sono i problemi per Toshiba, che al momento la potrebbero portare al fallimento.

Toshiba sull’orlo del crack: perdite per oltre 5 miliardi di euro

Questa mattina Toshiba è riuscita a rimandare la pubblicazione del bilancio, ottenendo una proroga di un mese. 
La decisione è stata spiegata con le seguenti parole:“Non abbiamo completato le procedure di revisione e di audit con i commissari indipendenti”.
Non convince però la spiegazione che è stata avanzata dal gruppo nipponico e a spaventare sono le perdite che la società si attende, che ammontano a 390 miliardi di yen.
Il titolo Toshiba ha così perso l’8% in Borsa, mentre anche l’indice Nikkei perdeva terreno e chiudeva in negativo.
Dopo la decisione di Toshiba che ha deciso di limitare i rischi di attività nucleari all’esterno non comprando più progetti di costruzione il titolo ha cominciato a performare male. L’attenzione sarà invece spostata sulle attrezzature e l’ingegneria.
L’annuncio, arrivato nei mesi precedenti, aveva fatto crollare il titolo in Borsa e aveva portato all’abbassamento del rating da parte di Moody’s e Standard & Poor’s.
Non è questo l’unico annuncio della società giapponese, dal momento che sembra in procinto di vendere il settore informatico che produce le memorie flash e di cederne ben l’80%.
Il dispositivo in questione è una delle tecnologie più evolute e redditizie della multinazionale, che tenta il tutto per tutto.
La sezione informatica che produce le memorie è quella più proficua del gruppo, al contrario invece del settore nucleare, in perdita ormai dal 2013.

Fonte: qui