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sabato 3 agosto 2019

IN CINA SONO STATI PRODOTTI I PRIMI EMBRIONI IBRIDI UOMO-SCIMMIA CON L’OBIETTIVO DI “FABBRICARE" ORGANI UMANI PER I TRAPIANTI

NELL’ESPERIMENTO, ANCORA AVVOLTO NEL MISTERO, GLI EMBRIONI DI SCIMMIA SAREBBERO STATI GENETICAMENTE MODIFICATI PER DISATTIVARE ALCUNI GENI ESSENZIALI PER LA FORMAZIONE DEGLI ORGANI: DOPODICHE' VI SAREBBERO STATE INIETTATE CELLULE STAMINALI UMANE CAPACI DI…

scimmia 6SCIMMIA
Non sono mai nati, eppure fanno già discutere: sono i primi embrioni ibridi uomo-scimmia, che sarebbero stati prodotti in Cina con l'obiettivo di utilizzare animali come 'fabbriche' di organi umani per i trapianti.
L'esperimento, ancora avvolto nel mistero in attesa della pubblicazione su una rivista scientifica, è stato anticipato al quotidiano spagnolo El Pais dalla biologa Estrella Nunez dell'Università Cattolica Sant'Antonio di Murcia (Ucam), che ha collaborato alla ricerca condotta da Juan Carlos Izpisua Belmonte, biologo al Salk Institute in California, già noto per aver lavorato due anni fa al primo embrione uomo-maiale.
embrione 6EMBRIONE
L'esperimento, allora, non portò ai risultati sperati, perché le cellule staminali umane iniettate negli embrioni di maiale non attecchirono come previsto: per questo i ricercatori hanno successivamente fatto nuovi tentativi usando specie più vicine fra loro, come topi e ratti e, adesso, umani e scimmie.
scimmia 5SCIMMIA 
Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, gli embrioni di scimmia sarebbero stati geneticamente modificati per disattivare alcuni geni essenziali per la formazione degli organi: successivamente vi sarebbero state iniettate cellule staminali umane capaci di generare qualsiasi tipo di tessuto.
embrione 5EMBRIONE 
Si sarebbero così formati embrioni chimera il cui sviluppo sarebbe stato interrotto dopo pochi giorni, impedendo alla gravidanza di giungere a termine. La notizia arriva a pochi giorni dall'apertura del Giappone agli esperimenti su embrioni chimera topo-uomo.
scimmia 3SCIMMIA 
In attesa di conferme ufficiali da parte degli istituti coinvolti nell'esperimento in Cina, oltre che della pubblicazione dello studio, gli esperti si dividono sulla reale utilità della sperimentazione, che solleva dubbi di carattere etico.

venerdì 24 giugno 2016

NEL DNA LA VITA PROSEGUE PER ALTRI QUATTRO GIORNI DOPO LA MORTE!

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GRAZIE A CENTINAIA DI GENI CHE CONTINUANO A FUNZIONARE DOPO LA MORTE SARA’ POSSIBILE MIGLIORARE LE TECNICHE PER I TRAPIANTI E LA CONSERVAZIONE DEGLI ORGANI

Sono le conclusioni dello studio del microbiologo Peter Noble, dell'università di Washington a Seattle, per ora pubblicato sul sito BioRxiv, che non richiede la revisione della comunità scientifica, e citato sul sito della rivista Science - La scoperta potrebbe migliorare le tecniche per conservare gli organi destinati ai trapianti

(ANSA) - Nel Dna la vita prosegue dopo la morte almeno per altri quattro giorni: è stato osservato nei topi e nei pesci, nei quali alcuni geni sembrano continuare a essere attivi per molte ore dopo la morte.

Sono le conclusioni dello studio del microbiologo Peter Noble, dell'università di Washington a Seattle, per ora pubblicato sul sito BioRxiv, che non richiede la revisione della comunità scientifica, e citato sul sito della rivista Science. La scoperta potrebbe migliorare le tecniche per conservare gli organi destinati ai trapianti.
TEST LABORATORIO
TEST LABORATORIO
Quando un organismo vivente muore non sempre le funzioni vitali cessano nello stesso momento e alcuni processi interni possono proseguire per molte ore. In passato, analizzando cellule umane di sangue e fegato di esseri umani dopo la morte, alcuni studi avevano indicato che l'attività di alcuni geni proseguiva. Seguendo questa strada, Nobles è andato alla ricerca della possibile attività post mortem di oltre 1.000 geni in topi e pesci zebra, i pesci più studiati nei laboratori di genetica.
DNA ANCHE DOPO LA MORTE
DNA ATTIVO ANCHE DOPO LA MORTE

Ha scoperto così che centinaia di geni continuano a funzionare dopo il decesso, nei pesci anche dopo ben quattro giorni.

Molti dei geni attivi svolgono attività necessarie all'organismo in momenti di emergenza, ma sorprendentemente sono risultati 'accesi' anche geni legati allo sviluppo dell'embrione e che restano silenziosi dopo la nascita, oppure altri che facilitano lo sviluppo di tumori.

Questi risultati potrebbero aiutare a capire importanti problematiche legate ai trapianti e rivelarsi anche un ottimo strumento per la medicina legale.

Fonte: qui