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venerdì 5 luglio 2019

PERCHÉ LE AUTORITÀ NON HANNO RISPOSTO ALLE RICHIESTE DI INTERVENTO DI ULDERICO ESPOSITO, IL TABACCAIO MORTO PER UN PUGNO DI UN NIGERIANO?

IL RICHIEDENTE ASILO MOLESTAVA I PASSANTI, ERA AGGRESSIVO E NESSUNO L’HA FERMATO NONOSTANTE LE NUMEROSE SEGNALAZIONI…

Brunella Bolloli per “Libero quotidiano”

ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO
Si chiamava Ulderico Esposito, aveva 52 anni, una moglie, due figlie e ogni mattina si alzava per andare a lavorare nel suo negozio, una tabaccheria della stazione Chiaiano della Linea 1 della metropolitana di Napoli. È morto l' altra notte dopo un mese di agonia all' ospedale Cardarelli di Napoli. Il 9 giugno era stato colpito alla testa con un pugno violentissimo sferrato da un richiedente asilo nigeriano, una delle tante "risorse" che secondo certi buonisti dovremmo accollarci senza discutere, per non passare da cattivoni razzisti.

Questo tizio, clandestino sul nostro territorio, passava le sue giornate a sbronzarsi e a molestare i passanti. Faceva paura non soltanto alle donne, ma anche ad altri viaggiatori, eppure nessuno l' ha fermato.

Nessuno tranne Ulderico Esposito, che gli amici di Mugnano chiamavano Rico e che ora piangono perché «una morte così è una vergogna, non si può tollerare». Il tabaccaio e la moglie, Daniela, da tre anni si trovavano sull' uscio del negozio il nigeriano bugiardo (diceva di chiamarsi Joseph invece il nome vero era Alfred) che sperava di raccattare qualche soldo dai clienti della ricevitoria.

LA MORTE DI ULDERICO ESPOSITOLA MORTE DI ULDERICO ESPOSITO
Stava appostato dalle 7 del mattino alle otto e mezza di sera e se non gli davano quello che voleva, l'extracomunitario insultava con le più brutali parolacce. «Era troppo invadente», ricorda la signora Daniela e noi ci permettevamo di fargli notare che avrebbe dovuto cercarsi un lavoro, ma lui rispondeva: «Io un lavoro ce l'ho già». Fare l'elemosina.

CLIENTI MOLESTATI
La moglie del tabaccaio aveva provato a chiedere aiuto, a scrivere alle autorità, ma è stato tutto inutile e, anzi, i due coniugi sono stati scambiati per xenofobi soltanto perché, esasperati da quella presenza quotidiana ingombrante, volevano lavorare con serenità e senza che i clienti fossero infastiditi.

«Puoi andartene per favore?», gli ha domandato alla fine l' esercente. Una richiesta garbata, legittima, come garbato era Ulderico: persona buona e stimata da tutti, con il sorriso stampato sul viso e un amore immenso per la sua famiglia. Il tabaccaio non ha alzato la voce, non ha minacciato ritorsioni, ha semplicemente domandato.
ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO

Ma quella terribile sera di un mese fa, mentre stava tirando giù la saracinesca per andare a casa con la moglie, il 36enne africano si è avvicinato e ha insultato: «Tabaccà omm e m...», poi gli ha tirato un pugno in faccia e l' ha fatto stramazzare a terra. Il 52enne ha sbattuto la testa e ha cominciato a perdere sangue dalle orecchie e dal naso, le sue condizioni sono subito apparse molto gravi.

Il pugno gli ha provocato un emorragia cerebrale che non gli ha dato scampo. Rimasto in coma per circa un mese, ieri si è spento in un letto d'ospedale. Straziate dal dolore la moglie Daniela e le figlie, che facevano i turni per tenere aperta la tabaccheria e speravano in un miracolo che invece non è mai arrivato. Il nigeriano, arrestato la sera stessa dell' aggressione, «sarà espulso dopo che si sarà fatto molti anni di carcere», assicura il ministro dell' Interno Matteo Salvini.

ULDERICO ESPOSITOULDERICO ESPOSITO
Per lui l'accusa diventa ora da lesioni gravi a omicidio preterintenzionale, anche se il senatore azzurro, Francesco Giro, avverte: «Ora la magistratura non indebolisca l'atto di imputazione perché il delitto non è preterintenzionale, ma totalmente volontario e doloso, una vera esecuzione capitale».

Tristezza e sgomento vengono espressi dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dal governatore campano Enzo De Luca, da tanti esponenti politici locali. Il presidente provinciale della Federazione Tabaccai, Francesco Marigliano invoca «una risposta forte dello Stato». Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invece, si tratta di un duro colpo al cuore la città.

C'è indignazione soprattutto da parte dei colleghi commercianti di tutta Italia, specie da chi ha subìto in passato rapine o tentativi di furto e ha deciso di reagire per non soccombere di fronte ai delinquenti. «L'Italia non ha più spazio per le vittime», ha dichiarato Graziano Stacchio, il benzinaio vicentino che sparò alla banda di ladri che tentava il colpo nella gioielleria accanto al suo distributore. «Questi vermi non hanno il diritto di stare in Italia», ha commentato Roberto Zancan, la cui gioielleria fu assaltata dai rapinatori nel 2015.
NAPOLI - IL TABACCAIO ULDERICO ESPOSITONAPOLI - IL TABACCAIO ULDERICO ESPOSITO

«Non ci sentiamo tutelati», ha detto all' Adn Franco Birolo, tabaccaio padovano, «e il caso di Esposito è l' ennesimo in cui si viene colpiti anche quando non si reagisce; c' è chi lo fa e viene incriminato da qualche giudice che ha poco buonsenso e chi, come questo povero tabaccaio è stato preso a pugni solo per aver parlato». A Chiaiano la serranda gialla è abbassata, davanti c' è un mazzo di rose rosse e sopra un biglietto: «Rico è tornato alla casa del Padre».

Fonte: qui

martedì 21 maggio 2019

A TORINO UN NIGERIANO 23ENNE HA STACCATO A MORSI IL DITO DI UN AGENTE, PERCHÉ NON VOLEVA FARE LA FOTO SEGNALETICA

L’UOMO ERA STATO FERMATO PER POSSESSO DI DROGA E, PORTATO IN QUESTURA, SI È SCAGLIATO CONTRO IL POLIZIOTTO STACCANDOGLI LA FALANGE DELL’ANULARE SINISTRO 

SALVINI C'E': "NESSUNA TOLLERANZA PER I DELINQUENTI. VERRA' ESPULSO..."

Ennesima aggressione a un poliziotto a Torino da parte di un fermato. Un nigeriano di 23 anni questa mattina, martedì, ha staccato a morsi il dito di un agente, perché non voleva farsi fotosegnalare.

L’uomo era stato fermato dalla squadra volante ai giardini Di Vittorio in zona Mirafiori: aveva droga in tasca. Portato in questura il nigeriano si è scagliato contro l’agente che lo stava foto segnalando e gli ha morso il dito staccandogli la falange dell’anulare sinistro. Il poliziotto è stato portato all’ospedale Cto dove stanno cercando di attaccargli il dito. La domenica di Pasqua un senegalese aveva cercato di uccidere un agente con una spranga.
matteo salvini sovranisti a milanoMATTEO SALVINI SOVRANISTI A MILANO

Salvini: nessuna tolleranza per i delinquenti
«Nessuna tolleranza per i delinquenti, sono felice che il Decreto sicurezza funzioni» ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Il nigeriano potrà essere espulso grazie al Decreto Sicurezza, che consente di allontanare i richiedenti asilo che delinquono e che non hanno diritto alla protezione. Ora è urgente intervenire col Decreto Sicurezza Bis per garantire più poteri e protezioni alle Forze dell’Ordine e contrastare gli scafisti».
la ferita alla mano del poliziottoLA FERITA ALLA MANO DEL POLIZIOTTO

I sindacati Siap e Siulp: «Grave episodio, serve il taser»
Pietro Di Lorenzo del sindacato Siap afferma: «Ennesimo grave episodio che dimostra la pericolosità dei soggetti con cui hanno a che fare quotidianamente i colleghi delle volanti. Soggetti per lo più clandestini privi, di scrupoli e pronti a tutto pur di difendere la loro attività quotidiana: lo spaccio di morte.

polizia 1POLIZIA 





Queste violenze dimostrano, come più volte denunciato, come non ci sia nessun rispetto dello Stato e delle divise che lo. rappresentano. Attendiamo che sia approvato urgentemente il nuovo decreto sicurezza annunciato, in cui paiono comparire misure più adeguate e pene più severe per chi aggredisce gli operatori.

Al collega ferito la grande vicinanza e gli auguri di pronta guarigione». «Proviamo Rabbia, sofferenza e una sorta di ineluttabilità verso questi eventi» dice invece il segretario generale del Siulp di Torino, Eugenio Bravo.

«Non è la prima volta che assistiamo ad aggressioni di questo genere - denuncia - ma non ci rassegniamo a chiedere con forza tutela per Gli operatori delle forze dell’ordine che passa inevitabilmente attraverso leggi più severe e strumenti più adatti per la difesa come il taser. Inutile sottolineare come le condizioni economiche del nostro paese non siano in grado di accogliere è integrare questi soggetti». Fonte: qui
immigrato aggredisce poliziottiIMMIGRATO AGGREDISCE POLIZIOTTI

giovedì 7 marzo 2019

LE MACABRE RIVELAZIONI DEL SUPER TESTIMONE SALVATORE MARINO AL PROCESSO CONTRO IL NIGERIANO

 “MI HA DETTO CHE ERA CONVINTO CHE PAMELA FOSSE MORTA E COMINCIA A SEZIONARLA. MA LEI SI MOSSE E SI LAMENTÒ E, A QUEL PUNTO, LE DIEDE UNA SECONDA COLTELLATA”. 

OSEGHALE DISSE A MARINO CHE “LE SUE OSSA ERANO DURE”  

L’EROINA COMPRATA CON LA COLLANINA REGALATA DALLA MAMMA E IL RUOLO DI LUCKY DESMOND

Daniela Lauria per www.blitzquotidiano.it

innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE
“Innocent Oseghale mi disse che iniziò a tagliare una gamba a Pamela quando era ancora viva”. E’ il racconto choc di Salvatore Marino, il collaboratore di giustizia e super testimone nel processo contro il nigeriano imputato per la morte della 18enne romana, il cui cadavere fatto a pezzi fu trovato un anno fa in due trolley abbandonati nelle campagne di Pollenza. Marino, che con Oseghale ha condiviso la cella per due settimane, nel carcere di Ascoli Piceno, ha riferito dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Macerata le confessioni ottenute in carcere dal nigeriano.
INNOCENT OSEGHALEINNOCENT OSEGHALE

Per cento minuti è stato interrogato dal procuratore Giovanni Giorgio che un anno fa aveva raccolto la sua testimonianza nel carcere di Marino del Tronto. Marino ha raccontato il suo complesso rapporto con Oseghale e confermato tutti i macabri particolari sulle ultime ore di vita di Pamela. “La ragazza – ha detto – ha incontrato Oseghale ai Giardini Diaz di Macerata e gli chiese eroina, ma lui le rispose che vendeva solo erba e che la poteva fare arrivare”. La droga l’avrebbe portata “Lucky Desmond e fu pagata da Pamela con una collanina, che le regalò la mamma”. Il nigeriano gli avrebbe poi raccontato che “pagò due euro e mezzo la siringa” e che poi, “insieme al connazionale e a Pamela salirono nell’appartamento di Via Spalato”. In casa, la 18enne consumò la dose di eroina quindi si alzò dal divano e “Desmond provò ad approcciarla sessualmente”: Pamela non accettò e ricevette uno schiaffo, che la fece cadere a terra priva di sensi.
pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO

A quel punto, è sempre il racconto di Marino, “Desmond andò via, perché la ragazza non faceva niente”. In casa, Pamela restò sola con Oseghale, “che la rianimò con l’acqua” e subito dopo avrebbe avuto “un rapporto sessuale completo” con lei. In seguito alla presunta violenza, “Pamela voleva andare via, tornare nella sua casa di Roma in treno, ma voleva denunciare Oseghale”.

GIALLO OSEGHALE PAMELAGIALLO OSEGHALE PAMELA


Secondo il racconto di Marino il nigeriano “non voleva che Pamela andasse via. Si sono spinti davanti alla porta e qui Oseghale le avrebbe dato una prima coltellata all’altezza del fegato, usando un coltello grande”. Pamela finisce a terra e Oseghale “chiama al cellulare un connazionale”, ma non trova assistenza. Oseghale rientra a casa: “Mi ha detto che era convinto che Pamela fosse morta e comincia a sezionarla, a partire dalla gamba. Ma lei si mosse e si lamentò e, a quel punto, le diede una seconda coltellata”.
innocent oseghaleINNOCENT OSEGHALE








“Le sue ossa erano dure”, avrebbe confessato il nigeriano al pentito. Secondo il suo racconto, “voleva mettere la ragazza in un sacco, ma il corpo non entrava e quindi l’ha tagliata, mettendo i pezzi del corpo in due valigie”. Poi “ha chiamato un taxi, perché voleva buttare le due valigie dove non si dovevano trovare”. “Durante il viaggio – è la conclusione del racconto del testimone – Oseghale avrebbe ricevuto più telefonate da parte della moglie, della quale era ossessionato, e preoccupato della sua reazione ha fatto fermare il taxi e ha abbandonato le due valigie”.

pamela mastropietroPAMELA MASTROPIETRO
“Oseghale ha fatto tutto da solo?”, gli ha chiesto il procuratore Giorgio. “Non mi fece nomi di altre persone”, è stata la risposta secca di Marino.

Fonte: qui

lunedì 18 febbraio 2019

GUERRIGLIA URBANA A FERRARA: DECINE DI NIGERIANI HANNO SCATENATO IL PUTIFERIO, ROVESCIANDO I CASSONETTI E OBBLIGANDO L’ESERCITO A INTERVENIRE

LA RAPPRESAGLIA È PARTITA DOPO CHE LA POLIZIA HA INVESTITO PER ERRORE UN IMMIGRATO NELLA ZONA DEGLI SPACCIATORI. IL RAGAZZO STA BENE, MA SI SPARGE LA VOCE CHE È MORTO E…


ferrara bande di nigeriani scatenano la guerriglia 6FERRARA BANDE DI NIGERIANI SCATENANO LA GUERRIGLIA 
La rivolta dei nigeriani sconvolge Ferrara. Scene di guerriglia urbana nella notte, dopo che intorno alle 21 un immigrato è stato investito in via Po, la famigerata zona Gad in mano agli spacciatori africani, viene investito da una volante delle forze dell'ordine. Trasportato in ospedale di Cona, si sparge la voce che sia morto e qui scatta la rappresaglia.

ferrara bande di nigeriani scatenano la guerriglia 5FERRARA BANDE DI NIGERIANI SCATENANO LA GUERRIGLIA 
Bande di decine di nigeriani rovesciano i cassonetti in strada, obbligando l'esercito a intervenire per ripristinare l'ordine pubblico. Nonostante si comunichi che il ferito non è in pericolo di vita, i disordini proseguono. "Ci siamo trovati faccia a faccia con circa 100 nigeriani, non è stato facile - spiega Nicola Lodi, esponente della Lega ferrarese -. Ci hanno accerchiato e minacciato e il messaggio è questo: se il ragazzo investito è morto, domani succederà la guerra a Ferrara. Farete una brutta fine". "Roba da matti - ha commentato il ministro degli Interni Matteo Salvini -. Grazie alle Forze dell’Ordine. Sarò presto in città per mettere un po’ di cose a posto". Fonte: qui

A FERRARA LA FALSA NOTIZIA DI UN PUSHER INVESTITO SCATENA LA GUERRIGLIA DEI NIGERIANI: AUTO DANNEGGIATE E PANICO TRA I PASSANTI 
A GALLIPOLI UN 33ENNE NIGERIANO SVENTA UNA RAPINA E FA ARRESTARE IL BANDITO: IL TITOLARE DEL SUPERMERCATO LO ASSUME

ferrara guerriglia nigerianiFERRARA GUERRIGLIA NIGERIANI
Bidoni rovesciati, vetri rotti, auto danneggiate, panico tra i passanti. Scene di guerriglia urbana a Ferrara: protagonisti un gruppo di immigrati nigeriani convinti di farsi giustizia da soli.

Siamo in viale Costituzione, nella zona Gad, l' area vicino alla stazione e al grattacielo al centro di episodi di violenza, spaccio e polemiche. A scatenare la rissa l' errata voce di un 28enne nigeriano investito (da un' auto privata) mentre era inseguito da una gazzella dei carabinieri. L' immigrato, trasportato in ospedale in condizioni di media gravità, se la cava con qualche cerotto, ma il passaparola secondo cui era deceduto travolto dai carabinieri, scatena il putiferio. Così una cinquantina di nigeriani si riversano in strada rovesciando cassonetti e urlando. Intervengono le forze dell' ordine con pattuglie dell' Esercito in servizio in stazione.

Viene anche chiamato un mediatore culturale che spiega al gruppo che il giovane è solo ferito. A quel punto la tensione si abbassa. Il 28enne viene denunciato per detenzione ai fini di spaccio perché trovato in possesso di una piccola quantità di droga. «Ci siamo trovati faccia a faccia con i nigeriani e non è stato facile - spiega Nicola Lodi, esponente della Lega ferrarese -.
MATTEO SALVINI IN SARDEGNAMATTEO SALVINI IN SARDEGNA

Ci hanno accerchiato e minacciato e il messaggio è questo: se il ragazzo investito è morto, domani succederà la guerra a Ferrara. Farete una brutta fine».
«Roba da matti, - commenta il ministro dell' Interno Matteo Salvini -. Nigeriani che accerchiano i carabinieri.

Grazie alle Forze dell' Ordine. Sarò presto in città per mettere un po' di cose a posto». Da parte sua il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli fa la conta dei danni settimanali dell' immigrazione nigeriana: «Quanto successo questa notte a Ferrara ricorda i disordini di quindici anni fa nelle banlieue parigine, solo che lì a rivoltarsi erano ragazzi africani ma di nazionalità francese, qui a scatenare l' inferno sono stati immigrati nigeriani che i governi della sinistra hanno voluto accogliere, con la favoletta che scappavano da chissà quale guerra immaginaria. Ma la notte di follia di Ferrara è solo la punta di un iceberg di continui crimini quotidiani, in tutta Italia».
ferrara guerriglia nigerianiFERRARA GUERRIGLIA NIGERIANI

«Per restare solo a venerdì - aggiunge Calderoli- a Teramo un nigeriano si è scagliato contro agenti di Polizia, ferendoli a morsi; a Torino un suo connazionale ubriaco e drogato ha aggredito i vigili urbani; a Olbia hanno arrestato un pusher nigeriano con 25 ovuli di eroina nello stomaco; a Palermo un nigeriano ha rapinato una donna per strada. Vogliamo andare avanti, anzi a ritroso, fino al brutale omicidio di Pamela a Macerata commesso da una gang nigeriana? Sono stati i governi della sinistra negli scorsi anni a far entrare decine di migliaia di nigeriani, nonostante il loro presidente dicesse che non c' erano ragioni per emigrare: la responsabilità di questi crimini è di chi sconsideratamente ha aperto le porte di casa nostra a questi delinquenti».

NIGERIANO SVENTA UNA RAPINA E FA ARRESTARE IL LADRO ASSUNTO DAL COMMERCIANTE
Valeria D’Autilia per “la Stampa”

gallipoli supermercatoGALLIPOLI SUPERMERCATO
Blocca il ladro, recupera il bottino e il titolare del supermercato lo assume. A sventare la rapina un nigeriano di 33 anni che- come ogni giorno- era a Gallipoli, all' ingresso dell' attività commerciale dove abitualmente chiedeva l' elemosina. Richard riusciva a guadagnare qualcosa accompagnando i clienti a portare la spesa in auto. Un aiuto in cambio di pochi spiccioli. Adesso avrà un lavoro e una targa al valore.

«Lui uomo cattivo, lui uomo cattivo». Poche parole per spiegare al responsabile del negozio quello che era successo. Questo ragazzo africano non parla bene l' italiano, è ancora incredulo per quello che gli sta succedendo. Alla notizia della ricompensa, si è commosso. E adesso non vede l' ora di iniziare.
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«Stazionava qui fuori da circa un anno, lo conoscevamo tutti. Sempre discreto e mai invadente. Ha difeso qualcosa che ha sentito come sua, anche se non lo era.
Questo mi ha molto colpito».

Mauro Gaetani è tra i proprietari del punto vendita in provincia di Lecce. Insieme ai fratelli Davide e Stefano opera nella grande distribuzione organizzata con una catena di supermercati e un centinaio di dipendenti. È stato il primo ad arrivare sul posto, negli attimi concitati dopo il tentativo di fuga da parte del rapinatore. «Ha messo a repentaglio la sua vita, mentre avrebbe potuto fare finta di niente. È stato coraggioso, se lo merita ed è una decisione presa con il cuore. Sarà uno di noi».

L' arrestato, un uomo del posto e con precedenti specifici, aveva fatto irruzione nel supermercato Sisa di via Alfieri, minacciando con una pistola - poi rivelatasi caricata a salve - la cassiera e facendosi consegnare circa 500 euro.

Dall' esterno, Richard aveva assistito alla scena, mantenendo freddezza e lucidità, pronto ad intervenire non appena il ladro fosse uscito. E così è stato. Nonostante fosse armato, gli si è immediatamente scagliato contro: ne è nata una colluttazione e alla fine è riuscito a immobilizzarlo, sino all' arrivo dei poliziotti diretti dal vice questore Marta De Bellis. Tecnicamente si tratta di un caso insolito: un arresto effettuato da un privato cittadino e preso in consegna dalle forze dell' ordine.
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Il malvivente, che ha riportato una prognosi di trenta giorni, ora si trova in carcere, mentre Richard avrà una nuova vita. L' iter burocratico per l' assunzione, infatti, sarà avviato già oggi. È in programma un corso di formazione e, probabilmente, inizierà come magazziniere. Ma non si esclude successivamente anche un lavoro in reparto in uno dei supermercati del gruppo.

Lui ha un regolare permesso di soggiorno e vive nel vicino paese di Nardò. Ha lasciato la famiglia in Nigeria: una moglie e tre figli che cerca di mantenere a distanza, con quel poco che riesce a racimolare. Era arrivato in Italia qualche anno fa, a bordo di uno dei tanti barconi, in cerca di futuro.

«Siamo di fronte a una vicenda - commenta il sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva - che capovolge tutti gli stereotipi. Questa è una storia bellissima. Siamo diventati una nazione che tende al razzismo, in cui il diverso colore della pelle è sinonimo di delinquente o di chi deve tornarsene a casa sua. Invece qui è successo che un nostro concittadino ha commesso una rapina e un ragazzo straniero ha sventato il colpo, mettendo in sicurezza la gente che era nel negozio in quel momento». Già annunciati un riconoscimento e una cerimonia a palazzo di Città.

«Ho avuto modo di incontrare Richard, è una persona molto timida che non vuole risonanza per l' accaduto. Mi ha detto solo che ha agito d' istinto e per lui è stato un gesto normalissimo. Tutta la comunità gli è grata». Fonte: qui

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