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domenica 26 aprile 2020

IL PREMIO NOBEL MARIO VARGAS LLOSA LANCIA UN MANIFESTO INTITOLATO “CHE LA PANDEMIA NON SIA UN PRETESTO PER L’AUTORITARISMO”: IL DOCUMENTO È GIÀ STATO FIRMATO DA 150 PERSONAGGI ILLUSTRI, TRA CUI INTELLETTUALI, IMPRENDITORI E PERSONAGGI POLITICI

QUESTA CRISI NON DEVE ESSERE FRONTEGGIATA SACRIFICANDO DIRITTI E LIBERTÀ CHE È COSTATO CARO CONSEGUIRE. RESPINGIAMO IL FALSO DILEMMA CHE QUESTE CIRCOSTANZE OBBLIGANO A SCEGLIERE TRA L'AUTORITARISMO E L'INSICUREZZA…”
Francesco Palmieri per www.agi.it

IL MANIFESTO DI MARIO VARGAS LLOSA SUL CORONAVIRUSIL MANIFESTO DI MARIO VARGAS LLOSA SUL CORONAVIRUS
"Que la pandemia no sea un pretexto para el autoritarismo". Che la pandemia non sia un pretesto per l'autoritarismo: è questo il titolo del 'Manifesto', primo firmatario il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, pubblicato sul sito della sua Fundación Internacional para la Libertad (FIL). Il documento reca circa 150 illustri adesioni di personaggi politici e di intellettuali ispanofoni (ma anche di alcuni italiani), provenienti da ventitré Paesi.
La premessa all'appello promosso dallo scrittore peruviano sgombra gli equivoci circa la tragedia sanitaria cui fa fronte il mondo intero: "Noi sottoscritti - si legge - condividiamo la preoccupazione per la pandemia di Covid-19 che ha provocato una grande quantità di contagi e di morte in tutto il mondo, e facciamo giungere la nostra solidarietà alle famiglie colpite dai lutti".
 
"Mentre gli operatori della sanità pubblica e privata combattono valorosamente contro il coronavirus, molti governi dispongono misure che restringono indefinitamente le libertà e i diritti fondamentali", si afferma nel 'Manifesto'. "Invece di alcune ragionevoli limitazioni alla libertà, in diversi Paesi prevale un confinamento con minime eccezioni, l'impossibilità di lavorare e produrre e la manipolazione delle informazioni", prosegue il documento, fotografando una situazione in cui molti - nel mondo - potranno riconoscere la propria.

Così prosegue il 'Manifesto' della Fondazione, costituita nel 2002 dal Nobel peruviano per difendere e promuovere i principi della democrazia e dello Stato di diritto: "Alcuni governi hanno individuato un'occasione per arrogarsi un potere smisurato. Hanno sospeso lo Stato di diritto e addirittura la democrazia rappresentativa e il sistema giudiziario". Insomma: parlamenti che con il pretesto del contagio da coronavirus non si riuniscono o si riuniscono "a ranghi ridotti", e tribunali civili e penali serrati.

XI JINPING CON LA MASCHERINAXI JINPING CON LA MASCHERINA
"Nelle dittature del Venezuela, di Cuba e del Nicaragua la pandemia serve di pretesto per accrescere la persecuzione politica e l'oppressione. In Spagna e in Argentina leader con un marcato pregiudizio ideologico pretendono di utilizzare le difficili circostanze per attribuirsi prerogative politiche e economiche che in un'altra situazione la cittadinanza respingerebbe fermamente. In Messico esplode la pressione contro l'impresa privata e si utilizza il 'Gruppo di Puebla' (think tank di indirizzo progressista latinoamericano; ndr) per attaccare i governi di diverso orientamento".

MARIO VARGAS LLOSA 1MARIO VARGAS LLOSA








"Su entrambe le sponde dell'Atlantico - si legge ancora nel documento - risorgono lo statalismo, l'interventismo e il populismo con un impeto che fa pensare a un cambio di modello lontano dalla democrazia liberale e dall'economia di mercato".

"Vogliamo esprimere con energia che questa crisi non deve essere fronteggiata sacrificando diritti e libertà che è costato caro conseguire. Respingiamo il falso dilemma che queste circostanze obbligano a scegliere tra l'autoritarismo e l'insicurezza, tra l'Orco Filantropico e la morte".

Tra i firmatari del 'Manifesto' numerosi ex capi di Stato e l'ex primo ministro spagnolo José María Aznar. Vi figurano l'ex presidente dell'Argentina, Mauricio Macri; del Messico, Ernesto Zedillo; della Colombia, Álvaro Uribe Vélez; dell'Uruguay, Luis Alberto Lacalle e Julio María Sanguinetti; di El Salvador, Alfredo Cristiani; del Paraguay, Federico Franco. Numerosi anche i politici, gli imprenditori, gli economisti e gli intellettuali (tra cui il filosofo spagnolo Fernando Savater e lo scrittore Félix de Azúa). Fra gli italiani, il politologo Angelo Panebianco, l'imprenditore Franco Debenedetti e l'artista Massimo Mazzone.

Fonte: qui

venerdì 11 gennaio 2019

GRILLO FIRMA IL PATTO PER LA SCIENZA: PIOGGIA DI INSULTI DAI NO VAX

Garante M5s: ‘Polemica su mia firma è da terrapiattisti’


Giorgia Baroncini per www.ilgiornale.it

"E pensare che una volta eri Il mio mito. Dalle stelle alle stalle. Addio Beppe!". Sono centinaia i commenti apparsi sotto all'ultimo post pubblicato da Beppe Grillo. Il fondatore del Movimento 5 Stelle ha annunciato su Facebook di aver sottoscritto il Patto Trasversale per la Scienza, promosso dal virologo Roberto Burioni. E subito gli elettori si sono scatenati con insulti e commenti negativi.
"Che vergogna", "Imbarazzanti", "Hai tradito gli elettori", scrivono gli utenti. Come riporta HuffingtonPost, i No Vax sembrano non perdonare a Grillo quello che considerano un voltafaccia. "Mai più 5 stelle", "Ti sei venduto l'anima". Non mancano i riferimenti al Pd: "Farete la fine di Renzi". E i commenti negativi continuano ad aumentare.
Simona Ravizza per corriere.it
BEPPE GRILLO

«Mi impegno a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica (negazionismo dell’Aids, anti-vaccinismo, terapie non basate sull’evidenza scientifica, etc.)». Beppe Grillo, fondatore e tuttora garante del Movimento Cinque Stelle accusato spesso di sostenere posizioni antiscientifiche soprattutto sui vaccini, firma «Il patto per la scienza» promosso dal virologo Roberto Burioni, diventato uno dei principali protagonisti della campagna pro-vax e contro le bufale in medicina, non particolarmente amato, per usare un eufemismo, dai Cinque Stelle. È un po’ come mettere insieme il Diavolo e l’Acqua Santa.
L’appello, pubblicato da Burioni sul suo sito contro le fake news MedicalFacts, è lanciato insieme con Guido Silvestri, l’immunologo di fama e professore ad Atlanta negli Usa al quale i grillini in passato hanno affidato il compito di redigere un documento sulla strategia del partito in tema di prevenzione vaccinale.
Un’adesione trasversale. Il «Patto per la Scienza» è già stato sottoscritto anche dall’ex premier Pd Matteo Renzi e c’è chi è pronto a scommettere che anche il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi stia pensando di aderire.

burioni renziBURIONI RENZI
Il testo dell’appello impegna le forze politiche su cinque aspetti: 
1) «Mi impegno a sostenere la Scienza come valore universale di progresso dell’umanità, che non ha alcun “colore politico”, e che ha lo scopo di aumentare la conoscenza umana e migliorare la qualità di vita dei nostri simili»; 
2) «Mi impegno a non sostenere o tollerare in alcun modo forme di pseudoscienza e/o di pseudomedicina che mettono a repentaglio la salute pubblica (negazionismo dell’AidsS, anti-vaccinismo, terapie non basate sull’evidenza scientifica, etc.)»; 
3) «Mi impegno a governare e legiferare in modo tale da fermare l’operato di quegli pseudoscienziati che con affermazioni non-dimostrate ed allarmiste creano paure ingiustificate tra la popolazione nei confronti di presidi terapeutici validati dall’evidenza scientifica e medica»; 
4)«Mi impegno ad implementare programmi capillari di informazione sulla Scienza per la popolazione, a partire dalla scuola dell’obbligo, e coinvolgendo media, divulgatori, comunicatori, ed ogni categoria di professionisti della ricerca e della sanità»; 
5) «Mi impegno affinché si assicurino alla Scienza adeguati finanziamenti pubblici, a partire da un immediato raddoppio dei fondi ministeriali per la ricerca biomedica di base».
ROBERTO BURIONIROBERTO BURIONI

Il documento arriva in un momento in cui infuriano le polemiche dopo che il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, in un’intervista al Corriere, ha annunciato le sue dimissioni come uno strappo con il governo: «Lascio l’Istituto superiore di sanità, il governo ha posizioni antiscientifiche».
Fonte: qui