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martedì 17 settembre 2019

Saremo presto alle prese con un nuovo visitatore interstellare?


Vi ricordate Oumuamua, l’oggetto interstellare che è passato in prossimità della Terra per poi lasciare di nuovo il nostro Sistema Solare? Sono state fatte molte ipotesi sulla sua reale natura: si è parlato di un asteroide, una cometa e perfino un veicolo extraterrestre.
Ma quello che Oumuamua ci ha veramente insegnato è che oggetti provenienti dagli immensi abissi siderali possono raggiungere il nostro spazio e fornirci indizi importanti su cosa c’è oltre i confini del nostro sistema solare.
Infatti, due anni dopo, ecco un altro oggetto che potrebbe essere di origine extrasolare. È stato designato C/2019 Q4 (Borisov), in onore di Gennady Borisov, l’astronomo dell'Osservatorio Astrofisico di Crimea che lo ha rilevato per la prima volta, il 30 agosto scorso. Al momento, si pensa che si tratti di una cometa relativamente grande e attiva con un nucleo di qualche km di diametro. Si prevede che raggiungerà la minima distanza dal Sole (perielio) ai primi di dicembre, anche se si troverà comunque ben oltre l'orbita di Marte, a circa 300 milioni di km, circa il doppio della distanza Terra-Sole.
Se davvero C/2019 Q4 è una cometa, man mano che si avvicinerà al nostro Sole, dovrà iniziare a degassare e a produrre la caratteristica “coda”. L’aumento di temperatura sulla superficie causerà, infatti, la sublimazione dei composti volatili congelati (come acqua, anidride carbonica o ammoniaca) e la creazione di una bellissima scia gassosa.
Era quello che ci si aspettava anche da Oumuamua e che, invece, non è avvenuto nonostante l’oggetto sia arrivato dieci volte più vicino al nostro astro (38 milioni di km). È proprio questo strano comportamento che ha confuso gli scienziati, che hanno cominciato a considerare altre ipotesi. Per esempio, che potesse essere un oggetto artificiale, o comunque un oggetto celeste mai incontrato prima.
Non sorprende quindi che gli astronomi siano eccitati all’idea che un altro corpo, proveniente dallo spazio interstellare, sia entrato nel nostro Sistema Solare. Ciò indicherebbe che questi oggetti sono molto più comuni di quanto si pensasse in precedenza e che potremmo avere altre opportunità di studiarli in futuro. Questo darebbe nuovo impulso allo sviluppo di veicoli spaziali, a basso costo e di rapida realizzazione, da impiegare per raggiungere e analizzare futuri oggetti provenienti dallo spazio profondo.
Se, tra qualche anno, arrivasse un altro “visitatore interstellare”, la missione Comet Interceptor dell'ESA sarebbe in grado di intercettarlo e di studiarlo da vicino. La proposta dell’agenzia europea, è stata ispirata proprio dal passaggio di Oumuamua e prevede di realizzare tre veicoli spaziali che saranno pronti a visitare una cometa o un oggetto interstellare che si avventuri nella zona interna del nostro Sistema Solare.
Per il momento, aspettiamo di sapere se C/2019 Q4 si rivelerà una specie di "Oumuamua 2.0”. Chissà se potrà aiutarci a trovare alcune risposte o se ci costringerà a formulare nuove domande!
Fonte: qui

giovedì 12 settembre 2019

TROVATE TRACCE DI ACQUA IN UN PIANETA EXTRASOLARE NELLA COSTELLAZIONE DEL LEONE. IL K2-18B, CHE È PIÙ GRANDE DELLA TERRA, È STATO ''IMMORTALATO'' DAL TELESCOPIO HUBBLE, E ANALIZZANDO I DATI SI È SCOPERTO CHE LA SUA ATMOSFERA POSSIEDE IDROGENO, ELIO E ANCHE VAPORE ACQUEO


A BREVE PARTIRÀ UN NUOVO TELESCOPIO CHE SI DEDICHERÀ PROPRIO ALLO STUDIO DELLE SUPER-TERRE
Luigi Bignami per www.focus.it

la super terra con acquaLA SUPER TERRA CON ACQUA
Un nuovo arrivato nella famiglia numerosa - sono ormai più di una decina - dei pianeti extrasolari relativamente simili alla Terra, alcuni dei quali potrebbero anche ospitare la vita perché presentano temperature tali da avere acqua liquida. Si chiama K2-18b, possiede una massa otto volte superiore a quella della Terra ed è, al momento, l’unico sul quale sono state scoperte tracce di acqua e una temperatura che potrebbe sostenere la vita.


ATTENZIONE! La scoperta, pubblicata su Nature Astronomy, è stata realizzata da un gruppo di lavoro guidato da Angelos Tsiaras dell’University College London, che ha affermato: «Essere riusciti a trovare acqua su un pianeta abitabile diverso dalla Terra è estremamente eccitante». Ma, attenzione, K2-18b non è una... Terra 2.0, ossia una vera fotocopia del nostro Pianeta, perché ha una massa significativamente superiore e una composizione atmosferica diversa.

la super terra con acquaLA SUPER TERRA CON ACQUA

Il pianeta K2.18b ruota attorno alla fredda stella nana K2-18 che si trova a 110 anni luce dalla Terra nella Costellazione del Leone. A causa dell’intensa attività della stella stessa, le condizioni sulla superficie del pianeta potrebbero essere estremamente proibitive a causa della elevata quantità di radiazioni che vi arrivano.


Come hanno fatto? Il gruppo di lavoro ha utilizzato i dati acquisiti tra il 2016 e il 2017 dal telescopio spaziale Hubble della NASA/ESA ha scoperto che la sua atmosfera possiede idrogeno, elio e anche vapore acqueo. Secondo un'ipotesi l’atmosfera potrebbe contenere anche metano e azoto, ma questa informazione - insieme al dato relativo alla percentuale di acqua - non è stato ancora confermato
la super terra con acqua k2 18 bLA SUPER TERRA CON ACQUA K2 18 B


 Questa scoperta rende ancora più viva l’attesa per la partenza del telescopio spaziale dell’ESA CHEOPS che verrà lanciato a novembre e che si dedicherà allo studio delle "super-Terra" già note: con questa premessa è sempre più probabile che si possa scoprire un pianeta realmente simile al nostro e in grado potenzialmente di ospitare la vita. Fonte: qui