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mercoledì 30 novembre 2016

PERCHE' GLI ULTIMI GOVERNI SONO GRAVEMENTE RESPONSABILI DELLA CRISI DELLE BANCHE ITALIANE?


In un articolo pubblicato qualche giorno fa sul Financial Times, si è letto che "Alti funzionari e banchieri dichiarano che fino a otto banche italiane rischiano il fallimento se Renzi perde il referendum costituzionale".

Il messaggio che si vuole far passare, a pochi giorni dal referendum, è che l'eventuale affermazione del NO indurrebbe Renzi alle dimissioni, rallentando così i tentativi del governo finalizzati a stabilizzare le banche italiane in difficoltà. Perlomeno fino alla nascita di un nuovo esecutivo.

Al netto del fatto che le misure adottate dal governo (principalmente attraverso le soluzioni "private", con la nascita di Atlante 1 e Atlante 2) appaiono del tutto insufficienti per stabilizzare il sistema bancario, c'è da dire che queste rischiano addirittura di aggravare la situazione, proprio perché sono articolate coinvolgendo altre banche sane, che rischiano così di indebolirsi,  per soccorrerne altre gravemente malate.

La vicenda bancaria di questi anni verrà raccontata nei libri di storia come il trionfo della negligenza e dell'improvvisazione dei governanti.

Negligenza reiteratamente e colpevolmente manifestata andando in giro per il mondo urlando ai quattro venti la solidità delle banche italiane.
Gli esempi che seguono, sono solo alcuni dei tanti che si possono recuperare in rete.


Qui Monti.
Immagine tratta da Repubblica

  Poi Letta.
Immagine tratta da Italia Oggi
Ancora Letta, che evidentemente aveva capito nulla...






E in ultimo Renzi con il Ministro Padoan
Immagine tratta da Repubblica

La realtà è che mentre andavano in giro per il mondo urlando ai quattro venti la solidità delle banche italiane, in un altro mondo (quello reale) accadeva questo:


Il grafico mostra l'evoluzione delle sofferenze bancarie e i rispettivi governi che si sono alternati alla guida del Paese negli ultimi 5 anni. 

Già dal 2014, in una analisi pubblicata su questo umile blog di provincia, avevo messo in guardia sugli effetti che si sarebbero determinati a causa dell'erosione della qualità del credito date le misure di austerità imposte dal governo e la dinamica del debito privato. L'articolo lo trovate QUI e vi prego di leggerlo.

Come se non bastasse, gli ultimi governi e con essi i regolatori, hanno ignorato le leggi della fisica e dell'economia. Se a un sistema già fragile, peraltro in un contesto di debolezza di altre economie,   si imprime una feroce stretta fiscale (come quella di Monti, appunto) il minimo che ci si possa aspettare è che questa produca degli effetti collaterali, peraltro ampiamente visibili nella distruzione economica prodotta.

E gli effetti collaterali li stiamo toccando con mano anche attraverso la fragilità di molte banche. Già da quell'epoca, sapendo che la distruzione dei redditi avrebbe prodotto l'esplosione delle sofferenze bancarie, il governo avrebbe dovuto agire per creare una barriera protettiva a favore delle banche, come è stato fatto in altri paesi della zona euro, in un contesto normativo più favorevole rispetto a quello attuale (le regole sul bail-in, a quell'epoca, non esistevano). 

Invece, si è preferito nascondere la polvere sotto al tappeto, salvo poi accorgersi che il sistema bancario non è così solido come si voleva far credere. 

Ma la responsabilità più rilevante sta nel fatto che, nel frattempo, pur conoscendo l'evoluzione affatto rassicurante delle sofferenze bancarie (che avrebbe portato all'erosione del capitale della banche) si sono recepite le norme sui salvataggi bancari a carico dei risparmiatori  e, fatto ancora più grave, si sono versati circa 60 miliardi di euro (garanzie incluse)  nei vari fondi di salvataggio, che sono serviti per salvare le banche di altri paesi (Francia e Germania), esposte nei confronti delle banche greche e spagnole. 
Insomma, una catena interminabile di responsabilità che rappresentano il trionfo dell'improvvisazione (nel migliore dei casi), oppure quello della malafede (nel peggiore dei casi)
.

Fonte: qui

Letture suggerite:

lunedì 12 settembre 2016

Russia, India e Cina unite. Ora l'EURASIA è la prima potenza militare ed economica del mondo

In un mondo in costante guerra (per procura) tra le grandi potenze del mondo, qualcosa sta cambiando nello scacchiere geopolitico: si sta formando un’asse politica, economica e militare contro l’egemonia dell’Occidente. Un’alleanza orientale che vede la partecipazione dei tre eserciti più potenti dell’Eurasia, insieme al Giappone.

L’India, una potenza nucleare e uno dei pochi paesi a non essere stati scalfiti dalla recente crisi economica e finanziaria che ha travolto i mercati emergenti, ha appena stretto un accordo per tenere esercitazioni militari insieme alla Russia. Si chiameranno Indra 2016. È l’ennesima prova di un rafforzamento della partnership militare tra i due paesi.

Il tutto mentre la Cina si è schierata a fianco dei russi nel braccio di ferro diplomatico con gli Stati Uniti e l’Europa, che hanno punito Mosca con una serie di sanzioni economiche dopo il suo presunto coinvolgimento strategico e militare nella guerra civile in Ucraina e dopo l’annessione della Repubblica di Crimea. Dopo Stati Uniti e Russia, la Cina possiede la più grande aviazione militare al mondo.

Un’alleanza economica non solo militare

Anche sul fronte economico i paesi facenti parti dei Brics hanno messo a punto un sistema bancario e monetario alternativo quello di matrice occidentale e una grande banca mondiale dei paesi emergenti. L’AIIB, le cui attività concrete tra cui investimenti in Bangladesh e Pakistan hanno preso il via quest’anno, ambisce a diventare un punto di riferimento anche in America Latina e Africa, non solo in Asia.

Nella tappa delle trattative tra India e Russia che hanno preso il via oggi sulle coste dell’Estremo Oriente russo, si è parlato di nuovo dell’interesse del governo indiano per il sistema antimissile russo S400 Triumph, sebbene il Cremlino a maggio abbia negato l’esistenza di contratti.

Secondo un portavoce del Distretto Militare Orientale russo, le forze armate russe e indiane sono tenute a partecipare a tre grandi esercitazioni militari quest’anno: Indra Navy 2016 addestramento navale, AviaIndra 2016 e Indra 2016. Le attività previste dal programma Indra si sono già svolte nel 2003. 

L’obiettivo è quello di incrementare la capacità di intervento e l’interoperabilità tra le forze russe e quelle indiane.

Due sottomarini nucleari russi per l’India

Il ministero della Difesa russo ha stimato un totale di 500 partecipanti. Alle esercitazioni, il cui avvio è previsto per dicembre, verranno impiegati da parte russa anche una grande nave anti-sommergibile, un cacciatorpediniere, un elicottero anti-sommergibile, una petroliera e un rimorchiatore.

Oltre alle esercitazioni congiunte l’India ha stretto un’altra importante intesa con il Cremlino: noleggerà un secondo sottomarino nucleare dai russi. L’affare non dovrebbe influire minimamente sull’efficienza militare di Mosca, secondo quanto riferito da Sputnik, media filo russo. Nella disponibilità della Flotta di Vladimir Putin ci sono infatti altri sottomarini, Kalmar, Antej e Borej.

Sul sottomarino, riferisce la testata Kommersant, “saranno installati dei lanciatori per i siluri supersonici BrahMos”. Nel 2012 l’India ha preso a nolo un altro sottomarino russo, il Nerpa, per dieci anni. I sottomarini classe Akula appena noleggiati sono un gruppo di sommergibili multiruolo nucleari di terza generazione, costruiti dal 1983 al 2004.

Fonte: qui