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mercoledì 29 marzo 2017

Chi governerà il mondo dopo la morte di David Rockefeller ?

Il 20 marzo del 2017 , ai 101 anni di età, è morto David, il patriarca del clan Rockefeller. Il multimiliardario deceduto aveva sviluppato le attività di suo nonno, il fondatore della dinastia, John Rockefeller, il capostipite che morì nel 1937.

Sicuramente David ha provveduto ad aumentare il capitale che aveva ereditato, tuttavia non si è trattato soltanto di questo. David Rockefeller ha dato un contributo significativo alle tendenze ideologiche, politiche ed economiche che si sono sviluppate in America e nel mondo intero nell’ultimo secolo. Questo contributo, nell’opinione dell’autore dell’articolo scritto da , Valentín Katasónov, della Fondazione di Cultura Strategica, è la più rilevante che non la maggioranza dei presidenti degli Stati Uniti nel dopoguerra.

Le elite mondiali.
David Rockefeller è stato colui che ha messo in marcia il progetto di globalizzazione e per tutta la sua vita lo ha sviluppato. In primo luogo, i Rockefeller hanno avuto sempre una partecipazione nel capitale del Sistema della Riserva Federale. Come risultato delle due guerre mondiali hanno rinforzato la loro posizione nella Federal Reserve, relegando ad un secondo livello i Rothschild (l’altra poderosa dinastia). I Rockefeller controllavano il principale banca di Wall Street, la Chase Manhattan, il cui presidente fino al 1981 fu lo stesso David.
David Rockefeller, banchiere e “filantropo”
In secondo luogo si costituirono istituzioni informali ma molto influenti della elite globale che permisero di promuovere nuove idee e progetti. Negli Stati Uniti naturalmente David è nel ‘Council of Foreign Relations’,( CFR), organismo costituito mel 1921, ed anche nel Gruppo Bilderberg era un partecipante regolare di tutte le riunioni, iniziando per il primo ed è stato un membro del Comitato dei Governatori del club.

In terzo luogo bisogna tenere in conto la Fondazione Rockefeller, quella che è una delle più grandi fondazioni “benefiche” d’America, le cui attività non sono mai state molto trasperenti. Le tre generazioni dei Rockefeller si sono dedicate ad “opere di carità” la cui priorità era quella di appoggiare il sistema di educazione superiore ed alcuni progetti nel campo della medicina e della genetica (in linea con le teorie dell’eugenetica). Gli studi genetici patrocinati dai Rockefeller hanno avuto carattere chiuso.

In quarto luogo, i Rockefeller, a differenza di altre dinastie capitaliste, hanno investito molto finanziando personaggi politici, intellettuali e i grandi media. A giudizio di Katasónov, questi investimenti risultano più redditizi nel lungo periodo che non nei valori di borsa.
Uno dei grandi successi di David Rockefeller si può considerare la creazione nel 1973 della Commissione Trilateral, una organizzazione internazionale privata che include rappresentanti dell’America del Nord, dell’Europa Occidentale e dell’Asia. Il loro obiettivo dichiarato è stato quello di discutere e trovare soluzioni ai problemi globali. Anche con aiuto dei Rockefeller è stato creato il Club di Roma nel 1968.
Fiduciari dei Rockefeller nel Governo degli USA
David Rockefeller non è mai entrato nel governo degli Stati Uniti ma ha semopre avuto suoi fiduciari all’interno. Fra di loro si trovano personaggi come Henry Kissinger e Zbigniew Brzezinski, sottolinea Katasónov, ma sempre ha confidato nel potere del suo clan; tra i suoi 4 fratelli il più influente era Nelson Rockefeller, governatore di New York e vice presidente sotto l’Amministrazione Ford.
Negli anni ’70 del secolo XX, Rockefeller ha partecipato nello smantellamento del sistema monetario di Bretton Woods, nel 1976 iniziò la conferenza in Giamaica in cui si è deciso di sostituire lo standard del dollaro in rapporto con l’oro con lo standard di carta.

Quello che rimaneva da fare era creare una domanda crescente per il biglietto verde. Il primo passo per ottenere questa meta era stata fatta dall’allora Segretario di Stato Henry Kissinger, il quale provocò la guerra del 1973 tra gli arabi e gli israeliani. Questo fatto fu seguito dal drastico aumento dei prezzi del petrolio e da una crisi energetica

Kissinger ha mantenne conversazioni con i leaders dell’Arabia Saudita e altri paesi esportatori di petrolio convincendoli per vendere petrolio soltanto a fronte di dollari. Pertanto, lo standard dei dollari di carta si era trasformato fin da allora in petrodollari.

I petrodollari che iniziarono a guadagnare i paesi dell’OPEC sono stati inviati alle banche degli Stati Uniti, incluso la Chase Manhattan, e furono emessi in forma di prestiti ai paesi del Terzo Mondo (indebitandoli). Ai principi degli anni ’80, come conseguenza di un forte aumento dei tassi d’interesse chiave della Federal Reserve, fu provocata una crisi del credito globale di cui si sono beneficiate le stesse Banche degli USA. L’equipe di economisti laureati nelle stesse università che la Fondazione Rockefeller sempre aveva finanziato, hanno iniziato in quel periodo a dare forma all’ideologia neoliberista delle globalizzazione economica e finanziaria diffusa da FMI.
L’essenza di questa ideologia consiste nella minimizzazione del ruolo dello Stato nell’Economia, nella eliminazione delle barriere, lasciando liberi non solo i movimenti delle merci ma anche quelli dei capitali, la privatizzazione delle proprietà statali e dei servizi pubblici, lo sviluppo integrale dei mercati finanziari, il predominio delle leggi di mercato e la fluttuazione dei cambi valutari e dei tassi d’interesse, la competitività dei salari (leggi sfruttamento della mano d’opera al più basso costo). 
Da allora, i mercati finanziari sono cresciuti fino a ottenere le proporzioni astronomiche di oggi, mentre l’economia tradizionale produttiva si è deteriorata.
Sarebbero i Rockefeller dietro la nuova truffa economica, mentre la Chase Manhattan si trovava in condizioni finanziarie così instabili che dovette fondersi con la JP Morgan, cosa che ha portato alla creazione della Morgan Chase. David aveva investito così tanto denaro nel petrolio ed era consapevole che il combustibile stava perdendo nel tempo il suo valore aggiunto e non è riuscito a trovare un suo sostituito con le medesime caratteristiche economico/energetiche. Il peggiore colpo lo ha sentito nel novembre del 2016, quando la corsa presidenziale è stata vinta da Donald Trump, conosciuto avversario della globalizzazione, partigiano dell’economia reale.
Nonostante questo, David Rockefeller non era un uomo capace di tutto. Era un semplice mortale, come gli altri(questo marzo il suo settimo cuore si è fermato per sempre) e comunque, negli ultimi due decenni, ha vissuto svariate pesanti delusioni.

Nella opinione di Katasonov, la globalizzazione finanziaria ed economica nella sua forma attuale ormai non potrà a continuare. 

Nello scenario sta entrando altra gente, quella che Katasonov (dottore in economia e professore dell’Università MGIMO) preferisce chiamare il “clan della Silicon Valley”. Si tratta dei giovani informatici che pensano in altre modalità. Per questo clan esiste soltanto denaro digitale, che è manipolato da Banche digitali, e persone come David gli sembrano vecchi dinosauri. E’ ormai giunta l’ora del successivo atto del dramma mondiale.

Fonte: Sputnik Mundo
Traduzione: Luciano Lago

venerdì 3 febbraio 2017

L’era Trump inizia adesso – con una serie di colpi di scena imminenti e imprevedibili


La strategia di Henry Kissinger, il guru di Trump in politica estera, per affrontare il formidabile trio dell'integrazione eurasiatica - Russia, Cina ed Iran - è una rivisitazione del Divide et Impera; sedurre la Russia allontanandola dalla sua partnership con la Cina, e contemporaneamente continuare a tormentarne il membro più debole, l'Iran.

E infatti è quello che sta già succedendo — come si capisce dalle uscite dei membri selezionati per il suo gabinetto nel corso delle audizioni in Senato. Le fazioni della Think-Tanklandia statunitense, che fanno riferimento alla politica di Nixon nei confronti della Cina, che era stata progettata da Kissinger, sono inoltre eccitate alla possibilità che si effettuino degli sforzi per il contenimento di almeno una di quelle potenze "virtualmente schierate contro l'America". 
Caccia F-16
© SPUTNIK. EVGENY BIYATOV
Kissinger e il dott. Zbig "Grande Scacchiera" Brzezinski si autodefiniscono come i due principali dalang [in inglese, in indonesiano è il burattinaio] — dell'Occidente nell'arena geopolitica. In contrasto a Kissinger, il mentore della politica estera di Obama Brzezinski, fedele alla propria russofobia, propone un Divide et Impera incentrato sulla seduzione della Cina.
Eppure, una fonte nel mondo degli affari newyorchese, molto vicina ai Padroni dell'Universo occulti, che aveva correttamente predetto la vittoria di Trump settimane prima che avvenisse, dopo aver esaminato le mie argomentazioni, mi ha offerto non solo la sua graffiante valutazione sui cari dalang; ha acconsentito anche a fornire dettagli rispetto alla nuova retta via indicata dai Padroni a Trump. Immaginiamo che si chiami "X".
Sorveglianza non-stop per la Cina
"X" inizia con il fare qualcosa che i frequentatori abituali dello Stato Profondo, che venerano i propri idoli, non osano mai fare, almeno in pubblico: "È fondamentale non attribuire troppa importanza sia a Kissinger che a Brzezinski, che sono soltanto la faccia di quelli che comandano veramente, e il cui lavoro consiste nell'ammantarne le decisioni di una patina di intellettualità. Il loro contributo ha significato quasi nullo. Occasionalmente uso i loro nomi perché non posso usare i nomi di coloro che effettivamente prendono le decisioni." 
Questo dà a "X" lo spunto per dettagliare la nuova regola: "Trump è stato eletto col sostegno dei Padroni per avvicinarsi alla Russia. I Padroni hanno i loro fantocci nei media e nel Congresso a tenere viva la campagna di diffamazione contro la Russia, e hanno il loro burattino Brzezinski che si lancia contro la Russia, dichiarando ‘L'influenza globale americana dipende dalla cooperazione con la Cina'. Lo scopo è spingere con le minacce la Russia a cooperare, mettendo queste carte sul tavolo del negoziato per Trump. Nel tradizionale approccio poliziotto buono — poliziotto cattivo, Donald è ritratto come il poliziotto buono che vuole buoni rapporti con la Russia, mentre il Congresso, i media e Brzezinski sono i poliziotti cattivi. Questo per aiutare Trump nei negoziati con la Russia, affinché Putin veda quanto sia "precaria" la posizione del suo amico e sia disposto a fare maggiori concessioni nello svolgimento delle trattative."
E questo ci porta a come Taiwan — e il Giappone — entrino nella vicenda: "Donald mostra l'avvicinamento ai Russi parlando con i Taiwanesi, e rende manifesto che il cambio è reale. Si era deciso di mettere il Giappone nel mix in quanto predatore dell'industria statunitense, con un attacco contro la Toyota, assolutamente meritato. Questo ha moderato le posizioni, perché i Padroni ora sono preoccupati che la percezione del nostro rafforzamento del Giappone contro la Cina costituisca una provocazione troppo grossa."
Quindi aspettiamoci che la Cina — essendo di "non troppa importanza", come prescritto da Kissinger — sia incessantemente sotto osservazione: "I Padroni hanno deciso di reindustrializzare gli Stati Uniti, e vogliono riportare i posti di lavoro via dalla Cina. Questo è ragionevole dal punto di vista cinese; per quale motivo dovrebbero vendere il proprio lavoro agli USA per un dollaro che non ha valore intrinseco, ottenendo quindi nulla in cambio dell'attività svolta? La Cina dovrà avere un'auto nel garage di ciascun operaio cinese, e diventerà il più grande produttore di auto, più di UE, USA e Giappone messi assieme, e la nazione manterrà la sua ricchezza all'interno del paese."
E perché la Cina invece della Russia? "La Russia da questo punto di vista, essendo un paese fornitore di risorse naturali con un gigantesco complesso militare industriale (e questo è il solo motivo per cui segretamente è rispettata) è esente da qualunque trattativa dura, visto che non esportano niente che non siano risorse naturali ed equipaggiamento militare. I Padroni vogliono riprendersi posti di lavoro dal Messico e dall'Asia, Giappone compreso. La ragione principale dietro a questo è che gli USA hanno perso il controllo dei mari, e non possono assicurarsi la fornitura di componenti militari in caso di una guerra di grossa entità. Questo è ciò che importa adesso, e questa è la gigantesca storia dietro le quinte."
In poche parole "X" declina l'inversione di un ciclo economico: "I Padroni hanno fatto i soldi grazie al trasferimento dell'industria in Asia (Bain Capital è specializzata in questo), e Wall Street ha fatto soldi grazie ai bassi tassi di interesse sui dollari riciclati grazie ai deficit commerciali. Ma adesso, la questione è strategica; e faranno soldi sul ritorno delle industrie, scalando al ribasso i propri investimenti in Asia e riportandoli negli Stati Uniti mentre noi ricostruiamo la produzione qui."
"X" resta abbastanza affezionato alla strategia di Henry Ford negli affari: e questo gli dà lo spunto per trattare il tema cruciale: la difesa nazionale. Secondo "X", "Ford raddoppiò gli stipendi, lui pagava e faceva più soldi di tutti gli altri produttori. La ragione era che un salario grazie al quale una madre potesse avere tanti bambini con il solo guadagno del proprio coniuge fosse psicologicamente un bene per la produttività nelle sue fabbriche di auto, e che i suoi operai si potevano permettere le sue macchine. Riconosceva pertanto che in una società ci debba essere una giusta distribuzione della ricchezza, cosa che il suo ammiratore Steve Jobs non concepiva.
La produzione di massa di Henry fu la meraviglia del mondo, e fu questo il fattore che fece vincere la Seconda Guerra Mondiale agli Stati Uniti. Amazon non contribuisce in alcun modo alla difesa nazionale, essendo semplicemente un servizio internazionale di marketing basato su programmi computerizzati, né lo fa Google, che si limita semplicemente ad una migliore riorganizzazione dei dati. Nulla di tutto ciò costruisce un missile o un sottomarino migliore, se non in modo marginale."
È il Pentagono, stupido
Quindi sì, tutto questo ha a che fare con la riorganizzazione delle forze armate statunitensi. "X" ha affermato di riferirsi a un report CNAS [in inglese] che avevo citato nel mio articolo iniziale: "È di grande importanza per quello che si può scorgere tra le righe. E cioè che siamo in grossi guai, essendo tecnologicamente indietro alla Russia di generazioni in termini di armamenti, il che fa seguito alla citazione di Brzezinski secondo cui non siamo più una Potenza Globale."
Questa è un'approfondita e ampia analisi su come la Russia sia riuscita ad organizzare le migliori forze armate del mondo. E questo non tiene in considerazione il sistema di difesa missilistica S-500, che è sul punto di essere messo in opera, e che ragionevolmente è in grado di sigillare l'intero spazio aereo russo. E la generazione successiva — S-600?— sarà ancora più potente.
"X" non si avventura nel territorio tabù dello Stato Profondo, riguardo a come la Russia, nel corso degli ultimi dieci anni sia riuscita a balzare di gran lunga avanti agli USA, "eclissandola come potenza militarmente più forte". Ma la partita potrebbe essere tutt'altro che conclusa — pio desiderio o altro che sia: "Speriamo che il Segretario alla Difesa James Mattis lo capirà, e che il Vice Segretario alla Difesa abbia avanzate capacità tecnologiche, abilità organizzativa e la lungimiranza di capire che le armi della Terza Guerra Mondiale sono i missili, offensivi e difensivi, e i sottomarini, non l'aeronautica, i carrarmati e le portaerei."
Un "X" realista ammette che lo status quo dei neoconservatori/neo-liberal-conservatori guerrafondai — rappresentato nella maggior parte delle fazioni dello Stato Profondo Americano — non abbandonerà mai la sua predefinita posa di irremissibile ostilità verso la Russia. Ma preferisce concentrarsi sul cambiamento: "Lasciamo che Tillerson riorganizzi il Dipartimento di Stato secondo le efficienze della Exxon. Potrebbe essere di qualche utilità in questo. Lui e Mattis possono anche essere degli smidollati, ma se dici la verità al Senato, potresti non essere confermato. Quindi quello che dicono non significa nulla. Ma fai attenzione a questo fatto riguardo alla Libia, la CIA aveva l'obiettivo di spingere la Cina fuori dall'Africa, e lo stesso obiettivo ce l'ha l'AFRICOM. Questo era uno dei segreti del nostro intervento in Libia."
Non che abbia funzionato; NATO/AFRICOM hanno ridotto la Libia in un deserto dominato dalle milizie, e la Cina non è stata ancora mandata via dal resto dell'Africa.
"X" ammette anche: "La Siria e l'Iran sono le linee rosse per la Russia. E lo stesso vale per l'Ucraina ad est del Dnepr." È assolutamente consapevole del fatto che Mosca non permetterà alcun tentativo di cambio di regime contro Teheran. E sa anche che gli investimenti cinesi nel petrolio e nel gas iraniano implicano che la Cina non permetterà a Washington di rovesciare il governo iraniano."
Il gioco si fa veramente duro quando si parla di NATO; "X" è convinto che la Russia "invaderà la Romania e la Polonia se quei missili non vengono portati via dalla Romania e non viene rescisso l'impegno dei missili in Polonia. La questione non riguarda gli inutili missili che difenderebbero gli Stati Uniti, ma la loro sostituibilità con missili nucleari negli stessi silos. La Russia non tollererà questo rischio. Questo non sarà materia di negoziati."
In contrasto alla continua propaganda sulla "minaccia perpetua" da parte del Partito della Guerra statunitense, Mosca si concentra sui fatti reali sul campo sin dagli anni ‘novanta; la demolizione della Serbia, lo storico alleato slavo; le nazioni del Patto di Varsavia e perfino alcune ex repubbliche sovietiche annesse dalla NATO, per non parlare dei tentativi di includervi anche Georgia ed Ucraina; il sostegno USA alle rivoluzioni colorate; il fiasco di "Assad se ne deve andare", riguardo al regime change imposto alla Siria che ha comportato la fornitura di armi ai jihadisti salafiti; le sanzioni economiche, una guerra sui prezzi del petrolio e le speculazioni contro il rublo; e le interminabili provocazioni della NATO.
"X" conosce tutti i fatti, e aggiunge, "la Russia ha sempre volute la pace. Ma non giocherà mai una partita coi Padroni dell'Universo in cui vige lo stratagemma di Trump buono e il Congresso, la CIA, ecc. sono i cattivi. È così che la vedono. Ed essi non considerano tutto questo circo come qualcosa di reale."
Questo circo potrebbe essere solo un'illusione. O il wayang — il teatro delle marionette balinese — come suggerivo. "X" formula un'interpretazione fresca del gioco di ombre che si para di fronte a Mosca, che lascerebbe "alcuni mesi per vedere se Putin può arrivare ad un distensione con Trump, che essenzialmente crei un'Ucraina orientale autonoma, un trattato di pace in Siria con Assad in carica, e un ritiro delle forze della NATO sulle stesse linee di difesa dei tempi di Ronald Reagan."
Chi prevarrà, i Padroni o lo Stato Profondo? Preparatevi all'impatto.

Fonte: qui

lunedì 29 agosto 2016

BRZEZINSKI RINUNCIA ALL’IMPERO AMERICANO

Counterpunch commenta un recente articolo di Zbigniew Brzezinski, noto politologo e geostratega americano, consigliere sotto diverse amministrazioni, famoso per aver teorizzato nel 1997 la strategia (successivamente adottata) per consolidare la supremazia “imperiale” degli USA nella prima metà del XXI secolo – strategia di cui la Clinton è una delle principali promotrici.

In questo articolo, Brzezinski fa un’inversione a U: gli USA non sono più una superpotenza, sostiene, si sta formando una vasta coalizione anti-americana e perseguire il progetto originale nelle mutate condizioni potrebbe portare caos e guerra in tutto il globo. Meglio collaborare con Russia e Cina e cercare di preservare la leadership americana.

Una svolta letteralmente storica nell’indirizzo geostrategico di una parte dell’establishment americano, che prospetticamente lascia Hillary Clinton sola ad inseguire un progetto imperiale sconfessato dal suo stesso ideatore.

di Mike Whitney, 25 agosto 2016

L’architetto principale del piano di Washington per governare il mondo ha abbandonato il progetto e ha richiesto la creazione di legami con la Russia e la Cina.

Anche se l’articolo di Zbigniew Brzezinski su The American Interest dal titolo “Towards a Global Realignment” [“Verso un riallineamento globale”, ndT] è stato ampiamente ignorato dai media, esso dimostra che membri potenti dell’establishment decisionale non credono più che Washington prevarrà nel suo tentativo di estendere l’egemonia degli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente e in Asia. Brzezinski, che è stato il principale fautore di questa idea e che ha redatto il progetto per l’espansione imperiale nel suo libro del 1997 “La Grande Scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici“, ha fatto dietro-front e ha richiesto una incredibile revisione strategica. Ecco un estratto dal l’articolo del AI:

“Mentre finisce la loro epoca di dominio globale, gli Stati Uniti devono prendere l’iniziativa per riallineare l’architettura del potere globale.

Cinque verità fondamentali per quanto riguarda l’emergente ridistribuzione del potere globale e il violento risveglio politico in Medio Oriente stanno segnalando l’arrivo di un nuovo riallineamento globale.

La prima di queste verità è che gli Stati Uniti sono ancora l’entità politicamente, economicamente e militarmente più potente del mondo, ma, dati i complessi cambiamenti geopolitici negli equilibri regionali, non sono più la potenza imperiale globale.” (Towards a Global Realignment, Zbigniew Brzezinski, The American Interest)

Ripetete: gli Stati Uniti “non sono più la potenza imperiale globale”.

Confrontate questo giudizio con quello che Brzezinski ha dato anni prima, ne La Grande Scacchiera, quando affermava che gli Stati Uniti erano “il massimo potere a livello mondiale.”

“… L’ultimo decennio del ventesimo secolo è stato testimone di uno spostamento tettonico nelle relazioni internazionali. Per la prima volta in assoluto, una potenza non eurasiatica è emersa non solo come giudice chiave delle relazioni di potere eurasiatiche, ma anche come il massimo potere a livello mondiale. La sconfitta e il crollo dell’Unione Sovietica sono state il passo finale nella rapida ascesa di una potenza dell’emisfero occidentale, gli Stati Uniti, come l’unica e, in effetti, la prima potenza veramente globale” (“La Grande Scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici”, Zbigniew Brzezinski, Il Saggiatore, 1997, p. xiii)

Qui altro ancora dall’articolo del AI:

“Il fatto è che non c’è mai stata una vera e propria potenza “dominante” globale fino alla comparsa dell’America sulla scena mondiale… La nuova, determinante realtà globale è stata la comparsa sulla scena mondiale dell’America come giocatore allo stesso tempo più ricco e militarmente più potente. Durante l’ultima parte del 20° secolo nessuna altra potenza gli si è nemmeno avvicinata. Quell’epoca sta ormai per finire.” (AI)

Ma perché “quell’epoca sta ormai per finire”?

Che cosa è cambiato dal 1997, quando Brzezinski si riferiva agli Stati Uniti come il “massimo potere a livello mondiale”?

Brzezinski indica l’ascesa della Russia e della Cina, la debolezza dell’Europa e il “violento risveglio politico tra i musulmani post-coloniali”, come le cause approssimative di questa improvvisa inversione. I suoi commenti sull’Islam sono particolarmente istruttivi in quanto egli fornisce una spiegazione razionale per il terrorismo, invece dell’aria fritta governativa sull'”odiare le nostre libertà”. A suo merito, Brzezinski vede lo scoppio del terrore come lo “sgorgare di lamentele storiche” (da un “senso di ingiustizia profondamente sentito”), non come la violenza cieca di psicopatici fanatici.

Naturalmente, in un breve articolo di 1.500 parole, Brzezniski non può coprire tutte le sfide (o minacce) che gli Stati Uniti potrebbero affrontare in futuro.
Ma è chiaro che quello che più lo preoccupa è il rafforzamento dei legami economici, politici e militari tra la Russia, la Cina, l’Iran, la Turchia e gli altri Stati dell’Asia centrale. Questa è la sua principale area di preoccupazione; infatti, ha anche anticipato questo problema nel 1997, quando scrisse La Grande Scacchiera. Ecco cosa disse:

“D’ora in poi, gli Stati Uniti potrebbero dover stabilire come far fronte a coalizioni regionali che cercano di spingere l’America fuori dall’Eurasia, minacciando in tal modo lo status degli Stati Uniti come potenza mondiale” (P.55)

“… Per dirla in una terminologia che richiama l’età più brutale degli antichi imperi, i tre grandi imperativi della geostrategia imperiale sono di prevenire la collusione e mantenere la dipendenza sulla difesa tra i vassalli, tenere i tributari docili e protetti, e impedire che i barbari si uniscano”(p.40)

“… prevenire la collusione… tra i vassalli”. Questo dice tutto, non è vero?

La politica estera sconsiderata dell’amministrazione Obama, in particolare il rovesciamento dei governi in Libia e in Ucraina, ha notevolmente accelerato la velocità con cui si sono formate queste coalizioni anti-americane.

In altre parole, i nemici di Washington sono apparsi in risposta al comportamento di Washington. Obama può biasimare solo se stesso.

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha risposto alla crescente minaccia di instabilità regionale e al posizionamento delle forze NATO ai confini della Russia, rafforzando le alleanze con i paesi perimetrali della Russia e in tutto il Medio Oriente. Allo stesso tempo, Putin e i suoi colleghi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno istituito un sistema bancario alternativo (BRICS Bank e AIIB) che finirà per sfidare il sistema dominato dal dollaro, che è la fonte del potere globale degli Stati Uniti.

È per questo che Brzezinski ha fatto una rapida svolta a U e ha abbandonato il piano egemonico degli Stati Uniti; è perché egli è preoccupato per i pericoli di un sistema non basato sul dollaro che sta nascendo tra i paesi emergenti e i non allineati, che dovrebbe sostituire l’oligopolio della Banca Centrale occidentale.

Se ciò accadrà, allora gli Stati Uniti perderanno la loro morsa sull’economia globale e il sistema di estorsione nel quale biglietti verdi buoni per incartare il pesce vengono scambiati per beni e servizi di valore sarà giunto al termine.

Purtroppo, è improbabile che l’approccio più cauto di Brzezinski sarà seguito dal candidato presidenziale favorito Hillary Clinton, che è una convinta sostenitrice dell’espansione imperiale attraverso la forza delle armi.

E’ stata la Clinton che per prima ha introdotto la parola “pivot” [perno, ndT] nel lessico strategico in un discorso che ha tenuto nel 2010 dal titolo “America’s Pacific Century” [Il secolo pacifico dell’America, ndT]. Ecco un estratto dal discorso che è apparso sulla rivista Foreign Policy:

“Mentre la guerra in Iraq si esaurisce e l’America comincia a ritirare le sue forze dall’Afghanistan, gli Stati Uniti si trovano ad un punto di svolta. Negli ultimi 10 anni, abbiamo stanziato risorse immense in questi due teatri.

Nei prossimi 10 anni, dobbiamo essere intelligenti e sistematici su dove investiremo tempo ed energia, in modo da metterci nella posizione migliore per sostenere la nostra leadership, garantire i nostri interessi, e far avanzare i nostri valori. Uno dei compiti più importanti della politica americana nel prossimo decennio sarà quello di tenere al sicuro gli investimenti – diplomatici, economici, strategici, e di altro tipo – sostanzialmente aumentati nella regione Asia-Pacifico …

Sfruttare la crescita e il dinamismo dell’Asia è centrale per gli interessi economici e strategici americani ed è una delle principali priorità per il presidente Obama. L’apertura dei mercati in Asia fornisce agli Stati Uniti opportunità senza precedenti per gli investimenti, il commercio, e l’accesso alla tecnologia d’avanguardia… le aziende americane (devono) sfruttare la vasta e crescente base di consumatori dell’Asia…

La regione genera già oltre la metà della produzione mondiale e quasi la metà del commercio mondiale. Mentre ci sforziamo di soddisfare l’obiettivo del presidente Obama di raddoppiare le esportazioni entro il 2015, siamo alla ricerca di opportunità per fare ancora più affari in Asia … e delle nostre opportunità di investimento nei dinamici mercati dell’Asia. ”

(“America’s Pacific Century”, il segretario di Stato Hillary Clinton, Foreign Policy Magazine, 2011)
Confrontate il discorso della Clinton coi commenti fatti da Brzezinski ne “La Grande Scacchiera” 14 anni prima:

“Per l’America, il premio geopolitico principale è l’Eurasia … (p.30) … l’Eurasia è il più grande continente del globo ed è l’asse geopolitico. Una potenza che domini l’Eurasia controllerebbe due delle tre regioni più avanzate ed economicamente produttive del mondo. … 

Circa il 75 per cento della popolazione mondiale vive nell’Eurasia, e la maggior parte della ricchezza fisica del mondo sta lì, sia nelle sue imprese che sotto il suolo. L’Eurasia conta per il 60 per cento del PIL mondiale e circa tre quarti delle risorse energetiche conosciute al mondo”. (p.31)

Gli obiettivi strategici sono identici, l’unica differenza è che Brzezinski ha fatto una correzione di rotta sulla base di circostanze mutevoli e della crescente resistenza al bullismo, al dominio e alle sanzioni statunitensi. Non abbiamo ancora raggiunto il punto di svolta per il primato degli Stati Uniti, ma quel giorno si sta avvicinando velocemente e Brzezinski lo sa.

Al contrario, la Clinton è ancora completamente impegnata ad ampliare l’egemonia degli Stati Uniti in tutta l’Asia. Non capisce i rischi che ciò comporta per il paese o per il mondo. E’ intenzionata a continuare con gli interventi fino a quando il titano combattente Stati Uniti si immobilizzerà di colpo, cosa che, a giudicare dalla sua retorica iperbolica, accadrà probabilmente dopo un po’ di tempo durante il suo primo mandato.

Brzezinski presenta un piano razionale ma opportunista per fare marcia indietro, ridurre al minimo i conflitti futuri, evitare una conflagrazione nucleare e mantenere l’ordine globale (cioè il “sistema del dollaro”).

Ma la sanguinaria Hillary seguirà il suo consiglio?
Fonte: qui