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sabato 22 aprile 2017

LA FEDELI SI COMPLIMENTA CON UN RAGAZZO CHE DICE ‘TROPPA MESOPOTAMIA, STUDIAMO LA SIRIA CONTEMPORANEA’


LUCIANO CANFORA: ‘È MINISTRO DA POCO TEMPO, IO LE DICO SOLO: NON BUTTIAMO A MARE I SUMERI. SENZA CONOSCERE IL PASSATO NON SI PUÒ CAPIRE IL PRESENTE’

1. LA MINISTRA RAGAZZINA
Mattia Feltri per ‘la Stampa

VALERIA FEDELIVALERIA FEDELI
«A scuola studiamo gli assiri e i babilonesi e poi accendiamo la tv e ci accorgiamo di non sapere nulla di quello che succede in Siria o in Medio Oriente». Lo ha detto Bernard Dika, presidente del parlamento degli studenti di Toscana, al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli.

Dika è molto stupito (come lo eravamo noi a nostri tempi) che i programmi di storia si fermino alla Seconda guerra mondiale, di modo che ai ragazzi è impedito di comprendere i fatti della contemporaneità. Un ministro avrebbe chiarito a Dika che la scuola non spiega ai ragazzi la contemporaneità (quello lo fanno tv e giornali, e se non ci si fida di tv e giornali ci sono approfondimenti a migliaia su Internet, o addirittura nelle biblioteche e nelle librerie) ma piuttosto gli dà le basi necessarie per comprenderla.

La scuola non informa, istruisce. Quindi meno babilonesi e più attualità è una sciocchezza, perché se non si studiano i babilonesi non si capisce il Medio Oriente di oggi, se non si studia Odino non si capiscono nazismo e razzismo, se non si studia Pericle non si capiscono i fondamenti della democrazia, se non si studia Giustiniano non si capisce il diritto come scienza umana dell’Occidente.

Questo avrebbe detto un ministro, e non importa se senza laurea, purché con un’idea del proprio ruolo. Invece Fedeli si è molto complimentata con Dika e ha promesso di interessarsi alla modifica dei programmi: meno babilonesi e più attualità. È che un ragazzo ha il diritto di essere un ragazzo, mentre un ministro ha il dovere di essere un ministro.


2. "CARA MINISTRA NON BUTTIAMO A MARE I SUMERI"
Elisabetta Pagani per la Stampa
VALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMAVALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMA

La storia insegnata a scuola si ferma spesso poco più in là del Secondo conflitto mondiale, arrivando al massimo a lambire la Guerra Fredda. Gli studenti, ciclicamente, se ne lamentano: troppa attenzione sul passato, col risultato di escludere la contemporaneità e rendere difficile la comprensione del presente.

Come raccontava ieri il Buongiorno di Mattia Feltri, all' appello di Bernard Dika, liceale pistoiese presidente del «parlamento degli studenti di Toscana», che ha chiesto al governo di intervenire perché «nell' ordinamento scolastico si colmi questo gap in storia», la ministra dell' Istruzione Valeria Fedeli ha risposto complimentandosi «per la determinazione» e aprendo a un' eventuale revisione dei programmi.

Luciano CanforaLUCIANO CANFORA
Limitare - non cancellare - lo studio degli Assiri, come auspica lo studente, per dare spazio alla seconda metà del Novecento e a quello che succede da quelle parti oggi, la guerra in Siria? «È una contestazione che si sentiva già nel '68», premette Luciano Canfora, filologo classico e storico antichista, con un occhio sempre vigile sulle vicende del presente, «e per citare un personaggio molto caro a quell' epoca, il presidente Mao, rispondo che la storia non si può tagliare a pezzi, non si può mutilare».

«A scuola studiamo i Babilonesi e poi accendiamo la televisione e ci accorgiamo di non sapere nulla di quello che accade in Medio Oriente» è la preoccupazione dello studente.
« Non è vero che si dedica troppo spazio, se non alle elementari, allo studio della storia antica. E poi trovo profondamente sbagliato, sintomo di una visione molto eurocentrica, il disinteresse per il mondo antico orientale. Conoscere gli antichi imperi di Cina, India e Mesopotamia non è esotismo, ci aiuta a capire che il mondo è grandissimo e non c' è solo la storia patria. La scuola deve insegnare la storia universale».

Se la storia funziona secondo un meccanismo di causa ed effetto, cosa non capiremmo oggi senza conoscere il passato?
«Moltissimo. Senza l' Illuminismo non capiremmo come si è arrivati alla Rivoluzione francese, con tutto quello che ne è derivato. Non capiremmo l' imperialismo moderno, soprattutto britannico, che ha il suo antecedente nella struttura provinciale dell' impero romano. Né l' impero americano, che tuttora esiste e consiste nel fatto di tenere legati ideologicamente, con le buone o le cattive, altri Paesi: come succedeva nel sistema ateniese. E lo stesso discorso vale per i grandi imperi dell' area mesopotamica».

Ma questo tipo di formazione dà ai giovani gli strumenti per capire il presente?
«È una forma di avvicinamento alla comprensione dell' attualità, le chiavi del presente non le ha nemmeno il Padre Eterno. La conoscenza non si limita a una somma di informazioni. L' idea utilitaristica della cultura è improduttiva. Se così fosse, visto che la lingua per comunicare a livello internazionale è ormai l' inglese, dovremmo buttare a mare il tedesco, o l' italiano. La vera lacuna, nelle nostre scuole, è quella del diritto, dello studio della Costituzione».

Se la ministra rivedesse i programmi condensando il passato per dare più spazio all' oggi?
palmira al colosseo 5PALMIRA AL COLOSSEO 
« È ministra da poco tempo. Io le dico solo: non buttiamo a mare i Sumeri».

Per l' attualità bisogna rivolgersi ai mezzi di informazione?
«Non c' è contrapposizione tra la scuola e la televisione, i giornali o Internet, sono canali che possono interagire». Ma a scuola gli studenti da decenni si sono dovuti accontentare di arrivare solo alla Seconda guerra mondiale, o poco più in là. «I lamenti dei ragazzi sono dettati dalla voglia di conoscere, e da questo punto di vista sono encomiabili, però non bisogna dimenticare che non è del tutto vero. Fino al '68 si arrivava alla Prima guerra mondiale, oggi i manuali sono ben fatti, coprono tutto il '900, sta ai professori scandire il programma nel modo giusto per concluderlo».

Quasi nessuno ci riesce.
« Si perde tempo in assemblee e gite non sempre utili. E comunque io ho sempre sostenuto, piuttosto isolatamente, che l' unica soluzione è aggiungere un anno alle scuole superiori e farne sei. Invece la linea prevalente è quella di adeguarsi agli altri Paesi europei e finire un anno prima, ma è una forma di incultura».

Già così, però, arriviamo nel mondo del lavoro in ritardo rispetto al resto d' Europa.
«Se ci fosse un mercato del lavoro assetato avrebbe senso accorciare i tempi, ma non è così. Il vero ostacolo sono i costi: la spesa che lo Stato destina all' istruzione è la Cenerentola nel budget generale».

Fonte: qui

mercoledì 15 marzo 2017

LA SAPIENZA DA’ IL BENVENUTO ALLA MINISTRA SENZA LAUREA

VALERIA FEDELI CONTESTATA ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA, UN GRUPPETTO DI PRECARI IRROMPE IN UN CONVEGNO


SAPIENZA FEDELISAPIENZA FEDELI
Disordini e brevi tafferugli tra un gruppo di studenti e le forze dell'ordine alla Sapienza dove è in corso il convegno "Dopo la riforma: università italiana, università europea?", promosso dall'associazione Treelle alla presenza della ministra dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Prevista anche la presenza dell'ex ministro Maria Stella Gelmini.

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Mentre nella facoltà di Lettere era in corso il convegno, gli studenti, giunti in corteo con striscioni e fumogeni, hanno chiesto di poter entrare. Bloccati dalle forze dell'ordine, hanno cercato di violare la barriera dando vita a brevi tafferugli. La questura ha comunicato che quaranta persone sono state identificate e, vagliate le loro posizioni, anche grazie alla immagini riprese dalla polizia scientifica, saranno denunciati all'autorità giudiziaria.
VALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMAVALERIA FEDELI CARTELLONI IN GIRO PER ROMA

Cinque giovani sono riusciti a entrare, hanno interrotto il convegno e, dopo aver preso la parola al posto dell'oratore, hanno duramente contestato il ministro Valeria Fedeli. "Voi avete organizzato questo convegno in questo luogo senza avvisare gli studenti. Avete invitato il ministro Gelmini (non ancora presente, ndr) qui dentro", ha detto ad alta voce una ragazza del gruppetto criticando allo stesso tempo le politiche degli ultimi anni per quanto riguarda l'università.

SAPIENZA FEDELI2SAPIENZA FEDELI
La ministra si è quindi difesa affermando: "C'è un convegno in corso. Se mi chiedete un incontro sui precari, lo facciamo. Prendete un appuntamento e venite al ministero". Essendo però immediatamente interrotta da questi giovani, che hanno replicato dicendo che "oggi possiamo confrontarci tutti", Fedeli ha risposto con fermezza: "Lei però viene all'università per studiare, non per aggredire". I giovani si sono quindi calmati e l'oratore ha ripreso il suo intervento.
PIERLUIGI BERSANI VALERIA FEDELIPIERLUIGI BERSANI VALERIA FEDELI

"Sono sempre disponibile al confronto come ho dimostrato anche oggi chiedendo al gruppo di ricercatrici e ricercatori, studentesse e studenti presenti al convegno di intervenire per spiegare i motivi della loro contestazione. Ma aggiungo che non è mai con la violenza o con i tentativi di sopraffazione che si difende il diritto allo studio o che si possono presentare proposte per cambiare l'Università", ha spiegato la ministra dopo i disordini.
SAPIENZA FEDELI3SAPIENZA FEDELI

Gli studenti hanno intonato cori "Fuori i padroni dall'università" e lanciato uova contro le forze dell'ordine. Un gruppo di ragazzi ha provato poi ad accedere all'edificio attraverso un altro ingresso ma è stato bloccati dalle forze dell'ordine.
SAPIENZA FEDELI4SAPIENZA FEDELI

Dopo i momenti di tensione e tafferugli con le forze dell'ordine davanti alla facoltà di Lettere gli studenti hanno sfilato in corteo nei viali dell'ateneo e tra i cartelli e striscioni anche quello con su scritto "Da Berlinguer a Gelmini, Fedeli alla linea: distruggere scuola e Università" e anche "Fuori dalla Sapienza chi ha distrutto l'Università".

Giunti a lato dalla facoltà di Lettere, i manifestanti si sono imbattuti in una nuova barriera delle forze dell'ordine, che impediva loro di accedere al convegno. Gli studenti hanno protestato con fumogeni e cori, chiedendo che i poliziotti lasciassero l'ateneo. Scongiurato lo scontro anche se, quattro agenti, sono rimasti contusi durante i disordini.

14 Marzo 2017

Fonte: qui