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martedì 8 gennaio 2019

VUOI LA LIQUIDAZIONE? TE LA FINANZI DA SOLO

GLI STATALI CHE VANNO IN PENSIONE CON QUOTA 100 POTRANNO FARSI ANTICIPARE IL TFR DA UNA BANCA, MA GLI INTERESSI SARANNO A LORO CARICO 

IL GOVERNO LAVORA A UN ACCORDO QUADRO CON ABI E ANIA: VUOLE METTERE UN TETTO AL TASSO DI INTERESSE, CHE SI DOVREBBE AGGIRARE INTORNO A…

Rosario Dimito per ''Il Messaggero''

pensionati in piazza contro la manovra 4PENSIONATI IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA
Serve un accordo quadro complessivo tra ministeri e banche per regolare l' erogazione anticipata del trattamento di fine servizio (Tfs). Non bastano gli accordi bilaterali tra singole amministrazioni pubbliche e singoli istituti. Ecco che dal negoziato in pieno svolgimento tra Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, e i vertici Abi, sarebbe spuntata la necessità di procedere a qualche ritocco della bozza del decreto su Quota 100.

MISURA GENERALISTA
In particolare una modifica del punto 2 dell' articolo 23 dove, nella stesura attuale, si fa riferimento alla stipula di convenzioni tra i vari enti della pubblica amministrazione e le varie banche. Dagli ultimi colloqui fra le parti si sarebbe appurato che trattandosi di misure con carattere di generalità non si può demandare ad accordi singoli che potrebbero pertanto differire tra loro creando ulteriore disagio, più di quanto ne abbia già provocato la prospettiva di non poter incassare subito la liquidazione con l' uscita dal lavoro.
 
E' confermato, come ha spiegato anche Durigon in un' intervista a Il Messaggero, che i lavoratori in uscita con Quota 100 potranno beneficiare di un prestito messo a disposizione dalle banche. Non è detto però che il tasso di interesse sia integralmente a carico dei beneficiari.

Di sicuro accordi bilaterali tra comuni, regioni, ministeri e singoli istituti di credito non sarebbero efficienti. Trattandosi di un intervento generale, Durigon e i vertici dell' Abi stanno stendendo la bozza di una convenzione complessiva. Dovrà essere sottoscritta dai ministeri dell' Economia, del Lavoro, della Pa con l' Associazione bancaria per identificare un prodotto standardizzato: una modalità omogenea in tutta Italia e per tutte le tipologie di dipendenti pubblici.

CHI NE FA PARTE
In più il Mef, con la Ragioneria generale dello Stato e l' Inps, sta conducendo una valutazione sui requisiti minimi per l' accesso al finanziamento di Quota 100. E' necessario infatti individuare la platea complessiva di coloro che potrebbero lasciare e le ipotesi di eventuali utilizzi dell' anticipo bancario.
pensioniPENSIONI

Quanto al tasso di interesse, è naturalmente ancora fluido come non è scontato che questo tasso, inizialmente a carico del lavoratore in uscita, alla fine lo sopporti soltanto lui.
La proposta iniziale del governo di fissare un tetto massimo all' 1% deve essere commisurata con varie componenti dell' operazione.

Una di queste è la durata del finanziamento che potrebbe oscillare tra 2 e 6 anni e l' altra è l' ammontare complessivo del Tfs, a sua volta strettamente correlato al numero dei beneficiari di Quota 100 ma anche a quanto ciascuno potrebbe ricevere: se un dipendente, infatti, dovesse avere titolo per un Tfs di 60 mila euro, potrebbe richiederne una parte per soddisfare alcune esigenze economiche impellenti di famiglia mentre per incassare la parte residua, attendere la conclusione dell' iter ordinario.

durigon salviniDURIGON SALVINI
C' è da dire che l' accordo quadro rappresenta la cornice entro la quale poi i singoli istituti devono inserirsi, recependo o meno gli accordi.
Tale accordo quadro su Quota 100 dovrebbe ricalcare i due analoghi accordi stipulati tra Abi, Ania, Ministero dell' Economia e ministero del Lavoro per l' anticipo pensionistico.

Fonte: qui

venerdì 4 gennaio 2019

QUOTA 100 PER GLI STATALI? LA LIQUIDAZIONE POTRÀ ESSERE CONGELATA FINO A OTTO ANNI.

CHI ANTICIPA LA PENSIONE NON VEDRÀ IL TFR PER MOLTO TEMPO, VISTO CHE LO STATO NON AVEVA I SOLDI PER PAGARLO. PER IL PUBBLICO IMPIEGO LA PRIMA FINESTRA DI USCITA SARÀ A LUGLIO 

NEL DECRETO È STATO INSERITO L'AZZERAMENTO DEI VERTICI DELL'INPS E DELL'INAIL

Andrea Bassi per ''Il Messaggero''

pensionati cantieriPENSIONATI CANTIERI
Per gli statali che lasceranno in anticipo il lavoro utilizzando lo scivolo di Quota 100, la buonuscita verrà pagata soltanto al momento in cui matureranno i requisiti previsti dalla legge Fornero, ossia una volta raggiunti i 67 anni. È una delle norme inserite nel decreto legge per la riforma delle pensioni e per il reddito di cittadinanza che il governo approverà probabilmente in consiglio dei ministri il prossimo 14 gennaio. Quello del trattamento di fine servizio (Tfs) e di fine rapporto (Tfr) degli statali, era uno dei nodi più complessi da sciogliere.

Pagare immediatamente le liquidazioni ai dipendenti pubblici avrebbe avuto un costo proibitivo per le casse dello Stato, oltre 7 miliardi di euro, che andrebbero sommati ai 21 miliardi che già costa in tre anni la misura. Il pagamento, dunque, sarà posticipato. Un ritardo che nei casi più estremi potrebbe arrivare anche fino a otto anni.

LA REGOLA
La regola infatti sarà questa: la liquidazione potrà essere incassata solo nel momento in cui saranno maturati i requisiti previsti dalla normativa Fornero, ossia 67 anni di età, o 42 anni e 10 mesi di anzianità contributiva. Il decreto prevede però, che rimangano in vigore anche le regole di liquidazione attuali della buonuscita. Oggi il Tfr e il Tfs vengono liquidati solo fino a 50 mila euro, mentre se l' importo supera i 50 mila euro, ma è inferiore a 100 mila euro, viene liquidato in due rate annuali (con un ritardo quindi di 12 mesi); se l' importo supera i 100 mila euro, le rate annuali diventano tre.

Insomma, se un dipendente pubblico lasciasse il lavoro a 62 anni di età avendo versato 38 anni di contributi (come previsto da Quota 100), e avesse maturato una liquidazione superiore a 100 mila euro, per avere l' intera cifra dovrebbe aspettare i 70 anni. Il governo sarebbe consapevole di questo problema e starebbe contrattando con l' Abi la possibilità di un anticipo bancario per permettere agli statali di ottenere in tempi più brevi la liquidazione.

Anche il nodo della finestra di uscita per i dipendenti pubblici sarebbe stato definitivamente risolto. Le prime uscite avverranno a luglio, mentre per i dipendenti privati lo scivolo inizierà a funzionare da aprile. Confermato anche il congelamento per il pensionamento con l' anzianità contributiva. Rimarrà fissata a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Siccome lo scatto è già entrato in vigore il primo gennaio, il decreto prevede che la nuova regola venga applicata retroattivamente. Stesso discorso per Opzione Donna, la possibilità di andare in pensione con 35 anni di contributi e 58 di età accettando il calcolo contributivo (e dunque un taglio dell' assegno) della pensione. Rinnovata anche l' Ape sociale, il meccanismo ideato dal precedente governo per permettere il pensionamento anticipato attraverso un prestito pensionistico a carico dello Stato a categorie svantaggiate di soggetti.

LE CONFERME

Per il resto il decreto conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia. Il pensionamento potrà essere anticipato anche di altri tre anni grazie ai fondi bilaterali delle imprese, le quali però, potranno avere accesso a questo ulteriore scivolo per i dipendenti solo se assicureranno un certo numero di nuove assunzioni. La bozza conferma anche che il prepensionamento attraverso Quota 100 sarà sperimentale e avrà una durata di tre anni. Poi, a bocce ferme, si tornerà alle regole della Fornero, a meno che il governo non riesca a mantenere la promessa di introdurre una regola generale di pensionamento con 41 anni di contributi versati.

L' AZZERAMENTO
Nel testo, poi, è stato inserito l' azzeramento dei vertici dell' Inps e dell' Inail. La misura cancella dieci anni di gestione semicommissariale e reintroduce il consiglio di amministrazione. Il riordino avrà come effetto collaterale quello di azzerare gli attuali vertici dei due enti, il presidente dell' Inps Tito Boeri, particolarmente inviso alla Lega per le sue continue bocciature delle modifiche alla Fornero, e il presidente dell' Inail Massimo De Felice.

La nuova governance prevede un consiglio di amministrazione composto da quattro consiglieri e dal presidente. Sarà nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell' economia e delle finanze.

Fonte: qui