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martedì 21 gennaio 2020

LA FEDERAZIONE MONDIALE DI ATLETICA ENTRO LA FINE DI GENNAIO POTREBBE BANDIRE LE NIKE “ZOOMX VAPORFLY NEXT%” CHE GRAZIE A UNA FIBRA DI CARBONIO FANNO ANDARE PIÙ VELOCI I CORRIDORI CON UNO SFORZO MINORE

IL PRECEDENTE DEI COSTUMONI PER IL NUOTO STUDIATI DALLA NASA E LA TUTA “ANDY”



Cesare Monetti per “Avvenire”

atleti con le nike vaporfly nextATLETI CON LE NIKE VAPORFLY NEXT
Non di solo doping nei muscoli è pronto l' uomo a barare pur di vincere. Epo, ormone della crescita, testosterone, cortisonici sono solo una parte, di sicuro la più sporca e meno etica, di quello che si può brutalmente fare per soddisfare la fame di vittoria. La tecnologia però avanza in ogni campo, anche sui gesti e sui materiali sportivi, vivendo sul sottile confine tra lecito ed illecito, al limite dei regolamenti che sono senz' altro sempre un passo indietro rispetto alle aziende sportive che credono fortemente e investono milioni di dollari nella ricerca scientifica per aiutare e supportare i grandi atleti.

brigid kosgei con le nike vaporfly nextBRIGID KOSGEI CON LE NIKE VAPORFLY NEXT
Che poi, a cascata, significa arrivare a far usare i materiali di ultima generazione anche al popolo degli amatori, alla massa, a coloro che ammirano i campioni e ne copiano le gesta. Un po' come la tecnologia delle Formula 1 che poi dopo qualche anno ci ritroviamo sulle nostre auto. In atletica scoppia in questi giorni il caso delle calzature Nike utilizzate dai più forti maratoneti internazionali. Loro le usano, vincono medaglie e fanno record, centinaia di migliaia di podisti le usano poi in tutto il mondo creando un immenso business.

eliud kipchoge con le nike vaporfly nextELIUD KIPCHOGE CON LE NIKE VAPORFLY NEXT










Il problema però è che le calzature di ultima generazione della mitica azienda americana, il modello ZoomX VaporflyNEXT%, garantisce un ritorno di energia ad ogni passo che pare sia fuori misura. All' interno della suola vi è un' arma segreta, una piastra in fibra di carbonio lunga tutta la scarpa che offre la massima propulsione per aiutare ad aumentare il passo.

costumone speedo studiato in collaborazione con la nasa 2COSTUMONE SPEEDO STUDIATO IN COLLABORAZIONE CON LA NASA
Le molle, banalizzando i regolamenti, sono vietate. Eliud Kipchoge, il primatista mondiale di maratona con 2h 01'39'', in occasione del suo record- spettacolo di ottobre firmato a Vienna quando dimostrò in una corsa esibizione di poter correre i 42,195 km in 1h 59'40'' ha usato un prototipo di questo modello, con addirittura uno speciale airbag nella suola all' altezza dell' avampiede per aumentarne ulteriormente la spinta. Primo uomo al mondo a riuscire a rompere il muro delle 2 ore, pubblicità in mondovisione ed impennata delle vendite i giorni successivi.

costumone speedo studiato in collaborazione con la nasaCOSTUMONE SPEEDO STUDIATO IN COLLABORAZIONE CON LA NASA
Se il suo primato non è mai stato omologabile, la domanda invece è per la keniana Brigid Kosgei che a Chicago, sempre in ottobre, in una vera maratona con le stesse scarpe ha fatto il primato mondiale femminile con 2h 14'04''. I giornali inglesi Sun e Daily facendo lo scoop affermano che World Athletics, la federazione mondiale, entro la fine di gennaio potrebbe bandire questo modello usato ormai dal 40% dei top atleti. Kipchoge non ci sta e in una intervista al Telegraph ha detto senza mezzi termini che come in Formula 1 quello che conta è il motore ed il pilota. Le gomme sono uguali per tutti.

nike vaporfly nextNIKE VAPORFLY NEXTi vantaggi delle nike vaporfly nextI VANTAGGI DELLE NIKE VAPORFLY NEXT
Al momento c' è una commissione di esperti che sta facendo dei test per conto della federmondiale e studiando il caso. Tutto questo riporta alla memoria quanto accadde circa un decennio fa con le avveniristiche protesi in carbonio del sudafricano paralimpico Oscar Pistorius che con le sue "cheetah"( ghepardo) stupì il mondo e ottenne di correre tra i normodotati. Soprattutto nella fase lanciata le sue protesi sembravano enormi molle che consentivano passi di diversi metri.
costumone speedo studiato in collaborazione con la nasa 1COSTUMONE SPEEDO STUDIATO IN COLLABORAZIONE CON LA NASA 

Il caso tenne il mondo sospeso. Ancora abbiamo negli occhi i costumoni studiati anche dalla Nasa che nel biennio 20082009 sconvolsero a suon di record il mondo del nuoto. Fu una rivoluzione, realizzati in materiale plastico o carbonio riducevano in maniera considerevole l' attrito con l' acqua, poi furono in seguito vietati. La scienza al servizio dello sport e non solo, è nata la tuta sensorizzata "AnDy" che misura i movimenti del corpo per migliorare le performance nello sport e l' ergonomia degli ambienti di lavoro.

andy sensorized suit 1ANDY SENSORIZED SUIT 











Realizzata dai ricercatori dell' IIT a Genova la "tuta AnDy" è una tuta sensorizzata munita di algoritmi e tecnologie capaci di registrare e misurare la postura del corpo umano, anche durante movimenti rapidi e dinamici, e gli sforzi muscolo-scheletrici che si possono compiere nelle attività lavorative. I ricercatori hanno testato il prototipo durante sessioni di allenamento sportivo, come gli esercizi tipici di una preparazione calcistica, mentre vengono spostati dei carichi.

andy sensorized suitANDY SENSORIZED SUIT
In futuro la "tuta AnDy" sara usato all' interno degli ambienti di lavoro per aumentarne l' ergonomia e nello sport per monitorare le prestazioni degli atleti. Un primo passo per la creazione di robot che interagiscano con le persone, ottenendo così robot industriali collaborativi ("cobot"). Le diverse tecnologie indossabili sviluppate potranno essere applicate anche nel campo della riabilitazione e delle protesi, e in tutti quei settori dove è necessario comprendere lo stato del corpo di una persona per aumentarne beneficio e sicurezza. Doping tecnologico, robot e futuro, lo sport al servizio dell' uomo di tutti i giorni e sempre più dubbi sulle vittorie.

Fonte: qui

sabato 12 gennaio 2019

LE TASSE LE PAGANO I DISGRAZIATI NON LE MULTINAZIONALI


NIKE E OLANDA SONO FINTE NEL MIRINO DELL'UE PER SOSPETTI AIUTI ILLECITI DERIVANTI DA ACCORDI FISCALI “AD HOC” 

LA COMMISSIONE EUROPEA APERTO UN'INDAGINE PER VERIFICARE SE LE AGEVOLAZIONI FISCALI CONCESSE DALL'OLANDA HANNO DATO ALL'AZIENDA UN INDEBITO VANTAGGIO RISPETTO AI SUOI CONCORRENTI  


Dopo Apple, Amazon, Starbucks e Ikea, anche la Nike finisce nel mirino dell'antitrust europeo per il suo schema aziendale 'creativo' che le ha consentito di eludere il fisco, aiutata da accordi con l'Olanda. Si tratta dei famosi 'tax ruling', accordi fiscali che non sarebbero vietati se garantissero un trattamento equo a tutte le altre aziende. Ma nel caso di Apple in Irlanda, Starbucks in Olanda, e Fiat, Amazon e McDonald in Lussemburgo, tali intese hanno invece portato le aziende a pagare meno tasse, godendo quindi di un aiuto di Stato illegale che la Commissione UE ha poi chiesto ai Governi di recuperare. La Nike è ora l'ultimo caso su cui l'Europa ha aperto un'indagine formale.Dopo Apple, Amazon, Starbucks e Ikea, anche la Nike finisce nel mirino dell'antitrust europeo per il suo schema aziendale 'creativo' che le ha consentito di eludere il fisco, aiutata da accordi con l'Olanda. Si tratta dei famosi 'tax ruling', accordi fiscali che non sarebbero vietati se garantissero un trattamento equo a tutte le altre aziende. Ma nel caso di Apple in Irlanda, Starbucks in Olanda, e Fiat, Amazon e McDonald in Lussemburgo, tali intese hanno invece portato le aziende a pagare meno tasse, godendo quindi di un aiuto di Stato illegale che la Commissione UE ha poi chiesto ai Governi di recuperare. La Nike è ora l'ultimo caso su cui l'Europa ha aperto un'indagine formale.

Nike

La modalità con cui operano le multinazionali per ridurre il proprio carico fiscale, è più o meno sempre la stessa. La società si divide in diverse entità che cercano di spostare i profitti tra di loro, allo scopo di ridurre la base imponibile nel Paese dove è fiscalmente assoggettata. L'indagine UE si concentra quindi sul trattamento fiscale di due società del gruppo Nike, entrambe con sede in Olanda: Nike European Operations Netherlands BV e Converse Netherlands BV. Queste sviluppano, commercializzano e registrano le vendite di prodotti Nike e Converse in Europa, Medio Oriente e Africa.

Le due società hanno ottenuto le licenze per l'uso dei diritti di proprietà intellettuale dei prodotti Nike e Converse in cambio di un pagamento di royalty deducibili dalle tasse, da due entità del gruppo Nike, olandesi, ma "trasparenti" ai fini fiscali cioè non tassabili in Olanda. Anche la struttura aziendale della Nike stessa è fuori dal perimetro delle regole UE sugli aiuti di Stato. Dal 2006 al 2015, le autorità fiscali olandesi hanno emesso cinque ruling fiscali, due dei quali sono ancora in vigore, avallando un metodo per calcolare il compenso che Nike European Operations Netherlands e Converse Olanda devono pagare per l'uso della proprietà intellettuale. A seguito dei ruling, le due società che impiegano oltre mille persone sono tassate solo in Olanda, su un margine operativo limitato basato sulle vendite.

Mentre le due entità che incassano le royalty non hanno alcun dipendente e non portano avanti alcuna attività economica. La Commissione teme quindi che i pagamenti sulla base delle royalty, approvati dai ruling, non riflettano la realtà economica. Ai tecnici europei sembrano infatti più alti di quelli che società indipendenti negozierebbero sul mercato. "Gli Stati membri non dovrebbero consentire alle società di creare strutture complesse che riducono indebitamente i loro profitti tassabili e danno loro un vantaggio sleale rispetto alla concorrenza", ha detto la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

Fonte: qui