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martedì 7 aprile 2020

ITALIA: ARRIVA IL BAZOOKA DEI PERACCOTTARI! SI SALVI CHI PUO'!


CONTE DOPO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI: "LIQUIDITÀ IMMEDIATA PER LE IMPRESE, 200 MILIARDI PER IL MERCATO INTERNO E 200 PER POTENZIARE L'EXPORT", SOTTO FORMA DI PRESTITO CON GARANZIA STATALE 
TASSE SOSPESE AD APRILE A MAGGIO, SACE RIMANE NEL PERIMETRO DI CDP 
PARTE QUINDI IL SACCHEGGIO AL RISPARMIO POSTALE!
"MES NO, EUROBOND SICURAMENTE SÌ. IO E GUALTIERI SIAMO D'ACCORDO" 


CONTE: «SÌ AL DL IMPRESE: 400 MILIARDI PER LA RIPRESA, UNA POTENZA DI FUOCO. AVREMO UNA NUOVA PRIMAVERA»

giuseppe conte roberto gualtieriGIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI
Ci sono 400 miliardi di euro a disposizione dell’economia italiana piegata dal coronavirus. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte parlando in tv subito dopo il termine del consiglio dei ministri: «Abbiamo messo a disposizione liquidità immediata per le imprese, 200 miliardi per il mercato interno e 200 per potenziale l’export». I 400 miliardi saranno erogati sotto forma di prestito con garanzia dello Stato.


Coronavirus, Conte: Mes no, eurobond sicuramente sì. Io e Gualtieri d'accordo
(LaPresse) - "Mes no, eurobond assolutamente sì", perché il Fondo Salva Stati "è uno strumento assolutamente inadeguato", mentre "gli eurobond sono la soluzione adeguata all'emergenza che stiamo vivendo". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi. Conte ha sottolineato che sulla questione è in sintonia con il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, "nonostante le ricostruzioni che qualche retroscenista mira ad offrire".

Coronavirus, Conte: Irresponsabile allentare (LaPresse) - "Siamo vicini a una data importante, la Pasqua" ma "sarebbe irresponsabile andare in giro, allentare questo senso di responsabilità e andare verso una fuoriuscita dal rispetto delle regole". Così il premier, Giuseppe Conte.


Dl Credito, Conte: Sace rimane nel perimetro di Cdp
(LaPresse) - “Lo Stato offrirà una garanzia per cui tutto avvenga in maniera celere, spedita, sicura. Aggiungiamo il finanziamento attraverso Sace che rimane nel perimetro di Cdp(risparmio postale!)”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi.


Coronavirus, Conte: Vivremo nuova primavera
(LaPresse) - “Agli italiani voglio dire state dando un contributo fondamentale, quando sarà tutto finito ci sarà una nuova primavera e la vivremo tutti insieme. Essere italiani, lo stiamo imparando in questi giorni, significa essere coraggiosi, solidali, determinati e coesi. Il pensiero va sempre a tutte le migliaia di uomini e donne che stanno lavorando in prima linea per noi”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a palazzo Chigi. Fonte: qui


Decreto liquidità, prestiti con garanzie fino al 90% senza limiti di fatturato.

Da Sace scudo da 200 miliardi

A RISCHIO IL RISPARMIO POSTALE!
Il decreto in esame in consiglio dei ministri: il governo verso finanziamenti garantiti al 90% per le aziende fino a 5000 dipendenti. Mise: per importi fino a 25mila euro copertura fino al 100% senza valutazione. Si allarga il campo del Golden Power. Stop a versamenti e ritenute per 10 miliardi di euro

UN PAESE FALLITO ...

Non solo cassa integrazione: ora 20 milioni di italiani vivono grazie ai sussidi


MILANO - Si muove lungo due direttrici la rete di sicurezza che il governo si prepara a stendere per riattivare velocemente il rubinetto della liquidità per le imprese: da una parte l'ombrello della Sace(risparmio postale!) con 200 miliardi di garanzie pubbliche per sostenere i finanziamenti alle grandi imprese, dall'altra il potenziamento del fondo di garanzia per le Pmi, che nelle intenzioni del governo dovrebbe assicurare fino a 100 miliardi di finanziamenti alle aziende di piccole e medie dimensioni. Queste almeno le indicazioni che arrivano dalle bozze del decreto "liquidità", all'esame del consiglio dei ministri di oggi.

Mef: "Garanzie fino al 90% per tutte le imprese senza limiti di fatturato"

Sono fonti del Mef nel primo pomeriggio a fissare i punti dell'accordo raggiunto all'interno del governo, spiegando che nel decreto "si mobilitano 200 miliardi di prestiti con garanzie fino al 90% per tutte le imprese, senza limiti di fatturato". Un pacchetto che secondo via XX settembre è in grado di mobilitare risorse per oltre 750 miliardi di euro, oltre 400 in più rispetto ai 350 miliardi già previsti nel Dl cura Italia.

Il perno dell'operazione governativa è Sace, controllata al 100% da Cassa Depositi e Prestiti(risparmio postale!), che - spiega la bozza del decreto circolata in mattinata - concederà garanzie fino 200 miliardi di euro, "di cui almeno 30 miliardi sono destinati a supporto di piccole e medie imprese". A sostegno delle garanzie è prevista la creazione di un fondo con una dotazione da 1 miliardi di euro, in capo al Ministero dell'Economia.

Dovrebbe quindi sparire il tetto fissato inizialmente nella bozza del provvedimento che indicava che il prestito non potesse superare il 25% del fatturato dell'anno precedente e il doppio dei costi sostenuti nello stesso anno.

Quanto alla portata della garanzia pubblica, spiega la bozza, il governo prevede che copra il 90% del finanziamento per le imprese con meno di 5000 dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro, l'80% per aziende con fatturato da tra 1,5 miliardi e 5 miliardi e il 70% per imprese con valore del fatturato oltre i 5 miliardi. Rispetto alle commissioni, il testo prevede che ammontino in rapporto all’importo garantito, a "25 punti base durante il primo anno, 50 punti base durante il secondo e terzo anno, 100 punti base durante il quarto, quinto e sesto anno".

Per le piccole imprese prestiti fino a 25 mila euro garantiti al 100%

Diverso il caso delle imprese più piccole. Stando a quanto anticipato ieri dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e ribadito oggi da fonti del Ministero dello Sviluppo Economico, il governo prevede un rifinanziamento del Fondo di Garanzia per le pmi, già rafforzato con l'ultimo decreto Cura Italia con 1,5 miliardi di euro, che dovrebbe estendere la platea degli attuali beneficiari alle aziende fino a 499 dipendenti, assicurando prestiti (con scadenza fino a 6 anni) per importi fino agli 800 mila euro garantiti al 100% (di cui però il 90% da parte dello Stato e il 10% da parte di Confidi) e fino a 5 milioni di euro con garanzia al 90%.  Per importi più bassi invece, fino a 25 mila euro, il prestito sarà garantito al 100%, sempre senza valutazione del merito di credito. Entro questo importo quindi l'accesso al finanziamento sarà quasi automatico. In sostanza, chiarscono dal Mise, "le banche potranno erogare prestiti fino a 25 mila euro senza attendere l'ok del fondo di garanzia".

Golden Power, il governo alza il muro contro le scalate

Tra i provvedimenti più attesi del decreto, come anticipato nei giorni scorsi da Repubblica, c'è anche l'estensione del Golden Power, cioè della possibilità del governo di bloccare operazioni di acquisto nei confronti di aziende italiane considerate strategiche. Una prerogativa fino ad oggi limitata a un numero molto limitato di settori e che oggi viene ampliato anche al settore alimentare, finanziario e assicurativo o sanitario

Stop a versamenti e ritenute per 10 miliardi di euro

Lo stesso decreto prevede poi uno stop dei versamenti fiscali e dei contributi per imprese e professionisti e delle ritenute dei lavoratori autonomi, per aprile e maggio, per un importo totale di quasi 10 miliardi. Secondo i dati della relazione tecnica del provvedimento, si stima un ammontare di ritenute sospese pari a circa 4,3 miliardi (2,536 miliardi per aprile, inclusi 950 milioni di ritenute già sospese dal decreto cura italia, e 1,771 miliardi per maggio, inclusi 79 milioni già sospesi) e un ammontare di Iva pari a 4,48 miliardi (2 miliardi per aprile e 2,432 miliardi per maggio). Fonte: qui

venerdì 23 dicembre 2016

MPS, IL GRANDE SCONFITTO SI CHIAMA RENZI


CHI HA DATO RETTA AL SUO CONSIGLIO DI COMPRARE TITOLI MPS HA PERSO L'80% 

IL FALLIMENTO DI JPMORGAN CHE AVEVA IDEATO L’AUMENTO DI CAPITALE 

JAMIE DIMON DOVEVA GUADAGNARE QUASI 500 MILIONI DI PARCELLA, NON PRENDERA’ UN EURO(ANDATE A LAVORARE, PARASSITI!!!)

1. MATTEO IL GRANDE SCONFITTO

Era il 22 gennaio scorso e Matteo Renzi, moderno oracolo finanziario, annunciava: investire nel Montepaschi è un affare: all’epoca il titolo della banca più antica del mondo valeva 75 centesimi.
RENZI PADOANRENZI PADOAN

Il 6 novembre scorso, l’ex premier insisteva: Mps è ancora un affare. Intanto le azioni erano scivolate a 21 centesimi. Ieri l’ultima quotazione (oggi il titolo è sospeso) segnava 15 centesimi.

Alessia Ferruccio e Vittorio GrilliALESSIA FERRUCCIO E VITTORIO GRILLI
Se qualcuno avesse seguito i consigli dell’ex premier, ed avesse investito cento euro a gennaio, oggi avrebbe un patrimonio diminuito di 5 volte: insomma, avrebbe 20 euro in mano.

Ma perché sponsorizzare così tanto un’operazione che segnava falle da tutte le parti? A Palazzo Chigi Renzi ricevette Jamie Dimon, ceo di JpMorgan, accompagnato da Claudio Costamagna, presidente della Cassa depositi e prestiti. Quell’incontro lo ha segnato.

fabio gallia claudio costamagna piercarlo padoanFABIO GALLIA CLAUDIO COSTAMAGNA PIERCARLO PADOAN
Ha iniziato a supportare contro ogni logica l’aumento di capitale di JpMorgan (e Mediobanca), fino a punto di sostituire chiunque si opponesse (come Fabrizio Viola); o chi proponesse soluzioni alternative (come Corrado Passera).(OVVIAMENTE PERCHE' C'ERA DA MANGIARCI SOPRA ... CIRCA 500 MILIONI DI EURO DI PARCELLA CHIESTI DA JP MORGAN!!!)

Piercarlo Padoan era da un anno che consigliava l’opzione dell’intervento pubblico; ma non essendo un cuor di leone di carattere ha lasciato che prevalesse la scelta del suo “capo”. Benchè anche lui in pubblico giudicasse positivamente l’operazione della banca d’affari americana. In fin dei conti, in Italia la rappresenta un suo predecessore, Vittorio Grilli.

Insomma, non è solo Dimon che esce con le ossa rotte (e senza un euro) dall’operazione Montepaschi. E’ soprattutto Renzi che l’ha sponsorizzata chissà per quali ragioni…(PERCHE' C'ERA DA MANGIARCI SOPRA ... CIRCA 500 MILIONI DI EURO DI PARCELLA CHIESTI DA JP MORGAN!!!)


2. TUTTA COLPA DEI “NO” AL REFERENDUM?
G.B. per La Verita’

jamie dimon jpmorganJAMIE DIMON JPMORGAN
Non c' è che dire. Il ruolo di Jp Morgan nell' affare Mps è stato fondamentale. Grazie al ruolo della banca americana (e di Mediobanca), l' istituto più antico al mondo è riuscito comunque a mettere insieme quasi 2,5 miliardi di euro. All' ultimo, però, la settimana scorsa, il colosso americano si è tagliato fuori, non intenzionato a rimanere con il cerino in mano.

Tutta colpa del referendum per cui il colosso americano consigliava di votare Sì e che, come è noto, è finito con una vittoria schiacciante del No e le dimissioni dell' ex premier Matteo Renzi? Non sembra plausibile. Ma va detto che per per un banca d' affari giocare con il proprio patrimonio di vigilanza può essere davvero troppo pericoloso. Anche perché nessuno vuole registrare in bilancio titoli rischiosi.

jamie dimon jp morganJAMIE DIMON JP MORGAN
Certo, gli investitori con il cerino in mano ci resteranno sicuramente. Come ricorda un articolo del Times, le regole europee impongono che con la garanzia pubblica venga imposta una penalizzazione di azionisti e obbligazionisti subordinati. Ma il colosso americano non sembra curarsene troppo.

Il paradosso, è che la scombiccherata operazione di mercato su Mps, osannata a luglio da Matteo Renzi contro il parere del suo stesso ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan e di Banca d' Italia, significherà comunque una bella gatta da pelare per i risparmiatori. Che ne sarà dei 448 milioni di commissioni?


2. JAMIE DIMON SENZA UN EURO


È sopravvissuto al crollo di Lehman Bros, alla grande crisi finanziaria, a un cancro, sopravviverà anche a Montepaschi, Jamie Dimon. Di certo, l' impresa non verrà ricordata nel lungo elenco dei suoi successi.

jamie dimon jp morgan 2JAMIE DIMON JP MORGAN 2
A capo di Jp Morgan da oltre un decennio, ha visto i suoi colleghi delle grandi banche americane cadere come birilli sotto i colpi della crisi restando sempre saldo al suo posto.
Guadagnando sempre di più, tipo 20 milioni di euro all' anno, per capirsi.

Per Dimon l' Italia vale come un paese africano dice un banchiere italiano di lungo corso, liquidando così le ricadute per Jp Morgan del fallimento dell' operazione Mps.
Non è proprio così. E lo dimostrano i lunghi e dettagliati articoli usciti nelle ultime settimane sul ruolo della banca americana - per chiarire, una delle più grandi del mondo - nella disgraziata operazione di mercato per l' istituto senese. Da ultimo, il Financial Times ieri in un ampio pezzo raccontava come il piano di Dimon per salvare Montepaschi è andato in pezzi. Non gli avrà fatto piacere, a Dimon, leggere un titolo simile in una delle testate simbolo della finanza globale.

jamie dimon copiaJAMIE DIMON COPIA
Alla fine la sua colpa è stata quella di fare visita a Matteo Renzi, agli inizi di luglio, quando l' inquilino di Palazzo Chigi era alle prese con la grana Mps e di rassicurarlo: a risolvere il problema ci avrebbero pensato i suoi ragazzi. Poi è tornato in America, a occuparsi di cose più serie tipo guidare una delle banche più grandi del mondo. Con il cerino in mano è rimasto Guido Nola, capo delle attività in Italia della banca, l' uomo che più di tutti è stato in primissima fila in questi ultimi sei tormentati mesi della vita della banca.

RENZI MANI IN TESTARENZI MANI IN TESTA
Da lì è successo di tutto. Il primo passo falso è stato proprio il primo passo: Diciamo che sono entrati in banca senza bussare, racconta un testimone. Gli uomini di Jp Morgan hanno la loro ricetta, l' appoggio del governo e le idee chiare. Aumento di capitale sul mercato da 5 miliardi, pulizia completa delle sofferenze e un prestito ponte di cinque o sei miliardi fornito dalla stessa Jp Morgan in attesa della garanzia pubblica sulle sofferenze.

fabrizio violaFABRIZIO VIOLA
Qualcuno a Roma ha capito male: Abbiamo dovuto spiegare a Palazzo Chigi che "bridge loan" è un prestito da restituire, debito e non capitale, racconta lo stesso protagonista. La svizzera Ubs, da tempo consulente di Siena, dice che non si può fare: cinque miliardi sono troppi. Presenta un piano alternativo al quale si associa Corrado Passera, ma non c' è nulla da fare. Si deve andare avanti con Jp Morgan. Ubs sbatte la porta e a fine luglio l' allora ad Fabrizio Viola presenta il piano targato Jp Morgan.

MARCO MORELLIMARCO MORELLI
Passa qualche settimana e inizia a circolare l' indiscrezioni che sì, in effetti si potrebbe fare anche la conversione di bond. E che forse 5 miliardi sono troppi. Jp Morgan chiede la testa di Viola - al quale era stata appena confermata la fiducia - che in un paio di giorni perde il posto. Arriva Marco Morelli, ex Mps ed ex Jp Morgan. Presenta un nuovo piano con la conversione dei bond e il ruolo forte di un anchor investor, forse il fondo sovrano del Qatar, che avrebbe dovuto prendere il 20%.

Poi ci sono i tempi stretti, il referendum, la vittoria del No, l' uscita di Renzi dal governo e la Bce che insiste per chiudere tutto entro la fine dell' anno. Il Qatar non si vede. Il complicato piano di Jp Morgan, nato in un caldo luglio romano, è morto ieri sera.
Ma per Jamie Dimon la notizia peggiore sarà un' altra: da tutto questo gran casino, Jp Morgan - lo ha chiarito Mps ieri - non prenderà un euro.(MENO MALE!!!) [g. pao.]