venerdì 4 gennaio 2019

FallItalia: il 25% della popolazione paga l'87% delle tasse = ma ma...

allora la redistribuzione dall'alto verso il basso c'è già anche senza la #manovradelpopolo...



Io tutte le volte che sento parlare di "redistribuzione dall'alto verso il basso"
da parte dello statalista "di turno" demagogo populista assistenzialista pseudo-catto-comunista con il culo degli altri (ed intendo l'ultimo in ordine temporale, quello "oggi più di moda" rispetto ad un'infinita serie)
MI GIRANO I COCONES A MILLE
visto che in FallitaGlia
oltre a tasse reali ad un 70% da record mondiale,
c'è già una mostruosa re-distribuzione via tassazione 
che si applica da chi produce valore&ricchezza per tutti (sempre più 4 gatti che ormai non ce la fanno neppure più..)
a chi soprattutto è un peso, un parassita e/o un fallito a produttività/valore aggiunto sotto-zero (maggioranza), che però vive in un mondo tutto suo, ideologizzato ad minkiam...
tra invidia sociale ed una para-cultura di diritti acquisiti & di bufale cut&paste...
utile però a scaricarsi la coscienza dalla propria responsabilità personale atrofizzata&negata per non sputarsi in faccia allo specchio tutte le mattine.



Ve lo spiegavo al livello delle Bufale collettiviste pauperiste globali nel mio post

La (mezza) bufala dell'1% di "Paperoni" ricco come il restante 99% del Mondo

dove - dopo aver smontato la bufala imperante che tanto va di moda per far sfogare il poppppolo contro i ricchi brutti&cattivi -
come corollario viene fuori che per esempio in USA l'1% paga più tasse del 90% del resto della popolazione...
Ma dai????! Chi l'avrebbe mai detto...Un 1% di "ricchi" che mantiene i servizi statali per un massa di più poveri? Pazzesco ehhhhh??! ;-)

Passando a FallitaGlia
= il 25% della popolazione "in maggioranza più ricca" paga l'87% delle tasse...
Ma ma....
allora la redistribuzione dall'alto verso il basso c'è già via tassazione (ferocemente) progressiva
anche senza................................
.
la #manovradelpopolo + tante altre belle parole per fare propaganda politica pro-italopitechi frustrati...
nascondendo in realtà i VERI PROBLEMI e LE VERE SOLUZIONI.
Del resto come spiegavo nel mio post 

Le legioni di "imbecilli social" e la crisi della Democrazia Classica

la Democrazia a suffragio universale si sta sempre più condannando da sola,
con FallitaGlia come sempre in anticipo sul PEGGIO... 



Non perdete il seguente post di Alberto De Luigi che fa un po' di concreti conticini smonta-propaganda collettivista populista demagogica....

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Nell'ultimo mio post (http://www.albertodeluigi.com/schiavi-dello-stato-chi-paga-le-tasse-in-italia/) ho scritto che 16 milioni di italiani pagano l'87% delle tasse versate in Italia. 
Qualcuno mi ha chiesto più informazioni in merito alla fonte. 
Riporto allora i dati completi nell'excel che potete scaricare al seguente link, dove avete anche evidenza di queste altre affermazioni:
Il 12% dei contribuenti (ovvero chi guadagna sopra i 35k) paga oltre il 53% del totale delle tasse versate.
Il 60% dei contribuenti, ovvero tutti gli scaglioni fino a 20k di guadagno, paga solo il 13% delle tasse versate.
Il 40% dei contribuenti, quindi 16 milioni di persone (ovvero il 25% della popolazione, 16 milioni su 60) paga l’87% delle tasse.
20 milioni di italiani non lavorano e non pagano contributi (ovviamente la cifra include i minori, disabili etc.).
Dei 40 milioni che lavorano, 10 milioni pagano soltanto 389 euro di irpef all’anno, ma godono del bonus Renzi che porta a quasi zero il gettito dal primo scaglione.
Tutti le persone negli scaglioni fino a 20k (quindi 24 milioni di contribuenti) non pagano sufficiente irpef per coprire nemmeno la loro spesa sanitaria, ma solo il 74%, considerando gli 80 euro di bonus Renzi, quindi: di 60 milioni di persone, 40 lavorano, di cui però 24 milioni non contribuiscono a sufficienza per coprire i soldi che lo Stato spende per loro.
In definitiva, 44 milioni su 60 milioni di italiani sono economicamente dipendenti dai 16 milioni che pagano l’87% di tasse.
Da notare poi che si intende "contribuente" anche chi è stipendiato dallo Stato e che paga le tasse. Ma in realtà se l'attività che svolge non è produttiva, i contributi pagati dal dipendente statale non sono altro che soldi "riciclati" dall'economia sana (i contribuenti che producono effettivamente ricchezza) e quindi il dato riportato è distorto e la situazione è anche peggiore di quanto riportato per quei poveri salassati, schiavi dello Stato, che lavorano e producono per tutti i parassiti.
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Non perdere anche sul Corriere della Sera



Che poi alla fin fine tutto torna
nella mia semplice approssimazione che in FallitaGlia ormai il 30% mantiene il 70%...
e la cosa non è sostenibile ancora a lungo.
Dunque prima arriverà la patrimoniale straordinaria (oltre alle numerose patrimoniali ordinarie che si pagano tutti gli anni)
e poi il DEFAULT
con totale annichilimento in stile venezuelano di chi produce ricchezza
e dunque Ciao Ciao a tutto il resto... incluso chi ciancia a vanvera mentre si fa mantenere (ancora per quanto?)

Fonte: qui

Ve lo spiegavo già tanto tempo fa
Vedi mio post: 

Ma quanta gente c'è in Italia che non ha un caxxo da fare tutto il giorno? 38 milioni (o meglio 41ml) su 60 milioni...

giovedì 3 gennaio 2019

LO SFOGO DI UN CHIRURGO DI PISA AL LAVORO DURANTE LA NOTTE DI CAPODANNO: “SONO FIERO DI CIÒ CHE FACCIO MA STANCO DI VEDERE LA SANITÀ GESTITA DA POLITICI INCOMPETENTI CHE MI SPREMONO COME UN LIMONE”


LA RABBIA È DOVUTA AL POSSIBILE DEPOTENZIAMENTO DELL’OSPEDALE A FAVORE DI FIRENZE, MA L’ASSESSORE REGIONALE SACCARDI SMENTISCE E S’INALBERA: “CHIUNQUE SUSCITI ALLARME DOVRÀ RISPONDERNE PERSONALMENTE”


IL TEAM DI DANIELE PEZZATIIL TEAM DI DANIELE PEZZATI
Forse intendeva solo difendere la professionalità sua e di colleghi del Centro trapianti di Pisa ma lo 'sfogò affidato a un post su facebook da Daniele Pezzati, chirurgo dell'Azienda ospedaliera-universitaria di Pisa, specializzato in trapianto di fegato, non poteva passare inosservato visto che se la prende con chi, certa politica, cerca «disperatamente una scusa per depotenziarci ed aprire un (inutile) ulteriore centro a Firenze».

giulia grilloGIULIA GRILLO
Il post di Pezzati, costretto agli «straordinari» proprio nel giorno di fine anno, quando tutti gli altri sono a festeggiare, per il 161/mo trapianto del 2018 a Pisa (il 160/mo era terminato poco prima), potrebbe aprire una nuova battaglia tra Firenze e Pisa, con il ministro della Salute Giulia Grillo che difende comunque la professionalità del medico, dicendo che «questa è la sanità che dobbiamo difendere: grande professionalità e tanta umanità. Un pensiero affettuoso a tutti i medici e agli operatori sanitari al lavoro anche in questi giorni di festa. Tutta l'Italia è orgogliosa del suo Servizio sanitario nazionale. Grazie eroi di ogni giorno!», dice il ministro.

STEFANIA SACCARDISTEFANIA SACCARDI
«Sono fiero di ciò che faccio ma stanco di vedere la sanità gestita da politici incompetenti che mi spremono come un limone non riconoscendo il sacrificio che costa fare ciò che faccio», aveva scritto lui. Al post, che ha raggiunto quasi 13 mila condivisioni e oltre 34mila "mi piace" e nel quale il chirurgo spiega pure le difficoltà di un padre («costretto» a spiegare al figlio, comunque fiero di lui, perchè non festeggerà il capodanno), ha risposto l'assessore alla salute della Toscana, Stefania Saccardi, smentendo l'ipotesi di un depotenziamento del Centro di Pisa: «è un'eccellenza nazionale, la sua attività non è messa in discussione da nessuno».

Ma l'assessore non nasconde le sue critiche: «Chiunque si renda responsabile di dichiarazioni totalmente infondate, tali da suscitare allarme nei cittadini, sarà chiamato a risponderne personalmente, anche attraverso l'adozione di provvedimenti disciplinari laddove ne ricorrano gli estremi».

E la stessa Azienda definisce le critiche «inopportune e superficiali». Di certo, l'ipotesi di un nuovo centro a Firenze, non è ben vista dal sindaco di Pisa, Michele Conti pronto a scatenare una battaglia contro i cugini del capoluogo. Il primo cittadino ringrazia infatti il dottor Pezzati, «pronto a fare tutto quello che è in mio potere affinché le eccellenze nate a Pisa restino qui: in passato abbiamo pagato troppo spesso le ingerenze fiorentinocentriche in Regione».

«Non è una questione di campanilismo - assicura Conti - ma di riconoscere i meriti a chi li ha e li può mettere a disposizione del mondo. Ma rimanendo all'ombra della Torre pendente». Sorpreso forse da tanto clamore Pezzati in serata ha preferito evitare di gettare altra benzina sul fuoco: «In quanto dipendente dell'Azienda non posso fare dichiarazioni ai media se non preventivamente autorizzato», ha detto a chi lo ha contattato, senza voler neppure dire se era pentito del post: «Non ho dichiarazioni da fare», ha risposto.

Fonte: qui


MEGLIO NON AMMALARSI IN GERMANIA 
SORPRESA: I MEDICI TEDESCHI SONO FANCAZZISTI. PER AVERE UN APPUNTAMENTO CI VUOLE ALMENO UN MESE, NON LAVORANO NEI FINE SETTIMANA NÉ DOPO LE 18 E NON FANNO VISITE A DOMICILIO 
LA DENUNCIA DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLE MUTUE: “NON CI SI AMMALA RISPETTANDO L’ORARIO DI CHIUSURA DEI NEGOZI…”
Roberto Giardina per “Italia Oggi”

medicoMEDICO
Meglio non ammalarsi nel week-end, ed è sconsigliato anche di mercoledì. I medici tedeschi non lavorano abbastanza, secondo l' Associazione nazionale delle mutue. La settimana corta per molti dottori comincia già il venerdì pomeriggio. Quasi tutti chiudono la Praxis, lo studio, il mercoledì dopo pranzo, e molti per tutta la giornata, e nessuno, almeno in città, visita a domicilio. Gli unici a andare a casa sono i medici condotti in campagna.

I loro pazienti sono anziani e non sempre in grado di muoversi. Per questo mancano i giovani dottori disposti a lavorare nei paesi. E' faticoso e non conviene: il sistema sanitario a punti calcolati su base trimestrale valuta troppo le visite a domicilio e così il dottore finisce per sforare presto il suo tetto massimo di impegno e, dopo, dovrebbe lavorare gratis.

Magnus von Stackelberg, vicepresidente dell' Associazione, ha denunciato: «Non ci si ammala rispettando l' orario di chiusura dei negozi, i medici devono garantire la loro disponibilità notte e giorno e sette giorni su sette». Magari mettendosi d' accordo con i colleghi, e stabilendo un turno. Anche dopo le 18 è impossibile andare dal proprio medico.

Secondo un sondaggio condotto su iniziativa dell' Associazione tra 1.400 medici, dai pediatri ai ginecologici, solo la metà riceve dopo l' orario di chiusura, ma per un' ora appena, dopo le 19 rimane in studio uno su dieci. La percentuale crolla durante il fine settimana: appena l' 1-2% è disposto a visitare. In caso di necessità, trovi di rado un medico disponibile neppure se paghi privatamente. A chi si ammala fuori orario o nel giorno sbagliato non resta che andare al pronto soccorso che, come in Italia, è troppo affollato.

In diverse facoltà di medicina hanno istituito dei corsi appositi per medici di pronto intervento negli ospedali, generalisti in grado di capire rapidamente di che si tratta e, nel caso, ordinare il ricovero o spedire il paziente da uno specialista. Ci vorranno anni prima che i dottori da pronto soccorso entrino in servizio e, comunque, si eviteranno diagnosi sbagliate ma non si ridurrà il tempo d' attesa.

I tempi per ottenere un appuntamento dal tuo medico della mutua si sono allungati, prima lo ottenevo entro una settimana, oggi attendo uno o due mesi. Io sono fortunato perché la mia Frau Doktor, caso raro, ogni giorno tranne il mercoledì, riceve senza appuntamento dalle 8 alle 10. Un' eccezione riservata ai casi urgenti. Ma poi riceve gli altri sempre in ritardo.

medico fiscaleMEDICO FISCALE
Herr Magnus ha ragione, ma i medici si ribellano, e anche loro non hanno torto.  Lavoriamo già al limite», hanno risposto i 172mila dottori della mutua. Secondo contratto dovrebbero ricevere per 20 ore alla settimana; il ministro della Sanità Jens Spahn vorrebbe portarle a 25, ma in media di fatto sono già 32. Al mercoledì i medici e le loro infermiere e segretarie non riposano: sono impegnati a svolgere il lavoro burocratico che diventa sempre più pesante. Il sistema a punti non vieta di sforare il tetto ma, se lo fa, il Doktor deve spiegare il perché, e se non si giustifica paga di tasca sua.

liste d'attesa all'ospedaleLISTE D'ATTESA ALL'OSPEDALE
Un mio amico medico in pensione mi ha raccontato: «Quando ero giovane mi raccomandavano di parlare con i pazienti, la conversazione fa parte della terapia, soprattutto per le persone anziane che spesso vivono da sole. Ma questo tempo si è andato riducendo, ed oggi è sparito». Il sistema, mi ha spiegato, è rigidamente burocratico, stabilisce quanti minuti si devono impiegare per un elettrocardiogramma, e quanti per misurare la pressione. Neanche un secondo per le chiacchiere terapeutiche.

SCIOPERO MEDICISCIOPERO MEDICI




Fino a qualche anno fa le mutue facevano pagare un ticket da 10 euro se si andava dal medico in un trimestre, poi le visite successive erano gratuite. L' intenzione era di impedire che i pazienti andassero ogni giorno alla Praxis per conversare con il loro dottore. Ma non è servito: i pazienti erano disposti a pagare 10 euro per combattere la solitudine. Oggi, la burocrazia prescrive il silenzio ai malati e ai dottori. Ma le mutue non risparmiano: chi resta solo a casa finisce per ammalarsi sul serio, o crede di ammalarsi, chiama l' ambulanza e si fa ricoverare in ospedale.

Fonte: qui

UN MORTO E UN FERITO GRAVISSIMO. TRE AUTO COINVOLTE E DIECI FERITI, CON L’AUTOSTRADA BLOCCATA FINO ALLE 8 DEL MATTINO. TUTTO PER EVITARE UN BRANCO DI CINGHIALI CHE IMPROVVISAMENTE HA ATTRAVERSATO LA CARREGGIATA SUD DELLA MILANO-NAPOLI ALL’ALTEZZA DI LODI


NELLA SOLA LOMBARDIA SONO STATI CIRCA 400 GLI INCIDENTI STRADALI PROVOCATI DAI CINGHIALI NEGLI ULTIMI CINQUE ANNI


Incidente a lodiINCIDENTE A LODI
Un morto e un ferito gravissimo. Tre auto coinvolte e dieci feriti, con l’autostrada bloccata fino alle 8 del mattino. Tutto per evitare un branco di cinghiali che improvvisamente ha attraversato la carreggiata sud della Milano-Napoli all’altezza di Borghetto Lodigiano. E’ il tragico bilancio dell’incidente avvenuto alle 4 del mattino di giovedì tra Lodi e Casalpusterlengo sulla corsia di emergenza, subito dopo che due delle tre automobili coinvolte (una Renault Espace e una Scénic) avevano investito uno degli animali in piena carreggiata e si erano fermate di lato per chiedere soccorsi.

cinghialiCINGHIALI
E’ stato a questo punto che la terza autovettura, una Volkswagen Polo, probabilmente per evitare la carcassa del cinghiale ucciso a terra, ha sbandato paurosamente finendo sulla corsia di emergenza: l’auto impazzita prima ha investito in pieno il conducente di una delle due macchine parcheggiate che nel frattempo era sceso per chiamare i soccorsi con il cellulare, poi è piombata ad altissima velocità sull’altra macchina.

Un urto violentissimo: l’auto colpita è stata spostata di almeno 50 metri dal luogo d’impatto mentre il proprietario della Polo, un polacco di 28 anni, è rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo. Era già in condizioni disperate quando vigili del fuoco di Lodi, sul posto con due mezzi, hanno cercato di estrarlo dall’abitacolo tagliando la lamiera. Il giovane è morto subito dopo all’arrivo dei soccorsi.

cinghialiCINGHIALI
Gravissimo anche l’uomo investito sulla corsia di emergenza, immediatamente intubato e trasportato all’ospedale di Parma. Tra gli altri feriti ci sono anche tre bambini, due di 8 anni e uno di 11, e due ragazzi di 13 e 15 anni, ma nessuno di loro è in condizioni serie e sono stati trasportati negli ospedali di Lodi e Piacenza. Sul posto oltre ai vigili del fuoco anche cinque ambulanze e le pattuglie della polizia stradale di Lodi. Un bilancio tragico per quello che, a oggi, è uno degli incidenti più gravi provocati in Italia dai cinghiali, 400 solo in Lombardia dal 2013 a oggi secondo le stime della Coldiretti.

mercoledì 2 gennaio 2019

DI MAIO INFINOCCHIA SALVINI - POCHI MESI FA I DUE VICEPREMIER ASSICURAVANO: "IL REDDITO DI CITTADINANZA NON ANDRÀ AGLI STRANIERI"



SECONDO L'ULTIMA BOZZA IN CIRCOLAZIONE, IL REDDITO DI CITTADINANZA ANDRÀ ANCHE AI CITTADINI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA DA ALMENO CINQUE ANNI. 
CON BUONA PACE DI SALVINI CHE NON AVEVA VOGLIA “DI REGALARE ALTRI SOLDI AGLI IMMIGRATI CHE VAGANO PER L'ITALIA"

Domenico Ferrara per Il Giornale

matteo salvini luigi di maioMATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO
Che fosse una promessa da Pinocchio lo avrebbe capito pure Geppetto. Perché oltre a rischiare l'incostituzionalità e il niet dell'Europa, che il reddito di cittadinanza escludesse gli stranieri regolari residenti in Italia era di difficile attuazione.

E lo aveva capito fin da subito il ministro dell'Economia Giovanni Tria, il quale al question time al Senato il 20 settembre scorso aveva spiegato tutto per filo e per segno, scatenando la veemente reazione dei due vicepremier. Che infatti si sono affrettati ad assicurare che no, che prima gli italiani, anzi, che solo agli italiani.
il falso sito per il reddito di cittadinanza versione per immigratiIL FALSO SITO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA VERSIONE PER IMMIGRATI

Il 21 settembre scorso Luigi Di Maio precisava: "Pensare di poter individuare una platea straniera nel reddito di cittadinanza inevitabilmente significa, da subito, che non puoi prevedere la spesa perchè la spesa la prevedi in base alla platea". E ancora: "È chiaro anche che in Italia ci sono 10 milioni di persone sotto la soglia di povertà relativa e quando dico che a 5 milioni deve andare il nostro primo obiettivo, mi rivolgo a quella parte di cittadinanza italiana che è in difficoltà in questi 10 milioni".

immigratiIMMIGRATI
Parole che avevano ottenuto il placet di Matteo Salvini, tanto che il leghista il giorno dopo gongolava: "Che il reddito di cittadinanza sia limitato ai cittadini italiani è una precisazione che come Lega abbiamo accolto con grande piacere perché di regalare altri soldi agli immigrati che vagano per l'Italia non avevamo voglia".

numeri immigrazione 4NUMERI IMMIGRAZIONE
Qualche giorno dopo, era il 24 settembre, il grillino, in una intervista al Fatto quotidiano, rincarava la dose: "Troveremo risorse facendo deficit. E la manovra farà salire le pensioni minime a 780 euro e darà il reddito di cittadinanza a tutta la platea, esclusi gli stranieri. La proposta l'avevamo già cambiata nel 2015, tenendo dentro i migranti ci avrebbe fatto saltare i conti. Ma il reddito spetterà ai residenti in Italia da dieci anni".

Adesso, invece, la storia è un'altra, almeno secondo l'ultima bozza in circolazione. Il reddito di cittadinanza andrà anche ai cittadini stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni. Con buona pace di Salvini e Di Maio e delle loro promesse. Insomma, prima agli italiani, ma poi anche agli stranieri.

Fonte: qui



LUIGINO CONTINUA A DIRE CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA VA “SOLO AGLI ITALIANI”, PECCATO CHE NEL TESTO C’È IL SUSSIDIO ANCHE PER GLI STRANIERI RESIDENTI DA ALMENO CINQUE ANNI 

DEL COSTO TOTALE DEL PROVVEDIMENTO, ALMENO 1,2 MILIARDI SARANNO DESTINATI A 197MILA FAMIGLIE COMPOSTE DA STRANIERI

DI MAIO: «IL REDDITO DI CITTADINANZA? SOLO AGLI ITALIANI». MA NEL TESTO C’È LA CONCESSIONE AGLI STRANIERI

«La pensione minima a 780 euro come le pensioni di invalidità a 780 euro partiranno tra febbraio e marzo e dopo questi giorni che trascorrerò qui, torneremo a Roma e faremo il decreto che istituirà anche quota 100 e il sistema del reddito di cittadinanza per gli italiani». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio durante una visita organizzata ad Alleghe, in provincia di Belluno. Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’estensione del reddito di cittadinanza anche agli stranieri, il leader del M5S ha spiegato che «la legge, come abbiamo sempre detto, riguarda il reddito di cittadinanza per tutti coloro che sono cittadini italiani». «La legge, come abbiamo sempre detto, - ha ribadito- riguarda il reddito di cittadinanza per coloro che sono cittadini italiani».
profughiPROFUGHI

Tutti i dettagli per richiedere il «reddito»
L’ultimo testo in circolazione della misura prevede(qui tutti i dettagli su chi ne ha diritto, come poterlo richiedere e le norme anti furbi), in verità, che il «reddito» sia esteso anche agli extracomunitari con permesso di soggiorno e una residenza in Italia da almeno cinque anni. Non è un punto secondario, anche per i profili della spesa. La relazione tecnica allegata alla bozza del decreto identifica 1 milione 375 mila nuclei familiari come possibili beneficiari, secondo i requisiti fissati, del «reddito». Tra questi quelli composti da stranieri regolari in Italia da più di cinque anni sono circa 200 mila, circa un sesto.
DI MAIO MARIA ANTONIETTADI MAIO MARIA ANTONIETTA

Ma la bozza della legge: «Partirà da aprile»
Nei giorni scorsi, però, una bozza della misura anticipata dall’Ansa spiegava come il reddito di cittadinanza dovrebbe partire «a decorrere dal mese di aprile 2019», precisando che il sostegno decorrerà «dal mese successivo a quello della richiesta». Il testo non definitivo sottolinea che si potrà beneficiare del nuovo sostegno al reddito «per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi» rinnovabile «previa sospensione dell’erogazione per un mese prima di ciascun rinnovo».

La pensione di cittadinanza
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA
La Pensione di cittadinanza sarà invece corrisposta agli anziani che vivono in un nucleo familiare composto solo da ultra sessantacinquenni. Oltre all’Isee non superiore a 9.360 euro, per ottenere il sussidio i pensionati non dovranno avere redditi familiari oltre 7.560 euro. Sono esclusi dal Reddito di cittadinanza i carcerati, ma anche i lungo degenti nelle strutture pubbliche e i disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nel corso del biennio precedente.

COSA DIREBBE GEORGE BEST DEL REDDITO DI CITTADINANZACOSA DIREBBE GEORGE BEST DEL REDDITO DI CITTADINANZA
AGLI IMMIGRATI VANNO 1,2 MILIARDI DEL REDDITO M5S
Claudio Antonelli per “la Verità”

Il legislatore si trova di fronte a un trivio. Incrociare i dati economici recuperati dalle Dsu (dichiarazioni sostitutive uniche) con la volontà politica e le norme di cittadinanza. Tre paletti che non sono facile da mettere assieme o far correre paralleli al fine di ottenere un reddito di cittadinanza che piaccia ai 5 stelle e pure alla Lega. Infatti c' è il tema degli immigrati che risiedono in Italia e godono dei diritti dei cittadini tricolore.
alessandro di battista e luigi di maio sulle piste di moena 4ALESSANDRO DI BATTISTA E LUIGI DI MAIO SULLE PISTE DI MOENA 4



L' articolo due della bozza di legge sul reddito di cittadinanza spiega che «con riferimento ai requisiti di residenza e soggiorno, deve trattarsi di cittadini dell' unione o loro familiari che siano titolari del diritto di soggiorno permanente o di cittadini di Paesi terzi che abbiano sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale residente da almeno cinque anni».

Solo che i dati Isee (necessari per stabilire i requisiti economici e di retto) non sono in grado di distinguere la condizione degli stranieri per tipologia del permesso di soggiorno, né per durata della residenza e quindi «per questa relazione tecnica», si legge nel documento, «saranno operate correzioni successive».
reddito di cittadinanzaREDDITO DI CITTADINANZA

In pratica il governo sta cercando di individuare nuovi paletti al di fuori dell' Isee per escludere alcune tipologie di immigrati. È chiaro che la Lega non accetterebbe l' elargizione di assegni a tutti coloro i quali oggi rientrano nei parametri di reddito minimo. Nulla potrà fare per tutti coloro che risiedono correttamente in Italia e godono della pienezza del diritto di cittadinanza.

Tant' è che nella stessa relazione il governo si lancia in una stima che porta i nuclei di soli stranieri con il diritto al reddito di cittadinanza a un numero di poco superiore alle 197.000 unità. Attualmente senza le future restrizioni (individuate dalla stesura definitiva della legge) le famiglie aventi diritto sarebbero 259.000 su un totale di 1,4 milioni di nuclei. Ne consegue che 62.000 (stando alle stime) saranno esclusi dal reddito grillino.

di maioDI MAIO
Tradotto in soldoni, se nella sua interezza il provvedimento potrà costare 8,1 miliardi, almeno 1,2 saranno destinati a famiglie composte solo da stranieri. Dando per scontato che nella stesura definitiva del testo, il governo provvederà a limare circa 380 milioni di euro dal gruppo dei non nati in Italia. Di più nessuno a palazzo Chigi potrà fare.

Si realizzano così le parole pronunciate dal ministro dell' Economia, Giovanni Tria durante un question time al Senato, parole che lo scorso settembre avevano creato malumori tra i gialloblù.
migrantiMIGRANTI
Il ministro dell' Interno Matteo Salvini, dopo un vertice con gli altri partiti di centrodestra a Palazzo Grazioli, aveva subito rimesso la palla al collega Luigi Di Maio dicendosi «sicuro che gli amici 5 stelle stiano studiando una formula intelligente limitata agli italiani». Le rassicurazioni erano arrivate direttamente da Di Maio. «Già nel 2016 abbiamo modificato la proposta di legge», aveva detto il vicepremier.


LUIGI DI MAIO SELFIELUIGI DI MAIO SELFIE
Stiamo lavorando sulla platea. È logico che la devi restringere ai cittadini italiani», aveva precisato, «è impossibile, con i flussi migratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani».

Le leggi italiane, come aveva spiegato Tria, non permettono discriminazioni. Da qui la necessità di stringere la platea il più possibile e limitare la spesa. Si è arrivati a 1,2 miliardi. In ogni caso almeno un miliardo sarà da destinare ai nuclei di soli stranieri. Rendere ancora più stringenti i parametri significherebbe solo ridurre la platea complessiva degli aventi diritto.

Fonte: qui



IL GOVERNO PROMETTE MISURE ANTI FURBETTI PER IL SUSSIDIO, CHE RISCHIA DI DIVENTARE UN BANCOMAT PER FANNULLONI, MA NON CI SONO I CONTROLLORI 

L’ORGANICO TOTALE DELL’ISPETTORATO DEL LAVORO È DI 6MILA PERSONE. SE OGNUNO SI METTESSE A CONTROLLARE DOVREBBE MONITORARE CIRCA MILLE PERSONE 

IL CAOS CENTRI PER L’IMPIEGO E IL MISTERO SUL “NAVIGATOR” ANNUNCIATO DA DI MAIO

Gian Maria De Francesco per “il Giornale”

DI MAIO FREDDIE MERCURYDI MAIO FREDDIE MERCURY
Un reddito di cittadinanza su misura per i «furbetti». Il sospetto sull' estrema difficoltà nel garantire una giusta erogazione del sussidio, a dire il vero, c' è sempre stata. Ma a pochi giorni dal varo della legge di Bilancio 2019 e nelle more dell' emanazione del decreto ad hoc per il basic income tutti i dubbi continuano a venire a galla in maniera sempre più insistente.

Ieri se n' è fatta portavoce la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, che ha ricordato come «l' organico dell' Ispettorato del lavoro conta in totale circa 6mila persone» e che se «tutti, ma proprio tutti, dal più alto dei dirigenti all' impiegato al custode notturno, si mettessero a controllare i percettori del reddito di cittadinanza (che secondo il governo dovrebbero essere i 6 milioni di poveri), vorrebbe dire che ogni ispettore dovrebbe controllare ogni giorno ben mille persone».

LUIGI DI MAIOLUIGI DI MAIO
In realtà, almeno nel 2019 la misura si rivolgerà a 1,375 milioni di nuclei familiari su una platea potenziale di 1,8 milioni di famiglie. Ma considerando valide le stime lasciate trapelare dal ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, sul coinvolgimento di almeno 4,5-5 mlioni di italiani, si comprende bene come gli organici in forza alle strutture pubbliche siano comunque insufficienti.
 
Tant' è vero che la manovra ha predisposto una dotazione di un miliardo per rafforzare i centri per l' impiego che attualmente contano su circa 9mila dipendenti di cui 1.500 circa a tempo determinato. Insomma, i nodi al pettine non riguardano solo la verifica dell' assegnazione del reddito ex post ma anche il processo ex ante viste le piante organiche estremamente striminzite e la necessità di reperire personale competente.
Savino osserva, inoltre, che se l' Ispettorato del lavoro si concentrasse sui «furbetti» del reddito di cittadinanza, non potrebbe assolvere in maniera efficiente alla sorveglianza degli assenteisti. «Non ci riuscirebbe neppure se tutti fossero nello stesso luogo, ma stiamo parlando di persone che si trovano ognuna in un posto differente», osserva. Ma, aggiunge la deputata azzurra, «c' è un ulteriore problema: anche gli ispettori del lavoro si assentano dal lavoro».

REDDITO DI CITTADINANZA BY VAUROREDDITO DI CITTADINANZA BY VAURO
Secondo gli ultimi dati statistici pubblicati sul sito dell' Ispettorato del lavoro, il 24,8% delle 537 persone impiegate negli uffici territoriali della Campania risulta assente dal lavoro. Una persona su 4 in media non si reca al lavoro e dunque anche le attività di controllo risultano rallentate. Indipendentemente dall' assegnazione per intero dei famosi 780 euro mensili nelle Regioni meridionali si prospettano notevoli difficoltà nel contrasto delle frodi.

Un lavoratore in nero, ad esempio, potrebbe accedere al reddito di cittadinanza e continuare più o meno liberamente la propria «attività lavorativa» salvo fornire la disponibilità a massime otto ore settimanali per servizi di utilità.
reddito di cittadinanza bancomatREDDITO DI CITTADINANZA BANCOMAT



Un' altra aporia evidenziata da Elvira Savino riguarda i tutor o navigator, ossia i consulenti che dovranno occuparsi di ciascun beneficiario del reddito di cittadinanza per facilitarne l' inserimento nel mondo del lavoro. Anche su questo capitolo le informazioni sono contraddittorie. Il ministro Di Maio aveva anticipato che la loro retribuzione sarà legata al numero di persone «orientate» e che la loro formazione sarebbe stata effettuata anche al di fuori dei centri per l' impiego.
 
Al di là del molto probabile coinvolgimento delle agenzie per il lavoro che hanno già notevole esperienza nel campo della formazione per il reinserimento dei lavoratori, restano comunque i dubbi sulla possibilità di reclutare nuovo personale qualificato per queste mansioni. Servirebbero, infatti, psicologi, consulenti del lavoro e sociologi, cioè profili la cui retribuzione appartiene quanto meno ala fascia media se non addirittura alta. Ecco perché, conclude la deputata, «il governo ha promesso qualcosa che non può mantenere perché non ci sono soldi, non c' è il personale idoneo, non ci sono le strutture e non ci sono i controlli».

Fonte: qui

Tutte le consulenze della Bce a Blackrock e Oliver Wyman sugli stress test


Il Sole 24 Ore svela fatti e numeri delle consulenze elargite dalla Bce a società e fondi per gli stress test bancari. Tutti i dettagli
Prima notizia: gli stress test Bce del 2014 sono stati effettuati insieme alla società di consulenza Oliver Wyman al costo di 26 milioni di euro.
Seconda notizia: Blackrock, il fondo americano maggior investitore internazionale nel settore bancario è stato incaricato dalla Bce a seguire gli stress test Bce.
Sono le due notizie clamorose svelate oggi da Alessandro Plateroti sul quotidiano Il Sole 24 Ore.
Il giornale confindustriale diretto da Fabio Tamburini ha attinto queste notizie da un carteggio non pubblico tra Schauble e Daniele Nouy.
Ecco sotto un breve estratto dell’inchiesta pubblicata oggi dal Sole 24 Ore.

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Da un fitto scambio di lettere tra il neo-presidente del Bundestag, Schauble, e Daniele Nouy, la responsabile della supervisione bancaria Bce, di cui Il Sole 24 Ore ha avuto una copia, emergono aspetti inediti e sorprendenti: il pressing di Schauble ha costretto per esempio la Nouy a rivelare che gli stress test del 2014 sono stati effettuati insieme alla società di consulenza Oliver Wyman per la “modica” cifra di 26 milioni di euro, pari al triplo degli 8,3 milioni pagati nel 2016 per lo stesso servizio ad altre due società private assunte a contratto, di cui una era la McKinsey che ha avuto dalla Bce 1,5 milioni di euro. Della Oliver Wyman era nota la collaborazione sugli stress test ma non la cifra esorbitante incassata dalla società di consulenza, mentre il ruolo della McKinsey era rimasto parzialmente dell’ombra.
Ma la novità davvero clamorosa che emerge dal carteggio, è il nome della società che ha avuto il ruolo-guida nelle verifiche bancarie del 2016, quelle che tra l’altro segnarono il destino del Monte dei Paschi di Siena: la società era Blackrock, il più grande asset manager del mondo e il più importante investitore internazionale nel settore bancario. La Bce è così serena sull’etica di BlackRock, da aver assegnato anche gli stress test del 2018 ad analisti e gestori del colosso americano del risparmio investito.

Nè la Bce, nè l’autorità di supervisione degli stress test hanno mai rivelato di aver affidato le verifiche di affidabilità patrimoniale delle banche europee a una società di Wall Street che sulle stesse banche investe decine di miliardi di euro. Almeno sulla carta, la presenza di BlackRock tra gli esaminatori delle banche deve essere apparsa a Schauble come un palese conflitto di interesse e soprattutto come una falla potenzialmente pericolosa nel sistema di controllo e garanzia della riservatezza dei dati sensibili di ogni singola banca .
«Tutti i contratti della Bce con soggetti privati impongono l’obbligo della riservatezza – ha replicato l’alta dirigente dell’eurosistema – e quindi non c’è ragione per preoccuparsi. Abbiamo anche imposto alle società coinvolte nell’esercizio di verifica patrimoniale, di non assegnare «per un certo periodo di tempo» ai consulenti che hanno lavorato sugli stress test, alcun incarico o valutazione di investimento sulle banche di cui si sono occupati nei test.

«L’incarico – ha risposto la Nouy – è stato assegnato a Blackrock con una procedura competitiva totalmente trasparente». Meno trasparente deve essere sembrata a Schauble la procedura seguita con Oliver Wyman. Al politico tedesco, che aveva chiesto spiegazioni sul bando di gara, la Nouy ha risposto così: «Il bando non c’è perché avevamo urgenza di cominciare i test…». Fonte: qui