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venerdì 23 dicembre 2016

DONALD TRUMP STRAPPA UN RIBASSO SUL COSTO FINALE DEL NUOVO “AIR FORCE ONE” E VUOLE PROVARE A SFORBICIARE ANCHE SUGLI F35

IERI LA FIGLIA IVANKA HA PRESO CON MARITO E FIGLI UN VOLO LOW COST DELLA JETBLUE DA NEW YORK PER LE HAWAII MA È STATA INSULTATA DA DUE PASSEGGERI


Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera

trump e ivanka in radioTRUMP E IVANKA IN RADIO
Dennis Muilenburg, ad della Boeing, ha dovuto dare la sua parola: il costo dei nuovi Air Force One non andrà fuori controllo. Un impegno pubblico, assunto davanti a telecamere e reporter nei giardini di Mar-a-Lago, dopo un' oretta di colloquio con Donald Trump.
Il 6 dicembre il presidente eletto si era affacciato su Twitter di cattivo umore: La Boeing sta costruendo un modello di 747 per i futuri presidenti: ma i costi sono fuori controllo, più di 4 miliardi di dollari. 

Cancellare l'ordine.

ivanka quasi first ladyIVANKA QUASI FIRST LADY
La multinazionale di Seattle aveva ricevuto solo 170 milioni di dollari per cominciare a studiare i prototipi. La consegna di due velivoli è prevista per il 2024. Ma il tweet di Trump aveva spiazzato i manager, i committenti della Casa Bianca e gli esperti del Pentagono. Sono cominciate telefonate, mail, finché ieri Muilenburg non si è presentato nel resort di Palm Beach, dove Trump trascorrerà le feste natalizie.

Il manager ha spiegato al neo presidente che i nuovi modelli saranno equipaggiati con complessi sistemi difensivi, come protezioni anti-missile e una specie di scudo anti nucleare. Ecco cosa fa lievitare le spese. Parlando poi con i giornalisti, Muilenburg ha osservato: È stata una conversazione impressionante. Ho apprezzato la mentalità orientata al business del neo presidente. In altre parole la discussione tra il manager e il tycoon si è rapidamente trasformata in una trattativa su prezzi e tempi di realizzazione. Sto cercando di tagliare una montagna di soldi, ha commentato Trump.
interno air force oneINTERNO AIR FORCE ONE

Proprio ieri sua figlia Ivanka ha preso con marito e figli un volo low cost della JetBlue da New York per le Hawaii ma è stata insultata da due passeggeri, poi allontanati.
Il New York Times scrive che in cambio di una sforbiciata ai costi sui jet del presidente, la compagnia avrebbe chiesto a Trump di appoggiare il contratto di fornitura con l' Iran, per un valore di 16,6 miliardi di dollari.

Trump avrebbe glissato. Dall' Air Force One agli F35. Congedato Muilenburg, il neo presidente ha ricevuto Marillyn Hewson, ceo della Lockheed Martin. E qui la faccenda è molto più complicata. Anche in questo caso tutto è iniziato con il solito tweet trumpiano, il 12 dicembre scorso: Il programma F35 è troppo caro. Miliardi di dollari possono e saranno risparmiati negli acquisti militari. Il governo Usa ha ordinato circa 2.400 caccia da combattimento, i Joint Strike Fighter, per un esborso di oltre 400 miliardi di dollari. La Lockheed Martin ha predisposto un piano per 15 anni e ha già, astutamente, spalmato le subforniture nei 50 Stati dell' Unione.
f35 e f16F35 E F16

Twitter a parte, non è facile metterci le mani. La top manager Marillyn Hewson ha fatto scrivere in una nota ufficiale di aver aggiornato il presidente eletto sui progressi in corso per ridurre i costi dei jet. Senza prendere però impegni stringenti. Tanto che lo stesso Trump ha dovuto riconoscere che questo secondo negoziato è più difficile: Siamo all' inizio. È un po' come una danza. Ma butteremo giù i costi e lo faremo in un modo magnifico.

Fonte: qui
f35 atterraggio verticaleF35 ATTERRAGGIO VERTICALE

domenica 9 ottobre 2016

Comunicaz*io

Quando ci sono i meeting delle banche centrali è piacevole poi leggerne i documenti ufficiali.
Quello della BOJ mi ricorda i pensieri farneticanti di una persona che non vuole accettare la realtà e nega l’evidenza. Il Giappone viene da ormai quasi 30 anni di appiattimento economico con qualche indicatore di miglioramento dato da cure da cavallo. Non per niente l’abbiamo sempre chiamato “il canarino nella miniera”.
Kuroda, che ormai dal canto suo sembra più interessato a salvare le sue scelte che non a risultati oggettivi, ha detto nell’ultimo meeting di pochi giorni fa:

Allenteremo la nostra politica quando sarà necessario. Possiamo tagliare i tassi e breve termine, fissare l’obiettivo dei tassi a lungo in prossimità dello zero, comprare altri asset o, se le condizioni lo richiedono, accelerare il ritmo di espansione della base monetaria”


L’impressione che ho è quella di un medico pazzo che si trova davanti ad un paziente che sta curando da diversi anni e che vede sdraiato su un letto morente, ma che dice ai parenti: “Non vi preoccupate se peggiora gli daremo il doppio della cura! Starà meglio! Se servirà gliene daremo il triplo, gli faremo delle trasfusioni, dei trapianti …” 

Al che il parente guarda il dottore un po’ stranito chiedendo: “ma reggerà il suo corpo tutto questo?” 

E il dottore: “nessun problema se servirà rallenteremo il cuore (tassi), aumenteremo l’ossigenazione (qe) … non vi preoccupate nel medio termine starà meglio!” 

E il parente ancora scettico … “Si dottore ma è un po’ che ce lo dice … ma non vediamo miglioramenti significativi … siamo preoccupati! “Non vi preoccupate, faremo tutto quello che c’è da fare!” 

Al che il parente che volete che faccia … 

O si fida o non si fida e visto che il paziente è in cura da un po’ e spostarlo sembra possa fargli solo del male e cambiargli le cure anche … 

Lascia proseguire il dottore …

Poi abbiamo i 10 banchieri del FOMC americano. Quelli li immagino che arrivano, si siedono e dicono: “ok soliti argomenti, vediamo i dati. Occupazione al massimo come sempre, più di così mettiamo a lavorare pure i bambini e le donne in attesa. L’inflazione non sale nemmeno a pagarla, tanto è colpa dell’import basso e del petrolio basso. C’è l’incontro Opec settimana prossima e poi le elezioni. Direi di non fare niente. Quindi” rivolgendosi ad avvocati e segretarie” solito comunicato, fate copia e incolla dell’ultimo, cambiate 7 o 8 virgole, girate qualche frase, mettete un “positive” qui e un “slightly” li dove c’è scritto economia globale. Mettete due volte la parola risk così facciamo quelli accorti. Bon chi vota a favore? Tutti? Eh no, segnale troppo forte … facciamo 7 a 3 così suona bene, lascia un senso di compattezza ma di futura apertura sul rialzo. Bene tutti d’accordo? Ok ottimo”.

“Bene Stanley come va?” “Bene Janet grazie” “I tuoi reumatismi?” “Massi non mi lamento …” “E te con l’eritema da stress?” “Massi sembra passato, sono andata da un dermatologo molto bravo di Chicaco … mi ha detto di pensare meno ai tassi e più a fare jogging …”
Ho letto gli statement di tutti i fomc degli ultimi due anni. Ormai potrei davvero scriverlo io. Addirittura ci sono siti che fanno vedere le differenze che di solito sono appunto quelle indicate: qualche aggettivo, qualche virgola, perché tanto, nel medium-term, tutto andrà secondo quanto dice la Fed. Ad ogni Fomc il medium-term diventa l’inizio del 2017, poi la metà, poi la seconda metà, poi la fine del 2017, poi il 2018 etc etc … che bello avere un medium-term che si muove a richiesta! Tanto noi italiani siamo esperti, è dal 2008 che l’Italia ripartirà alla grande e siamo nel 2016. Ma abbiate fede, il 2017 è l’anno giusto, parola di Matteo.

E poi c’è la BCE. Schiacciata da una politica lenta e faraginosa, da un’Europa che ha troppa storia forse per essere unita e se anche lo fosse non può essere unita a queste condizioni, dove si fa entrare chiunque economicamente ma non c’è coesione di intenti e di visioni. Draghi (forse lo sentiamo un po’ nostro perché è la nostra banca centrale e perché è italiano, per questo siamo più leggeri con lui) ogni giorno cerca di attuare un nuovo modo di fare il “whatever it takes”. Chissàse sapendo che si sarebbe trovato qui, lo ripeterebbe o direbbe “sentite un attimo non c’è speranza, usiamo la scuola austriaca, kaos per due anni e poi si riparte … mica posso tenere in vita questa cosa che si chiama Europa per sempre con le politiche monetarie …” Draghi nell’ultimo meeting ha preso tempo, in un giro vite dove la BOJ dice “ci penso io”, la BCE “ci lavoriamo” e la Fed “tutto ok, tutto positivo, ma aspettiamo un attimino per vedere di essere al top”. Ormai anche questo sembra un parlare concertato, dove a turno uno spinge, uno dice che ci pensa e che ha degli assi nella manica pronti ad essere utilizzati o li sta studiando e l’altro dice “vorrei ma non pos so”. Al prossimo giro dovrebbe toccare alla Fed o alla BCE fare qualcosa.

Ricordiamo poi che fare qualcosa per due banche centrali è spingere (BCE e BOJ), per la Fed è tirare. E che a volte sembra un meccanismo bilanciato, dove le prime due spingono a piene mani, mentre la terza tira un po’ indietro perché alla fine se qualcosa sfugge di mano, cosa fa la BOJ e la BCE interessa a pochi, dipenderà ancora tutto dalla Fed.

Credo che l’analisi che avevamo fatto basandoci sugli elementi emersi da Jackson Hole, dia un po’ la dimensione a quello che sono eventi catalizzatori che ormai sono poco affidabili in ottica di lungo periodo (per chi non l’avesse letta consigliamo una lettura qui:
http://goo.gl/EPYN6X
Probabilmente è li che è ho visto la maggiore sincerità da parte della Fed, piuttosto che nei comunicati dei FOMC.

Poi gli eventi catalizzatori ormai sono fondamentali, una sorta di parte principale nella sceneggiatura, dove l’evento diventa esso stesso protagonista mentre dovrebbe essere punto di passaggio.
Essere un po’ dissacranti con le banche centrali, pur nel rispetto del ruolo non facile che hanno per la stabilità mondiale, ha un suo senso per ricordare che sono persone e che alla fine sono capaci di prevedere il futuro come tutti noi. Avranno modelli matematici più sofisticati, avranno visioni del mondo più precise, saranno gente più capace, ma alla fine si dice che solo Nostradamus sia riuscito a prevedere qualcosa e pure in maniera nebulosa.

D’altra parte c’è chi dice che ormai siano accecate dal loro bisogno di dimostrarsi affidabili e di non perdere la faccia, come persone e come istituzione, quindi non stiano capendo che le cure da cavallo non servono più.
Un po’ come il dottore pazzo all’inizio, che è disposto a perdere il paziente pur di non dirsi che, alla fine, ha sbagliato cura.
Fonte: qui