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domenica 10 marzo 2019

GOVERNO ALLO SBANDO: GIUSEPPE CONTE RINVIA I BANDI PER LA TAV!


LA SUPERCAZZOLA DI GIUSEPPE CONTE: “HO CHIARITO CHE QUESTO GOVERNO E LE FORZE POLITICHE CHE LO SOSTENGONO SI SONO IMPEGNATI A RIDISCUTERE INTEGRALMENTE QUESTO PROGETTO ALLA LUCE DELLE ANALISI COSTI-BENEFICI" 

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA TAV TORINO-LIONE DECIDE DI NON DECIDERE. 

RISULTATO? UNA FIGURA DI MERDA COLOSSALE PER L'ITALIA.

IL M5S SALVA IL CAVALLO DI BATTAGLIA E PER IL MOMENTO LE POLTRONE, SACRIFICANDO IL PAESE.

INCASSATO IL PRIMO CALCIO IN CULO DA DI MAIO, CHE FA SALVINI? NIENTE.

E' COSTRETTO A RINVIARE LA RESA DEI CONTI A DOPO LE EUROPEE PER UN SEMPLICE MOTIVO CHE SI CHIAMA CASO DICIOTTI: A FINE MARZO IL TRUCE MATTEO DOVRÀ AFFRONTARE IL VOTO DEL SENATO SULL'AUTORIZZAZIONE A PROCEDERE RICHIESTA DAL TRIBUNALE DI CATANIA. SE IL M5S DOVESSE MOLLARE SALVINI AL SUO DESTINO, NON È DETTO CHE NON NE ESCA CON LE OSSA ROTTE

IL DECLINO DI CONTE, M5S, LEGA DI SALVINI E DELL'ITALIA SARA' INEVITABILE.

AUGURI!
TAV: SALVINI, NON C'È NESSUNO CHE VINCE O CHE PERDE 
 (ANSA) - "Non c'è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani(BALLA COLOSSALE!)". Lo dichiara il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

TAV: SIRI, NESSUNA RESA,IL FINANZIAMENTO UE È SALVO
 (ANSA) - "Non c'è nessuna resa da nessuna parte sulla Tav perché non ci sono guerre in corso. C'è stato un confronto serrato con l'obiettivo di salvaguardare il finanziamento Ue legato alla realizzazione dell'opera: l'obiettivo è stato raggiunto". Lo dice il sottosegretario alle Infrastrutture della Lega, Armando Siri, interpellato al telefono. "Ha prevalso il buonsenso e la razionalità(ALTRA BALLA COLOSSALE!)
", aggiunge con riferimento all'interlocuzione tra governo italiano e Telt sui bandi per la Tav.

salvini tavSALVINI TAV
TAV:TELT,CAPITOLATI SOLO SE OK GOVERNI, C'È DISSOLVENZA
 (ANSA) - "A nome del cda" di Telt, "consapevoli della delicatezza e dell'importanza politica della decisione, confermiamo l'avvio della prima fase di candidatura (invito alle imprese a presentare candidature) sottoponendo la successiva fase di trasmissione dei capitolati per le offerte al preventivo avallo dei due governi". Lo afferma Telt. Negli inviti c'è "l'esplicito riferimento alla facoltà per la stazione appaltante in qualunque momento di non dare seguito alla procedura senza che generi oneri per la stazione appaltante, né per gli Stati".
salvini tavSALVINI TAV

TAV:COMITÉ LYON-TURIN,CON RINVIO SI BRUCIANO 300 MLN
 (ANSA) - "Ogni nuovo rinvio significherebbe uno spreco di centinaia di milioni di euro, dalla perdita dei 300 milioni di euro di fondi Ue fino alle spese legate ai ritardi nei lavori". Lo ha detto all'ANSA il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, commentando le notizie provenienti dall'Italia. "Non ho informazioni precise riguardanti un eventuale rinvio dei bandi" di gara sulla Torino-Lione, ha detto ancora il delegato generale del Comité Transalpine Lyon-Turin, Stéphane Guggino, aggiungendo: "Mi sembra ci sia molta confusione, anche se sul piano della procedura tutto è possibile"
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 17SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

TAV: PATUANELLI, SALVINI HA ADERITO A POSIZIONI M5S 
 (ANSA) - "Credo che Salvini ha giustamente deciso di aderire alle posizioni del M5S perché sono quelle inserite nel contratto di governo". Lo afferma, interpellato dai cronisti sul caso Tav al Villaggio Rousseau, il capogruppo M5S a Senato Stefano Patuanelli.

CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAVCHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV






TAV: DELRIO (PD),LETTERA CHIARA,GOVERNO BLOCCA L'OPERA
(ANSA) - "Adesso è tutto molto chiaro: Salvini piegandosi al M5s è il vero responsabile dello stop a una infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Paese". Così il capogruppo del Pd alla Camera Graziano Delrio commenta su Twitter lo scambio di lettere tra il governo italiano e la società Telt "che blocca, di fatto, la Tav". "Brennero, Terzo Valico, Torino Lione e Napoli Bari, noi abbiamo aperto i cantieri non Salvini. Nulla era bloccato. Gli investimenti totali crescevano al ritmo di 4% anno negli ultimi due anni. Con Lega e M5S diminuiscono. Salvini è stato troppo impegnato a girare in una continua campagna elettorale per guadagnare qualche punto percentuale al suo partito mentre gli investimenti sono bloccati da quando loro sono al governo", prosegue Graziano Delrio, capogruppo Dem ed ex ministro delle Infrastrutture.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 29SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

Dall’account facebook di Giuseppe Conte

giuseppe conte 4GIUSEPPE CONTE














Oggi è stata una mattinata di intenso lavoro che ha prodotto i suoi frutti. Ho inviato una lettera alla Telt, società incaricata della realizzazione della Torino - Lione, invitandola ad astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati.
salvini visita il cantiere tav di chiomonte 15SALVINI VISITA IL CANTIERE TAV DI CHIOMONTE

La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani.

Qui di seguito trovate le due lettere. Lavoriamo in piena trasparenza perché non ci lasciamo condizionare dalle pressioni opache di gruppi di potere o comitati di affari. Fino a quando questo Governo sarà in carica, per quanto mi riguarda, sarà così. Sempre.



Una lettera è stata inviata da Palazzo Chigi alla Telt per autorizzare l'approvazione di avvisi per i 2,3 miliardi di lavori del tunnel di base della Tav con la clausola di dissolvenza che sarà motivata dall'avvio della procedura di revisione del trattato italo-francese. Il premier Giuseppe Conte ha pubblicato il carteggio con Telt. "La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l'avallo del mio governo e del governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato".

"Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a "ridiscutere integralmente" questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l'Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati".

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Un portavoce di Telt ha confermato la ricezione della lettera i cui contenuti non sono stati resi noti. Lunedì il Cda della società si riunirà  per dare il via libera ai bandi da 2,3 miliardi di euro per i lavori di scavo del tunnel di base e Palazzo Chigi precisa che 'si va verso il rinvio, lunedì non ci saranno i bandi'. L'obiettivo di Telt dunque è quello di rispettare la volontà dei governi.

"Sulla Tav la situazione si sta risolvendo positivamente. Quindi ora parliamo di altro e andiamo avanti", ha scritto il vicepremier Luigi Di Maio su facebook.  Ma il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparimo non ci sta.  La lettera di Palazzo Chigi invita Telt "a non fare i capitolati d'appalto, lasciando aperto uno spiraglio non chiarissimo. Vedremo lunedì". "È come se il governo dicesse di far partire le manifestazioni d'interesse, sapendo già che i capitolati d'appalto non saranno mai affidati - aggiunge - una roba da Repubblica delle banane".  "Se i bandi non partono senza se e senza ma, il governo vada in Parlamento e si assuma le sue responsabilità. Se non è in grado di farlo, se ne vada a casa".


Il no alla Tav è una "battaglia identitaria del Movimento" cinquestelle. Lo ha detto a Napoli il presidente della Camera, Roberto Fico. "Nel 2005 la prima riunione non del movimento perché non esisteva, ma dei meetup che nascevano fu fatta a Torino perché quel giorno c'era la grande manifestazione per dire no alla Tav - racconta Fico - eravamo un centinaio di persone, oggi alcuni non ci sono, c'era anche Beppe Grillo, finì la riunione e andammo tutti alla manifestazione No Tav". Fico sottolinea che "non era un'idea ideologica o per dire no a qualcosa, era per dire di cambiare rotta rispetto a opere che non servono e non servivano, con documenti concreti e sostanziali".

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"Il primo atto nel 2013 quando arrivammo in Parlamento come parlamentari di M5S alla Camera e al Senato, la prima uscita pubblica di tutto il MoVimento 5 stelle parlamentare fu di andare a visitare i cantieri della Tav per comprendere a che punto ci trovavamo, per dire l'ennesimo no documentato e non ideologico alla tav - ha ricordato il presidente della Camera Roberto Fico a Napoli - quindi è una lotta che ha attraversato ogni periodo storico dai meetup al movimento, non è un atto ideologico perché abbiamo visto tutte le relazioni che sono negative senza contare che ogni volta purtroppo, e non solo in Italia, che un'opera va avanti in un certo modo crescono anche le spese che in questo momento non sono a bilancio, diciamo così". "È chiaro che è una battaglia identitaria del MoVimento 5 stelle e quindi comprendo bene la durezza". Nonostante tutto però per il presidente della Camera "la legislatura è saldamente in piedi, c'è la nostra Carta costituzionale, la nostra Repubblica e semmai avverrà qualcosa la parola passerà sempre al Presidente della Repubblica, non al presidente della Camera".

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E Matteo Salvini smorza sulla crisi di governo. Elezioni anticipiate? "Non ci penso neanche. Abbiamo fatto tanto in nove mesi e voglio fare ancora di più in cinque anni". "Io rimango convinto che la Tav si debba fare, per collegarci al resto dell'Europa. Stiamo lavorando per riaprire tutto quello che altri hanno bloccato per anni e io farò di tutto perché, coinvolgendo la Francia e l'Europa, l'opera si faccia. Gli italiani ci chiedono di lavorare e questo faremo".

"Non penso ci sia una crisi di governo" ha detto Davide Casaleggio rispondendo ai giornalisti a Villaggio Rousseau a Milano. "So che voi avete questo focus. Oggi siamo a Villaggio Rousseau, un bell'evento di partecipazione, e di questo vorrei parlare" ha tagliato corto Casaleggio.
CHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAVCHIARA APPENDINO LUIGI DI MAIO NO TAV

Sulla stessa lunghezza d'onda il ministro leghista dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio a Tgcom24 sulla possibile crisi di governo dopo lo scontro sul Tav tra Lega e M5S. "Stiamo andando bene con vari progetti e non penso che la Tav possa mettere in crisi un governo - afferma -. Ormai per gli italiani questa cosa della TAV sembra la diatriba su Mazzola e Rivera o su Coppi e Bartali. Oltre alla problematica della TAV l'Italia ha bisogno di vere infrastrutture".

Intanto Torino si prepara a un'altra manifestazione dei #SiTav con le Madamin di nuovo in piazza in un flash mob mentre le imprese scendono sul piede di guerra: 'Se non partono i bandi pronti ad azioni legali'. Fonte: qui

LA TELT DOMANI DARÀ IL VIA LIBERA ALLA TAV: SARÀ NECESSARIO PER NON PERDERE 300 MILIONI DI FINANZIAMENTI EUROPEI 
IL DIRITTO FRANCESE PREVEDE CHE NEI PRIMI SEI MESI DALLA PUBBLICAZIONE DEI BANDI CI SIA UN'INDAGINE DI MERCATO PER INFORMARE LE AZIENDE 
ALLA FINE DEI SEI MESI SI PROCEDE CON I CAPITOLATI D'APPALTO, A MENO CHE NON SI UTILIZZI LA “CLAUSOLA DI DISSOLVENZA”: IN QUEL CASO I BANDI DECADONO, SENZA ONERI PER NESSUNO 
LO SCENARIO E COSA PUO’ ACCADERE


UN ESCAMOTAGE LINGUISTICO E SI VA AVANTI PER I FONDI UE
Alessandro Trocino per il “Corriere della Sera”

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La Telt domani darà il via libera alla Tav. E l' utilizzo della terminologia giuridica francese - «avis de marchés», cioè «inviti a presentare candidatura» - consente ai 5 Stelle, con un escamotage linguistico, di dire che si tratta di semplice «manifestazione di interesse» e non di bandi. Ma il via libera sarà necessario per non perdere 300 milioni di finanziamenti europei. Il diritto francese prevede che nei primi sei mesi dalla pubblicazione dei bandi ci sia un' indagine di mercato per informare le aziende.
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Alla fine dei sei mesi si procede con i capitolati d' appalto, a meno che non si utilizzi la «clausola di dissolvenza»: in quel caso i bandi decadono, senza oneri per nessuno. Di norma, il recesso unilaterale è possibile per motivi di «interesse nazionale», in questo caso c' è anche la clausola del «preventivo avallo» dei governi, allo scadere dei sei mesi, formula concessa diverse settimane fa dal direttore generale di Telt Mario Virano. Dire che con questa procedura «non si vincoleranno i denari degli italiani» non è corretto.
Perché lo sono già da ora.

Secondo i calcoli tratti dalle due stesse relazioni sulla Tav (quella economica di Ponti e quella giuridica di Pucciarello) si dovrebbero pagare quasi quattro miliardi in caso di recesso unilaterale. Con la decisione della Telt, partono dunque i bandi per i primi tre lotti, in territorio francese, per scavare 45 chilometri di tunnel. Non avviare i lavori è quasi impossibile: ci sono sette trattati e due leggi nazionali che obbligano ad andare avanti. A meno che l' Italia non riesca a trattare con Francia e Ue la rimodulazione complessiva del trattato .

CANTIERE TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE
LA PARTITA FINALE RIMANDATA A SETTEMBRE QUANDO ANDRÀ SCIOLTO IL NODO DEGLI APPALTI
Umberto Mancini per “il Messaggero”

Apparentemente hanno vinto tutti o quasi. Il governo giallo verde perché guadagna tempo, evita di bloccare i lavori ma, contestualmente, non si impegna dal punto di vista finanziario. Parigi che mantiene il punto, tiene in vita il progetto e non vede andare in fumo le risorse stanziate dall' Europa. Infine la Telt, società che gestisce l' opera, che si limiterà a spostare in avanti gli appalti per la costruzione della Torino-Lione.

mario virano direttore generale telt 1MARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT
In fondo, grazie ad un escamotage giuridico, la partita finale sul futuro della Tav viene tecnicamente rinviata a settembre con la messa a punto dei capitolati d' appalto veri e propri. E - se le condizioni politiche lo consentiranno - il completamento dell' infrastruttura o il suo stravolgimento.

LE TAPPE 

Domani, Telt, come scritto nelle lettera di risposta al governo italiano, darà il via libera solo alla pubblicazione delle manifestazioni d' interesse. Agli inviti cioè alle imprese interessate a presentare le candidature per i prossimi lavori che riguardano i lotti francesi del tunnel di base.

TAV TORINO LIONETAV TORINO LIONE
Quest' ultime avranno tempo fino al 31 marzo per farsi avanti, mentre la scelta definitiva verrà fatta tra 6 mesi, a settembre appunto. La pubblicazione degli avis de marchès se da un lato può apparire come una vittoria della Lega, che spinge per andare avanti, dall' altro è qualcosa di ben diverso rispetto ai bandi di gara che definiscono nei dettagli, con capitolati specifici, la natura degli interventi da realizzare, i costi, le tecnicalità operative. Al momento tutto resta nel limbo, sospeso. O meglio rinviato a quando la stazione appaltante, la Telt, dovrà condividere con le aziende interessate - ce ne sono tante - i capitolati e quindi la strada da compiere.
mario virano direttore generale teltMARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT

Ma se su questo punto la Francia non ha nessun dubbio - il rinvio di 6 mesi è considerato propedeutico ad un sì - dall' altro resta un rebus quale sarà l' atteggiamento dell' Italia. Perché il presidente del Consiglio mier Giuseppe Conte ha spuntato in extremis il massimo possibile. Non c' è infatti lo stop all' opera - che avrebbe comportato subito un danno erariale di 300 milioni a carico di Telt e conseguenze ben più pesanti in termini politici - ma la sua «rivalutazione».

Con l' invito del premier, giuridicamente non rilevante ma politicamente forte, rivolto a Telt a «soprassedere dalla comunicazione dei capitolati di gara, al fine di evitare che soggetti terzi», cioè le imprese, possano «formulare offerte per la realizzazione dell' opera, condizionando le libere, definitive determinazioni del governo» italiano. E senza offerte, senza capitolati, senza ripartizione dei lavori, il governo si mette al riparo «dall' assunzione di impegni di spesa». Insomma, non è costretto a bloccare dei soldi, a subire dei vincoli. Almeno nell' immediato.
MAPPA TAV EUROPAMAPPA TAV EUROPA

FONDI UE
Non solo. La pubblicazione dei semplici inviti a partecipare consente di non perdere gli stanziamenti dell' Unione Europea. Tutto resta quindi aperto, reversibile, come prevede del resto la clausola di dissolvenza del diritto francese. Norma che ha salvato gli equilibri all' interno dell' esecutivo e rinviato lo scontro con l' Europa. Restano quindi congelati 2,3 miliardi di appalti.

CANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSACANTIERE TORINO LIONE TAV VAL DI SUSA


Anche se, ed è un dato che la Lega considera positivo, la procedura di selezione delle aziende viene comunque avviata. A settembre arriveranno anche i capitolati per la presentazione delle offerte definitive che - spiegano alla Telt - dovranno avere l' avallo dei governi francese e italiano. Il primo è pressoché scontato, visto che Parigi non ha nessuna intenzione di fare marcia indietro, il secondo dipenderà dal quadro politico che emergerà dopo le consultazioni europee a le trattative con Bruxelles. Sempre che qualcuno, dentro il governo, non decida di forzare la mano, facendo saltare il fragile equilibrio raggiunto. L' analisi costi benefici realizzata dal Mit viene sostanzialmente considerata carta straccia dagli uomini di Matteo Salvini, dalla Commissione Ue, da Parigi e dal fronte delle imprese. Una resa dei conti solo rimandata.

Fonte: qui

domenica 20 gennaio 2019

IL RINVIO DELL'OPERAZIONE FINCANTIERI-STX DAVANTI AI GIUDICI DELLA CONCORRENZA EUROPEA È STATO CHIESTO E VOLUTO DA PARIGI (E BERLINO SI E’ ACCODATA) PER NON CEDERE ALL’ITALIA UN GIOIELLO INDUSTRIALE NAZIONALE


QUANDO SI TRATTA DI FREGARE L’ITALIA, FRANCIA E GERMANIA SI TROVANO SEMPRE D’ACCORDO 
MA ANCHE I TEDESCHI HANNO I LORO INTERESSI A STOPPARE L’OPERAZIONE (E POI I “SOVRANISTI” SAREMMO NOI… INFATTI I POLITICI SOVRANISTI ITALIANI NON ESISTONO!)
Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

FINCANTIERI MONFALCONEFINCANTIERI MONFALCONE
Altro che normale procedura: Il rinvio dell' operazione Fincantieri-Chantiers de l' Atlantique davanti ai giudici della Concorrenza europea è stato chiesto e voluto da Parigi. E Berlino non ha fatto che andare dietro ai francesi. Il sito Mer et marine, sempre ben informato sull' attualità navale di Francia, smentisce almeno in parte la posizione ufficiale dell' Eliseo e del governo, secondo la quale soltanto le malelingue potrebbero interpretare la richiesta di un' inchiesta approfondita sull' acquisizione dei cantieri di Saint Nazaire da parte degli italiani come un atto ostile.
merkel macronMERKEL MACRON



Non sarà una dichiarazione di guerra, ma la richiesta presentata dalle autorità antitrust di Francia e Germania a Bruxelles tradisce soprattutto le reticenze francesi a cedere un gioiello industriale nazionale ad una controllata pubblica italiana. Le reticenze non sono nuove, ma le frizioni col governo giallo-verde non hanno fatto che rinforzarle. L'accoglienza dei migranti, la Tav, le frizioni europee sulla manovra e, per ultime, anche le dichiarazioni di solidarietà ai Gilet Gialli da parte del vicepremier Di Maio, non hanno creato un clima favorevole a matrimoni italo-francesi.

macron e le maire a saint nazaire StxMACRON E LE MAIRE A SAINT NAZAIRE STX
Quest'estate il partito francese contrario allo sbarco degli italiani a Saint Nazaire sarebbe stato sul punto di vincere. Il casus belli avrebbe potuto essere quello dell'alleanza cantieristica anche sul navale militare, corollario del matrimonio civile tra Fincantieri e Chantiers de l'Atlantique. Di un avvicinamento tra Fincantieri e la francese Naval Group si parlava espressamente nell' accordo del settembre 2017 (siglato a Lione da Macron e dall'allora presidente del Consiglio Gentiloni) che sancì i termini dell' acquisizione.
Ma allora al governo c'era il Pd. Con l'esecutivo di Conte (e di Salvini e Di Maio) impossibile immaginare un'alleanza in un settore iper-strategico come quello della Difesa.

LA STRATEGIA
LE MAIRE STXLE MAIRE STX
Una marcia indietro della Francia avrebbe però provocato l'apertura ufficiale delle ostilità e soprattutto avrebbe indebolito la reputazione europea di Macron: il governo ha dunque deciso di andare avanti, ma a velocità ridotta. E rinviare la patata bollente a Bruxelles è apparsa la soluzione migliore. Soprattutto con un alleato di peso come la Germania.

I tedeschi non hanno poche ragioni per opporsi alla fusione di Fincantieri con i francesi di Saint Nazaire: la nuova creatura sarà un colosso con capitali a maggioranza pubblici, mentre la tedesca Meyer-Werft (con la filiale finlandese Meyer Turku) è una società privata. Il presidente del costruttore tedesco si era già fatto sentire l' anno scorso contro l'ombrello pubblico che protegge gli italo-francesi e che potrebbe viziare la concorrenza.

CANTIERI STXCANTIERI STX
Nonostante i malumori tedeschi, sono stati però i francesi a prendere l'iniziativa di sollecitare l'antitrust europea (che di per sé avrebbe dato il via libera all' operazione, visto che non raggiunge la soglia minima di fatturato per impensierire la Commissione). A dicembre i francesi hanno lasciato credere che fossero i tedeschi a volere un' inchiesta di Bruxelles, ma in realtà, sarebbe stata proprio l' antitrust francese a decidere il ricorso. Governo ed Eliseo alzano le mani: «L' antitrust è un' autorità indipendente». Come dire noi non c' entriamo. Pochi credono comunque che i giudici europei decidano alla fine di bocciare l' accordo.

Ma intanto si prende tempo, e magari si arriverà alla primavera, e con la primavera, passeranno anche le elezioni europee. A Saint Nazaire intanto i cantieri funzionano a pieno regime. Per il momento lo Stato francese è padrone, ma anche questa non è una soluzione che piace a Macron. Il ministro dell' Economia Le Maire non ha fatto che ripeterlo: la nazionalizzazione è solo temporanea.

12 Gennaio 2019

Fonte: qui