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giovedì 19 dicembre 2019

I TITOLI DI STATO ITALIANI RENDONO DI PIÙ DI QUELLI DI ATENE, PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA

I MOTIVI PRINCIPALI SONO TRE, SIA POLITICI CHE TECNICI. SEMBRA CHE PRESTO LA VIGILANZA DELLA BCE POSSA CONSENTIRE ALLE BANCHE GRECHE DI DETENERE PIÙ TITOLI DI STATO DEL PROPRIO PAESE

L'ITALIA NEI RENDIMENTI DEI BOND È DIVENTATA FANALINO DI CODA EUROPEO

Morya Longo per www.ilsole24ore.com

Su altre scadenze era già accaduto. Ma ora la Grecia ha sorpassato l’Italia anche sui titoli di Stato decennali: in chiusura (secondo la piattaforma Bloomberg) i nostri BTp rendono l’1,338% mentre i bond greci l’1,294%. Il sorpasso, che in chiusura di giornata non era mai accaduto, è dovuto a tre fattori: da un lato è da tempo che i rendimenti dei BTp salgono, dall’altro quelli greci hanno strappato un deciso calo nella giornata di mercoledì 18 quando si è sparsa la voce che la Bce potrebbe permettere alle banche greche di detenere più titoli di Stato del proprio Paese. Infine c’è un importante motivo tecnico. Sta di fatto, in ogni caso, che per la prima volta nella classifica dei rendimenti l’Italia è diventata il fanalino di coda dell’Eurozona.

PROTESTE IN GRECIA CONTRO L AUSTERITYPROTESTE IN GRECIA CONTRO L'AUSTERITY

I motivi (greci) del sorpasso
La protagonista del sorpasso mercoledì 18 è la Grecia: i suoi titoli sono gli unici con rendimenti in calo in Europa, nella giornata in cui un po’ tutti sono invece saliti. Il motivo nasce da una notizia arrivata in mattinata: secondo alcune fonti interpellate da Bloomberg, sembra che presto la Vigilanza della Bce possa consentire alle banche greche di detenere più titoli di Stato del proprio paese. Nel 2015 era stato messo, proprio dalla Vigilanza, un tetto che ora potrebbe essere innalzato.

Dalla Bce non sono arrivati commenti a riguardo (ma neanche smentite). La notizia ha dunque avuto un impatto forte sui titoli greci, che hanno visto i rendimenti scendere e i prezzi salire. Ovviamente il mercato inizia a sperare che presto anche la Bce inizi a comprare i titoli della Grecia, come fa con quelli di tutti gli altri Paesi: attualmente, infatti, i titoli del Paese ellenico non sono oggetto di acquisti nell’ambito del programma di Quantitative easing. Il cambio in questo senso, se avvenisse, sarebbe epocale per la Grecia.
grecia 1GRECIA 

I motivi (italiani) del sorpasso
Ma se una macchina accelera (la Grecia) un’altra rallenta (l’Italia). Da inizio settembre i rendimenti dei BTp decennali sono saliti dal minimo di 0,805% (sempre secondo la piattaforma Bloomberg) all’1,338% di mercoledì 18 dicembre. Anche lo spread sui Bund è salito. I motivi sono tanti e in gran parte politici legati al timore di elezioni anticipate.
I BTp hanno iniziato a indebolirsi (dunque i rendimenti hanno iniziato a salire) man mano che si indeboliva il Governo Conte: i mercati temono infatti le elezioni anticipate, perché pensano che un super-successo della Lega possa riportare in auge il tema dell’uscita dell’Italia dall’euro. In realtà questo è un tema che - sui mercati - è percepito in ridimensionamento. Ma comunque gli investitori continuano a nutrire una - pur minima - preoccupazione a questo riguardo.

Mercoledì, in questo senso, i BTp sono stati penalizzati dall’annuncio che (probabilmente tra aprile e giugno) si terrà il referendum sul taglio dei parlamentari. A pesare è, anche qui, il rischio di elezioni anticipate: «Il fatto che il referendum si terrà in primavera - spiega un operatore del mercato - lascia pensare che da qui ad allora si possa aprire una finestra per le elezioni anticipate con la vecchia legge». Insomma: il mercato interpreta il referendum come una maggiore probabilità di voto in tempi brevi.

Infine ultimamente sui BTp ha anche pesato il caso del Mes, cioè il fondo salva-Stati. A pesare è soprattutto la riforma delle clausole Cacs, che rendono più facile (ma non per forza più probabile) la ristrutturazione dei debiti pubblici. Sebbene non ci sia nessuna automaticità tra un eventuale ricorso al salvagente del Mes e la ristrutturazione del debito, un po’ di apprensione sul mercato c’è stata.
isola di folegandros grecia 1ISOLA DI FOLEGANDROS GRECIA 
Pesa poi anche la ventilata ( solo ventilata) ipotesi che per concedere la garanzia europea sui depositi bancari la Germania chieda alle banche italiane di ridurre i titoli di Stato nei loro portafogli. Questa è solo un’ipotesi, ma se venisse anche lontanamente realizzata avrebbe un effetto dirompente sui nostri titoli di Stato. 

I motivi (tecnici) del sorpasso
C’è infine un motivo tecnico: il cambio dei benchmark. Cioè dei titoli di Stato presi come riferimento per fare i confronti tra Paesi. Da qualche tempo per l’Italia è cambiato il benchmark: si prende infatti come riferimento il nuovo BTp decennale, che scade nell’aprile 2030. Il decennale greco attualmente preso come benchmark, invece, scade nel marzo del 2029: rispetto al decennale italiano c’è dunque un anno di differenza che pesa (a sfavore dell’Italia) sul tasso d’interesse. E lo stesso svantaggio c’è con i Bund tedeschi. Per questo nel calcolo dello spread si possono vedere risultati diversi su Bloomberg, su Reuters o su altre piattaforme: perché non tutte hanno cambiato il benchmark. 

Fonte: qui

venerdì 8 novembre 2019

ITALIA e GRECIA: rendimenti uguali! Rischio uguale?


Il ricordo è ancora fresco nella mia memoria. Qualche anno fa si continuava a fare un parallelismo e per certi versi ingiustificato.
“No, non fraintendete, l’Italia non è la Grecia e quindi sia ben chiaro, parliamo di due mondi MOLTO lontani”.
Era ovviamente il momento in cui la Grecia ha fatto default, quando il debito pubblico di Atene è stato rinegoziato e le banche greche sono saltate come tappi di champagne.
Ormai di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da quei giorni, ma badate bene, per certi versi non sono cambiate molte cose. Anzi, se parliamo del nostro debito pubblico, la situazione è peggiorata mentre il quadro macroeconomico greco un po’ sì è migliorato. Ma MAI mi sarei immaginato già adesso questo evento.
(…) Giovedì 7 novembre, per qualche ora, il debito dell’Italia è stato considerato dai mercati più rischioso di quello della Grecia. Il rendimento dei titoli decennali greci a 10 anni, che sta calando rapidamente dalla vittoria del conservatore Kyriakos Mitsotakis alle elezioni, è infatti sceso fino a 1,1% mentre quello dei Btp italiani saliva all’1,16%. Lo spread tra titoli greci a dieci anni e Bund tedeschi si è così ridotto a meno di 150 punti, mentre quello Btp-Bund era poco sopra i 150. (…) Il sorpasso è stato subito notato dal Financial Times che sul suo sito ha titolato: “Italia più rischiosa della Grecia”, evidenziando come sia la prima volta dal 2008 che i bond ellenici rendono così poco. “I rendimenti di entrambi i paesi, che hanno avuto un picco durante la crisi del debito in euro, rimangono molto bassi per gli standard storici, ma la riabilitazione del mercato obbligazionario della Grecia è stata la più spettacolare”, commenta il quotidiano britannico. (…) [IFQ]
Ebbene si, per qualche istante il decennale greco ha reso meno di quello italiano. Il grafico qui sopra illustra il “close” dove tale gap si è nuovamente chiuso a favore di Roma. Intanto però a 5 anni, il titolo di Italia e Grecia ha pari rendimento.
Quindi, signori, ci siamo. Atene non è più così lontana. Al momento in merito ai rendimenti.
Fonte: qui

domenica 1 settembre 2019

Il rendimento italiano a 10 anni raggiunge un nuovo record di ottimismo politico rinnovato

Le azioni bancarie italiane sono aumentate e i rendimenti del BTP sono scesi mercoledì, tra l'ottimismo che le turbolenze politiche che hanno arrecato il governo italiano nell'ultimo mese potrebbero presto essere finite, mentre UniCredit, la più grande banca italiana per attività, potrebbe essere in cerca di prendere il controllo diretto del suo turco filiale, Yapi Kredi.
L'indice FTSE All Italia Bank è salito di oltre l'1,3%, sovraperformando il mercato in generale, guidato da UniCredit, che ha raggiunto il 2%, posizionandosi tra i migliori performer della STXE 600. Nel frattempo, il rendimento decennale in Italia è sceso di 12 pb all'1,01%, un nuovo record, mentre lo spread del bund BTP si è ridotto da 10 pb a 173 pb, il livello più stretto da maggio 2018.
Secondo Bloomberg , UniCredit è in trattativa per assumere il controllo diretto della sua partecipazione nel finanziatore turco Yapi Kredi, un accordo che spianerebbe la strada a una potenziale vendita o riduzione della sua partecipazione, hanno detto persone con conoscenza della questione.
Nel frattempo, sul fronte politico, il leader del Partito Democratico(pro globalismo, neoliberismo, UE e banche) Nicola Zingaretti ha segnalato il sostegno a una potenziale coalizione con i 5 Stelle durante i colloqui che sono proseguiti a tarda notte tra il Partito Democratico italiano e il Partito M5S. Il dramma politico è in corso da giorni, affascinando il paese e gli investitori da quando il Primo Ministro Giuseppe Conte si è dimesso a causa di dissidi di politica economica con il leader della Lega, Matteo Salvini. Conte si è dimesso il 20 agosto.
Secondo quanto riferito, Zingaretti dirà al presidente italiano Sergio Mattarella che sostiene il mantenimento del ruolo di Primo Ministro, secondo funzionari anonimi del Partito Democratico. Luigi Di Maio, il leader dell'M5S, sta spingendo a ricoprire l'incarico di vice primo ministro, ma questo è diventato un punto critico poiché il Partito Democratico non è d'accordo.
I negoziati sono un passo fondamentale verso la formazione di un nuovo governo senza rimandare gli italiani alle urne per l'ennesima elezione. Fonte: qui

giovedì 1 dicembre 2016

La banca, la crisi, e le pentole


Sono andato più di una volta a sentire le presentazioni pubbliche dove la banca dove ho messo i miei risparmi fa parlare degli esperti di finanza. Pur nei limiti di questo tipo di cose, spesso ho trovato che questi esperti mi hanno dato delle utili dritte, raccontando cose che poi si sono verificate sul serio.

Così, l'altra sera sono andato a sentire un'altra di queste presentazioni. Vi dirò francamente, è stata un disastro totale. Non che non ce l'avessero messa tutta. C'era il loro mega-presidente, un professore universitario, due giornalisti finanziari, tutti belli incravattati e microfonati. E sono riusciti a dare l'impressione di essere dei venditori di pentole a una sagra di paese.

Il problema è che le banche sono sempre vissute su questa idea che ti regalano qualcosa, un po' come Babbo Natale. Tu gli dai 1000 lire, dopo un po' di tempo te ne rendono 2000. Vi ricordate quando c'erano i buoni postali "fruttiferi"?

Ma ora, tutto è cambiato: siamo ai tassi negativi.

Ed è difficile per la banca spiegare ai clienti come mai se tu gli dai 1000 euro, dopo un po' loro te ne rendono 500.

E' come accorgersi che Babbo Natale non solo non ti ha portato regali, ma ti ha anche svaligiato il frigorifero.

E così, in questa presentazione il mega-presidente e gli altri non han trovato di meglio che rifugiarsi nei discorsi che fanno i nostri presidenti del consiglio negli ultimi 15 anni che, ogni anno, si trovano a dire "si, quest'anno è andata malissimo, ma l'anno prossimo la crescita ritornerà". Quindi, si lanciati a spiegare che, se in Italia le cose vanno male, nel resto del mondo c'è crescita, quindi le cose vanno bene. E hanno fatto vedere una mappa del mondo dove tutti i paesi in crescita erano in verde, con solo l'Italia e pochi altri in rosso. Veniva voglia di chiedergli se non fosse allora il caso di investire in Iraq (bello verde) oppure nella banca di Aleppo, in Siria (anche quella, bella verde).

Poi, tutta la storia è stata che l'attuale crisi è soltanto un'oscillazione momentanea, che l'economia è sempre cresciuta e quindi per forza tutto riprenderà a crescere. Dunque ci vuole fiducia e "far lavorare i propri soldi". Questo veniva dimostrato con dei grafici dove si faceva vedere la crescita a lungo termine di vari fondi, senza mai preoccuparsi di specificare se i dati erano corretti per l'inflazione oppure no. E poi, hanno detto, da qui al 2050 la popolazione aumenterà a 11 miliardi e ci saranno 3 miliardi e mezzo di persone in più che consumeranno e produrranno benessere. Il tutto condito con dei filmati in cui si vedeva una famigliola benestante, padre, madre e figlioletto, talmente lisci e azzimati che sembravano l'ultimo modello di androide dal film "Io Robot".

La cosa peggiore è stata quando il Mega-Presidente si è messo a raccontare che non ci sono limiti alla crescita e che già negli anni '70 avevano previsto la fine del petrolio in trent'anni, ma che abbiamo trovato dei nuovi pozzi, Non solo, ma ora possiamo estrarre più petrolio dagli stessi pozzi di prima.

E poi scaveremo altri buchi per terra e avremo tanta energia che non sapremo cosa farne, come dimostrato dai bassi prezzi del petrolio. E con questa energia desalinizzeremo l'acqua e irrigheremo zone che ora non sono coltivate e daremo da mangiare a quei tre miliardi e mezzo in più. Non solo questo, ma avremo bistecche sintetiche che non producono gas serra (lo giuro, l'ha detto!). A questo punto, qualcuno sul palco ha detto che lui non le vorrebbe mangiare, al che hanno detto che la gente nei paesi in via di sviluppo sarà ben contenta di mangiarle (giuro che hanno detto anche questo!!!)

Bene, non vi so dire come è andata a finire, a un certo punto non ne ho potuto più e sono andato via. 

Magari alla fine hanno veramente tirato fuori una batteria di pentole in vendita. Ho visto molta altra gente che lasciava la sala, un tantino (tanto?) perplessa.

In effetti, l'aura di disperazione che aleggiava sul pubblico era abbastanza evidente.

Poi, non è che voglio dir male di queste persone che stavano sul palco e non credo volessero imbrogliare nessuno. Se chiedete a me, ho l'impressione che credessero veramente a quello che dicevano.

Ma la faccenda dei tassi negativi è stata dirompente un po' per tutti, incluso per i dirigenti delle banche.

E quindi, ci troviamo tutti a navigare senza bussola in un mondo che cambia continuamente e in cui quelli che dovrebbero essere al timone ne sanno meno dei passeggeri che vorrebbero essere traghettati verso qualche porto sicuro. Che ci volete fare?


Da qualche parte finiremo per arrivare, magari con una batteria di pentole nuove in cucina. 


Ugo Bardi