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venerdì 24 luglio 2020

Coronavirus, decisione clamorosa del Tar: "Fuori i verbali del dialogo tra governo e comitato scientifico"

I verbali del Comitato tecnico scientifico, sulla base dei quali il governo ha deciso ha deciso le limitazioni da imporre agli italiani per contenere il contagio e ridurre l’emergenza Covid, non sono più secretati. Lo ha stabilito una sentenza del Tar del Lazio pronunciata lo scorso 13 luglio e pubblicata ieri. Ne scrive Il Giornale

I giudici amministrativi della Prima sezione quater – presidente Mariangela Caminiti, consiglieri Lucia Gizzi e Ines Simona Immacolata Pisano, consigliere estensore – hanno accolto il ricorso di tre avvocati, Rocco Mauro Todero, Vincenzo Palumbo e Andrea Pruiti Ciarello, consigliere di amministrazione della Fondazione Einaudi, che avevano chiesto l’accesso civico ai verbali del Comitato tecnico scientifico anti-Covid: gli atti, in pratica, sulla base dei quali il governo ha deciso le limitazioni da imporre agli italiani per contenere il contagio e ridurre l’emergenza.

Secondo quanto scrive il Tar negare gli atti è stato un errore "perché i verbali richiesti del Cts erano prodromici all’emanazione dei Dpcm e non erano qualificabili come 'atti amministrativi generali', come invece sostenuto nella memoria difensiva da Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento della Protezione civile. Di qui l’ordine di far vedere e fare copia degli atti, entro 30 giorni".

La polemica era stata sollevata nel maggio scorso dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri (M5S). Il Tar nella sentenza chiarisce che "la ratio dell’intera disciplina normativa dell’accesso impone di ritenere che se l’ordinamento giuridico riconosce, ormai, la più ampia trasparenza alla conoscibilità anche di tutti gli atti presupposti all’adozione di provvedimenti individuali o atti caratterizzati da un ben minore impatto sociale, a maggior ragione deve essere consentito l’accesso ad atti, come i verbali in esame, che indicando i presupposti fattuali per l’adozione dei descritti Dpcm si connotano per un particolare impatto sociale, sui territori e sulla collettività" 

I verbali dunque non sono più secretati a meno che l’amministrazione non opponga "ragioni sostanziali attinenti ad esigenze oggettive di segretezza o comunque di riservatezza degli stessi al fine di tutelare differenti e prevalenti interessi pubblici e privati". Staremo a vedere. Fonte: qui

sabato 11 luglio 2020

CI RISIAMO: IL DECRETO LUGLIO SLITTA AD AGOSTO!

LE TRATTATIVE PER IL RECOVERY FUND CONGELANO LA LEGGE CHE DOVREBBE RIFINANZIARE LA CASSA INTEGRAZIONE: NON C'È PIÙ UN EURO E IL GOVERNO VUOLE ASPETTARE A CHIEDERE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO, PER NON DARE MESSAGGI SBAGLIATI AI MERCATI
LE STIME HORROR DI BANKITALIA: IL PIL CROLLERÀ TRA IL 9,5 E IL 13%

Andrea Bassi per “il Messaggero”

 

GIUSEPPE CONTE FIRMA UN DECRETOGIUSEPPE CONTE FIRMA UN DECRETO

Roberto Gualtieri prova a guardare il bicchiere mezzo pieno. Il rimbalzo di maggio della produzione industriale, salita del 42% rispetto al mese precedente, è definito dal ministro «incoraggiante». Non fa niente che ad aprile le imprese erano in pieno lockdown mentre il 4 maggio hanno potuto ricominciare a produrre.

 

E per ora resta in secondo piano anche la voragine provocata dalla caduta senza precedenti della produzione industriale, che segna ancora un meno 20% rispetto all' anno scorso. Resta il fatto che gli analisti non si aspettavano questa reazione dall' industria italiana. Pensavano che avrebbe fatto peggio. Una mezza notizia positiva per il Tesoro, insomma, c' è. Ma la domanda è se questa scintilla è destinata ad accendere un fuoco durevole o a rivelarsi un fuoco di paglia.

 

Gualtieri ConteGUALTIERI CONTE

Di certezze ce ne sono poche. Lo dimostrano i dati diffusi ieri dalla Banca d' Italia che ha aggiornato le sue previsioni sull' andamento del Pil di quest' anno. La stima è peggiorata. E ancora una volta Via Nazionale non indica un dato preciso, ma una forchetta, tra il -9,5% nello scenario di base, a oltre il 13% di riduzione del prodotto interno lordo se dovessero emergere nuovi focolai.

 

recessione coronavirusRECESSIONE CORONAVIRUS





Il governo nel Def, per ora, ha previsto un -8% di Pil quest' anno. Ma il Tesoro starebbe rivedendo le stime per portarlo verso il -9%. Banca d' Italia ha anche anticipato i risultati di un sondaggio fatto tra le imprese: il 90% ritiene che la situazione economica è peggiorata.

 

IL NEGOZIATO

Visto dal lato degli imprenditori, insomma, il bicchiere è mezzo vuoto. Secondo Bankitalia a cambiare queste prospettive, questa volta in meglio, potrebbe essere l' andamento del negoziato Ue sul Recovery fund, il piano da 750 miliardi, 500 dei quali a fondo perduto, che i governi europei stanno trattando (all' Italia spetterebbero 172 miliardi).

coronavirus poverta' 2CORONAVIRUS POVERTA'

 

L' attesa sull' esito delle trattative con l' Europa ha fatto congelare anche il lavoro sul decreto di luglio, quello che dovrebbe rifinanziare la Cassa integrazione legata al Covid fino alla fine dell' anno (anche se non per tutti ma in maniera selettiva), finanziare Comuni e Regioni per evitare i default e, soprattutto, spostare in avanti il divieto di licenziamento introdotto dal governo all' inizio dell' emergenza e che scade il prossimo 17 agosto.

 

Il decreto di luglio è destinato, insomma, a cambiare nome. Diventerà decreto di agosto (qualcuno parla addirittura di settembre). Il timore dei tecnici sarebbe quello di evitare di dare ai mercatri finanziari dei messaggi sbagliati. Per poter finanziare la Cassa integrazione e le altre misure, compreso l' eventuale abbassamento dell' Iva proposto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è necessario chiedere l' autorizzazione al Parlamento per un nuovo scostamento sul deficit. Si era parlato nelle settimane scorse di una ventina di miliardi.

 

Il Tesoro sta in tutti i modi provando a ridurre le pretese dei partiti della maggioranza a 10-15 miliardi al massimo. Ma soprattutto non vuole che lo scostamento sia chiesto prima dell' approvazione europea del Recovery Fund. Con lo scudo dei 172 miliardi, di cui un' ottantina a fondo perduto per l' Italia, il nuovo deficit risulterebbe più digeribile per chi ogni mese compra i Btp italiani alle aste.

 

Senza questo paracadute e con i volumi ridotti che generalmente caratterizzano il mese di agosto, le ripercussioni sullo spread potrebbero farsi sentire. Al momento, insomma, l' ipotesi più accreditata è che, se il 17 e il 18 luglio, si dovesse trovare un accordo a Bruxelles sul Recovery Fund, a fine mese potrebbe essere chiesta al Parlamento l' autorizzazione a fare nuovo deficit.

ROBERTO GUALTIERI AKA MAO TSE TUNGROBERTO GUALTIERI AKA MAO TSE TUNG

 

Poi il 10 agosto sarebbe adottato in cdm il decreto anche se la pubblicazione potrebbe slittare a dopo ferragosto. In tempo comunque per prorogare il blocco dei licenziamenti. Il problema è se l' accordo in Europa dovesse tardare. In quel caso sarebbe necessario un Piano B. Che al momento, però, ancora non c' è.Intanto ieri Fitch ha confermato il rating italiano con outlook stabile. Fonte: qui



STIME DELL'FMI SULLA RECESSIONE DA CORONAVIRUS

giovedì 30 aprile 2020

GENTILE, MA NON TROPPO: “MI HANNO FATTO FUORI. IL PALLONE ROVINATO DA TROPPI RACCOMANDATI”

IL CAMPIONE DEL MONDO ‘82 ED EX CT DELL'UNDER 21 ATTACCA: "MOLTI GENITORI PAGANO I CLUB PER PORTARE AVANTI LE CARRIERE DEI PROPRI FIGLI, CHE COSÌ PASSANO DAVANTI A UN COETANEO CON PIÙ QUALITÀ - PIUTTOSTO CHE FARE IL BURATTINO, STO A CASA. 20 ANNI FA MAZZONE DISSE CHE…"

Nicolò Schira per “il Giornale”
CLAUDIO GENTILECLAUDIO GENTILE

Un Campione del Mondo dimenticato. Anzi emarginato da quello che per 40 anni è stato il suo mondo. Cacciato per non essere sceso a compromessi. È l' amara storia di Claudio Gentile, uno degli eroi del Mundial di Spagna '82. L' uomo che annullò Diego Armando Maradona e Zico.

Dal 2006 è sparito dai radar calcistici, nonostante da ct dell' Under 21 avesse vinto l' Europeo e conquistato lo storico bronzo olimpico ad Atene. Chi meglio dell' ex difensore della Juve (6 scudetti vinti) per guardare con disincanto al mondo del pallone: «Sono critico con il sistema, non mi meravigliano le attuali guerre interne di potere e interessi. I problemi del calcio partono dall' aver tolto dalla scena il talento. Da anni infatti non vanno avanti i più bravi, ma i raccomandati...».

In che senso?
«Parte tutto dai settori giovanili. Oggi un ragazzo, con il papà che c' ha i soldi, fa fuori la concorrenza e ha più possibilità di fare carriera. Molti genitori pagano i club per portare avanti le carriere dei propri figli, che così passano davanti a un coetaneo con più qualità».
CLAUDIO GENTILECLAUDIO GENTILE
A discapito del talento.
«Ai miei tempi se eri bravo andavi avanti, adesso invece comandano altre dinamiche. Ho visto molti ragazzi di talento nelle giovanili, potenziali campioni, mollare perché sorpassati da raccomandati. Quei ragazzi hanno detto: Non gioco anche se sono il più forte, allora cosa sto a fare qui e hanno mandato tutti a fanc....E così i talenti si disperdono».

C' è troppa tattica a livello giovanile?
«Proprio così. Nelle scuole calcio molti allenatori invece di far crescere i ragazzini, insegnando loro a marcare, li imbottiscono di nozioni tattiche. A 11-13 anni dovrebbero pensare a divertirsi».

Come faceva lei?
«Noi giocavamo per passione. Si imparava all' oratorio dove facevamo partite per 6-7 ore. Miglioravamo così, giocando. C' era amore verso il calcio, mentre adesso sono i genitori che spesso spingono i figli, sperando siano i nuovi Ronaldo per fare un mucchio di soldi».

Lei è stato incoraggiato a giocare?
CLAUDIO GENTILECLAUDIO GENTILE
«Mai. I miei genitori da questo punto di vista non mi hanno aiutato, dovevo arrangiarmi da solo. Abitavo a Brunate e andavo tutti i giorni fino a Como a piedi. Era la passione che mi spingeva, non come adesso che vanno al campo tutti griffati con scarpe da 250 euro».

La vostra fame l' hanno ereditata i giovani stranieri.
«I nostri giovani aspettano che l' occasione gli cada addosso, mentre chi viene dall' estero ha la voglia di emergere che avevamo noi. Vivono il calcio come un riscatto sociale e prendono spazio nelle nostre giovanili».
E le nazionali soffrono.
«La materia prima non è granché. Sono tanti anni che non vinciamo nulla. E pensare che negli anni Novanta e inizio Duemila le nostre Under 21 dominavano...».
L' ultimo trofeo porta la sua firma.
«Nel 2004 vincemmo l' Europeo e conquistammo il bronzo ad Atene, ma non voglio farne una questione personale. Dico solo che dopo di me c' è stata una svolta negativa, perché si è smesso di chiamare solo i più meritevoli e hanno iniziato a trovare spazio anche i raccomandati da quel dirigente o quel procuratore».

CLAUDIO GENTILECLAUDIO GENTILE
Quando la rivedremo in panchina?
«Io ormai sono tagliato fuori. Dicendo la verità, mi hanno messo da parte. Solo dall' estero c' è stata qualche chiamata. In Italia niente, ma va bene così. Piuttosto che fare il burattino, sto a casa.

Vent' anni fa Mazzone disse che in panchina ci sono 2 tipi di tecnici: gli allenatori e gli accompagnatori. Io sono un allenatore e non mi faccio imporre le scelte da nessuno. Il calcio italiano è gattopardesco: cambiano presidenti e dirigenti, ma rimane tutto uguale.
Ogni anno vedo personaggi che hanno fallito ovunque, ma puntualmente trovano sempre squadra. Io dopo un Europeo vinto e il bronzo di Atene sono stato cacciato via».

Si è pentito di aver sfidato il sistema?
«In Italia se non abbassi la testa e fai quello che ti dicono, non ti fanno lavorare. Io però, in campo e nella vita, non sono mai stato un burattino e mai lo sarò». Fonte: qui