Visualizzazione post con etichetta acquisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta acquisti. Mostra tutti i post

venerdì 20 dicembre 2019

STA SPARENDO L’ORO!

SE LE BANCHE CENTRALI STAMPANO CENTINAIA DI MILIARDI DI MONETA ELETTRONICA DA INIETTARE NEL MERCATO PER TAMPONARE LA VOLATILITÀ DEGLI INDICI, UN AMMONTARE SIMILE DI METALLO PREZIOSO STA SPARENDO DAI RADAR UFFICIALI 

I RICCHI AMMASSANO ORO (E BANCONOTE) PER PREPARARSI ALLA PROSSIMA CRISI…

MAURO Bottarelli per https://it.businessinsider.com/

In un mondo dove, a livello economico e finanziario, l’imponderabile è ormai da considerarsi regola e prassi – extraordinary is the new normal, parafrasando una famosa serie tv americana – non stupisce che anche il bene rifugio per antonomasia subisca delle mutazioni. E, di colpo, triplichi la sua natura come una dea indiana.

lingotti d'oroLINGOTTI D'ORO
Dopo l’oro fisico, gelosamente custodito nei caveau e rimpatriato in fretta e furia dalle Banche centrali di mezzo mondo e quello “di carta” dei futures che regolano il mercato delle bullion banks, ecco che oggi abbiamo a che fare anche con l’oro invisibile. O meglio, non-transparent.

Questa infatti la definizione scelta da Goldman Sachs nel suo allarmante report, ripreso in parte dal Wall Street Journal. Il succo? In un momento in cui le Banche centrali stampano centinaia di miliardi di moneta elettronica da iniettare nel mercato per tamponare la volatilità e euforizzare gli indici, un ammontare pressoché simile di metallo prezioso e valuta cartacea sta sparendo dai radar ufficiali. Insomma, qualcuno sta ammassando oro e banconote con un ritmo e per un controvalore senza precedenti. Perché?

LINGOTTI D OROLINGOTTI D'ORO
Goldman Sachs pare non avere dubbi: quei flussi inspiegabili fanno quasi certamente riferimento – fatta salva la quota ormai endemica riconducibile ad attività di crimine organizzato – alla scelta del cosiddetto 1% della popolazione mondiale più ricca di cautelarsi e proteggere la propria ricchezza da una nuova crisi finanziaria in arrivo.

Insomma, la logica della piscina di Zio Paperone, zeppa di monete d’oro in cui fare il bagno e sentirsi riccamente al sicuro dagli accadimenti di un mondo sempre meno prevedibile. L’analisi della banca d’affari parte da un presupposto, rappresentato dal grafico sopra: a livello globale e in risposta alle sempre crescenti tensioni geopolitiche, le Banche centrali stanno comprando oro fisico ad un ritmo che conosce pochi precedenti e il 2019, stante il risultato record già registrato nel periodo fra gennaio e ottobre, rischia di pareggiare o mancare di poco la previsione fatta proprio da Goldman a inizio anno, fra lo scetticismo generale.
DEPOSITI DI ORO TRA 2018 E 2019DEPOSITI DI ORO TRA 2018 E 2019
Ma più interessante appare quanto emerge da questo altro grafico, dal quale si evince che al mondo ci sarebbero 1.200 tonnellate – pari a un controvalore di circa 57 miliardi di dollari – di flussi aurei definiti “inspiegabili” emersi negli ultimi 3 anni. Insomma, al netto dei dati forniti dal World Gold Council (dopo il 2010) e dal Gold Fields Mineral Services (prima del 2010), il bilancio non torna.
E lo stesso vale quando si prendono in esame i benchmark rappresentanti dagli stock impliciti di metalli venutisi a creare nei caveau ufficiali in Regno Unito e in Svizzera, di fatto il frutto delle importazioni totali nette cumulative meno gli stock tracciabili legati agli Etf aurei. Insomma, i conti non tornano. E non di poco.

caveau banca svizzeraCAVEAU BANCA SVIZZERA
Anche perché, sempre come mostra il grafico, dalla fine del 2016 gli investimenti in oro non trasparenti hanno visto un volume di crescita più ampio addirittura di quello appunto degli Etf, sintomo che la domanda di metallo prezioso sta salendo ma anche che si muove e va a sedimentarsi al di fuori dei circuiti regolamentati e monitorati. Per Goldman Sachs questa dinamica ha tre spiegazioni.

Primo, l’ovvio tentativo di utilizzare barre e lingotti come strategia di hedging dai rischi geopolitici, un qualcosa che vede però in prima fila le Banche centrali, quindi soggetti che operano in maniera trasparente rispetto agli acquisti.
Secondo, soggetti che vogliono tutelare la loro ricchezza personale da eventuali sanzioni come patrimoniali o addirittura espropri, visto che nascondendo oro in un caveau privato si rende la vita più complicata al governo “predatorio” di turno.
Terzo, si temono scenari politici ed economici talmente estremi da voler addirittura bypassare qualsiasi tipo di entità finanziaria di intermediazione tracciabile, non solo per tutelare l’anominato ma anche per evitare anche il minimo rischio di controparte relativamente a quelle posizioni su metallo prezioso.

lingotti oroLINGOTTI ORO
Insomma, qualcuno teme che alle viste ci siano tempi davvero cupi sui mercati e nelle società occidentali. Tali da portare con loro una richiesta emergenziale e di massa del bene rifugio per antonomasia capace di svelare, una volta per tutte, il trucco dell’oro di carta, ovvero la quantità minima di oro fisico a disposizione rispetto al numero invece spropositato di futures trattati.
Se per caso si arrivasse a uno scenario in cui anche una minima parte di detentori di quei contratti chiedesse la consegna dell’oro fisico sottostante, il mercato salterebbe un minuto dopo sulla catena di controparte.
Meglio, quindi, la ricetta di Zio Paperone. Ma, come anticipato, non soltanto l’oro sta vivendo il particolare fenomeno della sparizione, anche le banconote. Ovvero, il tanto vituperato contante che le autorità vorrebbe sempre più ridimensionare a favore delle transazioni elettroniche e di una cashless society.

IL CAVEAU DELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORKIL CAVEAU DELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK
A detta del Wall Street Journal, il fenomeno sta prendendo dimensioni tali da portare “le Banche centrali a comportarsi sempre più come dei detectives, intente a risolvere il mistero del perché e del dove si nasconda tutto quel denaro“.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro: degli 1,7 trilioni di dollari in contanti circolanti nel 2018 (in aumento rispetto agli 1,2 trilioni di cinque anni prima), la maggioranza è infatti divenuta da prima offshore rispetto al mercato interno Usa e poi letteralmente sparita, in ossequio allo status di secondo bene rifugio preferito al mondo del biglietto verde (dopo l’oro, ovviamente).

Rud Judson, economista della Fed, nel 2017 scrisse in un documento che circa il 60% delle banconote Usa circolanti e il 75% di quelle da 100 dollari – i mitici Benjamins – avevano lasciato il Paese alla fine del 2016, un totale di circa 900 miliardi denominati in greenbacks e detenuti all’estero. Per Judson “quel tipo di detenzione garantisce un certo tipo di protezione contro le tensioni economiche, soprattutto in Paesi con una storia di instabilità conclamata all’interno dei propri sistemi finanziari”.

Ma non solo, perché fra i popoli con maggiore tendenza ad ammassare contante ci sarebbero australiani, svizzeri e tedeschi. Insomma, non esattamente il Terzo Mondo o l’epicentro di rivolte e guerre civili.
deutsche bundesbankDEUTSCHE BUNDESBANK
E se qualche accademico si spinge a ipotizzare rischi sistemici dal fatto che una non precisa conoscenza della quantità di contante in circolazione possa portare le Banche centrali a incorrere in errori di calcolo rispetto ai tassi di inflazione attesi, proprio in Germania si bada più al sodo. Come fa Sven Bertelmann, responsabili del centro analisi della Bundesbank a Mainz, a detta del quale “la gente nasconde denaro contante ovunque.
A volte le banconote sono sepolte in giardino, dove ovviamente cominciano a decomporsi o nascoste in soffitte a cantine, dove vengono mangiate dai topi o danneggiate dall’umidità. A volte, chiudono il denaro dentro buste di plastica e lo nascondo in posti che poi ci si scorda, talmente è ormai automatico il gesto. Ci sono stati casi molto frequenti di sequestri e rinvenimenti, legati a inchieste, al termine dei quali ci siamo ritrovati a mettersi insieme i pezzi di denaro come fossero un puzzle”.
Ma quanto denaro è finito fuori dai radar ufficiali in Germania? A detta della Bundesbank, oltre 150 miliardi di euro sono stati stoccati fuori dal sistema solo negli anni post-crisi finanziaria. Questo grafico, contenuto nell’ultimo studio sul tema di JP Morgan, sembra gettare acqua sul fuoco, visto che a detta dei responsabili della Bce, ad oggi il trend nella circolazione delle banconote non mostra anomalie. Ma a contrastare questa vulgata ottimistica ci pensano due dati di fatto.
Primo, l‘implementazione della politica di tassi negativi potrebbe incentivare sempre di più il ritiro del contante dai conti correnti e la sua detenzione in forma “privata”, soprattutto se gli istituti cominceranno a trasmettere i costi del denaro imposti dall’Eurotower anche ai clienti retail, come già minacciato da alcuni grossi nomi tipo Deutsche Bank.

Secondo, il fatto che proprio il responsabile del dipartimento della Bce chiamato a sovrintendere la circolazione del contante in seno alla Currency Management Division, Henk Esselink, non più tardi dello scorso settembre abbia lanciato il seguente appello alle opinioni pubbliche dell’eurozona: “Tutti dicono che non stanno nascondendo o ammassando privatamente banconote ma i numeri parlano chiaro, quel denaro è chiaramente da qualche parte. E non nelle banche o nel sistema“.
E se ogni anno in Australia, stando a dati della banca centrale, circa 7,6 miliardi di dollari (5,2 miliardi in dollari Usa) vengono letteralmente “persi” fra spiagge e cuscini del divano in tentativi di occultamente degni di gatto Silvestro, significa che il trend non è più ascrivibile a una paranoia da day after passeggera o alle mosse da Goldfinger di qualche appartenente ai lucky fews dell’1%.

Nel mondo post-Lehman e governato dalle Banche centrali, è la ricetta di Zio Paperone quella che risulta apparentemente vincente. Nella speranza che chi – comportandosi come Peppone con la vincita segreta al Totocalcio nascosta nel baule e affidata a Don Camillo – sta preparandosi al peggio, alla fine non risulti essere stato solamente un risparmiatore previdente e avveduto. Perché in quel malaugurato caso, rintracciare i flussi invisibili di oro e banconote rappresenterà l’ultima delle priorità.
Fonte: qui

mercoledì 2 ottobre 2019

Le esportazioni cinesi di terre rare di agosto negli Stati Uniti balzano in mezzo alla minaccia del divieto di esportazione

Secondo un nuovo rapporto di Reuters , le esportazioni cinesi di magneti in terre rare negli Stati Uniti nel mese di agosto sono balzate al livello più alto degli anni, indicando le società statunitensi che si arrampicano per costruire scorte come la Cina, il più grande produttore di metalli e leghe di terre rare nel mondo, potrebbe interrompere i flussi di minerali se la guerra commerciale continuasse a intensificarsi nel 2020. 
Nuovi dati dell'Amministrazione generale delle dogane della Repubblica popolare cinese mostrano che le spedizioni di magneti in terre rare verso gli Stati Uniti sono aumentate dell'1,2% MoM a 452 tonnellate. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono state del 6,2% in più rispetto allo scorso anno e il totale mensile più alto da gennaio 2017.
Le esportazioni di terre rare negli Stati Uniti sono aumentate da quando il presidente Xi Jinping ha visitato una fabbrica di magneti a maggio, con spedizioni da gennaio ad agosto negli Stati Uniti che sono salite di quasi il 24% su base annua a 2.984 tonnellate. La Cina rappresenta il 90% della produzione globale di magneti in terre rare. I minerali sono usati in tutto, dagli aspirapolvere alle automobili e agli aerei da combattimento, il che suggerisce che molte aziende statunitensi potrebbero essere colpite se la Cina decidesse di bloccare le spedizioni di magneti in terre rare.
Bloomberg ha fornito un recente rapporto Citigroup secondo cui un divieto cinese sulle esportazioni di magneti negli Stati Uniti sarebbe diventato "gestibile se la lavorazione ex-Cina venisse sviluppata rapidamente". 
Citigroup ha aggiunto: "L'impatto diventa molto più grave se un divieto si estendesse ai prodotti fabbricati in terre rare - in particolare magneti e motori, o attraverso fornitori di terze parti".
La Cina ha segnalato in modo subliminale il suo dominio sulle terre rare globali, potrebbe introdurre un divieto di esportazione negli Stati Uniti se uno scenario no-deal si svolgerà il mese prossimo. 
Based on what I know, China is seriously considering restricting rare earth exports to the US. China may also take other countermeasures in the future.
617 people are talking about this
Di recente, il segretario al commercio Wilbur Ross ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno dichiarato "un'azione senza precedenti" per garantire l'approvvigionamento di terre rare. 
"Il valore industriale a rischio in caso di interruzione della catena di approvvigionamento è difficile da quantificare ma probabilmente si moltiplica più in alto", ha affermato Citigroup. "Mentre il Giappone e altri ex Cina hanno presumibilmente una capacità di calamita di riserva per deviare più approvvigionamento negli Stati Uniti, le conversazioni con esperti suggeriscono che le infrastrutture e le conoscenze tecniche per rispondere rapidamente sono di dimensioni molto limitate".
Il mese scorso  abbiamo notato come  Ellen Lord, sottosegretario alla Difesa per l'acquisizione e il sostegno, abbia recentemente incontrato le controparti australiane per sviluppare rapidamente piante minerali di terre rare in Australia. 
L'incontro di Lord arriva dopo una serie di minacce fatte dai  cinesi per bloccare le esportazioni di minerali delle terre rare  negli Stati Uniti, circa 17 minerali in totale, principalmente utilizzati in aerei da combattimento di quinta generazione, armature M1 Abrams, radar, laser e motori.
Ha detto che il Pentagono sta rivedendo diverse opzioni per collaborare a progetti sulle terre rare, aggiungendo che "una delle vie più alte potenziali è lavorare con l'Australia".
Una portavoce della difesa australiana ha detto a Reuters che le discussioni con gli Stati Uniti sui minerali delle terre rare avviate nel 2018 stavano continuando:
"La continuità e la garanzia dell'approvvigionamento di terre rare e minerali critici è vitale per una vasta gamma di settori, compresa la difesa. La cooperazione con i partner internazionali è parte integrante di questo sforzo", ha affermato la portavoce.
Per deridere e ridurre la dipendenza dalla Cina, il Pentagono ha anche tenuto colloqui con il Canada e i paesi dell'Africa per sviluppare riserve di terre rare. 
Ma al momento, l'aumento delle esportazioni di magneti cinesi in terre rare negli Stati Uniti rivela quanto siano vulnerabili gli Stati Uniti se la Cina interrompe l'offerta. 

Quindi, signor Presidente, hai davvero tutte le carte nella guerra commerciale? 
Fonte: qui

venerdì 30 agosto 2019

Per la seconda settimana di fila, Fed acquista i titoli del tesoro


Sommario

  • Dopo 250 settimane senza acquisto di titoli del Tesoro (dall'ottobre 2014), per la seconda settimana di seguito, la Federal Reserve ha acquistato titoli del Tesoro.
  • I $ 14 miliardi di acquisti sono in netto contrasto con gli acquisti pari a zero da quando il Quantitative Easing è terminato e venduto durante il Serraggio quantitativo.
  • Quando la Fed vende titoli del Tesoro, i prezzi degli asset fanno fatica, ma quando la Fed acquista titoli del Tesoro, i prezzi degli asset aumentano.
Il grafico seguente mostra il totale dei titoli del Tesoro della Fed (linea rossa) rispetto al cambio settimanale dei Treasury (colonne nere) dal 2014. Il cono QE è visibile con la prima linea gialla tratteggiata, il Quantitative Tightening la seconda linea gialla tratteggiata e quindi il QT cono evidenziato dalla terza linea gialla tratteggiata. Ora, la Fed sembra aver iniziato un nuovo periodo di acquisti del Tesoro ... ma per quanto tempo e per quale scopo, solo il signor Powell lo sa.
Per mettere le cose in prospettiva, il grafico seguente mostra le partecipazioni della Fed al Tesoro (linea rossa) e il cambio settimanale degli acquisti del Tesoro (colonne nere) dal 2003.  È chiaramente visibile il ruolo attivista che la Fed ha assunto dal GFC ... QE1, QE2, Twist Operazione, QE3, Serraggio quantitativo ... e ora ???
E solo per evidenziare l' impatto immediato e incredibile degli acquisti di titoli del Tesoro da parte della Federal Reserve sui prezzi azionari, il grafico seguente mostra le variazioni settimanali degli acquisti di titoli del tesoro (colonne gialle) rispetto al Wilshire 5000 (linea rossa), che rappresentano tutte le azioni statunitensi quotate in borsa.
Data via St. Louis FRED.
Plunge Protection Team salva il mondo (da un calo del 5%) ancora una volta.
Autore di Chris Hamilton tramite il blog Econimica

martedì 25 giugno 2019

L'India "rischia di scatenare le sanzioni" sull'affare russo S-400 e avverte gli Stati Uniti

Poco prima della visita in India del Segretario di Stato Mike Pompeo la settimana prossima , il Dipartimento di Stato ha ribadito la frustrazione statunitense nei confronti di Nuova Delhi per l'acquisto di un sistema missilistico antiaereo S-400 dalla Russia.
L'India è già sembrata esplodere negli Stati Uniti la settimana scorsa, esortandola a non procedere con l'acquisto, che arriva in un momento delicato di grave tensione con la Turchia per lo stesso problema. Un briefing del Dipartimento di Stato ha accennato alla questione turca accanto all'alleata indiana che cerca di procurarsi il sistema russo avanzato:
Rispetto all'S-400, stiamo sollecitando tutti i nostri alleati e partner, inclusa l'India, a rinunciare a transazioni con la Russia che rischiano di innescare le sanzioni CAATSA",  ha detto un funzionario durante un briefing di background venerdì.
La "Contrasto dell'American's Adversaries Through Sanctions Act" è la legge del 2017 che consente alla Casa Bianca di imporre sanzioni ai paesi che acquistano armi russe. 


Foto del file di sistema russo S-400

" Questo è un periodo in cui incoraggeremo l'India a cercare alternative", ha aggiunto il funzionario americano. Tuttavia, sembra che un'intera litania di paesi nell'ultimo anno abbia mostrato un crescente interesse nel perseguire l'S-400. 
L'anno scorso la rivista di analisi militare  Military Watch ha  messo insieme il seguente elenco di alleati degli Stati Uniti, membri della NATO, nonché stati non allineati che mostrano ultimamente "notevole interesse" nell'S-400. Loro includono: 
  • Iraq 
  • Qatar
  • Arabia Saudita
  • Marocco
  • Egitto
  • tacchino
  • India
  • Vietnam
  • Corea del Sud
E poi ci sono anche i clienti della difesa della Russia, Cina, Bielorussia, Algeria e Iran. La Turchia è rimasta indifferente anche in mezzo a una spaccatura senza precedenti con Washington e ha parlato di sanzioni e persino di minacce delle proprie contro-sanzioni di Ankara. 
Il quotidiano in lingua inglese indiano The Economic Times ha indicato questa settimana che il corso del governo indiano rimarrà incrollabile :
Il Ministero degli Affari Esteri aveva in precedenza chiarito che l'India non aveva intenzione di rottamare il suo accordo S-400 con la Russia nonostante il posting USA . Il governo indiano non è a suo agio con l'amministrazione di Donald Trump che cerca ripetutamente di dissuadere l'India dall'acquisto del sistema S-400. 
Sebbene durante la visita di Pompeo a Nuova Delhi la prossima settimana le questioni economiche e lavorative siano in cima alla lista - in  particolare le rassicurazioni che Washington non ha intenzione di imporre un tetto per rilasciare i tanto richiesti visti H-1B largamente utilizzati dai professionisti IT indiani   l'accordo sugli S-400 con la Russia sarà un tema di tensione persistente, suscettibile di essere sollevato da Pompeo.

L'India è classificata come "Stato di autorizzazione al commercio strategico Tier-1" a Washington, eppure nemmeno lo stato di appartenenza alla Turchia completa della NATO ha impedito che arrivasse sotto l'ira della Casa Bianca nell'ultimo anno, provocando ulteriori acquisti di combattenti stealth F-35 bloccati .  

Tradotto automaticamente con Google
Fonte: qui