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giovedì 19 dicembre 2019

INDIA, CON LE PROTESTE DI MASSA CONTRO LA LEGGE DI MODI SULLA CITTADINANZA, MA DAGLI UIGURI IN CINA AI ROHINGYA IN BIRMANIA, C’È SEMPRE QUALCUNO CHE PERSEGUITA O VUOLE "CONTENERE" LE MINORANZE ISLAMICHE

DAVANTI ALLE DISCRIMINAZIONI FANNO GLI INDIANI - SEI MORTI E CENTINAIA DI FERITI IN INDIA PER LA LEGGE SULLA CITTADINANZA CHE PENALIZZEREBBE I MUSULMANI 
GLI AGENTI HANNO MANGANELLATO STUDENTI E REPRESSO LA PROTESTA NEL SANGUE 
IL PREMIER MODI SI È DIFESO DICENDO CHE NESSUN INDIANO SARÀ TOCCATO DALLA NUOVA LEGGE, MA GLI STUDENTI NON LA PENSANO COME LUI 


I want to unequivocally assure my fellow Indians that CAA does not affect any citizen of India of any religion. No Indian has anything to worry regarding this Act. This Act is only for those who have faced years of persecution outside and have no other place to go except India.

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Francesco Iannuzzi per “la Stampa”
La tensione in India tra la comunità musulmana e il governo Modi continua a salire. Dopo gli scontri e le violenze per l' abolizione dell' autonomia in Kashmir a infiammare le proteste è stata la legge sulla cittadinanza che di fatto penalizza le persone di fede musulmana.

Il bilancio degli scontri è di almeno 6 morti, centinaia di feriti e di arresti, soprattutto nello Stato dell' Assam. Il focolaio del malcontento che nel weekend ha visto gli studenti contrapporsi con la polizia nel campus Jamia Millia Islamia di Delhi, si sono estesi a tutto il Paese. Con l' opposizione a fare da sponda ai manifestanti.
narendra modi 8NARENDRA MODI proteste in india per la legge anti musulmani 6PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 















La leader del Bengala occidentale, Mamata Banerjee è scesa in strada a Calcutta alla testa di un massiccio corteo mentre Priyanka e Sonia Gandhi, si sono sedute sotto l' India Gate in un sit-in pacifico. Il portavoce delle opposizioni in Parlamento, Ghulam Nabi Azad, ha detto che non solo il suo partito, il Congresso, ma tutte le opposizioni sono unite nella condanna alle azioni della polizia.

narendra modi mohammed bin salman al g20 di osakaNARENDRA MODI MOHAMMED BIN SALMAN AL G20 DI OSAKA
L' intrusione violenta nel campus della Jamia Millia Islamia ha visto gli agenti lanciare lacrimogeni, picchiare coi manganelli studenti e studentesse, insultare le ragazze barricate nei bagni, dove era stata fatta saltare la luce, e devastare una biblioteca e una sala adibita a moschea.

proteste in india per la legge anti musulmani 2PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 
Almeno un centinaio di feriti sono stati ricoverati negli ospedali, qualcuno anche colpito da pallottole. Fondata nel 1931 la Jamia è una delle università più prestigiose del Paese. L' irruzione di ieri pomeriggio documentata da video rilanciati immediatamente sui social, è stata uno choc per il campus, con il vice rettore che ha denunciato la polizia, e per l' India intera.

proteste in india per la legge anti musulmani 11PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 
L' intento degli agenti era chiaro: reprimere la protesta a tutti i costi. La domenica nera della Jamia ha acceso un fuoco che si è allargato alle università di tutto il Paese con decine di migliaia di altri studenti che sono scesi in strada dall' Iis di Bengaluru, ai due principali istituti di Mumbai, il Tiss e la Bombay University, ai college di Chennai, Madurai, Pondicherry, in Tamil Nadu, a Hyderabad, all' Università gemella della Jamia, in Uttar Pradesh.

Il premier Modi ha cercato di placare gli animi con un tweet in cui dice che nessun indiano sarà toccato dalla nuova legge «che riguarda solo i rifugiati perseguitati per motivi religiosi». Ma gli studenti che contestano la cittadinanza basata sull' appartenenza religiosa con l' esclusione dei musulmani, non la pensano come lui. «Il governo di Modi ha dichiarato guerra alla nostra gente», ha detto Sonia Gandhi sotto l' arco di trionfo di Delhi, circondata da migliaia di persone che hanno letto con lei il preambolo della Costituzione: «Da giorni gli studenti protestano contro l' aumento delle rette e l' attacco alla Costituzione, ma il premier e il ministro degli interni Shah - ha denunciato - li attaccano come terroristi, secessionisti, rinnegati. Il loro è un attacco alla nostra anima».

17 Dicembre 2019
Fonte: qui


NON È CHE SONO LORO AD AVERE QUALCHE PROBLEMA CON L’INTEGRAZIONE?


Alessandra Muglia per il “Corriere della Sera”

proteste in india per la legge anti musulmani 11PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 
In università a torso nudo. Si sono presentati così, ieri, alcuni studenti della Jamia University, in solidarietà ai compagni inermi presi a bastonate nel campus, colpiti finanche nei bagni e in biblioteca durante l' irruzione (non autorizzata) di domenica. Una brutalità che dà la misura della repressione in corso in India per fermare le proteste ora dilaganti in tutto il Paese contro la legge sulla cittadinanza, approvata dal Parlamento e firmata dal presidente.

proteste in india per la legge anti musulmani 10PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 
Un provvedimento che agevola i rifugiati e gli irregolari provenienti da tre Paesi vicini (Afghanistan, Pakistan e Bangladesh), tutti a eccezione dei musulmani (che in India sono 200 milioni). Un' iniziativa per tutelare le minoranze fuggite dagli Stati islamici confinanti, ha spiegato in Parlamento il ministro dell' Interno Amit Shah, il consigliere più ascoltato del premier Narendra Modi, cresciuto come lui in Gujarat militando nelle Rss, il gruppo paramilitare ultranazionalista indù.
rohingya 9ROHINGYA 

Ma allora, è stato obiettato, perché la mano tesa non è stata estesa anche alle comunità musulmane perseguitate, come gli Ahmadi in Pakistan o i Rohingya in Birmania? Invece il governo di Delhi ha chiesto alla Corte suprema il via libera per deportare i Rohingya già sfollati in India.
La legge sembra piuttosto correre in soccorso di quegli indiani non islamici che non rispettano i criteri imposti dal nuovo registro nazionale dei cittadini, lanciato in via sperimentale nella regione dell' Assam. Per poter essere iscritti gli abitanti devono provare il loro arrivo in India prima della nascita del Bangladesh, nel 1971.
narendra modi 8NARENDRA MODI 

prigionieri uiguri bendati nello xinjiang, in cinaPRIGIONIERI UIGURI BENDATI NELLO XINJIANG, IN CINA















Quando le autorità si sono accorte che non soltanto gli islamici, ma anche gli indù erano in difficoltà a produrre la documentazione e rischiavano di perdere la cittadinanza, hanno rinviato la pubblicazione del registro. Nel frattempo la nuova legge sulla cittadinanza offre loro un paracadute: a restare apolidi, saranno infatti soltanto gli islamici, che rischiano così di essere reclusi o deportati.
proteste in india per la legge anti musulmani 3PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 

L' ennesimo esempio per molti critici di come il premier Modi, nel suo secondo mandato, stia spingendo per un programma nazionalista a favore della maggioranza indù. L' Alto commissariato dell' Onu ha definito la misura «fondamentalmente discriminatoria». Dentro e fuori il Paese, il provvedimento è stato accusato di essere «anticostituzionale»: introducendo un criterio religioso nella concessione della cittadinanza, stravolge il carattere secolare della democrazia indiana, in particolare il principio di uguaglianza sancito dall' articolo 14 della Carta.
proteste in india per la legge anti musulmani 1PROTESTE IN INDIA PER LA LEGGE ANTI MUSULMANI 

rohingya 1ROHINGYA 
La legge è la più importante di una serie di iniziative del governo Modi per trasformare l' India in Hindustan, dopo la svolta sul Kashmir e il verdetto sul sito religioso conteso di Ayodhya. Ma l' ondata di proteste che ha suscitato (partita dall' Assam, dove ci sono stati anche dei morti) rappresenta la più grande sfida mai sferrata al premier indiano in cinque anni. 

Fonte: qui

mercoledì 18 dicembre 2019

BERGOGLIO ABOLISCE IL SEGRETO PONTIFICIO SUGLI ABUSI E DECIDE DI CAMBIARE LA NORMA RIGUARDANTE IL DELITTO DI PEDOPORNOGRAFIA CHE SUSSISTE FINO A QUANDO I SOGGETTI HANNO 18 ANNI E NON PIÙ 14

IN ARGENTINA SI AMMAZZA UN PRETE ACCUSATO DI ABUSI. STAVA PER ESSERE INCARCERATO. 
ERA ACCUSATO DA ALMENO CINQUE VITTIME...
Un sacerdote argentino, accusato di abusi sessuali nei confronti di minori si è suicidato ieri a La Plata, a 60 chilometri da Buenos Aires. Lo riferisce il quotidiano Clarin.
padre Eduardo LorenzoPADRE EDUARDO LORENZO

Si tratta di padre Eduardo Lorenzo, accusato di almeno cinque casi di abuso, che si è sparato un colpo di pistola alla tempia nella sede della Caritas dove era temporaneamente alloggiato.

Fonti giudiziarie hanno indicato che le vittime sarebbero bambini che partecipavano ad attività parrocchiali nella capitale argentina, a Olmos e a Berisso.

papa francesco intervistato in aereo 7PAPA FRANCESCO INTERVISTATO IN AEREO 7
Proprio ieri pomeriggio era stata diffusa la notizia che il giudice di garanzia Marcela Garmendia aveva accettato la richiesta di incarcerazione del religioso sollecitata dal pm, Ana Medina, in risposta alle richieste delle famiglie delle vittime.



PEDOFILIA, SVOLTA STORICA
PAOLO RODARI per repubblica.it


papa francescoPAPA FRANCESCO
Una svolta storica. Con due documenti Francesco abolisce il segreto pontificio nei casi di violenza sessuale e di abuso sui minori commessi dai chierici, e decide, insieme, di cambiare la norma riguardante il delitto di pedopornografia facendo ricadere nella fattispecie dei “delicta graviora” - i delitti più gravi - la detenzione e la diffusione di immagini pornografiche che coinvolgano minori fino all’età di 18 anni.

È trascorso meno di un anno dal summit sugli abusi convocato per la prima volta dal Papa in Vaticano. In quell’occasione furono soprattutto le vittime a dire la loro e, alcune, a uscire con l’amaro in bocca per decisioni drastiche ancora non prese. Oggi è a loro che la Santa Sede di fatto guarda, con un cambio di passo che, come spiega il direttore editoriale di Vatican News Andrea Tornielli, è proprio “frutto” di quel summit.

I due documenti, infatti, comportano, spiega ancora Tornielli “che le denunce, le testimonianze e i documenti processuali relativi ai casi di abuso conservati negli archivi dei Dicasteri vaticani come pure quelli che si trovano negli archivi delle diocesi, e che fino ad oggi erano sottoposti al segreto pontificio, potranno essere consegnati ai magistrati inquirenti dei rispettivi Paesi che li richiedano. Un segno di apertura, di disponibilità, di trasparenza, di collaborazione con le autorità civili”.

papa francesco intervistato in aereo 2PAPA FRANCESCO INTERVISTATO IN AEREO
Il primo e più importante documento è un rescritto a firma del cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin. Dice che il Papa il 4 dicembre scorso ha disposto di abolire il segreto pontificio sulle denunce, i processi e le decisioni riguardanti i delitti citati nel primo articolo del recente motu proprio “Vos estis lux mundi”, vale a dire: i casi di violenza e di atti sessuali compiuti sotto minaccia o abuso di autorità; i casi di abuso sui minori e su persone vulnerabili; i casi di pedopornografia; i casi di mancata denuncia e copertura degli abusatori da parte dei vescovi e dei superiori generali degli istituti religiosi.
pedofiliaPEDOFILIA

La nuova istruzione specifica anche che le “informazioni sono trattate in modo da garantirne la sicurezza, l’integrità e la riservatezza” stabiliti dal Codice di Diritto canonico per tutelare “la buona fama, l’immagine e la sfera privata” delle persone coinvolte. Ma questo ‘segreto d’ufficio’, si legge ancora nell’istruzione, “non osta all’adempimento degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali”, compresi gli eventuali obblighi di segnalazione, “nonché all’esecuzione delle richieste esecutive delle autorità giudiziarie civili”. Inoltre, a chi effettua la segnalazione, a chi è vittima e ai testimoni “non può essere imposto alcun vincolo di silenzio” sui fatti.
papa francesco 2PAPA FRANCESCO

Con il secondo rescritto firmato da Parolin e dal prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, il cardinale Luis Ladaria Ferrer, vengono rese note le modifiche di tre articoli del motu proprio “Sacramentorum sanctitatis tutela” (del 2001, già modificato nel 2010). Si stabilisce che ricada tra i delitti più gravi riservati al giudizio della Congregazione per la dottrina della fede “l’acquisizione o la detenzione o la divulgazione, a fine di libidine, di immagini pornografiche di minori di diciotto anni da parte di un chierico, in qualunque modo e con qualunque strumento”. Fino ad oggi quel limite era fissato a 14 anni.
pedofilia pretiPEDOFILIA PRETI

In un altro articolo si permette che nei casi riguardanti questi delitti più gravi possano svolgere il ruolo di “avvocato e procuratore” anche fedeli laici provvisti di dottorato in Diritto canonico e non più soltanto sacerdoti.

Il rescritto papale ovviamente non cambia il segreto della confessione che rimane. E nemmeno comporta la pubblicazione e la divulgazione dei documenti dei processi. La riservatezza per le vittime e per i testimoni è infatti sempre tutelata. “Ma ora – scrive ancora Tornielli – la documentazione dovrà essere messa a disposizione delle autorità civili per le indagini riguardanti i casi già interessati da un procedimento canonico”.

Fonte: qui