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domenica 19 gennaio 2020

Strani oggetti nel cuore della Via Lattea

Bolle di gas che sembrano stelle intorno al buco nero Sagittarius A*

Ansa - Strani oggetti cosmici orbitano intorno al gigantesco buco nero che si trova al centro della Via Lattea, Sagittarius A*. Sono bolle di gas e polvere che si comportano come stelle e sono descritti sulla rivista Nature nello studio coordinato dall'astrofisica italiana Anna Ciurlo, dell’Università della California a Los Angeles (Ucla).
Erano già noti due oggetti simili nel cuore della Via Lattea e adesso, grazie ad anni di analisi condotte con l’Osservatorio Keck alle Hawaii, i ricercatori ne hanno scoperti altri 4. "Avere scoperto altri 4 oggetti indica che non si tratta di eventi rari o unici", ha detto Ciurlo all'ANSA. "Questi oggetti - ha aggiunto - sono strani perché appaiono come palle di gas e polvere, ma si comportano come stelle. Ci siamo, quindi, chiesti che cosa potesse produrre tutto quel materiale che nasconde la stella. La nostra ipotesi - ha proseguito  - è che si tratti del prodotto della fusione di stelle binarie, formate cioè da due compagne che ruotano l’una attorno all’altra". Un fenomeno, questo, che avverrebbe sotto l’influenza del buco nero.
Ricostruzione delle orbite degli strani oggetti cosmici nel centro della Via Lattea (fonte: Anna Ciurlo, Tuan Do/UCLA Galactic Center Group)
Il centro della Via Lattea ha una densità di stelle un miliardo di volte superiore rispetto a quella riscontrata nelle regioni periferiche e lì  "due stelle binarie possono trovarsi abbastanza vicine da strapparsi della materia l’una con l’altra, fino a fondersi in una nuova stella circondata da polvere e gas. Questo processo - ha detto ancora la ricercatrice - può accadere ovunque nella galassia, ma la presenza del buco nero lo rende molto più probabile”.
L’enorme attrazione gravitazionale del buco nero, che divora ogni cosa capiti nelle sue vicinanze, compresa la luce, "distorce infatti questi oggetti, strappando loro materia e provocando l’emissione di un’intensa radiazione", ha rilevato Ciurlo. “Studiare questi oggetti è importante perché - ha concluso - può aiutarci a capire meglio questa zona complicata e affascinante della nostra galassia”.

Ci sono degli oggetti sconosciuti al centro della Via Lattea

Ancora non si sa cosa sono né come si sono originati. Stiamo parlando di nuovi oggetti celesti, simili a ammassi di gas e polveri che si comportano come stelle, al centro della Via Lattea. Un nuovo mistero per gli astronomi

Via Lattea
(foto: 1412 via Getty Images)
Sembrano assembramenti di gas e polveri celesti, ma si comportano come stelle. Sono compatti, ma in certi momenti si distendono e perdono materiale. Stiamo parlando di una nuova classe di oggetti celesti identificati nella Via Lattea, vicino al buco nero supermassiccio centrale Sagittarius A*. A descriverli è un gruppo di astronomi dell’università della California a Los Angeles (Ucla), che non sanno spiegarne l’origine e la composizione e per ora possono fornire soltanto delle ipotesi, un nuovo mistero da risolvere. I risultati sono pubblicati su Nature.

Sei oggetti sconosciuti

Il primo corpo misterioso è stato identificato nel 2005 e chiamato G1, mentre il secondo, G2, è arrivato nel 2012. La lista non finisce qui, dato che successivamente ne sono stati individuati altri quattro, per un totale di sei, e per tutti sono state identificate le orbite. Qui l’immagine delle orbite.
Via Lattea
Le orbite dei sei oggetti celesti e il buco nero centrale indicato dalla crocetta bianca (foto: Anna Ciurlo, Tuan Do/UCLA Galactic Center Group)
Questi oggetti G costituiscono una nuova classe di corpi nella galassia“Sembrano ammassi di gas ma si comportano come stelle, ha spiegato Andrea Ghez, coautore dello studio e direttore dell’Ucla Galactic Center Group. Inoltre, assumono una forma compatta per la maggior parte del tempo, ma poi si distendono e si aprono quando le loro orbite si avvicinano al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Quando questo accade, inoltre, del materiale viene strappato e risucchiato inevitabilmente dal buco nero che lo inghiotte. Qui le orbite degli oggetti celesti.

Forse stelle binarie che si sono fuse

Osservando G2 gli autori sono rimasti colpiti dal comportamento insolito e bizzarro. Al passaggio vicino a Sagittarius A* il gas nello strato esterno di G2 si distende e si scompatta, mentre le polveri rimangono piuttosto unite. Qualcosa deve averle tenute insieme, come spiega Anna Ciurlo, primo autore dello studio, permettendo così a G2 di sopravvivere all’incontro con il buco nero. “Questo fornisce una prova della presenza di una stella dentro G2”, sottolinea Ciurlo.
Gli autori ipotizzano che tutti questi corpi fossero in passato stelle binarie, ovvero sistemi di due stelle che orbitano una intorno all’altra (o meglio intorno al loro centro di massa). Questi sistemi si sarebbero poi fusi a causa dell’elevata forza gravitazionale del buco nero supermassiccio. E ciò che vediamo oggi sarebbe il risultato di questa fusione. Il fenomeno, spiegano gli autori, potrebbe essere più comune di quanto pensiamo e potrebbero esserci molti oggetti di questo tipo.

Conoscere la Via Lattea

I risultati sono frutto di diversi anni di osservazione presso l’Osservatorio Keck di Mauna Kea alle Hawaii con l’uso di particolari tecnologie basate sull’ottica adattiva. Il gruppo sta continuando a studiare questi oggetti e ha già individuato altri possibili candidati per la nuova classe. Studiarla, concludono gli autori, è importante per conoscere meglio la Via Lattea e i processi celesti che avvengono all’interno.
Da Wired.it

venerdì 29 novembre 2019

NUOVA INCREDIBILE SCOPERTA DALLO SPAZIO: CONTRARIAMENTE A OGNI PREVISIONE È STATO INDIVIDUATO NELLA VIA LATTEA UN BUCO NERO IMPOSSIBILE, CON UNA MASSA 70 VOLTE SUPERIORE A QUELLA DEL SOLE

SI TROVA A 15.000 ANNI LUCE DALLA TERRA E HA UN VOLUME SUPERIORE DI 4 O 5 VOLTE A QUELLA CONSIDERATA LIMITE PER UN BUCO NERO DI QUESTO TIPO


LA PRIMA FOTO DI UN BUCO NERO E DELLA SUA OMBRALA PRIMA FOTO DI UN BUCO NERO E DELLA SUA OMBRA

Un buco nero impossibile, con una massa 70 volte superiore a quella del Sole, è stato scoperto nella Via Lattea a 15.000 anni luce dalla Terra, contrariamente a ogni previsione. Il risultato, pubblicato su Nature, si deve alla ricerca internazionale coordinata dal gruppo dell'Accademia Cinese delle Scienze guidato da Jifeng Liu, dell'Osservatorio di Pechino, e alla quale l'Italia ha partecipato con Mario Lattanzi dell'Inaf. La massa di questo mostro cosmico, accompagnato da una stella, è superiore di 4 o 5 volte a quella considerata limite per un buco nero di questo tipo.

buco nero 9BUCO NERO 

Finora, infatti, si riteneva che nella Via Lattea ci fossero circa 100 milioni di buchi neri, la maggior parte dei quali con una massa non superiore di 15 volte quella del Sole. "Non so se sia il più grande mai trovato, ma la cosa straordinaria è che, stando alle teorie attuali dell'evoluzione stellare, buchi neri stellari così massicci non dovrebbero nemmeno esistere, perlomeno non nella nostra galassia", osserva Lattanzi da Shanghai, dove si trova in questi giorni per lavorare con i colleghi con i quali ha firmato l'articolo. Il buco nero "lo abbiamo chiamato LB-1, dal nome del nostro gruppo", spiega Liu.

buco nero 8BUCO NERO 

"Adesso - aggiunge - la palla passa di nuovo ai teorici, ai quali toccherà spiegare come possa essere avvenuta la sua formazione in un ambiente con metallicità analoga a quella del Sole".
Il buco nero LB-1 è fuori scala non soltanto per le dimensioni: è anomala anche la sua orbita perché la stella che lo accompagna impiega ben 79 giorni per una rotazione completa; anomalo anche il silenzio in quanto è l'unico buco nero finora scoperto a non emettere raggi X. Quest'ultima caratteristica ha reso davvero difficile individuarlo e la soluzione è stata utilizzare un telescopio ottico da 4 metri, chiamato Lamost, che si trova in Cina, non lontano da Pechino e specializzato nella caccia alle stelle che ruotano intorno a corpi invisibili.

buco nero 6BUCO NERO 

Le variazioni nel loro spettro luminoso sono gli indizi della presenza di un possibile buco nero. E' quanto è accaduto osservando una stella dalla massa 8 volte superiore a quella del Sole, che ruotava intorno a un buco nero fuori misura. Le misure sono state confermate dal confronto i dati di altri telescopi e ora tutto è pronto per dare la caccia ad altri buchi neri della galassia.

Fonte: qui

venerdì 27 settembre 2019

Il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia è diventato estremamente attivo

Gli scienziati credono che ci sia un buco nero supermassiccio al centro della galassia della Via Lattea chiamato Sagittario A *. Questo buco nero è a 26.000 anni luce dalla Terra e circa 4 milioni di volte la massa del Sole.
Mentre Sgr A * è sempre stato pensato come un buco nero tranquillo, relativamente modesto, nuove osservazioni mostrano una recente esplosione di  attività senza precedenti che  suggerisce che è in una frenesia improvvisa di alimentazione.
Le osservazioni provengono da un gruppo di ricerca dell'UCLA Galactic Center Group, che ha pubblicato il suo lavoro su  Astrophysical Journal Letters . Usando l'Osservatorio Keck di WM alle Hawaii e il Very Large Telescope dell'Osservatorio europeo meridionale in Cile, il team ha raccolto 13.000 immagini dell'area del disco di accrescimento del buco nero.
Il disco di accrescimento è il luogo in cui enormi quantità di gas, polvere e radiazioni si accumulano e orbitano al di fuori del  "punto di non ritorno" o dell'orizzonte degli eventi. Secondo le loro osservazioni, c'è stato un improvviso e "senza precedenti" aumento di luminosità dal disco di accrescimento Sgr A *.
Il  coautore del documento , Andrea Ghez, professore di fisica e astronomia dell'UCLA, ha dichiarato:
“Non abbiamo mai visto nulla di simile in questi 24 anni in cui abbiamo studiato il  buco nero supermassivo . Di solito è un buco nero piuttosto tranquillo e succinto a dieta. Non sappiamo cosa stia guidando questa grande esplosione di luminosità. ”
Gli scienziati affermano che l'aumento della luminosità significa che il buco nero sta consumando più materiale interstellare, tra cui stelle, pianeti, polvere, gas e asteroidi. Uno degli autori principali del team di ricerca inizialmente credeva che il bagliore fosse una stella perché il Sagittario A * non era mai stato osservato a quel livello di luminosità.
Le tecniche avanzate utilizzate per raccogliere queste informazioni sono forse uno degli aspetti più notevoli di questa storia. I ricercatori hanno utilizzato l'olografia a punti per estrarre e analizzare informazioni distanti da Sgr A * negli ultimi 24 anni. Un'altra tecnica, chiamata ottica adattiva, elimina la distorsione dall'atmosfera terrestre. Combinati, i ricercatori sono stati in grado di concludere che questa è la più grande quantità di radiazione rilevata dal buco nero della nostra galassia in quasi un quarto di secolo.
Mark Morris, un altro coautore e professore di fisica e astronomia dell'UCLA, speculò sulla  causa dell'aumento :
La grande domanda è se il buco nero sta entrando in una nuova fase - per esempio se il rubinetto sia stato aperto ed il tasso di gas che cade nel buco nero" è aumentato per un lungo periodo - o se abbiamo appena visto i fuochi d'artificio da alcune insolite gocce di gas che cadono dentro. "
Gli scienziati ritengono che registrando e analizzando tali aumenti dell'attività del buco nero, possano comprendere meglio come i buchi neri si evolvono e influenzano lo sviluppo delle galassie.