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venerdì 21 aprile 2017

EXXON NON VUOLE LE SANZIONI ALLA RUSSIA, L’EX CEO E’ TILLERSON, SEGRETARIO DI STATO

Francesca Caferri per la Repubblica

tillerson putinTILLERSON PUTIN
L' ultima grana per l' Amministrazione Trump arriva dal gigante petrolifero Exxon Mobil: secondo quanto riportato ieri mattina dal Wall Street Journal Exxon avrebbe chiesto a marzo al dipartimento del Tesoro americano di essere esentata dal programma di sanzioni contro la Russia varato dal Congresso all' indomani della crisi in Crimea e quindi di poter riprendere la sua collaborazione con Rosneft, la compagnia petrolifera russa, di proprietà statale.

La notizia è rimbalzata ieri su tutte le televisioni americane: non soltanto perché si tratterebbe di una plateale marcia indietro rispetto alle decisioni dei mesi scorsi, ma soprattutto perché l' attuale segretario di Stato americano Rex Tillerson è stato fino alla sua nomina l' amministratore delegato di Exxon e l' uomo che aveva trattato direttamente con Vladimir Putin la partnership con Rosneft.

TRUMP PUTINTRUMP PUTIN
A decidere sulla richiesta di Exxon sarà il dipartimento del Tesoro, ma il dipartimento di Stato potrebbe essere chiamato a dare un parere sulla vicenda: Tillerson ha ribadito a più riprese che si sarebbe astenuto da ogni decisione su Exxon per i primi due anni da segretario di Stato ma questo non è bastato a placare le polemiche. Polemiche che sono rimbalzate anche al Congresso: il senatore John McCain ha definito "folle" la richiesta di Exxon, che arriva proprio mentre il Congresso valuta la possibilità di inasprire le sanzioni contro la Russia per le possibili interferenze durante la scorsa campagna presidenziale.

EXXON PETROLIO 1EXXON PETROLIO 1
Le sanzioni imposte alla Russia dopo l' annessione della Crimea nel 2014 impediscono ai gruppi americani di avanzare nei progetti lanciati con Rosneft per cercare nuove risorse petrolifere nell' Artico, in Siberia e nel Mar Nero: per la Exxon hanno significato lo stop ad accordi che riguardano tutte le tre le aree, accordi per i quali Tillerson si era speso personalmente con l' amministratore delegato di Rosneft Igor Sechin e con il presidente Putin.

Da amministratore delegato, il capo di Exxon si era battuto contro le sanzioni, sostenendo che la loro applicazione non sarebbe stata univoca. Gli analisti stimano in oltre un miliardo di dollari le perdite registrate da Exxon in seguito all' imposizione delle sanzioni.

Fonte: qui

sabato 18 marzo 2017

UN MESSAGGIO PER KIM JONG-UN: ‘L’AZIONE MILITARE USA CONTRO LA COREA DEL NORD È UN’OPZIONE’.

IL SEGRETARIO DI STATO USA, REX TILLERSON, INFIAMMA SEOUL: ‘SE IL SUO PROGRAMMA NUCLEARE RAGGIUNGERÀ UN LIVELLO CHE NECESSITA UN’AZIONE, TUTTE LE OPZIONI SONO SUL TAVOLO. SE CONTINUANO A MINACCIARE, CI SARÀ UNA RISPOSTA APPROPRIATA’

(ANSA) - Un'azione militare contro la Corea del Nord "è una opzione" se Pyongyang continuerà ad elevare la minaccia del suo programma militare. Lo ha detto il segretario di Stato Usa Rex Tillerson. Lo scrive la Bbc online.

In una conferenza stampa a Seul, Tillerson ha detto che un'azione militare preventiva contro la Corea del Nord potrebbe essere necessaria quando il programma nucleare raggiungerà un livello "che pensiamo necessiti un'azione". Il segretario di Stato ha precisato che "tutte le opzioni sono sul tavolo", spiegando che gli Usa non vogliono un conflitto armato, ma se la Corea del Nord continuerà a minacciare la Corea del Sud o le forze armate Usa ci sarà "una risposta appropriata".

Fonte: qui
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