Visualizzazione post con etichetta QT. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta QT. Mostra tutti i post

martedì 13 agosto 2019

Quando il mercato azionario risponderà al calo della liquidità nel 2016?


Dopo aver chiuso a 735 a febbraio 2009, l'indice S&P500 ha seguito un inarrestabile trend di chiusura alla fine di giugno di quest'anno a 2941,76, un aumento del 300% sin da febbraio 2009.

La salita del mercato azionario statunitense sembra sfidare il visibile calo dello slancio di vari dati economici. Ad esempio, c'è stato un peggioramento del tasso di crescita annuale della produzione industriale ed un rallentamento della crescita annuale del reddito personale (vedi grafico).




Inoltre i vari indicatori riguardanti la produzione, come quello della Federal Reserve di Dallas ed il Chicago PMI, mostrano prestazioni sottotono (vedi grafici). Si noti che il Chicago PMI è sceso a 49,7 a giugno rispetto al 54,2 a maggio e al 63,8 di giugno dello scorso anno.




Sembrerebbe che il mercato azionario abbia una vita propria e faccia cose che apparentemente sono in contraddizione con i cosiddetti fondamenti economici. Ma un fattore importante che può spiegare l'apparente contraddizione tra i cosiddetti fondamentali e il mercato azionario è la variazione della liquidità della moneta.



Il significato della liquidità della moneta

In un'economia di libero mercato, un servizio importante che il denaro fornisce è quello di mezzo di scambio. I produttori scambiano le loro merci con il denaro e poi scambiano quest'ultimo con altri beni. Con l'aumentare della produzione di beni e servizi, ciò si traduce in una maggiore domanda per i servizi del mezzo di scambio. Viceversa, se l'attività economica rallenta, anche la domanda dei servizi del mezzo di scambio rallenta.

Anche la domanda per i servizi del mezzo di scambio è influenzata dalle variazioni dei prezzi. Un aumento dei prezzi di beni e servizi porta ad un aumento della domanda per il mezzo di scambio. Le persone richiedono più denaro per facilitare gli scambi di beni e servizi più costosi. Un calo dei prezzi di beni e servizi si traduce in un calo della domanda per il mezzo di scambio.

Ora immaginiamo che avvenga un aumento dell'offerta di moneta per un dato stato dell'attività economica. Poiché non c'è stato alcun cambiamento fisiologico nella domanda dei servizi del mezzo di scambio, ciò significa che le persone si ritrovano un surplus di denaro, o un aumento della liquidità della moneta.

Di norma nessun individuo desidera detenere più denaro del necessario. Un individuo può liberarsi del denaro in eccesso scambiandolo per le merci. Gli individui come gruppo non possono sbarazzarsi dell'eccedenza di denaro nello stesso modo, possono solo trasferirlo da un individuo ad un altro. Il meccanismo che rimuove l'eccesso di denaro è l'aumento dei prezzi delle merci.

Una volta che le persone iniziano ad impiegare il denaro in eccesso nell'acquisizione di beni, ciò ne fa salire i prezzi. Di conseguenza sale la domanda per i servizi del mezzo di scambio. (Ricordate che prezzi più alti portano ad un aumento della domanda di moneta). Tutto ciò a sua volta serve ad eliminare il surplus monetario.

Una volta che il denaro entra in un particolare mercato, significa che ci saranno più soldi rispetto ai prodotti in quel mercato. In alternativa possiamo dire che il prezzo di un bene in questo mercato è ora salito. (Ricordate che il prezzo è il numero di dollari per unità di quel qualcosa). Si noti che ciò che ha innescato l'aumento dei prezzi delle merci nei vari mercati è l'aumento del surplus monetario, o la liquidità della moneta in risposta all'aumento della sua offerta.

Mentre gli aumenti dell'offerta di moneta comportano un surplus monetario, una diminuzione dell'offerta di moneta per un dato livello di attività economica porta ad un deficit monetario. Gli individui richiedono ancora la stessa quantità di servizi dal mezzo di scambio. Per farvi fronte, inizieranno a vendere merci spingendone in basso i prezzi. A prezzi inferiori, la domanda per i servizi del mezzo di scambio diminuisce e questo a sua volta serve ad eliminare il deficit monetario.

Da quanto detto finora possiamo dedurre che un cambiamento nella liquidità può anche avvenire in risposta a cambiamenti nell'attività economica ed a cambiamenti nei prezzi.

Ad esempio, può emergere un aumento della liquidità per un dato stock di denaro e un calo dell'attività economica. Un calo dell'attività economica significa che vengono prodotti meno beni. Ciò significa che meno beni saranno scambiati, il che implica un calo della domanda per i servizi del mezzo di scambio.

Un surplus di denaro produce esattamente lo stesso risultato in relazione ai prezzi di beni e servizi, in quanto l'aumento dell'offerta di moneta fa sì che i prezzi salgano. Un aumento dei prezzi, a sua volta, serve ad eliminare l'eccedenza di denaro.

Viceversa, un aumento dell'attività economica mentre lo stock di moneta rimane invariato produce un deficit monetario. Ciò a sua volta mette in moto la vendita di beni abbassandone i prezzi. Il calo dei prezzi a sua volta serve ad eliminare il deficit monetario.

Possiamo stabilire che la liquidità della moneta può essere definita come: variazioni percentuali annuali nell'AMS meno le variazioni percentuali annue nell'IPC e meno le variazioni percentuali annue nella produzione industriale.

Sembra che ci sia un lasso di tempo tra le variazioni di liquidità e le variazioni dei prezzi degli asset, come i prezzi delle azioni. La ragione del ritardo è dovuta al fatto che quando viene iniettato del denaro, non raggiunge tutti gli individui e quindi tutti i mercati nello stesso momento. C'è chi lo riceve per primo, chi lo riceve dopo e chi non lo riceve affatto.

L'effetto di un precedente aumento della liquidità sul mercato azionario può continuare ad eclissare l'effetto dell'attuale declino della liquidità per un certo periodo. Da qui il lasso di tempo tra il picco della liquidità e il picco nel mercato azionario.

Allo stesso modo, l'effetto della liquidità precedentemente in calo può continuare ad oscurare per qualche periodo di tempo l'effetto dell'attuale liquidità in salita. Di conseguenza ci sarà un lasso di tempo tra il minimo nella liquidità e il minimo nel mercato azionario.



Come i cambiamenti nella liquidità hanno storicamente guidato il mercato azionario

Ad esempio, il tasso di crescita annuale della liquidità raggiunse il picco nel novembre 1927 a 10,2%; dopo un intervallo di 22 mesi, l'indice S&P500 ha risposto con un picco nell'agosto del 1929 a 31,71.

Nel 1987 il lasso di tempo tra il picco della liquidità e il picco del mercato azionario è stato molto più breve. Il tasso di crescita annuale della liquidità raggiunse il picco nel gennaio 1987 a 15,1%; l'indice S&P500 rispose otto mesi dopo con 329,9.




Secondo i dati storici, il tasso di crescita annuo della liquidità toccò il fondo a -16.6% nel maggio 1929. Tuttavia ci è voluto molto tempo prima che l'indice S&P500 rispondesse e ci vollero tre anni prima che iniziasse a riprendersi. L'indice dei prezzi delle azioni toccò il fondo nel giugno del 1932 a 4,43.

Il lasso di tempo tra il minimo nella liquidità e il minimo del mercato azionario è stato più breve nella storia recente. Il tasso di crescita annuale della liquidità aveva toccato il minimo al 5,7% nel settembre 2000. Ci sono voluti venticinque mesi prima che l'indice S&P500 raggiungesse il minimo a 815,28 nel settembre 2002.




Il ritmo di crescita annuale della nostra misura monetaria AMS era 4,5% nel maggio 1975. Il ritmo di crescita annuale dell'indice dei prezzi al consumo era 9,5%, mentre il ritmo di crescita annuale della produzione industriale -12,4%. Di conseguenza la nostra misura della liquidità era al 7,4%. In risposta a questo, l'indice S&P500 ha raggiunto il picco a 107,5 nel dicembre 1976.

Inoltre si noti che la nostra misura della liquidità ha toccato un minimo di -10,4% nel maggio 1976. L'indice S&P500 ha toccato il fondo a 87,04 nel febbraio 1978, un calo del 19% dal suo picco.




L'indice S&P500 ha chiuso a 1.549,30 nell'ottobre 2007, prima che si verificasse un forte declino portandolo a 735,1 nel febbraio 2009 (un calo del 52,3%). Il ritmo di crescita annuale della liquidità aveva raggiunto il picco a 7,1% nel giugno 2003 (vedi grafico).

Il minimo nell'indice azionario a 735,1 è stato raggiunto nel febbraio 2009. Un minimo della liquidità a -6% è arrivato a novembre 2007.




Qual è lo stato attuale della liquidità negli Stati Uniti e dove si dirigerà l'indice S&P500?

Al momento possiamo osservare che la nostra misura della liquidità ha raggiunto il picco a 16,1% nell'ottobre 2016, il che ci troviamo ora a 32 mesi dal picco. Nel calo più recente del mercato azionario, cioè nell'ottobre 2007, il lasso di tempo dal precedente picco della liquidità è stato di 52 mesi. Ciò ci suggerisce che al momento attuale l'indice S&P500 si trovi in ​​una zona molto rischiosa e con il passare del tempo diventerà una minaccia sempre più concreta.


[*] traduzione di Francesco Simoncellihttps://www.francescosimoncelli.com/

venerdì 2 agosto 2019

VOLA IL DOLLARO: INCREDIBILE POWELL!


Incredibile, davvero incredibile come ieri Jerome Powell, il governatore della banca centrale,  si sia contraddetto più volte…
“Per essere chiari, non è l’inizio di una lunga serie di tagli ai tassi”.
LATEST: Kansas City Fed President Esther George and Boston's Eric Rosengren voted against the rate cut.

It was the first time since Powell took over as chairman in February 2018 that two policy makers dissented.
https://  

"We’re thinking of it as essentially in the nature of a mid-cycle adjustment to policy,” chair Powell said during his press conference. “It’s not the beginning of a long series of rate cuts,” he said, adding: “I didn’t say it’s just one."

The latest ➡️
https://  

Visualizza altri Tweet di Bloomberg Economics
“It’s not the beginning of a long series of rate cuts,” he said, adding: “I didn’t say it’s just one.”
Invece, questo sarà solo il primo di una lunga serie di riduzione dei tassi!
E che bisogno c’era di rimarcare che non ce ne sarà solo uno, c’era bisogno di tranquillizzare Trump?
Lui come sempre si è fatto sentire senza giri di parole…
What the Market wanted to hear from Jay Powell and the Federal Reserve was that this was the beginning of a lengthy and aggressive rate-cutting cycle which would keep pace with China, The European Union and other countries around the world....
....As usual, Powell let us down, but at least he is ending quantitative tightening, which shouldn’t have started in the first place - no inflation. We are winning anyway, but I am certainly not getting much help from the Federal Reserve!
20.200 utenti ne stanno parlando
Come al solito Powell ci ha deluso, ma almeno ha messo fine al “quantitative tightening” …stiamo vincendo anche senza il loro aiuto!
Experts stated that the Fed should not have tightened, and then waited too long to undo their mistake. James Bullard of St. Louis Fed said they waited too long to correct the mistake that they made last December. “Mistake, Powell cut rate and then he started talking.” @LouDobbs
17.600 utenti ne stanno parlando
Unica vera novità di ieri oltre alla confusione in senno alla Fed è l’interruzione con due mesi di anticipo del “quantitative tightening”, riduzione degli asset  acquistati con la ripresa del reinvestimento dei titoli a scadenza.
Questo è il motivo per il quale il mercato obbligazionario ha festeggiato anche se nella notte, i prezzi sono rientrati, più o  meno come avevamo previsto, dollaro forte e prezzi stabili.
Incredibile è lo smarrimento di Powell, quando dice che alla Fed piacerebbe essere più precisa, ma che molto dipenderà dai dati, in sintesi sempre in ritardo dietro la curva. Due i voti contrari, due governatori volevano i tassi ancora fermi, Esther della Fed i Kansas City e Rosengrenn di Boston.
Riprenderà quindi a reinvestire in Tbond, almeno 20 miliardi al mese in titoli in scadenza, presumibilmente su tutte le scadenze, altra liquidità finirà sul mercato immobiliare, in riacquisti di MBS delle due agenzie governative Freddie Mac e Fannie Mae.
Dire che si tratta di un semplice aggiustamento a metà ciclo e che non fa parte di una posizione accomodante a più lungo termine, dopo avere appena detto che la politica resta accomodante non ha senso.
Powell ha detto che pensano che un taglio dello 0,25 % sia già abbastanza accomodante.
Ehi Ragazzi, non mettetevi in mente chissà cosa, abbiamo tagliato una volta, non esageriamo, non c’è bisogno al momento di altri tagli, l’economia va bene, l’occupazione pure e l’inflazione core è quasi vicina al 2 %, cosa volete di più?
Latest: Dow falls over 300 points after Fed's Powell signals rate cut isn't necessarily the start of an easing cycle
https://  
Visualizza l'immagine su Twitter
129 utenti ne stanno parlando
Gli unici che hanno interpretato alla perfezione le parole di Powell sono stati i mercati valutari con il dollaro che ha fatto il nuovo minimo da tempo immemorabile MACHIAVELLI DOCET!
Immagine
Questa è la nostra coerenza da tempo siamo tra i pochissimi che attraverso i nostri manoscritti, controcorrente come sempre, abbiamo suggerito questo obiettivo, ora siamo appunto a 1.1050.
Immagine

Powell e la Fed speravano di alzare la parte lunga della curva e non ci sono per il momento riusciti, il mercato, i bond vigilantes non credono affatto alle loro parole.
Le probabilità di un taglio dei tassi di mezzo punto a settembre sono scese a zero e quelle di non avere un altro taglio dei tassi sono aumentate da zero al 22,7%.


Nella sostanza quello di Powell è stato un discorso confusionario, ma non da colomba, vediamo che succede nelle prossime settimane già a partire da domani con i dati dell’occupazione e del mercato manifatturiero oggi.
Fonte: qui

TRUMP: NUOVI DAZI ALLA CINA!


Risultati immagini per trump tariffs cartoons
Come volevasi dimostrare all’improvviso, Trump ha gettato all’aria qualunque ipotesi di accordo con la Cina…
La sintesi ve la faccio io, il resto dei tweet ve lo risparmio!
I nostri rappresentanti sono appena tornati dalla Cina, dove hanno avuto colloqui costruttivi per un futuro accordo commerciale. Pensavamo di avere un accordo con la Cina tre mesi fa, ma purtroppo la Cina ha deciso di rinegoziare l’accordo prima di firmare. Più recentemente, la Cina ha accettato di acquistare prodotti agricoli dagli Stati Uniti in grandi quantità, ma non lo ha fatto. Inoltre, il mio amico presidente Xi ha detto che avrebbe fermato la vendita di Fentanyl negli Stati Uniti – questo non è mai successo e molti americani continuano a morire! I colloqui commerciali continuano e durante i colloqui gli Stati Uniti inizieranno, il 1 ° settembre, fissando una piccola tariffa aggiuntiva del 10% sui restanti 300 miliardi di dollari di beni e prodotti provenienti dalla Cina nel nostro Paese . Ciò non include i 250 miliardi di dollari già tariffati al 25% Non vediamo l’ora di continuare il nostro dialogo positivo con la Cina su un accordo commerciale globale e sentiamo che il futuro tra i nostri due paesi sarà molto brillante!
Ora io capisco che il tuo consulente di fiducia ti propone di acquistare equity, high yield e corporate, ti consiglia di lasciare perdere i noiosi titoli del Tesoro americani, di stare lontano dal dollaro che è pericoloso, ma forse è il momento di svegliarsi!
Tralasciando questi due piccoli particolari…
Immagine
Immagine
…ora suggerisco di fare molta attenzione ai prossimi giorni. C’è chi è uscito prima e ha comunque portato a casa un risultato ragguardevole, chi invece è ancora in gioco, questo è solo un anticipo di quello che verrà, anche se le dinamiche possono essere improvvise in una direzione o nell’altra.
Sono davvero contento di aver contribuito a portare molti di coloro che hanno avuto fiducia in noi a raggiungere questa importante meta, grazie di tutto quello che fate per sostenere il nostro viaggio!
Siamo arrivati insieme sino a questo grande traguardo, molti altri ci aspettano ancora, tralascio i dati macroeconomici, tanto ormai nessuno più li guarda, anzi peggiori sono meglio è e vado direttamente al punto!
Ho scritto per due anni, insieme al nostro Machiavelli di stare molto attenti all’industria del risparmio gestito passivo, lo ribadito più volte, ora magari ve lo faccio dire da uno di loro, forse così qualcuno inizia a crederci…
I fondi di investimento che promettono ai loro clienti di poter ritirare i loro soldi su base quotidiana, sono basati sulla bugia“ Mark Carney
Le banche infatti oggi sono meno esposte al rischio ma semplicemente perché quest’ultimo è stato spostato sul lato acquirente. Quasi interamente le conseguenze negative in partenza trasferite su soggetti terzi. Anzi, sulla contraparte del business: chi lo compra.” Blanquè Amundi
Altro non aggiungo, leggetevi il post e auguri di cuore. Andrea Mazzalai.

Fonte: qui

EUROPA allo sbando. Lanciato SOS alla BCE


Visto anche quanto è accaduto ieri, possiamo ufficialmente dire che i mercati lanciano l’SOS alla BCE. E sono fiduciosi che la richiesta di aiuto venga raccolta quantomeno a settembre.
Andiamo con ordine.
Su quanto ha fatto la FED e il suo “braccio armato” ovvero il FOMC potete LEGGERE QUI.
Oggi per l’Europa era una giornata importante in quanto era in programma l’uscita di tanti PMI manifatturiero. In altri termini si tasta il polso all’economia e si cerca di capire se la produzione manifatturiera dà segni di vita.
Risposta negativa. Sarebbe bello poter dire quantomeno che l’elettroencefalogramma è piatto ed invece no.

PMI Manifatturiero UE

Il grafico parla molto chiaro, non è piatto ma è in discesa.
Ho volutamente incluso anche gli ultimi PMI manifatturieri di Cina, USA e Mondo, proprio per portare un termine di paragone. Il risultato diciamo che il seguente: se gli altri non stanno benissimo (si stanno indebolendo), noi stiamo peggio.
(ANSA) – ROMA, 1 AGO – L’attività delle imprese manifatturiere dell’Eurozona è in calo per il sesto mese consecutivo, con la Germania che segna la peggior caduta in sete anni, una crescita più lenta in Francia e Spagna, e l’Italia stagnante. L’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona è sceso da 47,6 a 46,5, sotto la soglia di 50 che divide l’espansione dalla contrazione, a luglio. L’Italia segna un lieve rialzo a 48,5 da 48,4, facendo meglio delle stime che davano 48 ma mantenendosi in contrazione.
Leggete qualche numero oltre area 50? Nemmeno l’ombra, ma anche nel suo complesso il mondo sta frenando. Ed invece i due paesi che si scannano a suon di tweet e comunicati in ambito trade war? Uno è a 50 e l’altro è a 49.90. I meglio messi in assoluto.
Ma attenzione, il vero dramma lo si vede in Germania, con un problema. E’ la locomotiva europea, o se preferite è il capo cordata. Se crolla lei…
E difatti abbiamo a che fare in Europa coi dati peggiori dal 2012. Tutto può influire: la guerra commerciale, la Brexit, il rallentamento economico, ma si tratta anche di problematiche strutturali. Fine ciclo signori, e quindi o ci si adegua al “mood globale” (e quindi la Bce tagli ai tassi e magari torna a comprare bond) altrimenti si fa dura.

La fine di un ciclo. Banche Centrali e il NEW MOOD

A questo proposito, già oggi il mercato sconta in modo molto forte un potenziale taglio tassi a settembre della BCE. Se non è 100% di probabilità poco ci manca.

Probabilità taglio tassi BCE

CONCLUSIONI

Quindi, il messaggio inviato alla BCE è forte e chiaro. E per assurdo il mercato già va a scontarlo (altrimenti come giustificare questa positività in borsa?). Ma tutto questo conferma per l’ultima volta che l’economia “di carta” sta dominando in lungo ed in largo. Ci tocca dimenticare le vecchie regole macroeconomiche e le logiche dei cicli. Qui tutto diventa relativo e la mano invisibile di Smith si estende alle potenzialità delle banche centrali. Rimanendo convinto del fatto che un giorno si presenterà il conto. Ma non subito. O per lo meno fino a quanto il perverso meccanismo continua a girare, finchè l’inflazione non deraglia (ma siamo in debt deflation) e fino a quando gli utili aziendali continuano ad essere forti. Senza mai dimenticare l’evento inatteso che può cambiare tutto.
Ma si parla del relativismo assoluto, quindi si conferma la strategia. Vivere alla giornata con la giusta consapevolezza ed adeguarci. Non abbiamo alternativa, se non quella di uscire dai mercati e darci alla filantropia (il che potrebbe anche non essere male).
Fonte: qui