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domenica 19 gennaio 2020

CINQUE BAMBINI E UNA DONNA INCINTA SONO TRA LE SETTE PERSONE UCCISE DURANTE UN RITUALE RELIGIOSO A PANAMA: ALCUNI INDIGENI SONO STATI RADUNATI DA CIRCA 10 PREDICATORI IN UNA SPECIE DI "CHIESA" E SONO STATI TORTURATI, PICCHIATI, BRUCIATI, COLPITI CON UN MACHETE ALLO SCOPO DI FARLI "PENTIRE DEI PROPRI PECCATI"



LA POLIZIA HA TROVATO ALTRI MEMBRI DELLA COMUNITA' LEGATI E...


fossa comune a panama 3FOSSA COMUNE A PANAMA 
Sette persone sono state uccise durante un rituale religioso della comunità Ngäbe-Buglé, nella giungla a Panama: cinque bambini di piccolissimi, la madre, incinta, e una loro vicina di casa di 17 anni.
Alcuni indigeni erano stati radunati da circa 10 predicatori in una specie di "chiesa" improvvisata all'intero di un ranch dove opera una setta religiosa nota come "La nuova luce di Dio". Erano stati torturati, picchiati, bruciati, colpiti col con machete con lo scopo di farli "pentire dei propri peccati".
fossa comune a panama 2FOSSA COMUNE A PANAMA
La polizia è riuscita a liberare 14 membri della comunità: erano ancora vivi, ma erano stati legati e picchiati con randelli e bibbie. L'area è così remota che per trasportare i feriti negli ospedali, sono dovuti intervenire gli elicotteri. Tra questi c'erano almeno due donne incinte e alcuni bambini.
La tomba con i cadaveri è stata scoperta a circa due chilometri di distanza dalla "chiesa", era stata scavata da poco. Ricardo Miranda, leader della zona semi-autonoma di Ngäbe-Buglé conosciuta come Comarca, ha definito la setta "satanica".
fossa comune a panama 1FOSSA COMUNE A PANAMA 
È stato Il procuratore locale Rafael Baloyes a descrivere la scena agghiacciante che si sono trovati di fronte gli agenti quando si sono fatti strada attraverso le colline ricoperte di giungla fino alla remota comunità di Ngäbe-Buglé vicino alla costa caraibica.
"La polizia era preparata ma", ha detto Baloyes, "gli agenti sono rimasti senza parole" di fronte a ciò che hanno scoperto nella 'chiesa' improvvisata. "Stavano eseguendo un rituale all'interno della struttura, c'erano persone legate, torturate'', ha detto Baloyes. "Il rito aveva lo scopo di arrivare a ucciderli se non si fossero pentiti dei propri peccati". O forse in ogni caso. "Tra loro c'era anche una persona nuda, una donna''. All'interno della chiesa sono stati trovati machete, coltelli e una capra sacrificata, ha detto.
fossa comune a panama 4FOSSA COMUNE A PANAMA 
Il rituale era in corso da sabato e aveva già provocato diversi morti, ha detto Baloyes. "La famiglia, i bambini, la madre, tutti sono stati massacrati, ma prima torturati a lungo'', ha detto Baloyes, aggiungendo che uno dei sospetti dell'omicidio è il nonno dei bambini assassinati. Tutte le vittime, e apparentemente tutti i sospettati, fanno parte della stessa comunità indigena.
comunita' indigena ngabe bugle 3COMUNITA' INDIGENA NGABE BUGLE
"Chiediamo l'eradicazione immediata di questa setta satanica, che viola tutte le pratiche di spiritualità e di coesistenza nelle Sacre Scritture", ha detto Miranda. Apparentemente, la setta è relativamente nuova nell'area, operativa localmente solo da circa tre mesi. Secondo quanto riferito, il rituale è cominciato sabato quando uno dei membri della setta ha avuto una visione. "Uno di loro ha detto di aver ricevuto un messaggio da dio'', ha spiegato Baloyes. Gli diceva di far pentire o di uccidere tutti.
comunita' indigena ngabe bugle 2COMUNITA' INDIGENA NGABE BUGLE
La comunità indigena di Ngäbe-Buglé è la più grande comarca indigena di Panama. Ha una superficie 6.968 km quadrati e secondo il censimento del 2010 la popolazione è di 156.747 abitanti. Il capoluogo è Llano Tugrí e ha un tasso di povertà e analfabetismo altissimo. Non è chiara a quale chiesa sia affiliata la setta "La nuova luce di Dio"'. Quella più affermata nella zona, la chiesa evangelica "Luz del Mundo" ha dichiarato in una nota di non aver nessun legame.
Fonte: qui
comunita' indigena ngabe bugle 1COMUNITA' INDIGENA NGABE BUGLE 1

domenica 29 dicembre 2019

VI RICORDATE IL CASO DOLLFUS, IL BARONE ARREMBANTE ACCUSATO DI AVER ARCHITETTATO UNA COMPLESSA STRUTTURA PER AGGIRARE IL FISCO?

IN SETTE PROCESSO TRA CUI ANCHE ANNA RITA ROVELLI E IL SUO EX MARITO FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE 
GLI ALTRI RINVIATI A GIUDIZIO SONO IL COMMERCIALISTA GABRIELE BRAVI (IL SOLO A RISPONDERE DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E RICICLAGGIO), L’UOMO D’AFFARI GENOVESE FRANCO LAZZARINI, IL COSTRUTTORE MASSIMO PESSINA, L’ EX DIRIGENTE SPORTIVO  DAL CIN E FILIPPO ALEOTTI, IN PASSATO PARTNER DEL FONDO INVESTINDUSTRIAL

FRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONEFRANCESCO BELLAVISTA CALTAGIRONE
Sette rinviati a giudizio, undici prosciolti. È la decisione del gup milanese Giusy Barbara, che ha mandato a processo alcuni dei “clienti italiani vip” del barone italo-svizzero Filippo Dolfuss e del commercialista Gabriele Bravi per aver aggirato il fisco tra il 2010 e il 2015. Dollfus e Bravi sono ritenuti gli artefici di una “complessa struttura operativa” composta da società con sede a Lugano e a Panama.

La notizia del rinvio a giudizio è di un paio di settimane fa, ma è stata resa nota in queste ore. Il dibattimento si aprirà il prossimo 12 febbraio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale, dove dovranno presentarsi – tra gli altri – Anna Rita Rovelli (la figlia del petroliere Nino, uno dei protagonisti del caso Imi Sir) e il suo ex marito Francesco Bellavista Caltagirone, già presidente del gruppo Acqua Marcia, ex socio di Cai, Compagnia Aerea Italiana ed ex componente del Consiglio d’amministrazione di Alitalia.

FRANCO DAL CINFRANCO DAL CIN
A processo anche lo stesso Bravi (che nel 2013 venne anche arrestato e ora è il solo a rispondere di associazione per delinquere e riciclaggio), l’uomo d’affari genovese Franco Lazzarini, il costruttore Massimo Pessina, l’imprenditore ed ex dirigente sportivo (è stato anche all’Inter e all’Udinese) Franco Dal Cin e Filippo Aleotti, in passato partner del fondo Investindustrial. I sei sono accusati a vario titolo o di omessa dichiarazione o di infedele dichiarazione dei redditi. Il gup, contestualmente, ha anche prosciolto 11 persone, mentre per altri 5 professionisti, 4 dei quali hanno chiesto di essere processati in abbreviato e uno ha chiesto di patteggiare, la sentenza è attesa per il prossimo 30 marzo. Filippo Dolfuss, invece, nel 2016 ha patteggiato una pena di un anno e 11 mesi. La richiesta di rinvio a giudizio era stata avanzata il 28 settembre del 2018.
DAL CIN ZICODAL CIN ZICO

Tornando al proscioglimento delle 11 persone, alcune hanno fatto ricorso alla ‘voluntary disclosure’ e perciò non sono punibili. Per altre il giudice ha usato la formula perché il fatto non sussiste in quanto le difese hanno dimostrato l’infondatezza delle accuse oppure che la cifra evasa era al di sotto della soglia di punibilità.

C’è da aggiungere che per Daniele Lorenzano, l’ex manager Mediaset condannato con Berlusconi nel processo sui diritti tv, il procedimento è sospeso in quanto si trova all’estero e risulta irreperibile. Durante l’udienza preliminare il gup Barbara ha anche respinto, ritenendola “manifestamente inammissibile“, la richiesta dei pm di sollevare alla Consulta la questione di illegittimità costituzionale di due norme introdotte con la legge del 2014 sulla ‘Voluntary disclosure‘, che – a sentire i magistrati – erano “in contrasto con i principi di solidarietà sociale e di uguaglianza” sanciti dalla Costituzione e hanno effetti simili ad un’amnistia o ad un indulto.
PESSINAPESSINA

massimo pessinaMASSIMO PESSINA













Il caso Dolfuss aveva suscitato grande clamore proprio per il coinvolgimento di esponenti del mondo dell’imprenditoria e della nobiltà più antiche d’Italia, oltre a noti manager. L’accusa per tutti è quella di aver aggirato il fisco seguendo lo schema della coppia Dolfuss-Bravi, i quali con una “complessa struttura operativa costituita” da società con sede a Lugano e a Panama avrebbe consentito loro, tra il 2010 e il 2015, di “trasferire all’estero ed occultare denaro e utilità nella gran parte dei casi provenienti dai delitti di evasione fiscale o riciclaggio” grazie anche off-shore “adibite a schermo“.

Fonte: qui