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giovedì 19 dicembre 2019

DIETRO GRETA E GLI ALLARMI ESAGERATI SUL CLIMA CI SAREBBE LA GRANDE FINANZA MONDIALE CHE HA SCOMMESSO SUL ''GREEN NEW DEAL'', UN BOTTINO DA 100 TRILIONI DI DOLLARI CHE GLI STATI PROMETTONO DI INCENTIVARE, DEFISCALIZZARE, DEREGOLARE.

A SCAPITO DEI SETTORI ''SPORCHI'' DELL'ECONOMIA E DEI LORO LAVORATORI, MA GARANTENDO OTTIMI PROFITTI AGLI ISTITUTI FINANZIARI

L'INCHIESTA DI WILLIAM ENGDHAL

greta thunberg a torino 8GRETA THUNBERG A TORINO
Tino Oldani per ''Italia Oggi''
Il fallimento della conferenza Cop 25 di Madrid sul clima non deve stupire più di tanto. Ormai dietro le divisioni tra gli Stati non ci sono soltanto le profonde divergenze di interessi sul divieto progressivo dei combustibili fossili, ma anche il proliferare sul web di studi contrari al mainstream mediatico sulla cosiddetta emergenza climatica. Proprio alla vigilia del vertice di Madrid, sul sito canadese Global Research è stata postata un' inchiesta di William Engdhal, 75 anni, analista geopolitico americano e autore di best seller sulle guerre del petrolio, il quale, citando nomi e fatti precisi, sostiene una tesi clamorosa.
Eccola: la grande finanza mondiale, alleata per l' occasione con l' Onu e l' Unione europea, si starebbe servendo in modo cinico di Greta Thunberg come icona mediatica per creare allarmismo sul riscaldamento climatico provocato dall' uomo (una fake news, sostiene Engdhal), e innescare di conseguenza il business più redditizio dei prossimi decenni, il cosiddetto Green new deal, la rivoluzione dell' economia verde.
Il tutto con un piano di investimenti di oltre 100 trilioni di dollari, da raccogliere con massicce emissioni di obbligazioni speculative. Fondi da riversare, mediante il credito, sulle nuove imprese climatiche, anche a prescindere dal loro effettivo valore e know-how. Ovviamente a scapito dei settori dell' economia «colpevoli» di inquinare, e con duri sacrifici per milioni di lavoratori e consumatori, ma enormi profitti per gli istituti finanziari che hanno sposato questo business.
greta thunberg 4GRETA THUNBERG 
Due gli uomini chiave di questa «agenda verde mondiale», sostiene Engdhal: il banchiere inglese Mark Carney, 54 anni, capo della Banca d' Inghilterra, e l' ex vicepresidente Usa Al Gore, 71 anni, vice di Bill Clinton (1993-2001), da sempre ambientalista, oggi ricco presidente del gruppo Generation Investment, impegnato negli investimenti a lungo termine sulla sostenibilità ambientale.
greta thunberg 9GRETA THUNBERG 
Carney, sostiene Engdhal, è stato la mente finanziaria dell' intero progetto mondiale. Nel dicembre 2015, il Financial Stability Board della Banca dei regolamenti internazionali (Bri), presieduto da Carney, ha creato una task force sulla divulgazione finanziaria legata al clima (Tcfd) per «consigliare investitori, finanziatori e assicurazioni sui rischi legati al clima».
Nel 2016 questa task force, formata da 31 banchieri nominati dalla Bri e presieduta dal finanziere Michael Bloomberg, insieme alla City of London Corporation e al governo del Regno Unito, ha avviato la Green Finance Initiative, con la missione di pilotare trilioni di dollari in investimenti verdi. Tra i primi ad aderire, il principe Carlo, futuro re d' Inghilterra, che insieme alla Bank of England e alla City of London ha promosso i Green Bonds, strumenti finanziari verdi per «reindirizzare piani pensionistici e fondi comuni d' investimento verso progetti verdi».
mark carneyMARK CARNEY
In pratica, la task force ideata da Carney costituisce la cabina di regia e include i rappresentanti dei maggiori operatori finanziari del pianeta: «Ci sono tutti: da Jp Morgan a BlackRock, uno dei più grandi gestori di patrimoni del mondo». Non solo. Goldman Sacks ha appena sfornato il primo indice globale dei titoli ambientali di alto livello quotati a Wall Street, indice condiviso da tutte le maggiori banche d' affari, «per attirare fondi d' investimento e sistemi pensionistici statali».
leonardo dicaprio e al gore quando era vicepresidenteLEONARDO DICAPRIO E AL GORE QUANDO ERA VICEPRESIDENTE
Questa ricostruzione di Engdhal trova conferma nel Libro bianco «Strategia di finanza verde», pubblicato nel luglio scorso da Philip Hammond, ex premier britannico, dove si afferma che l' iniziativa «supportata da Carney e presieduta da Bloomberg è stata approvata dalle istituzioni che rappresentano 118 trilioni di dollari di attività a livello globale». Il piano, sostiene l' analista Usa, consiste nella finanziarizzazione dell' intera economia mondiale «usando la paura di uno scenario da fine di mondo per raggiungere obiettivi arbitrari come le emissioni zero di gas serra».
Più avanti: «Gli eventi assumono una svolta cinica quando ci troviamo di fronte ad attivisti climatici molto popolari e fortemente promossi, come Greta Thunberg o la 29enne Alexandra Ocasio-Cortez di New York e il loro Green New Deal. Per quanto sinceri possano essere questi attivisti, c' è una macchina finanziaria ben oliata dietro la loro promozione a scopo di lucro». Quanto al ruolo di Al Gore, ma anche dell' Ue, dovremo tornarci.
Fonte: qui

martedì 27 agosto 2019

IL GOVERNATORE DELLA BANCA D’INGHILTERRA INVECE DI PENSARE ALLA BREXIT SI OCCUPA DI COME SUPERARE L’EGEMONIA MONETARIA DEL DOLLARO: COME? CREANDO UNA CRIPTOVALUTA GLOBALE ANCORATA SU UN PANIERE DI MONETE AFFIDABILI. CIOÈ “LIBRA” DI FACEBOOK?

mark carney e le nuove sterline 2
MARK CARNEY E LE NUOVE STERLINE 

HA SENSO? NÌ: NEL SISTEMA FINANZIARIO C’È UN PROBLEMA CON L’EGEMONIA DEL BIGLIETTO VERDE. CRESCE LO YUAN, MA…

Riccardo Sorrentino per www.ilsole24ore.com
mark carneyMARK CARNEY
Una valuta globale, come Libra. Per sostituire il dollaro durante la lenta ascesa del renminbi. È coraggiosa la proposta avanzata da Mark Carney, governatore della Bank of England, al Simposio Fed di Jackson Hole. Un’idea incompleta, ma «intrigante» che potrebbe risolvere il problema dell’instabilità finanziaria globale.
La funzione della nuova moneta sarebbe quello di risolvere i problemi generati dall’egemonia del dollaro e di evitare un destabilizzante e lungo duopolio con la valuta cinese. A un mondo multipolare non si può che dare un sistema valutario multipolare e l’idea è allora di realizzare una «valuta sintetica egemonica», che rifletta un basket di monete affidabili, di riserva. Libra, la valuta annunciata da Facebook, è l’esempio «di più alto profilo» di una moneta elettronica.
yuan dollaro 1YUAN DOLLARO 
Una precauzione sarebbe in ogni caso necessaria: «Diversamente dai social media, dove standard e regole iniziano a essere sviluppati solo ora che le tecnologie sono state adottate da miliardi di utenti, i termini di partecipazione per ogni nuovo sistema sistemico di pagamento privato deve essere in vigore ben prima del loro lancio». Questa valuta potrebbe però essere realizzata anche dal settore pubblico, «forse attraverso un network di banche centrali». Una Libra globale darebbe meno importanza al dollaro e ridurrebbe le ricadute della politica Usa sul resto del mondo.
Mark Carney gov Bank of EnglandMARK CARNEY GOV BANK OF ENGLAND
Qualcosa infatti non funziona più, nel sistema finanziario internazionale. Il dollaro ha assunto un’importanza enorme: molte aziende hanno listini direttamente espressi nella valuta Usa. Il movimento dei cambi, quindi, non riesce più a riequilibrare il mercato globale. Basti guardare, ha spiegato Carney, a cosa è accaduto nell’ultimo anno. «La politica fiscale Usa ha spinto la crescita in un momento in cui l’economia americana era vicina alla piena occupazione. La politica monetaria ha dovuto “stringere” notevolmente, nel rispetto del doppio mandato della Fed. La risultante forza del dollaro e le ricadute finanziarie hanno irrigidito le condizioni finanziarie nella maggior parte delle altre economie, più di quanto le loro condizioni interne avrebbero richiesto».
DONALD TRUMP JEROME POWELLDONALD TRUMP JEROME POWELL
Il rallentamento globale trae origine anche da questo fenomeno: «Le vicende degli Usa hanno significative ricadute sia sulle performance commerciali che sulle condizioni finanziarie anche di paesi con una esposizione diretta relativamente limitata all’economia Usa», ha spiegato.
mark carney e le nuove sterline 1MARK CARNEY E LE NUOVE STERLINE
Al crescente ruolo del dollaro negli scambi commerciali si è accompagnato - e non è una sorpresa - un sempre maggior rilievo anche negli scambi finanziari con il risultato, noto da tempo, che «il ciclo finanziario globale è il ciclo del dollaro».
yuan dollaro 3YUAN DOLLARO 
I rischi generati dall’andamento della valuta Usa sono stati affrontati, soprattutto nelle economie emergenti, attraverso l’accumulo di riserve in dollari, che è stato anche alimentato dalla instabilità finanziaria delle economie avanzate, nella crisi del 2008 e in quella europea del 2011. «Il detto di Connally (John Connally, segretario al Tesoro Usa tra il ’71 e il ’72, ndr): “Il nostro dollaro, il vostro problema” - ha detto Carney - si è trasformato in “qualunque nostro problema è il vostro problema”».
JEROME POWELLJEROME POWELL
L’accumulo delle riserve di asset sicuri ha infatti abbassato il tasso di equilibrio globale, quello necessario «per equilibrare la domanda e l’offerta e ottenere così un’inflazione stabile», riducendo lo spazio politico a disposizione delle banche centrali. Questa situazione - ha argomentato il governatore britannico - ha una serie di implicazioni di politica economica, alcune immediate altre di lungo periodo. Nell’immediato, occorre che l’obiettivo di inflazione - in genere il 2% annuo per i paesi avanzati - sia perseguito in modo flessibile e non rigido, in particolare quando le economie siano colpite da shocks che i movimenti dei cambi non siano in grado di assorbire. Deve anche aumentare la cooperazione e il coordinamento tra le banche centrali che in un mondo senza una moneta così egemone sarebbero irrilevanti.
Nel medio periodo, le economie emergenti devono rendere più sostenibili i flussi finanziari, mentre quelle avanzate devono moderare i fattori che determinano la propensione e le condizioni del rischio globale: «La loro locale stabilità finanziaria è un bene pubblico globale», ha aggiunto.
Libra sfida le Banche centrali e la Ue: depositato lo statuto a Ginevra
MARK CARNEY JANET YELLEN MARIO DRAGHIMARK CARNEY JANET YELLEN MARIO DRAGHIyuan dollaroYUAN DOLLARO
Nel lungo periodo occorre «cambiare il gioco». Potrebbe essere doloroso il ripetersi, tra dollaro e renmimbi, del passaggio delle consegne avvenuto tra sterlina e dollaro tra le due guerre mondiali che, lungo e scoordinato, ha esacerbato la Grande depressione. Oggi quella transizione sarebbe anche più lunga. Una soluzione migliore nasce dalla considerazione che «ogni sistema unipolare è inadatto a un mondo multipolare»: passa per il moltiplicarsi delle moneta di riserva, che aumenti l’offerta di asset sicuri.
Bankers Mark Carney Christian Noyer Alex Weber Ben Bernanke Mario Draghi Masaaki ShirakawaBANKERS MARK CARNEY CHRISTIAN NOYER ALEX WEBER BEN BERNANKE MARIO DRAGHI MASAAKI SHIRAKAWA
Lo strumento per realizzare questo sistema che sembra «distante» perché troppo complesso non può che essere tecnologico: una Libra globale. Fonte: qui