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sabato 17 dicembre 2016

E' IMPROBABILE CHE I GRANDI ELETTORI RIBALTINO IL VOTO SU DONALD TRUMP

MENTRE MURDOCH E JERRY HALL POSANO CON GLI OBAMA, TRUMP NOMINA AMBASCIATORE IN ISRAELE DAVID FRIEDMAN, CHE VUOLE PORTARE L'AMBASCIATA DA TEL AVIV A GERUSALEMME, IN BARBA AGLI STREPITI DEL MONDO ARABO


Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Foto di gruppo scelto alla Casa Bianca per i vip dell'informazione, e non poteva che essere Rupert Murdoch l’immortalato con la sfolgorante neo sposa Jerry Hall, tutti e due in posa affettuosa con Barack e Michelle Obama. Un salutino non si nega a nessuno, nelle stesse ore Murdoch festeggia la presa di Sky inglese e il primo posto tra le tv degli Stati Uniti ottenuto da Fox News.

Fox News ha fatto una campagna molto efficace per Donald Trump, sia pur partendo a primavera avanzata, quando fra i due tycoon grazie al solito genero Jared Kushner è stata siglata la pace e avviata un'amicizia di coppie, Fox News si gode ora il primato e le interviste esclusive del presidente eletto, mentre l'arcinemica CNN misura l'umiliazione di essere scivolata per la prima volta nella sua storia al terzo posto.

donald trump con rupert murdoch e jerry hallDONALD TRUMP CON RUPERT MURDOCH E JERRY HALL
Lunedì è il grande giorno nel quale i grandi elettori dei partiti si incontrano e con il loro voto rendono ufficiale e definitiva l'elezione del presidente. Non ci sono sorprese all'orizzonte, niente di quanto vanno scrivendo da giorni i giornaloni italiani è vero, nessuno porterà via la vittoria che Donald Trump si è conquistato sul campo in un anno di campagna elettorale. Però l'atmosfera continua a essere estremamente pesante.

Non che la cosa turbi particolarmente il presidente eletto, il quale ieri sera ha sganciato un'altra bomba indicando nell' avvocato David Friedman il prossimo ambasciatore degli Stati Uniti in Israele. Non è una nomina qualunque,  il personaggio è noto per i suoi legami stretti con Israele, e ha chiarito subito: “Non vedo l'ora di poter lavorare nell'ambasciata a Gerusalemme, capitale eterna di Israele”.
rupert murdoch ivanka trump nella trump towerRUPERT MURDOCH IVANKA TRUMP NELLA TRUMP TOWER

L'ambasciata sta attualmente a Tel Aviv, come tutte le rappresentanze diplomatiche internazionali, per via della contesa sulla capitale con gli arabi. È una vecchia storia, gli americani da tanto tempo avevano la tentazione di spostare l'ambasciata a Gerusalemme, non hanno mai avuto il coraggio della rottura, o la saggezza se preferite.

Certo è che quelli che oggi strillano al pericolo di rendere le relazioni ancora più aspre col mondo arabo e gli alleati americani in Europa occidentale bene farebbero a ripassarsi l'elenco delle recenti prese di posizione, sanzioni, condanne varie degli organismi internazionali, tutti filo arabi, tutti contro Israele.

Trump eredita la relazione peggiore della storia tra America e Israele, alleati inossidabili che Barack Obama ha ossidato niente male; non lascerà le cose come stanno e manderà un segnale preciso al mondo arabo, senza timore. La stessa cosa farà con il rappresentante all'ONU,  ma certo oggi la nomina di un tale ambasciatore rinfocola ulteriormente gli animi.

david friedman donald trumpDAVID FRIEDMAN DONALD TRUMP
Segnatamente gli animi dei democratici, che di aver perso non ne vogliono proprio sapere e rassegnazione non ne praticano. John Podesta, il capo della campagna della Clinton e anche il protagonista involontario di alcune delle mail più imbarazzanti per lui svelate dagli hackers, ha tirato fuori l'ultima proposta surreale, e dice che tutti i grandi elettori dovrebbero essere interrogati dagli uomini della Cia per poter essere certi che sono indipendenti nel loro giudizio.

Ora, questo non è solo estremamente umiliante per la dignità della nazione più importante del mondo, tanto è vero che il governo russo risponde ufficialmente di essere indignato da tante chiacchiere senza che sia venuta fuori una sola prova del suo coinvolgimento nello spionaggio via internet della campagna elettorale, ma dietro e dichiarazione di sdegno e inviti a farla finita, si capisce che se la ridono. Questo è anche profondamente stupido, perché i grandi elettori sono dei meri rappresentanti ed esecutori della volontà dei cittadini e corrispondono in ogni Stato al numero dei deputati eletti più i due senatori. Nessuno li ha tirati fuori da qualche cilindro.

Nessuno di loro è in rivolta contro l'odioso dovere di votare Donald Trump, solo un repubblicano ha annunciato che voterà per qualcun altro e lo ha fatto ufficialmente, ma ci vuol altro visto che Trump ha 306 voti elettorali, la Clinton 232, e ce ne vogliono 270 per essere eletti.
david friedman ivanka trumpDAVID FRIEDMAN IVANKA TRUMP

In un tentativo piuttosto ridicolo Jill Stein, il candidato del partito Verde, ha buttato milioni di dollari tacitamente forniti dalla campagna della Clinton, per ricontare i voti in Wisconsin, dove ne sono usciti 131 in più per Trump.

In Pennsylvania invece un giudice federale ha emesso una opinione che suggerisce di lasciar perdere e smetterla di pensare che in quello stato 6 milioni di elettori siano stati imbrogliabili e imbrogliati. Sempre un giudice federale del Colorado, Stato vinto dalla Clinton, ha emesso un avviso ai nove grandi elettori democratici diffidandoli dal cambiare voto, e se la misura vale per il tradimento ipotetico di democratici vale per tutti.

Eppure i sore losers non si placano, e il solito Martin Sheen, attore militante mai uscito dalla parte di West Wing, raccoglie firme di attori di fiction e soap per un appello agli elettori contro Trump. Un gruppo che si chiama electors trust offre ai grandi elettori consigli legali e li assisterebbe in caso di tradimento dei cittadini.

MARTIN SHEEN E FIGLIO CHARLIEMARTIN SHEEN E FIGLIO CHARLIE
Sul New York Times è comparso l'articolo opinione di un professore che suggerisce che i Padri Fondatori in realtà volevano che i grandi elettori fossero completamente liberi di rispettare o meno il mandato dei cittadini. E per non farsi mancare niente un grande elettore repubblicano del Michigan che si chiama Michael Banerian ha dichiarato al Post che qualcuno lo ha minacciato se non cambia voto di mettergli una pallottola in testa.

Già si annuncia un estremo e disperato tentativo di perdere tempo, ovvero una volta proclamata la scelta dei grandi elettori lunedì basterà una sola obiezione di un membro della Camera del Senato perché sia necessaria una votazione di certificazione del voto da parte di tutte e due le Camere. Il tentativo è evidentemente disperato perché i repubblicani hanno la maggioranza e controllano tutte e due le Camere, e insomma non c'è nessun modo di far perdere Donald Trump da vivo. Avvisare anche nelle redazioni italiane.

domenica 6 novembre 2016

WIKILEAKS SVELA CHE UN ANNO FA JOHN PODESTA, MANAGER DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA CLINTON, FU INVITATO DA MARINA ABRAMOVIC A UNA SERATA “SPIRIT COOKING”

LO SPIRIT COOKING, UNA PERFORMANCE OCCULTISTA DOVE SI UTILIZZA ANCHE SANGUE D’ANIMALE PER SCRIVERE SUI MURI ED ENTRARE IN CONTATTO CON GLI SPIRITI (VIDEO)

Glauco Maggi per “Libero quotidiano”

HILLARY CLINTON E L OCCULTOHILLARY CLINTON E L'OCCULTO
La «Cena degli Spiriti» di un anno fa, che aleggia oggi sulla campagna di Hillary grazie a Julian Assange, introduce una scabrosa nota di mistero nella storia della sfida presidenziale del 2016. La succulenta rivelazione del party, offerta sempre da WikiLeaks, riguarda un invito che John Podesta, manager della Clinton oggi ed ex capo staff di Bill Clinton presidente negli Anni Novanta, aveva ricevuto per email il 28 giugno 2015, tramite suo fratello Tony, dall' artista Marina Abramovic.

MARINA ABRAMOVICMARINA ABRAMOVIC
Famosa per le sue performance masochiste, estrema frontiera dell' astratto concettuale, Marina aveva scritto: «Non vedo l'ora di averti allo Spirit Cooking a casa mia. Pensi di potermi dire se tuo fratello John si unisce alla compagnia?». Tony non perse tempo a girare l'invito a John: «Se sei a New York giovedì 8 luglio Marina vuole che tu venga alla sua cena».

Il piatto forte non era riportato nelle email, ma gli eruditi dell' occulto sanno che lo Spirit Cooking, un «sacramento» della religione di Thelema fondata da Aleister Crowley, usa tutti ingredienti naturali per il suo «menu»: sangue da mestruazioni, latte dal seno, urina e sperma, impastati da Marina in una performance horror che, alla fine, produce un «quadro».



john podestaJOHN PODESTA
L'accostamento privato, provato da WikiLeaks, del clan Clinton alla Abramovic ha dato a quest' ultima un ritorno di popolarità: su Internet si rivedono le sue esibizioni, da quella in cui si pugnala le mani con un coltello a quando posa con la testa di un caprone insanguinato, la rappresentazione del simbolo occulto Baphomet. Quanto ai Podesta, solo mercoledì prossimo si saprà se il bizzarro Spirit Cooking (il nome formale della cena) con l'amica «strega» ha portato buono o se era stata invece una Cena delle Beffe per il clan Clinton.

SPIRIT COOKINGSPIRIT COOKING
Intanto, i due contendenti passano le ultime tre giornate tra comizi negli Stati chiave e gli aggiornamenti dei sondaggi minuto per minuto. Trump ha anche finalmente ottenuto un riconoscimento ufficiale dal partito Repubblicano, che gli ha concesso lo spazio radiofonico del sabato, con il quale il partito di opposizione replica al discorso settimanale del presidente. Il magnate ha dichiarato di voler «eleggere una maggioranza repubblicana al Congresso» , suggellando così la pace con i vertici del Gop, per «cambiare questo sistema degradato e rendere di nuovo grande l' America, per tutti».

SPIRIT COOKINGSPIRIT COOKING
Da diversi giorni Donald è passato a condurre in dversi Stati e pure in Arizona: ha 4 punti di margine e la Corte Suprema è intervenuta per vietare il voto anticipato, dando uno schiaffo ai Dem che puntano molto sui volontari che fanno il porta a porta prima dell' 8 novembre. Secondo la media Rcp nazionale, Hillary è avanti di 1,7 punti nel testa a testa, e di 2 punti nella corsa a quattro (con il libertario e la verde), ma il maggior distacco è del Los Angeles Times, 5 punti pro Trump. In 37 milioni, fino a venerdì, avevano già riconsegnato le schede, che saranno aperte però solo martedì.
SPIRIT COOKINGSPIRIT COOKING

Anche Wall Street sta dicendo la sua, ed è pro Trump con le nove sedute negative consecutive che non si vedevano dal 1980: quando la Borsa va male, di solito perde il partito al potere e vince il nuovo. Così, gli indicatori di mercato danno l' 86% di chance al Gop.

Fonte: qui




P.S. Grazie a Wikileaks si è potuto apprendere che il capo della sua campagna elettorale, John Podesta, riceve inviti a cena da Marina Abramovic, “artista” nota per la sua, diciamo così, eccentricità.

Podesta è stato invitato ad una “Spirit Cooking” a casa della Abramovic, ovvero ad una cena che si svolge sulla base di un rituale disgustoso elaborato da Alesteir Crowley, il padre del satanismo

Sarà un caso?


Thetrumpreport, Tradotto qui


Amico di Assange rivela la “gola profonda” di WikiLeaks su email staff di Hillary Clinton


Una fonte nella stanza dei bottoni a Washington è responsabile di aver fornito la corrispondenza elettronica di John Podesta, il direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton del Partito Democratico, la Russia non c'entra nulla.

Lo ha detto in un'intervista con Sputnik Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan e rappresentante del Partito Nazionale di Scozia e amico molto vicino del fondatore di WikiLeaks Julian Assange. 

"La fonte che ha rivelato queste mail non ha alcun legame con la Russia. Sono venuto a conoscenza dell'identità di questa persona quando ero a Washington un paio di mesi fa ed avevo presieduto la giuria per il premio intitolato Sam Adams assegnato agli informatori", — ha dichiarato Murray. 

"La gola profonda che ha rivelato queste mail frequenta i circoli di potere a Washington. Se volete sapere di chi si tratta, andate a cercarla lì, ma non in Russia", — ha aggiunto. 

Ai primi di ottobre durante una videoconferenza con Berlino Assange aveva promesso entro la fine dell'anno di pubblicare "informazioni sensibili" sui governi di 3 Paesi e sulle elezioni americane. 

Martedì ha pubblicato la 25esima parte della corrispondenza riservata di Podesta. 

Questa estate si è saputo della violazione degli hacker del sistema informatico del Partito Democratico degli Stati Uniti. La presidente della direzione dei Democratici Debbie Wasserman Schultz si è dimessa dopo le rivelazioni di WikiLeaks sui dettagli scandalosi della corrispondenza dell'apparato del partito; era stato sostenuto che i dati erano stati trasferiti dall'hacker con il nickname Guccifer 2.0. I pirati informatici erano riusciti a penetrare nei sistemi delle organizzazioni del Partito Democratico responsabili per le elezioni e le primarie. 

E' stato inoltre riferito che gli hacker sarebbero entrati in possesso dei dati del passaporto della first lady Michelle Obama. I rappresentanti del Partito Democratico e della Clinton hanno denunciato il coinvolgimento in questi attacchi della Russia, che aveva l'obiettivo di influenzare i risultati delle elezioni presidenziali. 

Tuttavia le accuse non sono state supportate da nessuna prova oggettiva.

Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse contro Mosca sugli attacchi hacker, ha affermato che i dati pubblicati non giovano gli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal loro contenuto.

Fonte: sputniknews.com