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martedì 10 gennaio 2017

TUTTI INTERCETTATI! NELLA RETE DEI DUE FRATELLI, GIULIO E FRANCESCA OCCHIONERO, C'ERANO DRAGHI ,IL CARDINAL RAVASI, MONTI E SACCOMANNI


I DUE ERANO RIUSCITI A INTRODURSI NELLA CASELLA PERSONALE DI POSTA DI RENZI E IN QUELLA DEL PARTITO DEMOCRATICO, E PURE IN QUELLA DEL GENERALE CAPOLUPO (GDF)

GLI OCCHIONERO BROTHERS SAREBBERO ''NOTI PERSONAGGI DELL'ALTA FINANZA CAPITOLINA''. 

CIOE'? DAVANO INFORMAZIONI RISERVATE AI LORO CLIENTI INVESTITORI

I DUE HANNO UTILIZZATO ''UNA RETE DI COMPUTER INFETTATI DA UN MALWARE DENOMINATO EYEPYRAMID, E PER ANNI ACQUISITO NOTIZIE RISERVATE, DATI SENSIBILI, INFORMAZIONI, GELOSAMENTE CUSTODITE SU SERVER AMERICANI, ORA SEQUESTRATI DA POLIZIA POSTALE E FBI 

ARRESTATI A ROMA UN INGEGNERE NUCLEARE E SUA SORELLA. 

PER ANNI HANNO SPIATO E RACCOLTO INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI ENTRANDO NEI COMPUTER DI MANAGER E POLITICI 

SOTTO CONTROLLO ANCHE I MASSONI


di Fabio Tonacci per la Repubblica

HACKERHACKER
ROMA - Matteo Renzi, ma anche Mario Draghi, l'ex premier Mario Monti, il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, e poi il banchiere Fabrizio Saccomanni: sono alcuni dei nomi che venivano intercettati illegamente da Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella Francesca Maria, di 49, arrestati oggi dalla Polizia Postale, nell'ambito dell'inchiesta 'Eye Pyramid'. I due sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia in carcere firmara dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta del pm Eugenio Albamonte.

Per il giudice gli Occhionero "al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici".

I fratelli facevano dossier su politici, manager, banchieri o economisti di livello nazionale e avevano creato, secondo gli inquirenti, una centrale di cyperspionaggio per monitorare istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditori. 

Nella lista
 degli spiati ci sono anche i nomi di Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa e Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio, il cardinale Gianfranco Ravasi, Paolo Poletti della Gdf.
CYBER SECURITYCYBER SECURITY

Molto conosciuti negli ambienti dell'alta finanza, gli arrestati sono residenti a Londra ma domiciliati a Roma.
I reati di cui sono accusati sono procacciamento di notizie concernenti la sicurezza di Stato, accesso abusivo a sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche.


Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico Cnaipic del Servizio polizia postale e delle comunicazioni avrebbero scoperto una botnet occulta: grazie a una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione del malware Eye Pyramid, i due arrestati hanno per anni acquisito dalle numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della polizia, grazie alla collaborazione con la Cyber Division dell'Fbi Usa.

massoni segretiMASSONI SEGRETI
Nel mirino una galassia di soggetti che a vario titolo gestiscono la funzione pubblica e quindi in possesso di informazioni particolarmente sensibili e strategiche, o di particolare valore per chi opera in determinati ambiti finanziari.

L'indagine è stata avviata dopo che al Cnaipic è stato segnalato l'arrivo di una mail, indirizzata a un amministratore di un'infrastruttura critica nazionale, contenente il malware.


Tra gli osservati gli appartenenti a una loggia massonica, archiviati sotto la sigla Bros (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all'estero. Con la sigla POBU (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale. L'indagine ha altresì permesso di ricostruire un complesso scenario fatto di società "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l'acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all'estero. E proprio il concreto pericolo di una fuga all'estero degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, ha infatti determinato l'emissione delle misure cautelari.
AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO



venerdì 16 dicembre 2016

Per Maietta (Fdi) arresto senza fretta: tempi lunghi per decidere sul carcere

I magistrati vogliono mandare dietro le sbarre il deputato di Fratelli d’Italia. Ma l’organo chiamato all’istruttoria è guidato dal collega di partito La Russa(soggetto che ben conosciamo, clicca qui).

E prima di un pronunciamento passeranno mesi. Come mostrano i primi passi. E i precedenti di Genovese e Galan
Pasquale Maietta
Associazione a delinquere finalizzata alla commissione di abuso d’ufficio, falso ideologico, turbativa d’asta e concussione: sono le pesanti accuse che coinvolgono il deputato di Fratelli d’Italia Pasquale Maietta, coinvolto in un’inchiesta su una serie di appalti truccati a Latina . Per il parlamentare il gip ha chiesto il carcere ma i tempi perché Montecitorio si pronunci, come accade spesso , si preannunciano estremamente lunghi.

Malgrado la gravità degli addebiti e l’urgenza di una risposta in tempi rapidi alla magistratura, la prima seduta della Giunta delle autorizzazioni di Montecitorio - guidata da Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia come Maietta - è in calendario giovedì 24 novembre. Motivo: prima di quel giorno non ci sono sedute d’Aula, a eccezione del question time mercoledì pomeriggio, e quindi non è possibile assicurare la presenza dei commissari. In pratica la nomina del relatore incaricato di occuparsi della vicenda, per quanto sia un atto meramente formale, arriverà a dieci giorni dall’arrivo della richiesta di arresto a Montecitorio.

vedi anche:

Onorevole inquisito? Non c'è fretta
La melina delle Camere che rallenta i giudici

Due anni di attesa per le intercettazioni di Verdini. Quasi uno per quelle dell'Ncd Azzollini. Sei mesi (finora) per l'autorizzazione nei confronti dell'ex ministro Matteoli e tempi ancora vaghi per le offese di Calderoli alla Kyenge. Quando è indagato un suo componente, il Parlamento se la prende comoda

Chi sarà il prescelto? La decisione, prettamente politica, spetta proprio all’ex ministro La Russa, che potrebbe anche tenere per sé quel ruolo: è già accaduto quando si è trattato di concedere l’uso di alcune intercettazioni di Silvio Berlusconi nel filone barese del processo sulle escort. Di certo, da questo sarà possibile intuire quale sarà l’andamento dei lavori. Ad esempio quando si trattò di stabilire se carcerare il democratico Francantonio Genovese, come chiedevano i magistrati di Messina (e il Pd), La Russa scelse come relatore l’alfaniano Antonio Leone, che era notoriamente contrario. E non è inverosimile che anche stavolta l’ex ministro guardi fra i commissari di centrodestra (uno dei nomi cui è ricorso più di frequente è il fittiano Gianfranco Chiarelli).

Nominato il relatore, ci vorranno almeno un altro paio di settimane prima di affrontare la questione nel merito: il tempo necessario a leggere la documentazione trasmessa dal gip, nonostante sia stata inviata in Parlamento contestualmente alla richiesta di arresto. E poi? Poi inizierà la discussione, con la possibilità di chiedere documentazione integrativa alla magistratura o ascoltare l’indagato, con l’ex ministro La Russa che avrà un ruolo di primo piano nella definizione e gestione dei tempi. Anche alla luce del fatto che decisiva sarà la posizione del Pd, che in Giunta conta 11 membri su 21 e alla Camera ha la maggioranza assoluta dei seggi. Eppure nulla è scontato e una defezione è già prevista: quella del deputato democratico Danilo Leva, di professione avvocato. Un suo collega di studio difende uno degli indagati a piede libero e il parlamentare non intende partecipare ai lavori della Giunta per questioni di opportunità.

Guardando ai precedenti e buttando un occhio al calendario un’idea, se non altro per difetto, è comunque possibile averla. Con Genovese e Galan, prima che l’Aula di Montecitorio concedesse l’autorizzazione all’arresto, ci sono volute sette sedute della Giunta e due mesi di tempo. Se si considerano i possibili sconvolgimenti provocati dal referendum del 4 dicembre, l’impegnativa sessione di bilancio, la possibilità di pratiche dilatorie e la pausa natalizia (che l’anno scorso durò quasi tre settimane), è assai probabile che con Maietta ci vorrà ancora più tempo.

Fonte: qui