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giovedì 17 gennaio 2019

“I FRATELLI OCCHIONERO AVEVANO CREATO UNA VERA E PROPRIA RETE DI DOSSIERAGGIO”



NELLA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA CHE HA CONDANNATO I DUE A 5 E 4 ANNI, IL GIUDICE PUNTA IL DITO CONTRO L’ATTIVITÀ DI CYBER SPIONAGGIO GRAZIE A UN MALWARE INVIATO TRAMITE MAIL: “HANNO ACCUMULATO UNA IMPONENTE MOLE DI DATI E DOCUMENTI RISERVATI…”


FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Grazie alla sua attività di cyber spionaggio Giulio Occhionero aveva accesso a un database che "conteneva un elenco di 18.327 username univoci, 1.793 dei quali correlati da password, catalogati in 122 categorie denominate Nick, che indicano la tipologia di target (politica, affari, altro). Molti account contenuti nel database appartenevano ad enti istituzionali, () imprenditori e studi legali".

È quanto si legge nelle motivazioni della sentenza di primo grado con la quale il giudice Antonella Bencivinni lo scorso 17 luglio ha condannato l' ingegnere nucleare e la sorella Francesca Maria rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione per accesso abusivo a un sistema informatico: i due, secondo il giudice, avevano messo in piedi un' attività di cyber spionaggio.

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO
Tentativi di inserirsi nelle caselle di posta elettronica, secondo i pm, c' erano stati anche ai danni degli ex premier Matteo Renzi e Mario Monti. Lo strumento utilizzato dai fratelli Occhionero, come ricostruito dalle indagini, era un malware inviato tramite un messaggio email. Così gli Occhionero "hanno accumulato una mole di dati e documenti riservati, sempre più imponente e variegata, creando una vera e propria rete di dossieraggio".

Fonte: qui

domenica 15 gennaio 2017

NEL “GROVIGLIO” MONTE PASCHI CI MANCAVANO SOLO GLI “OCCHIONERO”

UNO DEI FRATELLI SPIONI, GIULIO OCCHIONERO ERA STATO CONSULENTE DELLA BANCA SENESE: AVEVA CEDUTO A MPS, TRAMITE LA SAPIENZA, UN SOFTWARE PER IL TRADING 

NELL'ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE SI LEGGE ANCHE CHE È L’HACKER E’ LEGATO CON GLI AMBIENTI DELLA MASSONERIA ITALIANA

Camilla Conti per il Giornale
giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO

Tutte le strade, anche quelle meno «pulite», portano a Siena. Che negli ultimi vent'anni sembra essere diventato l'occhio di qualsiasi ciclone non solo finanziario.

I grovigli armoniosi fra politica e banca hanno avuto diramazioni insospettabili che vanno oltre i primi cento debitori insolventi cui l'istituto ha prestato incautamente fiori di milioni senza vederli più tornare indietro. Perché ricostruendo la storia di Giulio e Francesca Occhionero che odora di massoneria, di apparati militari e istituzioni finanziarie americane, spunta - puntuale come un orologio svizzero - il Monte dei Paschi.

MPSMPS
L'ascesa e la caduta di Giulio Occhionero - considerato l'«hacker» fra i due fratelli, mago dell'informatica e ingegnere nucleare - passa per le consulenze con società americane ma anche per il Monte. Giulio un tempo era parecchio conosciuto nel mondo dei trader finanziari. Si occupava sostanzialmente di trading veloce, la compravendita giornaliera di titoli finanziari (azioni e derivati) e - come ha riportato qualche giorno fa Il Messaggero - a un giornalista che era casualmente entrato in contatto con lui, aveva raccontato di un contenzioso con Mps, banca per la quale aveva lavorato come consulente e che avrebbe conseguito robusti guadagni proprio grazie al suo metodo.
FRANCESCA MARIA OCCHIONEROFRANCESCA MARIA OCCHIONERO

Nelle carte dell'inchiesta si legge che «nel 2002 il Monte dei Paschi (ai tempi presieduto da Pier Luigi Fabrizi e guidato da Vincenzo De Bustis, ndr) ha adottato la sua metodologia di trading giornaliero implementando un'apposita linea dedicata ai clienti high-net-worth». Ovvero con un patrimonio netto elevato. La consulenza era però finita in mano agli avvocati: Occhionero avrebbe fatto causa a Mps perché per la sua collaborazione gli avevano offerto una cifra che riteneva troppo modesta (qualche centinaia di migliaia di euro), a fronte di guadagni straordinari che il Monte aveva - secondo lui - realizzato.


mps titoli di stato 4MPS TITOLI DI STATO 4
Nella città del Palio, fonti locali riferiscono al Giornale che in realtà quel software creato da Giulio era stato fornito alla banca dall'Università La Sapienza di Roma. In effetti, Occhionero nel 2000 ha fondato il Quantitative Finance Group, joint venture tra la sua società Westland Securities e l'ateneo capitolino dove lo stesso esperto informatico si era laureato. E dal marzo 2001 avrebbe fatto parte per due anni, come unico membro esterno alla banca, del comitato investimenti del Monte nel business del private banking come consulente nella selezione dei portafogli di investimenti. Non solo. Anche la sorella Francesca, prima di puntare al mondo dell'alta finanza, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze chimiche proprio alla Sapienza, poi ha cambiato vita.
Francesca OcchioneroFRANCESCA OCCHIONERO

Ma c'è un altro fil rouge che lega i due fratelli Occhionero a Siena ed è la massoneria. Nell'ordinanza di custodia cautelare si legge anche che Giulio Occhionero è legato con gli ambienti della massoneria italiana, in quanto membro della loggia «Paolo Ungari Nicola Ricciotti Pensiero e Azione» di Roma, della quale in passato ha ricoperto il ruolo di maestro venerabile, parte delle logge de Grande Oriente d'Italia».

L'attuale Gran Maestro del Goi, Stefano Bisi, in un'intervista rilasciata nei giorni scorsi si è definito una «vittima, non conoscevo Giulio Occhionero, ma appena letta la notizia dell'inchiesta ho provveduto a sospenderlo dal Grande Oriente d'Italia». Il nome di Bisi compare tra quelli spiati dagli Occhionero, insieme ad altri 337 «fratelli».

Ma soprattutto è molto noto a Siena. È suo il copyright del «groviglio armonioso» fra finanza e politica che ha scandito la storia della città e della sua banca di riferimento. Bisi è stato caporedattore e poi vicedirettore del Corriere di Siena, amico dell'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari nonché il più importante massone della città toscana. E di recente è finito nel registro degli indagati della Procura di Siena nell'ambito dell'inchiesta «Time Out» sul fallimento per bancarotta fraudolenta della Mens Sana Basket.

Fonte: qui

GIULIO OCCHIONERO ERA UN COLLABORATORE DELLA CIA!

LO SUSSURRANO LE BARBE FINTE DELL'INTELLIGENCE ITALIANA SECONDO CUI, I DUE FRATELLI VENIVANO USATI DALL’AGENZIA USA PER OTTENERE INFORMAZIONI IN MODO “NON UFFICIALE”

VEDI L’INTERESSE PER L’ENAV, CHE SI OCCUPA DI VOLI DI STATO E MILITARI, OPPURE PER FINMECCANICA (LEGGI F35). E POI CI SONO GLI INTERESSI DELLE AZIENDE AMERICANE IN ITALIA

ECCO PERCHE’ DAGLI STATI UNITI C’ERA PIU’ DI UN INTERESSE A TENERE D’OCCHIO IL NOSTRO PAESE E I SOMMOVIMENTI ECONOMICI E POLITICI. D'ALTRONDE CHI HA INTENZIONE DI INVESTIRE, VUOLE SAPERE DOVE STA METTENDO I SUOI SOLDI E NELLE MANI DI CHI CONSEGNA GLI AFFARI


Chiara Giannini per “il Giornale”

Negli ambienti vicini all' intelligence italiana sembra lo sappiano tutti: «Giulio Occhionero era un collaboratore della Cia». Insomma, se non un agente, almeno qualcuno che aveva rapporti costanti con l' agenzia Usa, che lo avrebbe usato per ottenere informazioni. L' ingegnere, nel campo dell' hackeraggio informatico, è pressoché sconosciuto. Lo conoscono molto bene, invece, in certi ambienti legati al mondo americano a Roma.
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Che ci sarebbe dietro a quello che è balzato agli onori delle cronache come un genio del cyber crimen? Pure e semplici questioni di controspionaggio. Ogni Paese ha le sue mele marce, persino all'interno dei servizi nostrani, si dice. La spia tra le spie, insomma, quella che finge di fare il bene del Paese e poi passa informazioni al nemico. Ma sono semplici questioni di scacchiera internazionale. Vedi l'interesse per Enav, l ente che si occupa delle rotte dei voli, compresi quelli di Stato e militari, oppure per Finmeccanica, che molto ha a che vedere con gli Usa, visti gli scambi commerciali.

giulio occhioneroGIULIO OCCHIONERO
Una parola dice tutto: F35. E poi ci sono interessi importanti delle multinazionali americane nel nostro Paese. La lista di chi potrebbe aggiudicarsi appalti o chi, in passato, lo ha fatto, è lunga. I nomi di queste realtà si possono trovare su tutte le cronache: dall' attenzione sui porti, sugli stadi, persino nella realizzazione del ponte sullo stretto di Messina figurano soggetti che arrivano da Oltreoceano.

Ecco perché c' è chi dagli Usa avrebbe avuto un vantaggio nel tenere d' occhio il nostro Paese e, soprattutto i suoi movimenti economici e politici: l' Italia fa gola. Ci sono stipendi bassi, disoccupazione alta: la Nazione ideale in cui investire. Si parla di centinaia di investimenti esteri nello Stivale solo nel 2016. Ed è ovvio che qualsiasi azienda, prima di buttare i soldi in una gara d'appalto o decidere se acquistare servizi, vendere pezzi o aprire una succursale in un Paese estero, voglia informarsi.
logo enavLOGO ENAV

Quale migliore fonte della principale agenzia investigativa del Paese? E quale miglior «infiltrato» di un soggetto che in Italia abita, che vive talmente defilato e sottotono da apparire in pubblico solo in rare occasioni? Chi ha avuto modo di conoscerlo ne parla come di un «tipo schivo e strano», uno che in vacanza si affittava ville intere da solo, che aveva pochi amici, quasi tutti legati a certe realtà, che frequentava gente dell'alta finanza e della società bene americana trapiantata in Italia.
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Di fatto, c' è chi ha definito Occhionero uno «smanettone», uno che ha messo la sua capacità informatica e qualche pizzico di fortuna per raggiungere obiettivi di un certo tipo. La realtà è che dietro a questa facciata ci sarebbe un vero e proprio genio, uno che ha fatto i conti con l'oste, tanto che già si vocifera che tutto finirà in una bolla di sapone. Insomma, oltre ad avere le spalle parate da contatti di alto livello, avrebbe già preparato e con netto anticipo, un piano di fuga. «Non lo incrimineranno mai - dicono i bene informati - e lo faranno passare per uno sfigato con la mania del dossieraggio».

Fonte: qui

mercoledì 11 gennaio 2017

PARLA IL CAPO DEL GOI, STEFANO BISI (ANCHE LUI SPIATO): “HO SOSPESO IL FRATELLO GIULIO OCCHIONERO”


CI SONO ANCHE ALTRI CONFRATELLI SPIATI DAGLI OCCHIONERO BROTHERS

Stefano Pitrelli per Huffingtonpost

stefano bisiSTEFANO BISI
“Ho immediatamente sospeso Giulio Occhionero”, annuncia al telefono all’HuffPost Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, di cui lo stesso Occhionero fa parte in quanto membro della loggia romana “Paolo Ungari - Nicola Ricciotti Pensiero e Azione”. Alla gravità del capo d’accusa secondo la legge italiana si va dunque a sommare quella di un fratello che è andato ad ‘origliare’ alla porta del Gran Maestro.

L’iter giudiziario di un cittadino accusato di un simile reato è cosa nota. Ma a un fratello che cosa accade? E che rapporti potrà avere d’ora in avanti con la sua loggia?
Le sue azioni verranno valutate dal tribunale circoscrizionale, una sorta di collegio di probiviri. Lui appartiene alla Loggia della regione Lazio, quindi sarà questa a decidere il provvedimento, che potrà essere di censura semplice, censura solenne, o di espulsione. Intanto il Gran Maestro decide la sospensione. [Non ci saranno rapporti con la sua loggia nella misura in cui] è sospeso dalla frequentazione, non può partecipare ai nostri lavori rituali.

stefano bisi massoneriaSTEFANO BISI MASSONERIA
Ci saranno ricadute sulla sua loggia d’appartenenza?
Non penso di disporre un’ispezione magistrale (i.e. un controllo interno che il Gran Maestro può disporre nei confronti di una loggia quando si pensa che non lavori ritualmente bene, o che non sia bene organizzata) perché si tratta del caso di un singolo. Poi gli organi della regione d’appartenenza del fratello valuteranno il da farsi.

I nomi “attenzionati” dai due fratelli arrestati per spionaggio informatico disegnano una rete di potere che va dal Matteo Renzi premier a Mario Draghi, presidente della BCE. Fra questi nomi compare anche il suo. Che effetto le ha fatto ritrovarsi iscritto in una simile ‘lista nera’?
stefano bisi massoneria 1STEFANO BISI MASSONERIA 
L’ho saputo stamani quando sono uscite le notizie. Mi stavo occupando di fare raccolta fondi per l’illuminazione di un campo sportivo a Norcia, e la ricostruzione di un liceo musicale a Camerino danneggiato dal terremoto. Non me ne sono accorto neanche in un primo momento perché ovviamente prima del mio nome c’erano personaggi di primo piano della politica, della finanza italiana e non solo. Io sono Gran Maestro, non un primo ministro o un governatore. E leggendo il mio nome son rimasto sbalordito.

Il movente per spiare il presidente del consiglio salta agli occhi: è un centro di potere. Ma quale utilità si può pensare di trovare nello spiare lei?

Non ne ho idea. Io credo coi miei pregi e difetti, cogli errori o le cose buone che faccio di essere una persona che lavora, che fino a pochi mesi fa è stata a capo di un giornale locale, e da due anni e mezzo o poco più è gran maestro. Conduco una vita normale. Ieri sera ero alla Loggia di Civitavecchia, domani sarò a quella di Bologna. Cerco d’impegnarmi per [la comunione tra fratelli]. Dopodiché partiamo da una presunzione d’innocenza, sta nella Costituzione, e dato che non l’abbiamo cambiata per ora c’è quella. Vediamo se spiava, come spiava. Non so nemmeno tecnicamente come si faccia perché non ho grandi abilità informatiche. Però alla domanda perché mi spiava dico: Boh?

È possibile che fosse convinto che in qualche modo il potere passi anche da lei?
francesca maria occhioneroFRANCESCA MARIA OCCHIONERO
Devo dire che ho visto ora da un lancio d’agenzia dell’AGI che c’erano anche altri fratelli del GOI che sarebbero stati spiati. Altri erano fratelli con incarichi non di rilevanza altissima. Non sono membri della giunta, almeno i nomi che ho letto io. C’è un Gran Maestro onorario, fra l’altro morto da poco, che ha scritto decine di libri su massoneria, uno studioso.

Allora, per così dire, cui prodest? Se n’è fatto un’idea, l’ha conosciuto?
Quale sia il tornaconto? Bisognerebbe chiederlo a lui. Devo dire lui non mi ricordo d’averlo incontrato fisicamente. Può darsi di si, ma ne incontro tantissimi di fratelli, da che sono Gran Maestro. Ma io coi fratelli ho un rapporto molto diretto, parlo con tutti, rispondo a domande. Quindi se mi devi chiedere una cosa non c’è bisogno di spiarmi, gliela dico. Che ci siano persone che fanno questi movimenti è preoccupante, perché tutti i cittadini, aldilà dei ruoli che ricoprono, hanno diritto alla loro sfera di riservatezza. Sapere d’esser spiati non è giusto. Son proprio curioso di vedere come finirà tutta questa storia, perché alla fine c’è un intrigo che sembra un giallo.
stefano rodotaSTEFANO RODOTA

martedì 10 gennaio 2017

TUTTI INTERCETTATI! NELLA RETE DEI DUE FRATELLI, GIULIO E FRANCESCA OCCHIONERO, C'ERANO DRAGHI ,IL CARDINAL RAVASI, MONTI E SACCOMANNI


I DUE ERANO RIUSCITI A INTRODURSI NELLA CASELLA PERSONALE DI POSTA DI RENZI E IN QUELLA DEL PARTITO DEMOCRATICO, E PURE IN QUELLA DEL GENERALE CAPOLUPO (GDF)

GLI OCCHIONERO BROTHERS SAREBBERO ''NOTI PERSONAGGI DELL'ALTA FINANZA CAPITOLINA''. 

CIOE'? DAVANO INFORMAZIONI RISERVATE AI LORO CLIENTI INVESTITORI

I DUE HANNO UTILIZZATO ''UNA RETE DI COMPUTER INFETTATI DA UN MALWARE DENOMINATO EYEPYRAMID, E PER ANNI ACQUISITO NOTIZIE RISERVATE, DATI SENSIBILI, INFORMAZIONI, GELOSAMENTE CUSTODITE SU SERVER AMERICANI, ORA SEQUESTRATI DA POLIZIA POSTALE E FBI 

ARRESTATI A ROMA UN INGEGNERE NUCLEARE E SUA SORELLA. 

PER ANNI HANNO SPIATO E RACCOLTO INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI ENTRANDO NEI COMPUTER DI MANAGER E POLITICI 

SOTTO CONTROLLO ANCHE I MASSONI


di Fabio Tonacci per la Repubblica

HACKERHACKER
ROMA - Matteo Renzi, ma anche Mario Draghi, l'ex premier Mario Monti, il comandante generale della Guardia di Finanza Saverio Capolupo, e poi il banchiere Fabrizio Saccomanni: sono alcuni dei nomi che venivano intercettati illegamente da Giulio Occhionero, ingegnere nucleare di 45 anni e la sorella Francesca Maria, di 49, arrestati oggi dalla Polizia Postale, nell'ambito dell'inchiesta 'Eye Pyramid'. I due sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia in carcere firmara dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta del pm Eugenio Albamonte.

Per il giudice gli Occhionero "al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno accedevano abusivamente a caselle di posta elettronica protette dalle relative password di accesso sia personali che istituzionali appartenenti a professionisti del settore giuridico economico nonché a numerose autorità politiche e militari di strategica importanza o di sistemi informatici protetti utilizzati dallo Stato e da altri enti pubblici".

I fratelli facevano dossier su politici, manager, banchieri o economisti di livello nazionale e avevano creato, secondo gli inquirenti, una centrale di cyperspionaggio per monitorare istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali, imprenditori. 

Nella lista
 degli spiati ci sono anche i nomi di Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa e Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio, il cardinale Gianfranco Ravasi, Paolo Poletti della Gdf.
CYBER SECURITYCYBER SECURITY

Molto conosciuti negli ambienti dell'alta finanza, gli arrestati sono residenti a Londra ma domiciliati a Roma.
I reati di cui sono accusati sono procacciamento di notizie concernenti la sicurezza di Stato, accesso abusivo a sistema informatico, intercettazione illecita di comunicazioni informatiche.


Gli investigatori del Centro nazionale anticrimine informatico Cnaipic del Servizio polizia postale e delle comunicazioni avrebbero scoperto una botnet occultagrazie a una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione del malware Eye Pyramid, i due arrestati hanno per anni acquisito dalle numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della polizia, grazie alla collaborazione con la Cyber Division dell'Fbi Usa.

massoni segretiMASSONI SEGRETI
Nel mirino una galassia di soggetti che a vario titolo gestiscono la funzione pubblica e quindi in possesso di informazioni particolarmente sensibili e strategiche, o di particolare valore per chi opera in determinati ambiti finanziari.

L'indagine è stata avviata dopo che al Cnaipic è stato segnalato l'arrivo di una mail, indirizzata a un amministratore di un'infrastruttura critica nazionale, contenente il malware.


Tra gli osservati gli appartenenti a una loggia massonica, archiviati sotto la sigla Bros (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all'estero. Con la sigla POBU (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale. L'indagine ha altresì permesso di ricostruire un complesso scenario fatto di società "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l'acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all'estero. E proprio il concreto pericolo di una fuga all'estero degli indagati, titolari di diverse attività fuori confine, ha infatti determinato l'emissione delle misure cautelari.
AULA MONTECITORIOAULA MONTECITORIO