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giovedì 6 agosto 2020

LA DITTATURA FLACCIDA E FEROCE

MB. Un’analisi definitiva del nostro orrore. Un  articolo pefetto. Avrei  voluto scriverlo io. E non posso più, non ne vale la pena. La dittatura flaccida in corso basta e avanza a piegare un popolo flaccido)

di Max del Papa, Atlantico Quotidiano.

Ci sono gli aspetti eclatanti, costituzionali – anzi, anticostituzionali – di un regime in fieri: i pieni poteri, la reiterazione del terrore emergenziale, gli oppositori spediti a processo, la censura sulle risoluzioni del sinedrio virologico. E poi ci sono le spie, i segnali che passano e vanno ma non sono meno gravi, meno allarmanti: questi propedeutici a quelli. Frutto apparente di sventatezza, di avventurismo ma forse è il contrario, una tortura sottile, autorigenerante, una pressione psicologica continua e metodica.

Ci sono i marines spediti a pattugliare la spiaggia a Ventimiglia come fosse la Normandia, soldati in assetto contro pericolosissimi bagnanti; c’è la polizia calata nei sotterranei della metropolitana a intimidire, a multare quelli che negl’inferi surriscaldati non sopportano la mascherina e se la calano; c’è la psicopolizia dei decreti legge “contro l’omofobia”, norme fobiche di per sé, contro ogni dissenso, mascherine per la mente, maschere su maschere; e c’è l’afflusso sbracato, plateale di clandestini più o meno infetti, tutti irridenti, alcuni in assetto turistico con tanto di cani e gatti, e il governo li difende, dice senza mezzi termini che ce ne vogliono ancora di più, sempre di più e chi non è d’accordo è intollerante e deve essere neutralizzato.

C’è la nuova frontiera del “negazionismo”, dimensione odiosa, stigma nazista con cui marchiare ogni obiezione, dalla letalità di un virus ormai sgonfiato alla constatazione delle diversità sessuali all’insofferenza verso una classe parassitaria che sbarca, sfascia, pretende, invade. Ci sono le campagne mirate contro gli scienziati dissidenti. Ci sono i rari artisti eccentrici, alla Bocelli, subito massacrati e indotti ad autodafè: o ti rimangi quello che hai detto o non lavori più e ti faremo passare da tenore a storpio, da usignolo a cieco. E Bocelli abbozza, fedele alla massima di don Abbondio, se uno il coraggio non ce l’ha non se lo può dare, o almeno non se lo può mantenere.

La intolleranza dei tolleranti, la ferocia dei buoni non conosce limiti e questa isteria è un tipico segnale delle dittature in rigoglio. Sempre faziosi, immorali, hanno preso una sinistra esaltazione che non accetta moderazioni di sorta, per Salvini, accusato (anche da chi scrive) di eccessiva moderazione, stanno apparecchiando un trattamento che, quanto a virulenza, rischia di fare impallidire quelli riservati a suo tempo a Craxi, a Berlusconi; li ha tutti contro, tutti lo azzannano per un pezzo, ieri c’era una vignetta infame di lui con la figlia e, dietro, un corpicino esanime a riva: “Papà, quello chi è?”“Nessuno, cara, non è nessuno”. Roba da codice penale ma nessuno fiata.

Non sono atti casuali, sono indizi precisi, sono moniti. In tutto questo il presidente Mattarella non vede non sente e non parla, ligio alla consuetudine del silenzio assenso; tutto lascia fare, tutto lascia passare un presidente che dovrebbe essere “di tutti gli italiani”: e anche questo non lascia tranquilli, non prelude a niente di buono. Peggio di tutto, la mancanza di anticorpi: chi protesta, lo fa su Twitter, in modo sempre più stanco, rassegnato; i giornali d’opposizione fanno quello che possono, ma la propaganda collaborazionista è forte, è spalmata, se a Berlino in 15 mila scendono in piazza per dire basta alle restrizioni ex Covid, il commissario Gentiloni subito li bolla come criminali, come stragisti pericolosi, come a dire: non azzardatevi in Italia, chè abbiamo i mezzi per controllarvi, per rispedirvi a cuccia.

C’è una strategia della menzogna e del servilismo che va oltre la vergogna e a protrarla sono i sedicenti a schiena dritta, quelli che accusano sempre tutti di essere venduti, prostrati, “slurp slurp”. Scandali enormi come Alitalia o Autostrade dopo un giorno passano in cavalleria, non si dica di quello della magistratura, del caso Palamara che è già stato ridotto a macchietta, una sorta di Citaristi delle beghe giudiziarie che si permette perfino una certa autoironia; intanto lo intervistano, lo invitano ai convegni… La normalità dell’immondo, dello spaventoso. Si dicevano tra loro i giudici, tutti frequentatori del politburo piddino“Ma questo Salvini che fa? Non fa niente di male, applica le leggi, come si fa a perseguirlo se ha ragione?”“E proprio perché ha ragione bisogna stroncarlo, bisogna distruggerlo”. E lo distruggono, il Senato si regola come se quelle ammissioni non esistessero, lo manda a processo e poi altre toghe scarlatte ci penseranno ad applicare le leggi, dal codice penale distorto alla Severino che è un obbrobrio, la tipica norma autoritaria.

Dicono gli ottimisti: ma si dovrà pur votare. Sì, ma questi sono capaci di qualsiasi porcata, anche di inventarsi morie di ritorno che non esistono, anche di finire di prosciugare un Paese che già annaspa e rantola. Non c’è trasparenza su niente, se Conte impone il bavaglio sugli errori e le bugie dei comitati, la impareggiabile Azzolina, e questo l’hanno notato in pochi, nega ogni trasparenza sul concorso per i dirigenti scolastici del 2017, nel quale era direttamente coinvolta.

Al punto che è sorto un comitato “trasparenza e partecipazione” e alcuni parlamentari di Fratelli d’Italia hanno annunciato una interrogazione “per chiedere la messa a disposizione del codice sorgente, in modo da garantire la regolarità del processo di selezione”.

Ma perfino un ministro come questa Azzolina può ridergli in faccia: sa che sono tempi, magari transitori, ma che intanto consentono ogni ribaltamento dell’etica politica, della prassi, del rispetto della Costituzione. Tempi di marines, di intimidazioni, di lettere e toghe scarlatte. Come a dire: questi sono i segnali che indicano un regime non più democratico e sempre meno democratico. Prima lo capite, meglio sarà per voi. Fonte: qui

Un partito sconfitto elettoralmente occupa tutte le posizioni di governo e istituzionali rilevanti. È un partito coloniale, con un programma coloniale. ricordiamolo (Celso@2631925)



giovedì 30 marzo 2017

IL PRESIDENTE DEL VENEZUELA FA UN GOLPETTO E SI ASSEGNA PIENI POTERI, ESAUTORANDO IL PARLAMENTO CONTROLLATO DALL’OPPOSIZIONE

IL TRIBUNALE SUPREMO DI GIUSTIZIA ASSUME IL CONTROLLO DEL POTERE LEGISLATIVO 

ORA IL GOVERNO PUO’ FARE QUEL CHE VUOLE

(ANSA) - Il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) del Venezuela ha assunto tutte le funzioni dell'Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale in mano all'opposizione, lasciando la via libera al governo di Nicolas Maduro per governare senza alcun controllo. 

In una sentenza la notte scorsa, l'alta corte ha stabilito che siccome l'Assemblea si trova in situazione di "ribellione ed oltraggio" alle sue decisioni, "le competenze parlamentari saranno esercitate direttamente dalla Sala Costituzionale (del Tsj) o da qualsiasi organo che essa disponga, per garantire lo Stato di diritto".

MADURO E BERGOGLIOMADURO E BERGOGLIO
Formalmente, la sentenza del Tsj è stata adottata in risposta a una richiesta presentata dal governo riguardo la costituzione di aziende miste pubblico/privato, per la quale sarebbe necessaria l'autorizzazione del Parlamento, secondo i termini della Costituzione. L'alta corte ha deciso che, data "l'urgenza della questione" e quello che definisce l'"omissione incostituzionale parlamentare", il presidente è solo tenuto ad "informare" il Tsj delle sue decisioni, mentre l'Assemblea "non potrà modificare le condizioni proposte né pretendere di stabilirne altre".

IL PRESIDENTE VENEZUELANO NICOLAS MADURO DURANTE UNESERCITAZIONE MILITAREIL PRESIDENTE VENEZUELANO NICOLAS MADURO DURANTE UNESERCITAZIONE MILITARE
In questo modo il governo può bypassare completamente l'Assemblea Nazionale - dove l'opposizione controlla 112 seggi, su un totale di 167, dalle elezioni politiche del 2015 - e governare per decreto, essendo tenuto solo ad informare delle sue iniziative al Tsj.

Fonte: qui

martedì 6 dicembre 2016

VERSO LA DITTATURA! - ORA GRILLO VUOLE L'ITALICUM PURE AL SENATO: ''È LA NOSTRA SOLUZIONE''


MA NON ERA UNA SCHIFEZZA PER PIDIOTI? CERTO, A MENO CHE NON SERVA AI GRILLINI PER VINCERE ...

E COSI' LA SOVRANITA' POPOLARE DI "DI BATTISTA" ERA L'ENNESIMA BALLA ELETTORALE!!!!

TUTTI GLI SCENARI SULLA LEGGE ELETTORALE: MODIFICHE ALL'ITALICUM, LA SENTENZA DELLA CONSULTA, IL MATTARELLUM 2.0, L'ITALIKOS, E SOPRATTUTTO UN FORTE ODORE DI PROPORZIONALE IN CHIAVE INCIUCIONA

Andrea Gagliardi per www.ilsole24ore.com

GRILLO BOLDIGRILLO BOLDI
«Ora ci troviamo con due leggi elettorali tra Camera e Senato molto diverse. Alla Camera è l'Italicum. La nostra soluzione è applicare la stessa legge al Senato su base regionale». Così il blog di Beppe Grillo interviene di nuovo sull'indicazione della legge elettorale con cui il M5s (che a regime sponsorizza Il “Democratellum” ossia un sistema che mira a introdurre un sistema proporzionale 'corretto', con preferenze) vorrebbe andare subito al voto, per capitalizzare il successo riscosso con la vittoria del No al referendum costituzionale. Dopo averlo osteggiato in Parlamento, i 5 Stelle per interesse cambiano dunque linea sull’Italicum.

M5S: no a nuova legge elettorale, adattiamo l'Italicum al Senato
beppe grillo a palermoBEPPE GRILLO A PALERMO
«È sufficiente aggiungere alcune righe di testo alla legge attuale per farlo e portarla in Parlamento per l'approvazione. Stiamo lavorando alla bozza che presenteremo in questi giorni» avvisano sul blog i deputati Vito Crimi e Danilo Doninelli, spiegando la contrarietà ad una correzione della legge elettorale attuale prima del voto («I partiti farebbero solamente una legge peggiore per i cittadini e “Anticinquestellum”»). E aggiungendo: «La legge recepirà in automatico le indicazioni della Consulta che si pronuncerà a breve. Dopo di che avremo una legge elettorale costituzionale pronta all'uso evitando mesi di discussioni e mercato delle vacche dei partiti»

Le possibili modifiche all’Italicum
BEPPE GRILLO COME DONALD TRUMPBEPPE GRILLO COME DONALD TRUMP
Più probabile però un percorso inverso a quello indicato dal M5s. La modifica dell’Italicum era data per scontata già prima del voto. Ma il risultato di ieri la rende ora improcrastinabile. L’Italicum nasce infatti come una legge elettorale per la sola Camera dei deputati e ha come principale ratio la stabilità dei governi, grazie all'attribuzione di un significativo premio di maggioranza per la lista che si aggiudica il ballottaggio.

 La conferma del sistema bicamerale però vanifica questo obiettivo, visto che il Senato - mantenendo la prerogativa di esprimere al pari della Camera la fiducia al Governo - viene eletto con un sistema proporzionale. Se le forze politiche in Parlamento dovessero convergere sulla linea di apportare delle modifiche all’attuale legge elettorale per tornare subito al voto, di certo l’Italicum dovrà però essere modificato per essere applicato anche al Senato, magari prevedendo una sua applicazione su base regionale.


grillo intervistato da rt"LIder MAXIMO" INTERVISTATO DA RT
L’attesa per la decisione della Consulta
Altro punto fermo, è che si dovrà attendere la decisione della Consulta, davanti alla quale è stata sollevata la questione di legittimità dell’Italicum. La pronuncia sarebbe dovuta arrivare già all’inizio di ottobre ma la Consulta l'ha rinviata a dopo il referendum (la nuova data non è stata ancora indicata). Una scelta, quella dei giudici, dettata non solo da ragioni di opportunità (non interferire con la campagna referendaria) ma anche - se non soprattutto - dalla necessità di intervenire avendo la certezza del testo costituzionale cui fare riferimento.

GRILLO SALVINI RENZI BERLUSCONIGRILLO SALVINI RENZI BERLUSCONI
Adesso che questa certezza c'è, la Consulta non tarderà a far conoscere la sua posizione(si riunirà il 24 Gennaio 2017), che inevitabilmente sarà il punto di riferimento per il confronto parlamentare. Un confronto dietro al quale - come sempre - ci saranno anzitutto gli interessi delle singole forze politiche. Il quadro costituzionale, dopo il referendum, è chiaro e il presidente Grossi potrebbe decidere a breve una data per l’udienza: i calendari delle cause da discutere sono gia' stati stabiliti fino al prossimo marzo, ma cio' non esclude che vi venga inserito l'esame sull’Italicum.

La bozza di testo della Commissione Pd
BOSCHI ITALICUMBOSCHI ITALICUM
A fare la prima mossa però non potrà che essere il Pd, visto che il partito di Matteo Renzi alla Camera ha quasi il 50% dei deputati. Renzi aveva già dato la sua disponibilità a modificare l'Italicum. Nell'accordo intervenuto nelle scorse settimane con una parte della minoranza guidata da Gianni Cuperlo, non era stato escluso un passo indietro neppure sul ballottaggio, purché fosse garantita dal nuovo sistema elettorale la governabilità. Molto probabile - come già prevedeva la bozza di testo della Commissione Pd - che si eliminino i 100 capilista bloccati. Inoltre, l’ipotesi è che si modifichi anche il premio di maggioranza, attribuendolo non più al singolo partito ma alla coalizione.
BERSANI NON VOTA L' ITALICUMBERSANI NON VOTA L' ITALICUM


Il Mattarellum 2.0
La minoranza Pd ha proposto il Mattarellum 2.0, ossia una versione aggiornata e corretta del Mattarellum, ovvero un sistema uninominale a turno unico. Si prevede che 475 deputati siano eletti in collegi uninominali, 12 all'estero con il proporzionale, mentre dei restanti 143 seggi 90 andranno alla lista o coalizione che prende più voti, 30 alla seconda, 23 proporzionalmente ripartiti tra quelle che superino lo sbarramento del 2 per cento con meno di 20 eletti nei collegi uninominali. Si prevede, inoltre, un premio di governabilità, in base al quale chi vince non potrà superare i 350 seggi mentre il pacchetto di 90 e 30 sarà composto dai “migliori perdenti”.
BRUNETTA ITALICUMBRUNETTA ITALICUM

L'Italikos
L’Italikos è la proposta dei Giovani turchi del Pd, un mix tra l’Italicum e il modello elettorale greco (da qui il nome scelto dai proponenti). La principale novità è che scompare il ballottaggio, ma resta l’impianto di fondo dell’Italicum. Viene introdotto un premio di governabilità alla prima lista che superi la soglia del 20% dei voti. In ogni caso, il premio di governabilità non potrà superare i 340 seggi, gli stessi che sono già previsti dall’Italicum. Di conseguenza, la proposta sgombra il campo dalla possibilità delle grandi coalizioni, si può governare da soli o al massimo ci si dovrà alleare con un altro partito.

Il vento del proporzionale, da Fi ai centristi
RENZI MATTARELLA 9RENZI MATTARELLA 
Al momento il vento soffia a favore di un ritorno a un sistema proporzionale. Non proprio quello della prima Repubblica ma quasi. Silvio Berlusconi è orientato in questa direzione. Lo ha detto pubblicamente in più occasioni durante la campagna referendaria. È probabile che per Berlusconi il sistema proporzionale sia quello che garantisce meglio la sopravvivenza e l'autonomia di Fi, inclusa la possibilità di un ritorno a governi di larghe intese che viene vista con favore anche dai centristi di Alfano. Prospettiva contro la quale si è già scagliato Matteo Salvini. Il leader della Lega ha infatti bocciato l’ipotesi di un ritorno al proporzionale ribattezzandolo «il sistema dell’inciucio» e si dice invece favorevole a un sistema di collegi uninominali.

matteo renzi gelato mattarelloMATTEO RENZI GELATO MATTARELLO
Favorevole al proporzionale anche Ap. «L’esito referendario ha cancellato tutta la stagione fondata sulla semplificazione della offerta politica in grandi schieramenti e su sistemi di elezione maggioritari. Ritorna, con modalità che potrebbero essere opportunamente corrette, il bisogno di garantire rappresentanza alle diverse aree politico-culturali in modo da ricongiungere molti elettori con le istituzioni democratiche. Ne sono corollari sistemi elettorali tendenzialmente proporzionali» ha affermato il presidente Ap della dommissione Lavoro del Senato Maurizio Sacconi.

Fonte: qui