Visualizzazione post con etichetta Agenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agenti. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2020

COMMISSARIATI PRIVI DI PROTEZIONI: UN AGENTE SU 3 LAVORA SENZA MASCHERINA



E PURE QUELLE CHIRURGICHE ORMAI SONO IN VIA DI ESAURIMENTO 

GLI AGENTI SONO ARRIVATI A LAVARLE CON LA CANDEGGINA PER POTERLE POI INDOSSARE ANCORA. NULLA DI PIÙ SBAGLIATO...

INSOMMA TANTI PROVVEDIMENTI GOVERNATIVI, MA SUPPORTATI PRATICAMENTE DAL NULLA, OVVERO NESSUNA ARMA PER COMBATTERE LA GUERRA. 

Camilla Mozzetti per “il Messaggero”

COMMISSARIATI PRIVI DI PROTEZIONICOMMISSARIATI PRIVI DI PROTEZIONI
Delle mascherine Ffp2 o Ffp3 (le più utili a proteggere dal virus) non c'è quasi più traccia. E pure quelle chirurgiche ormai sono in via di esaurimento. A tal punto che gli agenti di polizia di molti commissariati (ma anche il personale delle Volanti, della Stradale e della Polfer) - impegnati ogni giorno nel controllo del territorio e nelle verifiche alle disposizioni varate del governo per contenere la diffusione del Covid-19 -, sono arrivati a lavarle con la candeggina per poterle poi indossare ancora.

Nulla di più sbagliato.

Ma è così che funziona: i più escono ormai di casa al mattino con il volto scoperto e senza protezioni per le vie aeree, restano in strada a verificare veicoli, persone, attività commerciali senza dispositivi di protezione o con mascherine non più utili. C'è pure chi dentro un commissariato ha attivato una colletta per poterle reperire autonomamente e chi si è affidato ai sarti per farsene cucire qualcuna con un minimo di criterio isolante utile a contrastare gli agenti patogeni.

Dalla periferia al centro (basta un giro per accorgersene) la situazione ha ormai raggiunto un livello critico. Eppure loro, gli agenti, sono tutti in servizio. Così come i medici, gli infermieri, il personale ospedaliero costretti a un'altra prima linea nella quale operano con le dotazioni ormai agli sgoccioli.

LE ZONE
COMMISSARIATI PRIVI DI PROTEZIONICOMMISSARIATI PRIVI DI PROTEZIONI
Al commissariato Aurelio ci sono 30 mascherine a disposizione, ne servirebbero però altrettante ogni giorno. A Spinaceto - nello stesso presidio dove si è ammalato un vice ispettore - sono rimaste appena 12 mascherine Ffp3 su circa 70 agenti in servizio. A Monteverde i dispositivi sono finiti, ma continuano a lavorare 35 agenti. Al Celio le mascherine sono una decina a fronte di un fabbisogno di 35 pezzi ogni giorno. E così via, su tutta Roma. Negli uffici ormai nessuno le indossa più perché quelle poche che restano devono essere riservate a chi esce e va in strada. Ma i conti non tornano lo stesso. Ai commissariati Esquilino e San Lorenzo le dotazioni sono pari a zero e pure ne servirebbero 30 al giorno.

A Trevi le mascherine servono a coprire il volto della metà degli agenti in servizio: 30 su 65. E lo stesso accade a San Basilio dove per 40 mascherine al giorno ce ne sono appena 20. Critica la situazione anche al commissariato Tuscolano: 8 dispositivi disponibili a fronte di 60 agenti. Non va meglio per la stradale di Roma Sud, il cui personale (34 agenti) può contare 10 mascherine chirurgiche e solo 6 dispositivi Ffp2, né per quella di Settebagni: 35 protezioni totali a fronte di 60 uomini.

agenti polizia roma capitaleAGENTI POLIZIA ROMA CAPITALE
E pure la Polfer della stazione Termini è in sofferenza: qui ogni giorno servirebbero più di 130 mascherine ma le scorte sono ormai in esaurimento e quelle che ci sono, bastano fino al weekend. Stesso canovaccio per il personale delle Volanti. Poi? La Questura fa sapere che i dispositivi di protezione «Sono distribuiti a tutti quelli che fanno servizi all'esterno».

«La situazione per la fornitura dei Dpi - commenta Saturno Carbone segretario generale del Siulp Roma - sta diventando effettivamente preoccupante. La carenza delle mascherine sia chirurgiche che Ffp3 utili in caso di interventi a rischio conclamato, è effettiva in quasi tutte le articolazione della Capitale. Nonostante l'impegno incessante del Capo della polizia, del Questore ed i dispositivi fino ad ora rivelatisi abbastanza funzionali messi a punto dalla direzione centrale di sanità, il rischio per gli operatori della sicurezza è veramente elevato». 

Anche perché l'impegno delle forze dell'ordine non mette al riparo in automatico gli agenti da un nemico invisibile. Che tra l'altro ha già colpito alcuni poliziotti. «Anche per questo, come varato dalla Regione Marche - conclude Carbone - sarebbe auspicabile che tutti gli agenti di polizia fossero sottoposti ai tamponi e magari contribuire a dotarli di kit preventivi». Fonte: qui

lunedì 23 gennaio 2017

Gli agenti della CIA catturati ad Aleppo





Le autorità siriane, grazie a dati accurati, sono arrivate nel comando supremo degli ufficiali occidentali e arabi nascosto nel seminterrato di un quartiere di Aleppo est, catturandoli tutti vivi. Alcuni nomi sono già filtrati. Si tratta di militari USA, francesi, inglesi, tedeschi, israeliani, turchi, sauditi, marocchini, qatarioti ecc., che la Siria detiene attualmente con grande cura per concludere i negoziati con i Paesi che l’hanno devastata. Come annunciato dai media ad Aleppo, ieri notte, sono numerosi gli agenti stranieri armati che la Turchia ha chiesto alla Russia di far uscire vivi. 
Gli ufficiali dei servizi segreti, tra cui statunitensi, erano rimasti intrappolati con i terroristi ad Aleppo, nella sala operativa segreta presente nello scantinato di un edificio nel Suq al-Luz, in via al-Sharad, ad Aleppo est.
I nomi degli agenti presenti, per le cui trattative si sono complicate, sono stati resi noti:

Moataz Aouglakan Davutoglu – Turchia
David Scott Weiner – USA
David Shlomo Aram – Israele
Muhamad Shayq al-Islam al-Tamimi – Qatar
Muhamad Ahmad al-Sibyan – Arabia Saudita
Abdalmunayim Fahd al-Harij – Arabia Saudita
Islam Salam Zahran al-Hadjlan – Arabia Saudita
Ahmad ibn Nawfal al-Dridagi – Arabia Saudita
Muhamad Hasan al-Subaya – Arabia Saudita
Hamid Fahad al-Dusari – Arabia Saudita
Amjad Qasim al-Tirawi – Giordania
Qasim Sad al-Shamari – Arabia Saudita
Ayman Qasim al-Thalbi – Arabia Saudita
Muhamad Shafyah al-Idrisi – Marocco


Un ex-consulente del Ministro dell’Informazione siriano, Abdulhadi Narsi, ha rivelato che numerosi ufficiali turchi e sauditi combattevano contro le forze governative siriane nei quartieri orientali di Aleppo, assieme alla coalizione di gruppi terroristici Jaysh al-Fatah. “Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan cerca di trasferire i terroristi da Aleppo in Turchia. Il governo siriano ha scoperto che vi era un centro occulto con ufficiali sauditi e turchi e di vari servizi d’intelligence nella parte di Aleppo occupata dai terroristi“. Erdogan voleva trasferire 5000 terroristi in Turchia, testimoniando come l’intera questione della battaglia dei terroristi contro il governo siriano ad Aleppo fosse diretta dalla Turchia, “Nel frattempo, vi sono agenti turchi in Siria che guidano la guerra contro Damasco. L’Esercito arabo siriano li sta rintracciando“.
1017384
Il giornalista siriano Hilal al-Sharifi dichiarava “Grazie alle informazioni ricevute, le autorità siriane hanno scoperto la base degli alti ufficiali occidentali e della NATO nel seminterrato di una zona ad  Aleppo est, catturandoli vivi. Alcuni nomi sono già stati dati ai giornalisti siriani, me compreso. Le nazionalità sono statunitense, francese, inglese, tedesca, israeliana, turca, saudita, marocchina, qatariota, ecc. Data la loro nazionalità e il loro grado, vi assicuro che il governo siriano ha compiuto un arresto eccellente, che dovrebbe consentirgli di dirigere i negoziati con i Paesi che hanno cercato di distruggerlo“. Finora, costoro sono stati identificati come della “NATO”.

Gli statunitensi aggregati ai terroristi cercarono di fuggire da Aleppo est camuffandosi da soldati siriani prigionieri, ma furono identificati e l’evacuazione dei terroristi da Aleppo venne bloccata. L’accordo di evacuazione da Aleppo prevedeva che tutti i prigionieri detenuti dai terroristi dovevano essere rilasciati. Le forze governative non solo si facevano consegnare i cittadini rapiti, ma anche  11 operatori statunitensi e 2 inglesi delle SAS. Perciò Stati Uniti e NATO cercarono di sabotare il cessate il fuoco, anche ricorrendo al rumore mediatico e mobilitando le organizzazioni fiancheggiatrici dei terroristi taqfiri, come MSF e affini. Lo scopo reale era esfiltrare gli squadroni della morte di Gladio e della CIA assieme a molti militari turchi, nascosti tra i terroristi. Quando il governo siriano rifiutava di reiterare il cessate il fuoco, avendo scoperto lo stratagemma per far fuggire gli squadristi di Gladio, bloccò i convogli degli autobus ad al-Ramusyah. 8079 terroristi e famigliari avevano lasciato Aleppo.
Hezbollah rastrella i convogli carichi di terroristi diretti ad Ildib.
Hezbollah rastrella i convogli carichi di terroristi diretti ad Ildib.
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora