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martedì 24 settembre 2019

LA TALPA “FEDERICA” HA ABBATTUTO L’ULTIMO DIAFRAMMA DI ROCCIA: SUL LATO FRANCESE SONO STATI COMPLETATI I PRIMI 9 KM DEL TUNNEL DI BASE

I FRANCESI E LE MADAMIN FANNO FESTA. I NO TAV? SECONDO UN SONDAGGIO L’87% DEGLI ITALIANI È FAVOREVOLE ALL’OPERA



Andrea Rinaldi per www.corriere.it

tav torino lione i primi 9 km sul versante francese 3TAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE 3
È stata la mano del ministro dei trasporti francese Jean-Baptiste Djebbari e dei due sindaci della valle, a La Praz, a spingere il bottone che ha dato l’ordine di abbattere l’ultimo diaframma dei primi 9 chilometri del tunnel di base. Questa mattina, lunedì, la talpa Federica ha abbattuto l’ultimo diaframma di roccia dopo essere partita da Saint-Martin-La-Porte nel 2016 e aver scavato i 57 chilometri della galleria Sud della galleria. Si tratta di un traguardo importante perché costituisce il primo tratto del traforo in cui passeranno treni passeggeri e merci in direzione della Francia dal 2030. «Non possiamo basarci solo su Moncenisio questo tunnel darà risultati encomiabili — ha detto Jean-Baptiste Djebbari — ridurrà l’impatto dei mezzi pesanti, senza parlare dell’inquinamento sonoro». «Vorrei ribadire — ha aggiunto — l’interesse della Francia per questo progetto, sono lieto della posizione del governo italiano, il mio omologo De Micheli, che ho incontrato la settimana scorsa, ha dichiarato che i lavori devono avanzare in modalità rapida. Quanto accaduto oggi significa fine di un progetto e inizio di un altro».

tav torino lione i primi 9 km sul versante francese 2TAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE
«In Italia i lavori, dopo le gare, partiranno nel 2021»
Mario Virano, direttore di Telt, la società transfrontaliera che guida il progetto Tav, ha aggiornato i cronisti sulla situazione italiana: «Ora, in autunno, partono i lavori delle nicchie della Maddalena. Poi all’inizio dell’anno prossimo, lo svincolo di Chiomonte».

mario virano direttore generale telt 1MARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT











Intanto si chiude la partita delle gare: «Il 30 di settembre - spiega Virano - i due governi manderanno alla Commissione europea l’aggiornamento del piano, fondamentale per confermare i 813 milioni che hanno già finanziato ma soprattutto per sedersi al tavolo nel 2020 per il negoziato sulla parte più grossa 2021-2027 . Che per noi vuol dire un contributo europeo dell’ordine di 4 miliardi di euro. Al 30 novembre invieremo alle imprese, lato Francia, i capitolati; per le imprese del versante italiano partiranno invece in primavera. Quindici mesi per le gare e poi saremo pronti: diciamo che per il 2021 partono tutti i lavori».

La festa
mario virano direttore generale teltMARIO VIRANO DIRETTORE GENERALE TELT
La cerimonia di abbattimento della parete di roccia si è tenuta a La Praz alla presenza di Philippe Chantraine, rappresentante della Dg Move della Commissione Europea, del ministro dei Trasporti francese Jean Baptiste Djebbari, di Hubert Du Mesnil e Mario Virano rispettivamente presidente e direttore generale di Telt, la società italo-francese incaricata della realizzazione della ferrovia transfrontaliera. A festeggiare anche tutte le maestranze che stanno partecipando alla costruzione dell’infrastruttura. Simbolicamente i minatori hanno passato il testimone a un giovane collega che continuerà a lavorare alla prosecuzione del tunnel di base. Sono stati 450 gli operai che hanno scavato 24 su 24, 7 giorni su 7.

Sondaggio: italiani e francesi favorevoli all’opera
tav torino lione i primi 9 km sul versante francese 4TAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE
Nella mattinata è stato anche presentato un sondaggio Bva e Doxa sulla percezione della Torino-Lione tra italiani e francesi: oltre il 95% degli intervistati francese e l’87% degli italiani si dichiara favorevole allo sviluppo in Europa del trasporto di merci su ferro anziché su gomma; sono poi d’accordo con la grande infrastruttura il 93% dei francesi e l’86% degli italiani.

Le madamin Sì Tav esultano: «Grande emozione»
Presenti alla cerimonia le «madamin», Adele Olivero e Roberta Castellina in rappresentanza del comitato «Sì Torino va avanti» promotore a Torino della battaglia a favore della linea ad alta velocità.«È stata una grande emozione aver visto come sul lato francese i lavori sono stati portati avanti con successo, ora auspichiamo che lo stesso accada al più presto anche sul lato italiano dove tanti lavoratori aspettano di poter ricominciare a operare in sicurezza e tranquillità».

tav torino lione i primi 9 km sul versante francese 5TAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE
Il sindaco: «Opera importante per la nostra valle»
tav torino lione i primi 9 km sul versante francese 1TAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE

















Il sindaco Jean Michel Gallieau di Saint Michelel de Maurienne: «Per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro il tunnel ha una certa importanza, c’è stato un aumento importante per la creazione di alloggi, il cantiere ha creato altri posti di lavoro, Oggi è una visita in più, ma interessante. In futuro ci aspettiamo tante cose penso che per l’avvenire della avrà importanza, la valle della Maurienne dovrà gestire turismo e ferrovia, abbiamo molte aspettative».

La società Telt: grande lavoro di equipe
«Ci troviamo in una grotta alta come palazzo di 8 piani - spiega ancora Mario Virano, direttore di Telt - che è il punto dove arriva la fresa Federica e dove partiranno altre frese per continuare il lavoro. È la galleria di La Praz e di riconoscimento geologico come altre 4, finita questa funzione svolgerà quella di discenderia per aprire altri cantieri dentro la montagna a metà del percorso di base. E una volta che l’opera sarà finita questa, come le altre 3 gallerie, fungerà da uscita di sicurezza. Tutto questo lavoro è frutto di lavoro grande di equipe di Ltf poi passato a Telt».

9 km impegnativi
tav torino lione i primi 9 km sul versante franceseTAV TORINO LIONE I PRIMI 9 KM SUL VERSANTE FRANCESE
Sono stati 9 chilometri difficili. A spiegarlo è Stefano Festa, ingegnere e responsabile della geologia: «Uno degli elementi della difficoltà era la scarsa conoscenza geologica dovuta anche alla profondità della galleria. Fresa costruita tailor made per questa montagna. Difficoltà dovuta a strati di carbone che hanno la caratteristica di convergere molto e il rischio è che la fresa rimanesse intrappolata». Florent Martin, direttore di cantiere: «Io dirigo il cantiere dal 2014, che ha ancora del lavoro davanti a sé. Abbiamo 450 persone che han lavorato per noi per 3 anni, siamo stabilizzati intorno a 270 persone. Abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, l’interrogativo nel 2015 era se saremmo arrivati alla fine o ci saremmo fermati a metà». 

Fonte: qui

domenica 29 gennaio 2017

GLI ULTIMI CROLLI DI POMPEI

IL RICORSO AL TAR BLOCCA I LAVORI DI MESSA IN SICUREZZA: NELLA ZONA ARCHEOLOGICA VIENE GIU’ IL MURO VICINO ALLA CASA DEL CITARISTA 

IGNOTE LE CAUSE DEL CROLLO, NELLA ZONA INTERESSATA NON CI SONO TELECAMERE DI SORVEGLIANZA

Alessandra Arachi per il Corriere della Sera

POMPEI CROLLO MUROPOMPEI CROLLO MURO
Un altro crollo negli scavi di Pompei. Difficile contare a che numero di crolli siamo arrivati, qui tra le rovine più famose del mondo. Quello di ieri è un pezzo di muro nella Casa del Pressorio di Terracotta, una piccola domus poco nota, vicino ad un' altra ben più famosa, la Casa del Citarista.

Ad accorgersi del crollo sono stati ieri mattina i custodi degli scavi: è venuto giù poco più di un metro quadro di muro, senza affreschi o fregi, in una zona chiusa al pubblico, una zona molto centrale - l' Insula IV, Regio I - l' unica dove ancora si devono fare i lavori di messa in sicurezza, l' unica sprovvista di telecamere di sorveglianza.
Un altro crollo. Questo crollo non è semplice da decifrare.

È quasi un mese che a Pompei non piove, ha fatto freddo certo, ma non così tanto da gelare le mura antiche e da insinuare il ghiaccio negli interstizi delle pietre. Probabilmente è anche per questo che sul posto ieri sono arrivati i carabinieri da Torre Annunziata, la Procura che ha in mano tutti i fascicoli sulle malefatte degli scavi di Pompei.

POMPEI 1POMPEI 
Nemmeno dal ministero dei Beni culturali e dalla Soprintendenza sono ancora stati in grado di decifrare le cause di un crollo in pieno sole. «Non ci sono telecamere di sorveglianza in questa zona, l' unica dove non siamo ancora potuti intervenire con i lavori di messa in sicurezza perché siamo rimasti bloccati da un ricorso al Tar», dice Massimo Osanna che è il soprintendente degli scavi e che da settimane è impegnato in un faticosissimo braccio di ferro con i sindacati locali.

Non ha esitato il professor Massimo Osanna e proprio l' altro giorno ha denunciato apertamente i «ricatti» che sta subendo dalle organizzazioni sindacali, primo fra tutti quello di minacciare di tener chiusi gli scavi nei giorni di massima affluenza, in questo caso la prima domenica del mese di febbraio.

«Adesso è un peccato dover giustificare un crollo, a fronte del grande lavoro che abbiamo fatto e stiamo continuando a fare a Pompei», commenta Osanna. E poi spiega. «Questo ricorso al Tar è stato fatto da una ditta che era stata esclusa dai lavori di messa in sicurezza per la Regio I, circa un anno e due mesi fa. E il Tar ha preso in mano la pratica soltanto il 25 gennaio scorso. Noi abbiamo le mani legate, non possiamo cominciare nulla finche il tribunale regionale non decide sul ricorso».
POMPEI 2POMPEI 

La Casa del Pressorio di Terracotta è davvero sconosciuta ai più, fuori dalle guide ma non dai circuiti turistici perché si trova nella centralissima via dell' Abbondanza, al civico 22, ed è quindi davvero nella zona più centrale della città antica, da oltre un anno rimasta inibita al pubblico da questo ricorso al Tar.
Un altro crollo. Erano tanti mesi che non si accendevano i riflettori sulle rovine della Pompei antica, non i riflettori del disastro, perlomeno, perché in questi mesi tanti lavori importanti sono stati portati a termine.

Il soprintendente Massimo Osanna scuote la testa: «È davvero un peccato che ci sia stato questo crollo, rischia di danneggiare tanto impegno e tanta fatica. Vorrei ricordare alcuni dei lavori più belli realizzati in questi mesi: la Casa di Paquio Proculo, dell' Efebo, del Criptoportico: tutte con splendidi apparati decorativi, restaurate e restituite al pubblico».
Tutti lavori che sono stati possibili soprattutto grazie ai finanziamenti ricevuti dall' Unione Europea, fondi che devono essere confermati e vigilati ed è per questo che prestissimo arriverà a Pompei la commissaria dell' Unione Europea, la rumena Corina Cretu, quella che ha preso il posto del tedesco Hahn.
FRANCESCHINI 1FRANCESCHINI - PD

La commissaria Cretu si incontrerà proprio a Pompei con il nostro ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, giovedì 9 febbraio.

Fonte: qui