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venerdì 13 dicembre 2019

Nicola Porro, notizie riservate: "Salvini e Meloni saranno fatti fuori dai pm"

Nicola Porro dice la sua sulla vicenda che vede l'ex vicepremier e ex titolare del Viminale Matteo Salvini  indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Roma, che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri. Secondo il giornalista è l'ennessima mossa di una magistratura politicizzata. "Vedrete", racconta nella suo appuntamento on line Zuppa di Porro, "che prima faranno fuori Salvini e poi si occuperanno della Meloni".

Nicola Porro dice la sua sulla vicenda che vede l'ex vicepremier e ex titolare del Viminale Matteo Salvini  indagato per abuso d'ufficio dalla procura di Roma, che ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri. Secondo il giornalista è l'ennessima mossa di una magistratura politicizzata. "Vedrete", racconta nella suo appuntamento on line Zuppa di Porro, "che prima faranno fuori Salvini e poi si occuperanno della Meloni".L'accusa per Salvini si riferisce a 35 voli di Stato già considerati illegittimi dalla Corte dei Conti, che tuttavia archiviò il fascicolo che aveva aperto - trasmettendo però gli atti alla procura di Roma - non riscontrando un danno erariale(perchè fu riscontrato che ad ogni volo fu associato un impegno istituzionale!). La Corte dei conti si interessò della vicenda dopo un'inchiesta di Repubblica sugli abbinamenti di molti appuntamenti istituzionali di Salvini in giro per l'Italia con comizi o altre manifestazioni di partito nella stessa zona. Trasferte eseguite a bordo di aerei in dotazione alla polizia o ai vigili del fuoco. L'uso di quei velivoli venne ritenuto illegittimo dai giudici contabili perché i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non ai cosiddetti voli di Stato, per cui vige un'altra normativa.  Fonte: qui

sabato 7 settembre 2019

LA TESTE CHIAVE, IMANE FADIL, DEL CASO RUBY NON È MORTA PER AVVELENAMENTO, MA PER UN’APLASIA MIDOLLARE


LA PROCURA, A SEI MESI DALLA MORTE, HA DATO IL NULLAOSTA ALLA SEPOLTURA E L’INCHIESTA VA VERSO L’ARCHIVIAZIONE 

IN PRATICA IL SUO MIDOLLO NON RIUSCIVA PIÙ A PRODURRE GLOBULI ROSSI. MA NON È ANCORA CHIARO SE LA MALATTIA FOSSE CONGENITA OPPURE…

imane fadil 3IMANE FADIL
Imane Fadil, una delle testimoni chiave delle inchieste sul caso Ruby, è morta per una aplasia midollare della quale, comunque, sono ancora in corso di accertamento le cause esatte. È quanto è stato spiegato in Procura a Milano dagli inquirenti che proprio oggi, dopo più di sei mesi dal decesso, hanno dato il nullaosta alla sepoltura. L’inchiesta, da quanto si è saputo, va verso l’archiviazione perché oltre all’ipotesi di morte per un avvelenamento doloso sono state escluse anche responsabilità mediche.
imane fadil 1IMANE FADIL 1


La malattia, stando alla scheda della Ail (Associazione italiana contro le leucemie), si distingue in due forme: acquisita (80%) e congenita (20%). Nel primo caso “si operano altre due distinzioni a seconda dell’origine della malattia: idiopatica quando le cause sono ignote (80% dei casi), secondaria quando invece queste sono note (20%). Per quanto riguarda la seconda origine “si origina a seguito di reazioni di ipersensibilità a farmaci o a seguito di esposizione ad agenti chimici, radiazioni ionizzanti ma anche, occasionalmente, a virus. Nel caso dei farmaci si è visto che le eventuali reazioni possono avvenire anche a distanza di diversi anni dall’esposizione primaria”.
imane fadil 4IMANE FADIL

La modella era deceduta lo scorso 1 marzo all’ospedale Humanitas di Rozzano. La procura di Milano, lo scoros aprile, aveva concesso una proroga di tre mesi ai consulenti, guidati dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata col suo pool dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Luca Gaglio e Antonia Pavan di chiarire perché è morta. Tra le ipotesi al vaglio c’erano l’avvelenamento per intossicazione da metalli o la morte naturale per una malattia fulminante. A fine marzo erano o iniziati gli accertamenti degli esperti sul cadavere della giovane dopo che esami più approfonditi avevano escluso la presenza di radioattività negli organi della modella, radiazioni che erano state, invece, rilevate in analisi sulle urine e sul sangue. Il quesito, a cui gli esperti nominati dalla procura dovevano rispondere nell’inchiesta che era stata aperta per omicidio volontario, prendeva in considerazione ogni aspetto: perché era stata trovata una massiccia concentrazione di cadmio, antimonio e cromo). Si era ipotizzata anche una forma rarissima di aplasia midollare) come confermato oggi.
IMANE FADIL - LA CASCINA IN CUI VIVEVA A CHIARAVALLEIMANE FADIL - LA CASCINA IN CUI VIVEVA A CHIARAVALLE

Come è stato spiegato sono stati eseguiti in questi mesi dai medici legali, “tutti gli accertamenti possibili”. Sono stati anche crioconservati i campioni di tessuti e organi raccolti, nel caso siano necessarie ulteriori analisi, e dunque la Procura ha deciso di firmare il via libera per restituire la salma della modella marocchina ai familiari per il funerale.

imane fadil 2IMANE FADIL 






Nel frattempo, la relazione del pool degli esperti, guidato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, non è stata ancora depositata agli inquirenti, ma è emerso con certezza dalle complesse analisi andate avanti per mesi che la giovane è morta perché il midollo non riusciva più a produrre globuli rossi. I medici legali stanno ancora lavorando per capire, se sarà possibile, cosa abbia determinato questa aplasia e gli inquirenti hanno chiesto anche alcune integrazioni su questo punto. Il deposito della relazione è previsto per i prossimi giorni.

Fonte: qui