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sabato 28 dicembre 2019

PAURA A SAN MARTINO VALLE CAUDINA, IN PROVINCIA DI AVELLINO, DOVE PER LE ABBONDANTI PIOGGE IL MANTO STRADALE SI È SOLLEVATO FACENDO VOLARE UNA MACCHINA DI PASSAGGIO: IL FANGO HA TRAVOLTO ALTRE VETTURE POSTEGGIATE, INVADENDO LE STRADE LIMITROFE

LA PIAZZA PRINCIPALE DEL PAESE È IN CONDIZIONI DI DISSESTO A CAUSA DELLE ACQUE SOTTERRANEE DI UN TORRENTE “TOMBINATO” NEGLI ANNI SCORSI…  

strada si spacca a san martino valle caudina 9STRADA SI SPACCA A SAN MARTINO VALLE CAUDINA 

Un video choc è stato diffuso dopo l'evacuazione di alcune famiglie, il 22 dicembre scorso, nel centro storico di San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino, dopo le abbondanti e violenti piogge dei giorni scorsi.

La piazza principale del paese è in condizioni di dissesto a causa delle acque sotterranee di un torrente 'tombinato' negli anni scorsi, il cui livello è cresciuto a dismisura sollevando il manto stradale. Il video del momento in cui esplode la piazza facendo sollevare di peso una Fiat Panda.
strada si spacca a san martino valle caudina 8STRADA SI SPACCA A SAN MARTINO VALLE CAUDINA

Nel torrente si è convogliata una frana staccatasi dal monte Pizzuto verificatasi in zona Vallicelle, la stessa interessata dalla disastrosa alluvione che venti anni fa colpì la Valle Caudina e il Vallo di Lauro. Soltanto per fortuna non si contano vittime. L'unico ferito è una donna che nella concitazione di quei momenti è caduta procurandosi la frattura del braccio.
strada si spacca a san martino valle caudina 7STRADA SI SPACCA A SAN MARTINO VALLE CAUDINA

Dei 300 iniziali sfollati, soltanto una trentina hanno passato il Natale nei centri di accoglienza e ospiti del locale convento dei Francescani. Il sindaco ha chiesto lo stato di calamità che ora la Regione inoltrerà al governo.

strada si spacca a san martino valle caudina 6STRADA SI SPACCA A SAN MARTINO VALLE CAUDINA 
Il governatore Vincenzo De Luca ha annunciato lo sblocco di 400 mila euro per interventi di messa in sicurezza della montagna e altri 200 mila euro per famiglie e commercianti del centro irpino che hanno subito i danni più rilevanti.

Fonte: qui

martedì 24 dicembre 2019

NON BASTAVA L'ECOMOSTRO, A SALERNO C'È PURE IL DISASTRO AMBIENTALE DIETRO L'ANGOLO

ITALIA NOSTRA CHIEDE 400 MILIONI DI DANNI PER IL ''CRESCENT'', IL GIGANTE DI CEMENTO CHE HA STRAVOLTO IL LUNGOMARE CON LA BENEDIZIONE DI DE LUCA SINDACO. 
PER COSTRUIRLO, È STATO DEVIATO ABUSIVAMENTE UN TORRENTE CHE HA GIA' ALLUVIONATO LA CITTÀ CAUSANDO 100 MORTI 
''SALERNO È COME GENOVA, PIENA DI TORRENTI TOMBINATI, IL RISCHIO È ALTISSIMO''
VINCENZO DE LUCA E IL CRESCENTVINCENZO DE LUCA E IL CRESCENT

Italia Nostra Onlus lancerà una serie di iniziative. La prima "Salerno chiama Genova"
riguardante le similitudini tra le due città di mare con un sistema orografico alle spalle da cui scendono a valle  numerosi torrenti quasi tutti tombinati.
A Salerno con connotazioni decisamente più gravi visto la mancanza in toto di tutte le autorizzazioni di natura paesaggistica ed ambientale.

crescent salernoCRESCENT SALERNO
Recentemente Italia Nostra è venuta a conoscenza che il Genio civile di Salerno, organo della Regione Campania, su specifica istanza della Procura della Repubblica di Salerno, ha ammesso la totale assenza della autorizzazione idraulica necessaria per la deviazione del torrente Fusandola, ovviamente possibile solo per motivi di sicurezza pubblica.
Nel caso di specie, il torrente Fusandola è stato deviato abusivamente per fare spazio al comparto edificatorio di iniziativa del Comune di Salerno, comprendente il famigerato complesso residenziale denominato Crescent.

crescent salernoCRESCENT SALERNO
Pertanto tutti gli enti pubblici preposti alla tutela ( Autorità di Bacino,  genio civile, Regione Campania, settore urbanistica del Comune di Salerno ed altri) hanno consentito e consentono tutt'ora l'edificazione abusiva sulla storica spiaggia di S. Teresa del centro storico di Salerno.

La responsabilità di tutti i rischi derivanti dalla edificazione abusiva ricade sulle istituzioni pubbliche in considerazione del fatto che il Ctu della Procura della Repubblica di Salerno ha dimostrato che il rischio del verificarsi di una nuova alluvione è addirittura triplicato, in quanto il periodo di ritorno di una possibile alluvione è di poco superiore ai 20 anni, con l'aggravarsi della situazione nel centro storico di Salerno per effetto della doppia strozzatura derivante dalla curvatura a gomito del tutto artificiale del nuovo tratto del torrente Fusandola e della perdita dell'alveo naturale del torrente, con la relativa foce.
salerno e l alluvione del 54SALERNO E L'ALLUVIONE DEL 54
Oltreché per il continuo insabbiamento della nuova foce che nel complesso comportano la totale perdita della funzionalità naturale del torrente  Fusandola.

La conseguenza di tale scellerata scelta urbanistica, oltre il danno paesaggistico per la trasfigurazione dei caratteri identitari della città di Salerno e della perdita del rapporto atavico del centro storico con il mare, si caratterizza per i gravissimi danni ambientali.
Al riguardo Italia Nostra con l’appello proposto da qualche giorno in Consiglio di Stato con l’avvocato amministrativista Oreste Agosto ha chiesto la condanna di tutte le istituzioni pubbliche competenti nel procedimento al risarcimento dei danni paesaggistico ambientali per circa 400 milioni di euro.
salerno e l alluvione del 54SALERNO E L'ALLUVIONE DEL 54

Tale somma, se riconosciuta, sarà utilizzata dalla storica associazione italiana per la rinaturalizzazione del torrente, per la messa in sicurezza dell’area, per la salvaguardia del centro storico cittadino.

Non è superfluo ricordare che il detto torrente Fusandola nel 1954 con la tristemente nota alluvione di Salerno, causò nella città oltre 100 vittime.

Filmati storici dell’epoca e altri documenti si trovano sul sito di Italia Nostra.

Fonte: qui

lunedì 10 giugno 2019

TRAGEDIA NEL CENTRO STORICO DOVE UN CORNICIONE SI È STACCATO DA UNA FACCIATA DI UN PALAZZO UCCIDENDO UN 66ENNE CHE PASSEGGIAVA

AL MOMENTO DEL DISTACCO, IL CORNICIONE ERA IMBRIGLIATO DA UNA RETE DI PROTEZIONE CHE AVEVA QUASI DUE ANNI E NON È RIUSCITA A CONTENERE IL PESO DELLE PIETRE DI CIRCA 500 CHILI…(VIDEO CHOC DEL CROLLO)

Filippo Manfredini per “Libero quotidiano”

rosario padolino 3ROSARIO PADOLINO 
Una tragedia davvero incredibile nel centro storico di Napoli. Uno cammina tranquillamente sul marciapiede e un pezzo di cornicione si stacca dalla facciata, lo colpisce e addirittura lo uccide.
La vittima è Rosario Padolino, titolare di un negozio di abbigliamento, chiamato "Coriandoli" e molto conosciuto nella zona. L' uomo, ancora in vita subito dopo l' impatto, è stato soccorso e trasportato in condizioni già molto gravi al Centro traumatologico, dove i medici non hanno potuto far nulla per evitare il decesso.

Secondo le ricostruzioni, il 66enne è finito a terra proprio dopo essere stato investito da pietre e calcinacci staccatesi dalla facciata, all' altezza del quinto piano, di un condominio in via Duomo. L' episodio si è verificato intorno a mezzogiorno, a circa un centinaio di metri dall' esercizio commerciale, alla presenza di numerose passanti.

crolla cornicione a napoli 9CROLLA CORNICIONE A NAPOLI 
Addirittura tragicamente beffardo appare poi il fatto che il cornicione, al momento del distacco, era imbrigliato nella rete di protezione, in previsione di un probabile intervento futuro, ma la struttura che avrebbe dovuto garantire la sicurezza non è riuscita a contenere il peso del materiale che, secondo quanto riportato dagli stessi testimoni, ha investito il 66enne.

crolla cornicione a napoli 7CROLLA CORNICIONE A NAPOLI 





Dopo l' episodio, avvenuto a poca distanza dal famoso murales di 15 metri di Jorit Agoch che ritrae San Gennaro, la zona è stata transennata dalle forze dell' ordine e il passaggio è stato interrotto per la messa in sicurezza. Per lo stesso motivo lo stabile, che doveva essere ristrutturato, è stato sgomberato. Sulla strada, lungo la quale erano già in corso i lavori per il rifacimento dei marciapiedi, è rimasta una notevole quantità di macerie.
Già, tutto dopo.

crolla cornicione a napoli 8CROLLA CORNICIONE A NAPOLI 







Ora ci saranno le indagini per far emergere eventuali responsabilità. Di certo, le piogge dei mesi scorsi e la rete di protezione - che, come detto, era evidentemente deteriorata - hanno agevolato il crollo. Il pm Giorgia De Ponte e il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso, con due ingegneri dei Vigili del Fuoco, hanno ispezionato il luogo della tragedia.
rosario padolino 2ROSARIO PADOLINO 

Quella rete di protezione aveva quasi due anni e il peso delle pietre era di circa 500 chili. La procura ha dunque disposto il sequestro della facciata dello stabile, autorizzando però l' amministratore del condominio a eseguire immediatamente i lavori di messa in sicurezza del cornicione. Al loro completamento, che potrebbe avvenire, secondo l' amministratore, entro lunedì, potranno rientrare nelle loro abitazioni i trenta nuclei familiari sgomberati. Fonte: qui