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venerdì 26 giugno 2020

AL CIRCOLO POLARE ARTICO, IN UN VILLAGGIO SIBERANO, È STATO RAGGIUNTA LA TEMPERATURA DI 38 GRADI

I GRETINI HANNO COMMENTATO LA NOTIZIA PUNTANDO IL DITO SUGLI EFFETTI NEFASTI DELL'UOMO INQUINATORE.

PECCATO SIA STATO STATO SOLO EGUAGLIATO L'APICE GIÀ TOCCATO NEL LONTANO 1915 A FORT YUKON IN ALASKA

Giovanni Sallusti per ''Libero Quotidiano''

 

caldo in siberia 10CALDO IN SIBERIA

 Il riscaldamento globale è un fenomeno talmente conclamato, oggettivo e scientifico che in questi giorni porta le temperature addirittura ai livelli di... centocinque anni fa.

 

Sì, ormai l' invasamento gretino, questa peculiare forma del fanatismo contemporaneo che misura l' apocalisse a decimali di gradi Celsius, utilizza con disinvoltura anche notizie e cifre che, prese alla lettera, lo smonterebbero alla radice. Ma la lettera non vale più, gli ecocatastrofisti sanno di poter contare sulla compiacenza dello spirito del tempo (e del meteo).

 

caldo in siberia 1CALDO IN SIBERIA

Essendo però da queste parti palesemente fuori moda, ci concediamo quel vecchio vizio da cronisti reazionari, andare nel merito. E proviamo a dirvela per com' è: al Circolo Polare Artico, precisamente nel villaggio siberiano di Verkhoiansk, sabato scorso è stato effettivamente raggiunto un picco-record sui termometri, che hanno segnato 38 gradi.

 

Ovvero, è stato eguagliato l' apice già toccato a Fort Yukon, Alaska, nel 1915, con 37,8 gradi (a meno che i talebani del global warming ci dicano che dobbiamo arrestare l' industria, fermare la produzione, cibarci dei vegetali raccattati nell' orto per 0,2 gradi in più in un secolo, in quel caso ci arrendiamo, e la logica con noi).

 

caldo in siberia 3CALDO IN SIBERIA

L' INQUINAMENTO NON C' ENTRA

La traduzione normale, aideologica dell' evento è: nel 2020 fa un caldo anomalo e terribile al Circolo Polare Artico, come già avvenuto durante altre annate della storia umana, per esempio nel 1915.

La versione riveduta e corretta secondo i canoni del gretinismo, una forma di bis-pensiero evolutissima, che riesce a capovolgere i concetti e ad avere ragione sempre, per sacralità certificata agli aperitivi eco-chic della meglio gioventù globale intenta a bigiare la scuola perché non ci sono più le mezze stagioni, cambia radicalmente.

 

Più o meno, diventa qualcosa come: il pianeta è a rischio estinzione per colpa di quel suo dannato abitante inquinatore, surriscaldatore, perfino frequentatore di aeroplani (l' incarnazione moderna del Diavolo, per gli accoliti della Thunberg) che è l' essere umano.

 

Non importa che la Siberia sia una porzione della Terra nota per le sue abbondanti escursioni termiche, che a luglio contempli una temperatura minima media di +11°C e una temperatura massima media di +22°C (per cui i 38 è ovvio che siano abnormi, ma non da raffrontare con gli scenari ultrainvernali che associamo spontaneamente al luogo), che il precedente record locale fosse di 37,6% (quindi sostanziosamente equivalente) nel 1988, ben prima che suonasse l' allarme global-gretino. Non importa, per l' apparato propagandistico come scriveva George Orwell in 1984 «la storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva». Figuriamoci la climatologia.


 

E allora, ovviamente, è stata la Grande Sorella in persona a lanciare l' allarme sui suoi social. «Verkhoiansk a nord del circolo polare artico in Siberia ha registrato oggi + 38 ° C ...», ha twittato Greta, col tono allusivo di chi annuncia la peste nera, non una giornata più calda del solito in una località situata molto a Nord del globo terracqueo.

caldo in siberia 5CALDO IN SIBERIA

 

IL DOGMA DELLE SARDINE

La consegna è passata giù giù lungo la scala gerarchica delle truppe ecologicamente corrette, fino a raggiungere i gradi più bassi, come ad esempio le nostrane Sardine, che fedeli alla linea hanno subito rilanciato. «Oggi in Siberia il nuovo picco di temperature: 38 gradi. NON possiamo più trascurare questo problema, non riguarda un luogo remoto del pianeta, non riguarda solo pochi di noi, riguarda tutto e tutti». A parte che verrebbe da rigettare il sardinese contro chi lo parla, "remoto" rispetto a cosa? Non c' è qui un inaccettabile odore di pregiudizio etnocentrico, filo-occidentale, quasi suprematista, che misura le coordinate dei posti a partire dalle proprie?

caldo in siberia 6CALDO IN SIBERIA

 

Amenità buoniste a parte, i pesciolini ringretiniti hanno riassunto perfettamente il dogma dell' attuale fondamentalismo ambientalista. Se in Siberia si pareggia il record di temperature d' inizio Novecento, bisogna subito convocare un' accorata manifestazione antifascista sotto casa. Ora e sempre, resistenza contro l' afa nemica del popolo. Fonte: qui

venerdì 5 giugno 2020

20MILA TONNELLATE DI DIESEL RIVERSATE IN UN FIUME SIBERIANO DOPO IL CROLLO DI UN SERBATOIO IN UNA CENTRALE TERMOELETTRICA. UN INCIDENTE GRAVE COME QUELLO DELLA EXXON VALDEZ, SECONDO GREENPEACE



PUTIN ORDINA LO STATO DI EMERGENZA E RIPRENDE DURAMENTE I DIRIGENTI DELLA SOCIETÀ, CHE SONO STATI ZITTI PER GIORNI FINCHÉ LE TREMENDE FOTO DELL'INQUINAMENTO NON SONO APPARSE SUI SOCIAL MEDIA



ALLARME IN SIBERIA, 20.000 TONNELLATE DI DIESEL NEL FIUME
Giuseppe Agliastro per l'ANSA

il fiume ambarnaya in siberia

il fiume ambarnaya in siberia


Le acque del fiume Ambarnaya si sono colorate di un rosso acceso e innaturale. Il crollo di un serbatoio di carburante in una centrale termoelettrica vicino Norilsk, in Siberia settentrionale, ha riversato nel fiume oltre 20.000 tonnellate di diesel provocando quello che secondo gli ambientalisti è il più grave incidente di questo tipo nell'Artide. Con Greenpeace che valuta la portata del disastro analoga a quella dell'incidente della petroliera Exxon Valdez, avvenuto in Alaska 30 anni fa.

Putin ha ordinato lo stato di emergenza in modo da concentrare quante più risorse possibili nell'operazione di decontaminazione, ma lo stesso governo russo non nasconde che la situazione appare "molto difficile" e c'è chi teme che il gasolio possa raggiungere anche il lago Pyasino, dove si tuffa l'Ambarnaya, e da lì il fiume Pyasina. A complicare ulteriormente le cose potrebbe essere stato il presunto ritardo di due giorni col quale le autorità sono state avvisate dell'incidente dalla Ntek, la società che gestisce la centrale di Norilsk ed è a sua volta controllata dal gigante Norilsk Nickel, leader mondiale della produzione di nickel.
il fiume ambarnaya in siberia

il fiume ambarnaya in siberia


L'incidente risale al 29 maggio, ma il governatore della regione di Krasnoyarsk, Aleksandr Uss, ha detto di esserne venuto a conoscenza solo due giorni dopo, cioè domenica scorsa, dalle "informazioni allarmanti" provenienti dai social media. La Norilsk Nickel assicura che tutto è stato riferito "in tempo e in maniera appropriata", ma Putin evidentemente la pensa in tutt'altro modo e davanti alle telecamere della tv russa ha riservato una memorabile lavata di capo al numero uno della Ntek, Serghiei Lipin, per il modo in cui è stato gestito l'incidente. "Perché le agenzie governative hanno saputo di questo solo due giorni dopo i fatti?

il fiume ambarnaya in siberia

il fiume ambarnaya in siberia


Dobbiamo sapere delle emergenze dai social media?", ha chiesto infuriato il leader del Cremlino. Gli investigatori russi hanno poi aperto un'inchiesta e hanno subito arrestato il direttore della centrale, Viaceslav Starostin. A provocare l'incidente potrebbe essere stato indirettamente il riscaldamento globale che minaccia il nostro pianeta. La zona della centrale di Norilsk è infatti coperta dal permafrost, che si sta sciogliendo a causa delle temperature sopra la media, e - stando alle prime ricostruzioni - il diesel che ha inquinato il fiume Ambarnaya era contenuto in un serbatoio che è crollato perché i pilastri che lo sostenevano stavano cominciando ad affondare nel terreno.

da qui arriva il diesel che ha inquinato il fiume ambarnaya in siberia

da qui arriva il diesel che ha inquinato il fiume ambarnaya in siberia 

 
Secondo i media statali russi, l'area contaminata è vasta 350 chilometri quadrati e la situazione preoccupa non poco le associazioni ambientaliste. Secondo l'ex vice direttore dell'agenzia federale per il monitoraggio delle risorse naturali, Oleg Mitvol, "non c'è mai stato un incidente del genere nell'Artide" e per rimettere le cose a posto potrebbero volerci tra i cinque e i dieci anni. Fonte: qui

martedì 20 dicembre 2016

Russia: aereo militare attaccato in Siberia. Tutti vivi, 16 feriti gravi

Aereo militare russo attaccato in Siberia. Nessun morto, 23 passeggeri all’ospedale. Iniziano le indagini.


Il ministero della Difesa russo riferisce lunedì che uno dei suoi aerei è stato attaccato nel nord-est della Siberia, ma che nessuno è rimasto ucciso nell’incidente, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa russe.
23 persone sono state trasportate in elicottero in ospedale, 16 delle quali in gravi condizioni.
L’aereo Ilyushin Il-18 del ministero della Difesa ha fatto un atterraggio di emergenza a 30 chilometri da un aeroporto vicino alla città di Tiksi, nella Repubblica di Sakha alle 04:45 ora locale, secondo l’agenzia di stampa Tass.
Il ministero ha detto che una squadra militare di investigatori è subito volata sul luogo dell’incidente.

Fonte: qui