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giovedì 19 settembre 2019

NINO DI MATTEO LANCIA LA SUA CORSA AL CSM E USA LA CARTA CHE CONOSCE MEGLIO, COSA NOSTRA: “L'APPARTENENZA A UNA CORRENTE È DIVENTATA L'UNICA POSSIBILITÀ PER FARE CARRIERA IN MAGISTRATURA...”


PER IL PM "QUESTA E' L'ULTIMA POSSIBILITA' DI CAMBIARE ROTTA PRIMA CHE ALTRI, A COLPI DI RIFORME, CI RENDANO SQUALLIDI BUROCRATI..." 

"PER FARE CARRIERA NELLA MAGISTRATURA CRITERI SIMILI AL METODO MAFIOSO"

E SULLA VICENDA PALAMARA...

Grazia Longo per “la Stampa”

nino di matteo processo sulla trattativa stato mafiaNINO DI MATTEO PROCESSO SULLA TRATTATIVA STATO MAFIA
Clima arroventato in vista delle elezioni suppletive del Csm, il 6 e 7 ottobre, per sostituire due dei quattro togati, rappresentanti della categoria dei pubblici ministeri, che si sono dimessi dopo lo scandalo dello scorso luglio emerso con l'inchiesta di Perugia. I candidati sono 16 e dalla loro presentazione emerge, con toni e modalità diverse, il disappunto allo strapotere delle correnti nella magistratura. L'imperativo categorico è quello di voltare pagina, ma c'è chi lo suggerisce in modo decisamente diretto evocando addirittura la mafia.

Lo fa in diretta streaming il pm Nino Di Matteo: «L' appartenenza a una corrente è diventata l' unica possibilità per fare carriera in magistratura e avere tutela quando ci si trova attaccati e isolati. Questo è un criterio purtroppo molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso». Parole che pesano come macigni contro le «degenerazioni del correntismo che rischiano di gettare nel baratro la credibilità di un' intera categoria».
nino di matteo processo sulla trattativa stato mafia 1NINO DI MATTEO PROCESSO SULLA TRATTATIVA STATO MAFIA 

Il pm simbolo del processo sulla trattativa Stato-mafia, in 28 anni di carriera mai è stato iscritto a una corrente né ha pensato di concorrere per il Csm. Ma stavolta partecipa perché «questa è l' ultima possibilità di cambiare rotta prima che altri, a colpi di riforme spacciate come necessarie, lo facciano rendendoci squallidi burocrati e per questo, nel momento più buio della magistratura, ho sentito il bisogno di mettere il mio entusiasmo, la mia umiltà e la mia determinazione a disposizione di coloro i quali vogliono veramente cambiare, e dare una spallata al sistema».

davide casaleggio alfonso bonafedeDAVIDE CASALEGGIO ALFONSO BONAFEDE
Secondo Di Matteo «la vicenda Palamara non deve stupire, perché di questa situazione siamo tutti responsabili. I sintomi del cancro che si sta estendendo sono: la burocratizzazione, la gerarchizzazione degli uffici, il collateralismo politico, la degenerazione clamorosa del correntismo».

L'unica via di uscita dalla crisi, sottolinea, passa per una «rivoluzione culturale» che metta al centro le parole d' ordine coerenza, trasparenza e autonomia. Più in generale, i candidati si sono schierati contro la riforma del sistema elettorale del Csm, proposta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede durante la precedente legislatura, che prevede il sorteggio per la scelta dei consiglieri togati. Di Matteo incalza: «La proposta del sorteggio è irricevibile. Rispetto i colleghi che lo hanno proposto per spezzare la patologia del correntismo, ma è incostituzionale».

Fonte: qui

venerdì 17 marzo 2017

IL PM NINO DI MATTEO LASCIA LA PROCURA DI PALERMO E VA ALLA DIREZIONE ANTIMAFIA.

TRA LE POLEMICHE: “NON ERO PIÙ MESSO IN CONDIZIONI DI LAVORARE”

Felice Naddeo per il Corriere della Sera

NINO DI MATTEONINO DI MATTEO
«Ultimamente non ero più messo nelle condizioni di lavorare a tempo pieno su inchieste delicatissime che richiedono un impegno totalizzante». E’ un addio tra le polemiche quello di Nino Di Matteo, il pm che ha lasciato la Procura di Palermo - su sua richiesta accolta dal Csm - per la Direzione nazionale antimafia. «La mia scelta non è una resa - ha rivelato il magistrato - ho fatto domanda per cercare di continuare a dare un contributo alla lotta alla mafia. Mi sono occupato di queste vicende per 25 anni in due procure di frontiera: Palermo e Caltanissetta».

LO SFOGO IN UNA PAUSA DEL PROCESSO
beppe grillo palermo 1BEPPE GRILLO PALERMO 1
Le parole di Di Matteo sono arrivate a margine del processo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, «Negli ultimi anni - ha aggiunto - sono stato costretto a conciliare la delicatezza di certi impegni come quello del dibattimento sulla trattativa con la necessità di occuparmi di una massa di procedimenti su piccoli furti, truffe e reati comuni. Questa situazione non poteva continuare all’infinito. Soprattutto negli ultimi tre anni stava diventando paradossale. In più c’è stato l’aumento del rischio per me e la mia famiglia».

I VETI SULL’INCARICO
«A prescindere dal valore altissimo dei colleghi che mi sono stati preferiti - ha rivelato Di Matteo - resto convinto che in passato ci sia stato qualche veto, qualche pregiudizio, anche qualche alto esponente istituzionale che abbia pressato perché la mia domanda non fosse accolta. Ho qualche elemento per ritenere che possa essere accaduto».

sede csm consiglio superiore della magistraturaSEDE CSM CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
LA SVOLTA PROFESSIONALE
Il nuovo incarico rappresenta per il pm una svolta importante. «Ritengo questa scelta la più utile per dare un contributo sulle vicende a cui ho lavorato - conclude il magistrato - spero di poter dare un contributo nel percorso di approfondimento investigativo sul periodo delle stragi e sui rapporti tra mafia e politica. Dopo aver saputo della proposta della commissione del Csm, ho anticipato al procuratore di Palermo e a quello della Dna che avrei chiesto l’applicazione per finire il processo sulla trattativa e qualche indagine collegata perché lo reputo un dovere».

Fonte: qui