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sabato 1 agosto 2020

LAMPEDUSA RISCHIA IL COLLASSO


PEGGIORANO LE CONDIZIONI DI DUE STRANIERI POSITIVI: BLITZ IN ELICOTTERO PER TRASFERIRLI.

MA RESTA L'ALLARME PER LA DIFFUSIONE DI COVID.

ALTRI MIGRANTI, PRIMA OSPITI NEL CENTRO DI ACCOGLIENZA DELL’ISOLA, SONO RISULTATI POSITIVI ALTROVE.

L’ULTIMO CASO È QUELLO ACCADUTO A TORINO.

MA INTANTO I MIGRANTI CONTINUANO AD ARRIVARE IN MODO CONTINUO SULLE COSTE SICILIANE.

L'ALTRO IERI NE SONO SBARCATI 157…


Sofia Dinolfo per il giornale.it

 

lampedusaLAMPEDUSA

Lampedusa adesso rischia il collasso e lancia un sos. La situazione sull’isola maggiore delle Pelagie sta divenendo sempre più difficile da gestire: i migranti arrivano dall’altra sponda del Mediterraneo e con essi anche il coronavirus.

 

 

Come ormai risaputo, dentro l’hotspot di contrada Imbriacola vi sono dei migranti risultati positivi al virus ma la situazione peggiora sempre di più: nella tarda mattina di oggi per due ospiti stranieri colpiti dal Covid è stato necessario il trasferimento dall’isola su un elicottero della Guardia di Finanza.

 

Le loro condizioni, stando a fonti del luogo vicine al Giornale.it non sarebbero apparse del tutto buone e, per questo motivo, è stato disposto il trasferimento in una struttura ospedaliera adeguata fuori dall’isola. Attraverso delle delicate operazioni compiute dai militari e dal personale sanitario, i due migranti sono stati isolati dentro una struttura tubolare di protezione e imbarcati sull’elicottero.

 

lampedusaLAMPEDUSA

E intanto altri migranti, prima ospiti nel centro di accoglienza di Lampedusa, sono risultati positivi altrove. L’ultimo caso è quello accaduto a Torino. Qui, nel centro di accoglienza della Croce Rossa della Pellegrina, nella serata di mercoledì scorso, quattro extracomunitari sono risultati positivi al virus. Erano sbarcati tutti a Lampedusa qualche giorno prima.

 

A rendere ufficiale la notizia è stata la locale Asp dopo che ha eseguito lo screening su tutti i migranti ospiti nella struttura. Fortunatamente i quattro sono asintomatici e quindi in discrete condizioni di salute. I migranti sono stati quindi isolati e verranno sottoposti a sorveglianza sanitaria. Per le persone risultate negative vale comunque l’obbligo di osservare il periodo di isolamento dentro la struttura d’accoglienza.

lampedusaLAMPEDUSA

 

Ma intanto i migranti continuano ad arrivare in modo continuo sulle coste siciliane. Ieri ne sono arrivati 157: 81 persone sono state recuperate in mare a Lampedusa, 68 sono approdate in modo autonomo a Isola Capo Rizzuto e 8 migranti sono stati rintracciati a terra a Pantelleria. Sull’isola maggiore delle Pelagie attualmente sono in 700 gli ospiti dell’hotspot. Il pericolo che il coronavirus possa essere importato dagli stranieri aumenta sempre di più con conseguenti gravi rischi sia per i cittadini ma anche per le Forze di polizia sempre impegnate a gestire le operazioni di sbarco e di identificazione dei nuovi arrivati.

 

lampedusaLAMPEDUSA

In tal senso è intervenuto il Segretario Generale del sindacato Autonomo di polizia Stefano Paolini che ci ha raccontato del pericolo cui vanno incontro gli operatori di polizia: “La situazione è diventata ingestibile- racconta alla nostra redazione- e non ci sono risposte dal ministero dell’Interno per gestire il fenomeno. Non abbiamo ancora indicazioni in merito alle regole di ingaggio da poter applicare quando i migranti scappano via dal centro di accoglienza. Come possiamo bloccarli?”. Ed intanto, in ogni parte d’Italia, le fughe dei migranti dalle strutture di accoglienza continuano. Fonte: qui

domenica 30 giugno 2019

IL PADRE DI CAROLA RACKETE, EKKEHART, HA LAVORATO PER ANNI (E FATTO I SOLDI) NELL’INDUSTRIA BELLICA TEDESCA, IN BARBA AL PACIFISMO DELLA FIGLIA

FRANCESCA TOTOLO, AUTRICE DEL LIBRO “INFERNO SPA”: “È LO STESSO EKKEHART RACKETE, EX UFFICIALE DELL' ESERCITO TEDESCO ED ESPERTO DI ARMAMENTI ED ORA CONSULENTE DI SISTEMI MILITARI?”
Alfonso Piscitelli per “la Verità”

CAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHARTCAROLA RACKETE E IL PADRE EKKEHART
È il personaggio del momento Carola Rackete, colpisce l' immaginario suscitando reazioni nette. La sua fisionomia evoca una identità ben precisa che è quella della ragazza di buona famiglia, ma con vocazione rivoluzionaria. Capelli biondi e rasta. Non poteva non suscitare interesse la sua estrazione sociale: quell'alta borghesia tedesca che trasforma il suo «senso di colpa» in un programma politico e in una volontà capace di calpestare leggi e confini di un altro Stato. Quasi sempre l' Italia.

Nelle scorse ore i riflettori sono stati puntati sul papà di Carola, pacato pensionato benestante con una laurea in ingegneria elettronica ma anche un curriculum significativo nell' industria militare. È il Corriere della Sera a specificare il mestiere di papà Rackete e, indirettamente, la fonte di quel benessere economico che ha permesso alla inquieta Carola di girare il mondo mentre tanti altri coetanei annaspavano tra lavoretti sottopagati e stage: uno dei mestieri più antichi del mondo, quello delle armi.
CAROLA RACKETECAROLA RACKETE

«Sono colonnello della Marina» dichiara Ekkehart Rackete dal suo buon ritiro ad Hambühren, in Bassa Sassonia. Chi immaginava che i familiari di questa hippie del XXI secolo suonassero i tamburelli o girassero per le strade con i vestiti a fiori rimarrà forse deluso: la tradizione di famiglia si riconduce al militarismo della Germania del Nord.
Tuttavia il Corriere non scrive che papà Rackete era semplicemente un militare, ma fa un riferimento più ghiotto alla sua appartenenza all' ambito dell' industria bellica.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sandro Orlando ieri lo presentava sulla pagina del quotidiano appunto come «un ingegnere elettronico in pensione dopo 30 anni di lavoro nell' industria militare». Questa cosa ha suscitato l' interesse di Francesca Totolo, autrice per le edizioni Altaforte di Inferno Spa, libro in cui si indaga sui tanti «gironi» del business dell' immigrazione e anche su nessi che le anime candide dell' accoglienza a prima vista non sospetterebbero: i nessi tra organizzazioni non governative che spostano navi nel Mediterraneo e compagnie di contractors, soldati mercenari, come la famosa Blackwater (oggi conosciuta con il nome di Academi), con alcuni soggetti che si muovono dall' uno all' altro ambito.

ARRESTO DI CAROLA RACKETEARRESTO DI CAROLA RACKETE
Sulla sua pagina Facebook la Totolo ha rivolto apertamente «una domanda a Carola Rackete, comandante di Sea-Watch: Ekkehart Rackete (nome del padre riportato dal Corriere della Sera) è lo stesso Ekkehart Rackete, ex ufficiale dell' esercito tedesco ed esperto di armamenti ed ora consulente di sistemi militari?».

La domanda viene accompagnata dal riferimento a una pagina di Linkedin appartenente a un signor Ekkehart Rackete appunto impegnato nel settore. Domandare è lecito, rispondere è cortesia recita l' adagio. Ma già il Corriere ha forse risolto il quesito parlando di una lunga esperienza nell' industria militare di papà Rackete.

CAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIACAROLA RACKETE CON LA FAMIGLIA
La giovane capitana con i rasta certo non maneggia gli esplosivi, ma chi considera l' immigrazione selvaggia come una bomba sociale ad orologeria potrebbe trarre qualche cinica battuta sulle attività predilette in famiglia. È sempre Francesca Totolo a sostenere come queste commistioni tra Ong «umanitarie» e compagnie che si occupano di armi e combattimento esistano.

Scrive online la Totolo: "Tutto ciò mi ricorda la Ong maltese Moas che nel direttivo aveva assoldato due ex ufficiali dell' esercito di Malta e un esperto di "sopravvivenza" in zone di guerra e titolare di una società produttrice di coltelli da guerra». Sovrapposizioni abbastanza inquietanti, che meritano di essere approfondite o quantomeno smentite dagli interessati (ma non sembra che ne abbiano molta voglia).
Carola RacketeCAROLA RACKETE
Parafrasando un altro tedesco non proprio pacifico, il generale Carl von Clausewitz: «L' immigrazione è la prosecuzione della guerra con altri mezzi». Fonte: qui

L'EX VICESINDACO LEGHISTA DI LAMPEDUSA, ANGELA MARAVENTANO: "QUELLI DELLA SEA WATCH SONO COMPLICI DI CHI TRAFFICA CARNE UMANA. SE LA CAPITANA VOLEVA SALVARLI DOVEVA PORTARLI IN UN ALTRO PORTO 
E' UNA CRIMINALE, IO ABITO SUL PORTO, HO VISTO TUTTO, QUESTA NAVE È PARTITA DI CORSA, COME UN RAZZO, VOLEVA L'INCIDENTE, CERCAVA DI AMMAZZARE QUALCUNO 
VORREI CAPIRE DOVE SONO STATI TROVATI I NAUFRAGHI A BORDO DELLA SEA WATCH…”

ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO
Angela Maraventano è intervenuta ai microfoni di  Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

L'ex vicesindaco di Lampedusa, che ha protestato contro la Sea Watch dopo l'attracco al porto di Lampedusa della nave, ha dichiarato: "Qui c'è una situazione particolare, all'aeroporto ci sono due elicotteri che fanno la spola tra Lampedusa e la Libia, vorrei capire dove sono stati trovati i naufraghi a bordo della Sea Watch, non credo a una parola di quello che dicono. Quelli della Sea Watch sono complici di chi traffica carne umana. Se la capitana voleva salvarli doveva portarli in un altro porto. Voleva fare una forzatura e portarli nel nostro Paese.

E' una criminale, io abito sul porto, ho visto tutto, questa nave è partita di corsa, come un razzo, voleva l'incidente, cercava di ammazzare qualcuno, va arrestata subito. Auspico che chi la sta interrogando la ammanetti e la porti in carcere. Voleva ammazzare tutti quelli che aveva davanti, è entrata in porto come un razzo.

CAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONECAROLA RACKETE CON DAVIDE FARAONE
E' entrata come una furia  nella nostra terra, per violentare la nostra terra e ammazzare chi c'era davanti. Faremo presidio nella guardia di finanza e chiederemo il suo arresto immediato. Resteremo in presidio davanti alla guardia di finanza dove in questo momento è interrogata e voglio che il magistrato esca fuori dalla porta facendocela vedere ammanettata, altrimenti il nostro Paese non conta nulla". 

Sempre ai microfoni di Rai Radio2 è intervenuto Matteo Orfini alle 3.20 di notte. Il deputato del Partito Democratico, che era salito a bordo della Sea Watch quando l'imbarcazione era al quindicesimo giorno di navigazione ha dichiarato: "La situazione in questo momento è molto tesa, siamo entrati in porto, siamo attraccati, stiamo attendendo che arrivino gli operatori che servono per far sbarcare i migranti, croce rossa, medici, quello che serve per le prime operazioni.
ANGELA MARAVENTANOANGELA MARAVENTANO

La capitana è stata portata via dalla finanza, che ha ritenuto scorretto il suo comportamento. E' stata arrestata perché è stata considerata pericolosa la manovra che ha fatto nei confronti di una motovedetta nei confronti della guardia di finanza. Rischio collisione con una motovedetta della guardia di finanza? La motovedetta da quando siamo entrati in porto ha iniziato a zigzagare, bisognerà comprendere chi ha avuto un comportamento pericoloso alla guida.

Carola RacketeCAROLA RACKETE
Noi, alle 3.19 di notte, siamo ancora a bordo. I migranti attendono di essere sbarcati, tanta gente aspetta. La decisione di attraccare è arrivata perché sulla nave lo stato di tensione e sofferenza psicologica e fisica era tale da non consentire più di rimanere secondo le valutazioni del capitano, che in questi casi è l'unico ad avere il diritto e il dovere di fare valutazioni. Oggi ci siamo trovati in una situazione paradossale, ieri Salvini aveva detto che avrebbe fatto scendere i migranti in cinque minuti se ci fosse stato un accordo sulla redistribuzione dei migranti, l'accordo è arrivato stamattina e stanotte ancora nessuno è sceso dalla nave. Non si gioca con la vita delle persone, non si mette a rischio l'incolumità dei migranti, dei volontari della sea watch e anche delle forze dell'ordine che devono gestire la situazione":

CAROLA RACKETECAROLA RACKETE
Orfini ha aggiunto: "La situazione dei migranti? Scappano dalla guerra, sono esasperati, questa nave non è attrezzata ad ospitarli, c'è un bagno chimico per tutti, si dorme per terra, non tutti credo abbiano capito com'è stare su una nave del genere. E' stata una follia tenere le persone per sedici giorni in questo stato. Follia ulteriore non farli sbarcare stamattina, una volta arrivato l'accordo per la redistribuzione dei migranti in altri Paesi. Il ministro degli Interni gioca con la pelle delle persone".

Fonte: qui

venerdì 28 giugno 2019

La Sea Watch cerca di entrare al porto di Lampedusa ma viene bloccata. Finanzieri a bordo


La comandante ha deciso di entrare in acque italiane per la situazione di "stremo" dei migranti a bordo. 


Sea Watch (Ansa)
Sea Watch (Ansa)

La Sea Watch ha provato ad entrare nel porto di Lampedusa ma è stata bloccata dalle autorità italiane. "Questa mattina - informa la portavoce della ong, Giorgia Linardi - la nave ha comunicato con le autorità informandole che erano trascorse ormai 24 ore dalla dichiarazione dello stato di necessità che la ha costretta all'ingresso nelle acque territoriali. Alle 14.16, non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza, ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall'ingresso nel porto.
Il tentativo di forzare l'ingresso al porto è stato bloccato da una motovedetta della Guardia di finanza. Gli uomini delle Fiamme gialle, dopo aver fatto spegnere i motori dell'imbarcazione, sono saliti a bordo della nave per parlare con la comandante Carola Rackete, tedesca di 31 anni. La nave è adesso ferma a meno di un miglio dal porto, in attesa di ulteriori sviluppi. La Finanza ha controllato i documenti della nave e i passaporti dell’equipaggio. "Aspettano istruzioni" ha spiegato la comandante della nave, circondata in mare da alcune motovedette della Guardia Costiera che controllano lo specchio d'acqua. Carabinieri e polizia continuano a controllare la banchina del porto: si attendono sviluppi per le prossime ore. Giornata convulsa quindi sulla Sea Watch 3. "A bordo c'è disperazione" tra i naufraghi da due settimane in mare. "Qualcuno ha minacciato di buttarsi in acqua. Abbiamo aspettato una notte, non possiamo aspettare ancora", fanno sapere dalla ong.
E' scontro con l'Olanda
Le aperture dall'Europa non arrivano. Anzi, l'Olanda - Stato di bandiera della Sea Watch - chiude la porta in faccia all'Italia. "Condividiamo le preoccupazioni riguardo alle azioni della nave - fa sapere la ministra olandese alle migrazioni Ankie Broekers-Knol - ma non significa che prenderemo anche i migranti". "Con il governo olandese non finisce qui". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, dopo la presa di posizione dell'Olanda che non è disponibile ad accogliere i migranti ospitati a bordo della Sea Watch 3. "Vorrei vedere cosa direbbero se ci fosse una nave italiana che si fa gli affari suoi davanti al porto di Rotterdam", ha aggiunto Salvini, ribadendo che "chi aiuta i trafficanti di esseri umani ne paga le conseguenze". Mentre Conte ha in programma un incontro con il collega olandese Rutte: "lo inviterò a valutare il comportamento di una nave che batte bandiera di quel Paese". Ed il premier ha nel mirino anche Carola Rackete, il cui comportamento, osserva, "è di una gravità inaudita. A questo punto la responsabilità non è più della politica ma della magistratura italiana".

L'esposto alla procura di Agrigento

Proprio ai magistrati della procura agrigentina si sono rivolti i legali di Sea Watch con un esposto affinchè si valutino "eventuali condotte di rilevanza penale" da parte delle "autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso" e per chiedere che venga valutata "l'adozione di tutte le misure necessarie" per consentire lo sbarco dei migranti "e porre fine alla situazione di gravissimo disagio" cui sono sottoposti. Ma, mentre il caso Sea Watch è un vero affare di Stato e le forze dell'ordine sono schierate per impedire la discesa a terra dei migranti soccorsi, a Lampedusa continuano ad arrivare indisturbati i barchini dei cosiddetti 'sbarchi fantasma': in una settimana oltre 150 persone sono giunte sull'isola nonostante la politica dei porti chiusi.

Delegazione parlamentari a bordo

Nel frattempo sulla nave sono saliti anche alcuni parlamentari decisi a portare solidarietà: Graziano DelrioMatteo Orfini e Davide Faraone del Pd, Riccardo Magi (+Europa) e Nicola Fratoianni (Sinistra italiana). Ed un gruppo di giornalisti. Mentre questi ultimi vengono poi riportati a terra, i parlamentari restano a bordo. "Non scendiamo finchè non scendono anche i migranti". Ed il braccio di ferro continua,mentre il titolare del Viminale irride i 5 parlamentari: "prendano il sole, si godano la vacanza, chi se ne frega".


Al porto di Lampedusa con @graziano_delrio e @giuditta_pini laggiù. Siamo qui da ieri, espresso solidarietà a don La Magra, poi in capitaneria. Siamo in contatto con la capitana, daremo una mano per farli sbarcare. La disumanità del ministro della paura non vincerà.

418 utenti ne stanno parlando

L'ong: la situazione si sta sbloccando

"Probabilmente la situazione si sta sbloccando". Così Sea Watch in un tweet, dove viene postato anche un video della visita a bordo degli uomini della Guardia di finanza mentre parlano con la comandante Carola Rackete. Nel breve filmato si vedono tre militari della Guardia di finanza che entrano nella cabina di comando della nave; uno di loro si rivolge a Rackete: "i nostri superiori ci hanno detto di pazientare da parte vostra perchè probabilmente si sta sbloccando la situazione". "Ok", risponde la comandante.

Salvini: "Fanno politica sulla pelle di 42 persone"

La comandante della nave, Carola Rackete, ieri aveva deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque territoriali con l'intenzione di sbarcare a terra i 42 migranti soccorsi al largo della Libia. "Sea Watch ha fatto la sua battaglia politica sulla pelle di 42 persone. In 15 giorni sarebbero arrivati in Olanda due volte. Hanno rifiutato i porti sicuri più vicini. Le Ong aiutano trafficanti di esseri umani", scrive Matteo Salvini in un tweet. E in altri due sottolinea. "Non assecondo chi aiuta gli scafisti che con i soldi degli immigrati poi si comprano armi e droga". E "non permetto che siano Ong straniere a dettare le leggi sui confini nazionali di un Paese come l'Italia".

La vicenda

Al quattordicesimo giorno in mezzo al mare, la terra è ormai ad un passo per i 42 migranti della Sea Watch 3. Ma non possono ancora toccarla. Carola Rackete, la giovane capitana, alle 14 rompe gli indugi, dirige il timone verso Lampedusa ed entra in acque italiane ignorando l'alt delle motovedette della Guardia di finanza. "So cosa rischio - dice la donna - ma non ho scelta. I naufraghi sono allo stremo. Li porto in salvo". "Non sbarcheranno, schiero la forza pubblica. Ora mi aspetto che qualcuno emetta un ordine di arresto", la risposta del ministro Matteo Salvini.

La commissione europea

A Bruxelles, la Commissione europea è in contatto con gli Stati per distribuire le persone salvate. Palazzo Chigi, intanto, ha avviato "iniziative formali" per verificare omissioni dell'Olanda, Stato di bandiera della nave. Il braccio di ferro tra l'Italia e la nave della ong tedesca, si trasferisce così dalle acque internazionali ad appena fuori dal porto di Lampedusa. "In 14 giorni - lamenta Sea Watch - nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra comandante non ha scelta".
"Questa mattina - aveva scritto in precedenza la Sea Watch - abbiamo comunicato ai naufraghi la decisone della Corte di rigettare il ricorso. Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell'Europa, dei loro diritti umani". 
"Se il nostro capitano Carola porta i migranti salvati dalla Sea Watch 3 in un porto sicuro, come previsto dalla legge del mare, affronta pene severe in Italia", scrive in un tweet e su Fb la ong tedesca invitando a donare al fondo per l'assistenza legale di Sea Watch per "aiutare Carola a difendere i diritti umani ".
"Il comandante ha deciso di entrare a Lampedusa? Sappia - tuona - che l'autorizzazione allo sbarco non c'è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacro". Il ministro Salvini ne ha per tutti, la giovane Carola, definita "sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti pagata da chissà chi. Dice di esser nata bianca, ricca e tedesca, ma perchè deve venire a rompere le palle a noi?"; l'Olanda, "che se ne fotte di quello che fa una nave con la sua bandiera. E' una provocazione e un atto ostile, ci aspettiamo che si facciano carico loro degli immigrati a bordo"; la Germania, che "non ha fatto nulla". E Bruxelles, "che si fa viva solo quando c'è da batter cassa".

La politica si divide

La sinistra solidarizza, con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che chiede un incontro la premier Conte per "affrontare in maniera seria, responsabile e istituzionale evitando di offrire al Paese questo osceno teatrino indegno di un Paese civile". L'altro vicepremier Luigi Di Maio, è sulla linea del leader leghista. "Come mai - chiede - la Sea Watch neanche prova più ad avvicinarsi a Malta o alla Grecia? Non fa notizia. Hanno preferito restare 14 giorni a largo delle nostre coste anziché chiedere a La Valletta, Madrid o Atene lo sbarco. I governi di questi Paesi sono forze politiche tradizionali Ue. Se uno dei popolari o dei democratici ti nega lo sbarco, i media neanche ne parlano, se lo fa il Governo italiano si mette in moto il carosello. La Sea Watch si fa pubblicità e raccoglie più fondi, così può ripartire. Ma se dovremo passare tutta l'estate a litigare con le Ong - avverte - abbiamo già perso".