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venerdì 22 maggio 2020

PAZZIA TOTALE: IL ''CLICK DAY'' CHE DURA 1 SECONDO!

QUALCUNO CI SALVI DA ARCURI 

250MILA IMPRENDITORI SI ERANO PRENOTATI PER OTTENERE IL RIMBORSO DAL GOVERNO PER I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE (MASCHERINE ECC.). 

ALLE 9:00:01 I FONDI ERANO GIÀ FINITI, E SOLO 3.150 DOMANDE ACCOLTE. 

GLI ALTRI 247MILA HANNO SUBITO L'ENNESIMA PRESA PER IL CULO! 

AH, E SONO ANCORA A SHENZEN IN CINA LE 180 MILIONI DI MASCHERINE ACQUISTATE DAL GOVERNO A 209,5 MILIONI DI EURO

NVITALIA : INCREDIBILE ! LA PRESA PER IL SEDERE DI 250.000 IMPRENDITORI. SEMPRE ARCURI!

Riceviamo e pubblichiamo:

Fu fatto grande battage pubblicitario per il bando imprese sicure lanciato da Invitalia per supportare le Imprese che investivano in DPI (Dispositivi Protezione Individuale) per i propri Lavoratori.
il click day mascherine che dura un giorno solo il click day mascherine che dura un giorno solo
Roba seria finalmente ! Hanno esclamato gli imprenditori che si sono prenotati sul sito pubblicizzato, riempiendo tonnellate di moduli (ormai una costante)  e hanno partecipato al click day alle h 9 dell’11 maggio.

Ma attenzione ! Dovevi comprare e pagare per poter partecipare e hanno abboccato tanti imprenditori gia’ stremati dalla crisi.
Sono arrivate ben  249.681 domande di rimborso : fino a 500 euro per dipendente con un massimo di 150.000 euro per azienda, allegando fatture quietanzate.
mascherine mascherine

Insomma 250.000 imprese hanno riempito moduli, comprato e pagato DPI, si sono messi in fila per avere rimborso e sono state pronte per il click day ……
Alle ore 9 del tutti pronti……dopo 1 secondo e 4 centesimi, ripeto 1 secondo e 4 centesimi, tutto esaurito e solo 3.150  imprese su 250.000 hanno avuto l’agognato rimborso.
Domenico Arcuri Smascherato Foto Mezzelani GMT007
Nessuno dopo  09:00:01.046749……….follia

Davvero incredibile vicenda,  ma sarebbe da chiedersi come hanno fatto i maghi del click a essere cosi’ efficienti per chiudere la partita in 1 secondo !
Certo ormai la superficialita’ ed improvvisazione domina perche’ le aziende erano obbligate a prenotarsi prima per partecipare al click day…..ma visto il successo di questa norma, invece di metterci pochi soldi , non era piu’ giusto stanziarci soldi che vengono buttati in tante forme non prendere per il culo 247.000 imprese !!!!


ARCURI INSISTE CON GLI AEREI 

MA IN TRENO LE MASCHERE SAREBBERO GIÀ QUI (A MENO)
Alessandro Da Rold per “la Verità

DOMENICO ARCURI MASCHERINE 
Sono ancora a Shenzen in Cina le 180 milioni di mascherine acquistate dal governo a 209,5 milioni di euro. Annunciate dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio all' inizio di aprile non sono ancora arrivate in Italia. Come già raccontato dal nostro giornale, infatti, il bando da 50 milioni di euro per l' assegnazione del trasporto aereo e lo stoccaggio è ancora fermo, anche se è stato chiuso il 6 maggio e i voli sarebbero dovuti partire l' 11.
La fase di stallo continua, tra le trattative del commissario Domenico Arcuri con le aziende che sono finite nei primi posti in graduatoria.

Ma a quanto risulta alla Verità non c' era solo la possibilità di ricorrere al noleggio di aerei per farle arrivare sul nostro territorio. Tra le opzioni che erano state presentate sul tavolo del commissario straordinario, infatti, c' era anche l' utilizzo di treni e navi. Peccato non siano state prese in considerazione. A distanza di due mesi dagli annunci, guardando i ritardi e le polemiche, forse l' utilizzo di altri mezzi di trasporto sarebbe stato più che mai opportuno.

LUIGI DI MAIO SCARICA MASCHERINE LUIGI DI MAIO SCARICA MASCHERINE
Del resto, in un prospetto informativo che La Verità ha potuto vedere, si legge che anche i costi di trasporto sarebbero stati nettamente inferiori, di almeno 6 milioni di euro. Utilizzare l' aereo comporta almeno 7 giorni di lavoro, con un minimo di 24 viaggi e relativi passaggi alle dogane. La capacità massima della stiva di un Boeing 777 è di 600 metri cubi, con un totale di 7,5 milioni di mascherine trasportate. Il costo per trasporto aereo per 600 metri cubi per viaggio di mascherine è di 300.000 euro ossia 500 euro a metro cubo.
Il totale del prezzo si aggira quindi intorno ai 7,2 milioni di euro.

Diversa la rotaia, calcolando che proprio in questi mesi alcune regioni italiane si sono appoggiate alla nuova via della Seta. Come le Marche che hanno ricevuto 100.000 mascherine dalla provincia di Jiangxi, arrivate via treno fino alla Germania e poi su gomma sino ad Ancona. (...) Per il trasporto ferroviario delle 180 milioni di mascherine annunciate da Di Maio ci sarebbero voluti almeno 20 giorni di viaggio per ognuno dei quattro treni necessari a portare tutte le mascherine in Italia.

Di gran lunga di più rispetto all' aereo, ma forse a quest' ora sarebbero già in Italia. Un container di un treno ha una capacità di ospitare almeno 1 milione di mascherine. Calcolando che ogni treno è formato da 40 container, ogni viaggio ne avrebbe trasportate almeno 40 milioni, con una differenza di 3.200 metri cubi a viaggio in treno contro i 600 via aereo. In sostanza un viaggio in treno avrebbe avuto la capacità di trasporto di mascherine pari a quella di 5 aerei. Non solo. I costi si sarebbero abbassati. E di molto.
LUIGI DI MAIO SCARICA MASCHERINE LUIGI DI MAIO SCARICA MASCHERINE

Il trasporto di ogni container dalla Cina a Milano costa circa 4.900 euro. Si parla quindi di 196.000 euro a viaggio, con un costo finale di appena 882.000 euro per spostarle tutte. Stiamo parlando di 6 milioni e 300.000 euro in meno rispetto al prezzo dell' aereo. Ma se c' era un' urgenza di avere mascherine perché non si è pensato proprio a questo, magari coinvolgendo anche Fs, una nostra azienda di Stato? Per di più se il treno non andava bene, si poteva prendere in considerazione anche il trasporto via nave. Sarebbero bastati 3.900 euro a container, con un prezzo finale di 702.000 euro, ancora più basso.

Nel prospetto si faceva una stima anche sull' incidenza dei conti di trasporto di ogni mascherina. Calcolando che le mascherine sono costate 1,163 cadauna, ricorrere ai treni avrebbe inciso per 0,0049 euro, mentre per l' areo è dello 0,04. Ancora più basso è quello via mare, con lo 0,0039. In sostanza si sarebbe abbassato il totale del costo della fornitura in Italia.

Nel frattempo mercoledì il commissario ha annunciato che presto saranno distribuite a tutte le regioni italiane, al sistema sanitario, ai cittadini e alle forze dell' ordine circa 10.590.600 mascherine di varie tipologie. In teoria si tratta del numero più alto di dispositivi di protezione distribuiti dall' inizio dell' emergenza. Ma le polemiche non sono finite. Ora oltre alle mascherine iniziano a scarseggiare i guanti di lattice, essenziali per chi vuole tornare al lavoro. In questi giorni diverse Rsa della Lombardia li hanno richiesti alla Regione, che però nulla può fare da quando è arrivato Arcuri.

Prima c' era una convenzione per i trasporti, ora gestisce tutto Roma con gli scontati ritardi di distribuzione. Nei giorni scorsi il presidente dell' ordine dei farmacisti della provincia di Bergamo, il dottor Ernesto De Amici, ha inviato una lettera al commissario dove dice di aver letto con sgomento «le sue affermazioni riguardo al ruolo che lei attribuisce ai farmacisti circa la carenza di mascherine e con altrettanto disagio i goffi tentativi di correggersi senza smentirsi».
DOMENICO ARCURI MASCHERINA DOMENICO ARCURI MASCHERINA

E aggiunge: «Noi siamo gli approfittatori che speculano sulle sofferenze della gente, per i bergamaschi siamo quelli che hanno rinunciato ad ogni contributo per non interrompere la fornitura di ossigeno, lavorando, di fatto, gratis. Eppure, siamo sempre gli stessi. Ovviamente», conclude De Amici nella lettera, «non pretendo che mi creda sulla parola, ma si informi presso la dirigenza Ats di Bergamo. E poi, si vergogni».

VI PIGLIANO PER CULO! 

FU FATTO GRANDE BATTAGE PER IL  BANDO    ‘’IMPRESE   SICURE’’ LANCIATO DA INVITALIA 

GLI IMPRENDITORI SI SONO PRENOTATI SUL SITO PUBBLICIZZATO, RIEMPIENDO TONNELLATE DI MODULI E HANNO PARTECIPATO AL CLICK DAY ALLE H 9 DELL’11 MAGGIO. DOPO 1 SECONDO E 4 CENTESIMI, ZAC!, TUTTO ESAURITO E SOLO 3.150 IMPRESE SU 250.000 HANNO AVUTO L’AGOGNATO RIMBORSO

COME HANNO FATTO I MAGHI DEL CLICK A ESSERE COSÌ EFFICIENTI PER CHIUDERE LA PARTITA IN 1 SECONDO?



Fu fatto grande battage pubblicitario per il bando Imprese Sicure lanciato da Invitalia per supportare le imprese che investivano in DPI (Dispositivi Protezione Individuale) per i propri lavoratori.



Roba seria finalmente! Hanno esclamato gli imprenditori che si sono prenotati sul sito pubblicizzato, riempiendo tonnellate di moduli (ormai una costante) e hanno partecipato al click day alle h 9 dell’11 maggio.



Ma attenzione! Dovevi comprare e pagare per poter partecipare e hanno abboccato tanti imprenditori gia’ stremati dalla crisi.


DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE DOMENICO ARCURI GIUSEPPE CONTE

Sono arrivate ben  249.681 domande di rimborso: fino a 500 euro per dipendente con un massimo di 150.000 euro per azienda, allegando fatture quietanzate.



Insomma 250.000 imprese hanno riempito moduli, comprato e pagato DPI, si sono messi in fila per avere rimborso e sono state pronte per il click day ……
CLAUDIO TESAURO INVITALIA CON DOMENICO ARCURI CLAUDIO TESAURO INVITALIA CON DOMENICO ARCURI



Alle ore 9 del tutti pronti……dopo 1 secondo e 4 centesimi, ripeto 1 secondo e 4 centesimi, tutto esaurito e solo 3.150 imprese su 250.000 hanno avuto l’agognato rimborso.



Nessuno dopo  09:00:01.046749……….follia

Davvero incredibile vicenda, ma sarebbe da chiedersi come hanno fatto i maghi del click a essere così efficienti per chiudere la partita in 1 secondo!
luigi di maio domenico arcuri fabrizio palermo luigi di maio domenico arcuri fabrizio palermo



Certo ormai la superficialità ed improvvisazione domina perchè le aziende erano obbligate a prenotarsi prima per partecipare al click day…..ma visto il successo di questa norma, invece di metterci pochi soldi, non era più giusto stanziarci soldi che vengono buttati in tante forme non prendere per il culo 247.000 imprese.

mercoledì 20 febbraio 2019

DIAMANTI - MAXI SEQUESTRO DA 700 MILIONI PER UNA TRUFFA SULLE PIETRE PREZIOSE. 7 PERSONE E 7 ENTI INDAGATI, TRA CUI BANCO BPM, UNICREDIT, INTESA SANPAOLO, MPS E BANCA ALETTI

ALCUNI FUNZIONARI DI QUESTI ISTITUTI AVREBBERO LAVORATO PER RAGGIRARE CLIENTI, TRA CUI VASCO ROSSI, CHE AVEVA INVESTITO 2,5 MILIONI, FEDERICA PANICUCCI, L'EX SHOWGIRL SIMONA TAGLI L'INDUSTRIALE FARMACEUTICA DIANA BRACCO

TRUFFA SU DIAMANTI, MAXI SEQUESTRO A CINQUE BANCHE
diamantiDIAMANTI
 (ANSA) - Il Nucleo di Polizia economico finanziaria della GdF di Milano sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 700 milioni di euro nell'ambito di un'inchiesta su una presunta truffa sulla vendita di diamanti a investitori e risparmiatori. Indagine coordinata dall'aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, nella quale risultano indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche 5 banche: Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti.

Il decreto di sequestro preventivo, firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio, è stato eseguito nell'ambito di un'inchiesta aperta da tempo e che riguarda fatti tra il 2012 e il 2016. Il sequestro è stato eseguito a carico di 7 persone indagate e di 7 enti indagati, ossia le 5 banche e le due società Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. Nell'inchiesta, che vede quasi una settantina di indagati in totale, è contestato anche il reato di corruzione tra privati. Secondo l'accusa, le due società avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, e le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo.
VASCO ROSSI 2VASCO ROSSI 

Per gli inquirenti gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. In totale gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di un centinaio di clienti truffati. In particolare, il sequestro per l'ipotesi di truffa è di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l'ipotesi di autoriciclaggio il sequestro è da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI.
DIANA BRACCO 1DIANA BRACCO 1

TRUFFA SU DIAMANTI, VASCO ROSSI TRA CLIENTI RAGGIRATI
 (ANSA) - C'è anche la rockstar Vasco Rossi tra i clienti che hanno investito in diamanti e che sarebbero stati truffati, come risulta dall'inchiesta della Procura di Milano che ha portato oggi la GdF ad eseguire un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro, anche a carico di 5 banche. In particolare, da quanto si è saputo, il cantante avrebbe investito 2,5 milioni di euro. Nell'elenco dei clienti raggirati figurerebbe anche l'industriale Diana Bracco.

ANCHE FEDERICA PANICUCCI TRA I RAGGIRATI
federica panicucciFEDERICA PANICUCCI
Estratto da www.ansa.it

Tra i clienti vip che sarebbero stati raggirati nelle vendite di diamanti, su cui indaga la procura di Milano, figurano anche la conduttrice tvFederica Panicucci e la ex showgirl Simona Tagli. In particolare, Simona Tagli avrebbe fatto un investimento da circa 29 mila euro e Federica Panicucci da circa 54 mila euro. Gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di circa un centinaio di persone truffate, ma i raggiri sarebbero stati compiuti nei confronti di tanti altri soggetti.

Fonte: qui

Come funzionava la truffa sui diamanti in cui è incappato anche Vasco Rossi (e non solo lui)

Due milioni e mezzo di euro in diamanti. A Vasco Rossi era stato prospettato come un affare: investire un discreto gruzzoletto nella più preziosa delle pietre per metterla al sicuro da speculazioni e oscillazioni di altri mercati più volubili. Peccato che qualcuno era riuscito a 'gonfiare' quei diamanti. Come? Aumentandone il valore e certificandolo grazie alla complicità delle banche.
Lettore video di: RAI (Informativa sulla privacy)
Non una truffa da ladri di polli come quella messa in piedi dal Madoff dei Parioli che trasformò i risparmi dei vip della Capitale, ma un raggiro che, secondo la Guardia di Finanza, sarebbe stato orchestrato da cinque banche ai danni di investitori e risparmiatori tra cui nomi come la conduttrice radiofonica Federica Panicucci la showgirl Simona Tagli e l'industriale farmaceutica Diana Bracco.
Nell'ambito dell'inchiesta, il Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 700 milioni di euro a Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti.
Come funzionava la truffa
Secondo il procuratore aggiunto Riccardo Targetti e il pm Grazia Colacicco, due società - la Intermarket Diamond Business spa (IDB) e la Diamond Private Investement (DPI) - avrebbero ingannato i risparmiatori gonfiando il valore dei diamanti, col supporto delle banche. L'inchiesta penale segue gli accertamenti dell'Antitrust che, a conclusione di due istruttorie, aveva multato le società venditrici e le banche per un totale di oltre 15 milioni di euro.
Nell'ottobre del 2016, il programma televisivo 'Report' aveva confrontato i prezzi di listino dei diamanti venduti dalla IDB e dalla DPI, a parità di carato, brillantezza e purezza, con le quotazioni di Rapaport, il listino internazionale dei diamanti riconosciuto in tutto il mondo.
Era emerso che quelli venduti dalle due società nel mirino della Procura di Milano avevano un prezzo doppio rispetto a quello indicato da Rapaport. L'Antitrust aveva verificato che chi li aveva acquistati e voleva rivenderli sul mercato rischiava di perderci e, per questo, era indotto a ricollocarli attraverso la stessa società che glieli aveva venduti pagando però commissioni salate per il disinvestimento.
simona tagli
SIMONA TAGLI
Sempre stando all'Autorità, ed è anche l'ipotesi sulla quale sta lavorando la Procura, gli istituti di credito erano il principale canale per la vendita dei diamanti per entrambe le società di cui utilizzavano il materiale informativo per 'piazzare' i preziosi ai clienti, svolgendo un cruciale ruolo di intermediazione. I fatti al centro dell'inchiesta sono compresi tra il 2012 e il 2016 e tra gli indagati c'è il direttore generale di Banco Bpm, Maurizio Faroni, accusato di autoriciclaggio.
Il sequestro  così ripartito, per l'ipotesi di reato di truffa: 149 milioni nei confronti di IDB, 165milioni di DPI, 83,8 di Banco Bpm e di Banca Aletti, 32 milioni di Unicredit, 11 milioni di Intesa Sanpaolo, 35,5 di Mps. Per l'ipotesi di autoriciclaggio, il sequestro è di 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI.
Fonte: qui


Truffa diamanti, regali proibiti e intercettazioni: bufera sul Banco Bpm
Milano, 20 febbraio 2019 - La società Intermarket Diamond Business spa (IDB) che vendeva i diamanti, al centro della presunta maxi truffa su cui sta indagando la Procura di Milano, avrebbe fatto «una serie di regali ai vertici del Banco Bpm e di Unicredit», nonostante «negli accordi si prevedesse espressamente» che nessun dipendente della banca potesse riceverli. E in particolare il dg del Banco Bpm, Maurizio Faroni, avrebbe ricevuto anche «regali archeologici», ossia «oggetti di archeologia».
Lettore video di: Mediaset (Informativa sulla privacy)
È quanto emerge dal decreto di sequestro preventivo eseguito ieri dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf. Gli investigatori hanno quantificato in circa 99mila euro i regali che «la società ha fatto ai vertici delle banche», compresi anche «soggiorni presso strutture alberghiere». Sono stati rintracciati file chiamati 'lista regali natale' e 'regali archeologici 2016' con accanto i nomi dei destinatari. La società avrebbe erogato, si legge sempre negli atti, anche «voucher regalo» del valore di 845-950 euro «cadauno». Nel decreto si legge ancora che «le commissioni connesse alla vendita dei diamanti da investimento da parte del Banco Bpm, in ragione dei vari accordi di collaborazione sottoscritti con Idb» sono passate dal 5% del 1984 al 24,5% del 2016.
«Il diamante non deve essere proposto come gioiello ma come investimento». Così parlava, intercettato nel maggio del 2017, un dirigente del Banco Bpm al telefono con un collega. L'intercettazione è agli atti dell'inchiesta della Procura di Milano su una presunta truffa sulla vendita di diamanti che ieri ha portato ad un sequestro preventivo da oltre 700 milioni di euro e che vede 75 persone indagate, tra cui cinque istituti di credito, compreso Banco Bpm
e anche il suo dg Maurizio Faroni, accusato di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all'esercizio delle funzioni di vigilanza. «Fare l'investimento, non venderlo come gioiello, rendimento atteso, c....!», diceva nella stessa telefonata l'altro dirigente dell'istituto. Negli atti si parla, tra l'altro, di «due circolari» del 2003-2004 della Banca Popolare di Verona e Novara (poi Banco Popolare, che si è fuso con Bpm) e di Banca Aletti, anche lei indagata come ente, «recanti l'esplicita direttiva ai dipendenti di proporre i diamanti non come gioielli ma come investimento», presentandoli come un «prodotto redditizio» in quanto «sicuro, da oltre vent'anni non conosce ribassi» con «plusvalenze medie annuali di 7-8 punti percentuali». Un dirigente di Banco Bpm, si legge sempre negli atti, aveva definito «allucinante» il contenuto di quelle circolari. Nel decreto di sequestro, inoltre, viene evidenziato «il ruolo spiccato» di «diversi dirigenti Bpm» nelle presunte truffe e «il consapevole coinvolgimento del management». Sarebbe stato proprio Banco Bpm a proporre a Vasco Rossi l'acquisto di diamanti e la rockstar avrebbe pagato con tre bonifici il 20 luglio 2009, il 22 marzo 2010 e il 14 ottobre 2011, rispettivamente 1,043 milioni di euro, 520mila euro e poco più di un milione. I preziosi sarebbero stati acquistati attraverso la società Idb. È quanto emerge dagli
atti dell'inchiesta della Procura di Milano che ieri ha portato la Gdf ad un sequestro preventivo, anche a carico di 5 banche, da oltre 700 milioni per una presunta truffa sui diamanti.

«Le banche e le società coinvolte nella truffa dei diamanti dovranno rimborsare fino all'ultimo centesimo i cittadini che avevano investito i propri soldi nell'acquisto delle pietre preziose». Lo afferma intanto il Codacons, che scende in campo a tutela degli investitori coinvolti. «Al di là delle singole responsabilità che saranno accertate dalla magistratura - sostiene l'associazione dei consumatori -, tutti coloro che hanno investito i propri risparmi nell'acquisto dei diamanti oggetto di inchiesta da parte della Procura di Milano devono avere indietro quanto pagato. Se ciò non avverrà, sarà inevitabile una pioggia di azioni risarcitorie nelle aule di giustizia, di cui il Codacons si farà promotore in tutta Italia». «In tal senso l'associazione - che già nel 2017 attraverso un esposto all'Antitrust fece elevare una multa per più di 15 milioni di euro nei confronti due società venditrici di diamanti e 4 banche, per aver venduto le pietre a prezzi gonfiati - chiede oggi un incontro con gli istituti di credito coinvolti nella vicenda al fine di studiare i meccanismi di rimborso in favore degli investitori». 
Fonte: qui

SAREBBE STATO IL BANCO BPM A PROPORRE A VASCO ROSSI L’ACQUISTO DI DIAMANTI AL CENTRO DELL' INCHIESTA SUI PREZZI GONFIATI 
I CONSIGLI DEL DIRETTORE DI BANCA: "SUI GIOIELLI NON CI SONO RISCHI" 
E IL ROCKER HA PAGATO CON TRE BONIFICI 
SECONDO I PM, GLI ISTITUTI DI CREDITO INVOGLIAVANO I CLIENTI AD ACQUISTARE DIAMANTI AL DOPPIO DEL VALORE
Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

vasco rossiVASCO ROSSI
Quando il cliente è molto speciale, è il direttore della banca che si muove e va di persona a chiudere un affare che si preannuncia lucroso.

Ma il 17 luglio del 2009 Vasco Rossi non c' è negli uffici della Giamaica, la sua società di «Edizione di registrazioni sonore» a un chilometro dalla stazione centrale di Bologna.
Ha delegato la sua segretaria a investire il primo milione di euro in diamanti. Gli costerà caro. Come altre migliaia di investitori, rischia di rimetterci la metà.
vasco rossiVASCO ROSSI

«L' investimento mi è stato proposto per diversificare il portafoglio titoli di Vasco Rossi mediante l' acquisizione di un bene rifugio», dichiara a verbale l' assistente del cantante, la signora Daniela Fregni, nell' inchiesta della Procura di Milano per truffa aggravata e altri reati che ha portato al sequestro di oltre 700 milioni di euro a carico di cinque banche e due società.

Secondo il pm Grazia Colacicco e l' aggiunto Riccardo Targetti, gli istituti di credito invogliavano i clienti ad acquistare diamanti al doppio del valore dalla Intermarket Diamond Business e dalla Diamond Private Investment incassando commissioni altissime, fino al 18%. Il direttore del Banco popolare, poi confluito in Banco Bpm, «mi presentò il prodotto come un investimento sicuro, non soggetto a oscillazione di valore e anzi in grado di garantire un rendimento molto elevato nel tempo», aggiunge la segretaria.

federica panicucciFEDERICA PANICUCCI
«Mi è stato fatto capire che l' importo corrisposto costituisse espressione del valore del bene acquistato» aggiunge precisando poi che «né io né Vasco Rossi abbiamo mai avuto rapporti con agenti o funzionari di questa società», la Idb. È una delle testimonianze-chiave che dimostra, a parere dell' accusa, come le banche fossero disposte a ingannare i propri clienti pur di incassare anche in un periodo di forte crisi. In poco più di due anni il rocker di Zocca investirà la bellezza di oltre due milioni e mezzo.

Quanto ha incassato la banca? «Il 15%, alla filiale sono arrivati 150 mila euro» e solo per il primo milione, spiega agli inquirenti Guido Traldi, ora ex direttore della filiale indagato in compagnia dei vertici della banca e di quelli di Intesa Sanpaolo, Unicredit, Monte dei Paschi di Siena e Banca Aletti. Traldi conferma che l' istituto «spingeva» a proporre quell' investimento. I clienti, ha accertato la Guardia di finanza, erano indotti a investire credendo in un rendimento del 5% annuo.
simona tagliSIMONA TAGLI

In realtà, la metà dei loro risparmi se ne andava tra commissioni, Iva e oneri vari.
Anche la conduttrice tv Federica Panicucci sarebbe stata convinta a ottobre del 2016, nel suo caso da Mps, a investire poco meno di 55 mila euro.
Lo fece spontaneamente?
«Assolutamente no, anzi ignoravo persino la possibilità di tale investimento», risponde, aggiungendo che «l' opportunità mi è stata prospettata a più riprese e con molta insistenza».

Nella richiesta di sequestro, autorizzato dal gip Natalia Imarisio, l' accusa riporta anche il caso «emblematico» di una signora di Verona che aveva sborsato 90 mila euro.
vasco rossiVASCO ROSSI
Quando la trasmissione tv Report si occupò del caso diamanti, lei si presentò alla Popolare di Verona (divenuta Banco popolare) chiedendo indietro i soldi e minacciando che altrimenti avrebbe usato le carte «compromettenti» sull' investimento. Ottenne subito il rimborso totale.

simona tagliSIMONA TAGLI
Unicredit, evidenziano i pm, ha deciso di risarcire i propri clienti riacquistando le pietre al prezzo venduto. Rimborsi arrivano anche da Mps e da Intesa Sanpaolo la quale, in una nota, spiega di stare collaborando con la magistratura «per chiarire la correttezza del proprio operato» e che già da un anno ha dato ai suoi clienti la disponibilità a rimborsare il prezzo pagato. Il 60% è stato già soddisfatto.

TRUFFA DEI DIAMANTI, ECCO I TRE BONIFICI DI VASCO

foto di vasco rossi di guido harariFOTO DI VASCO ROSSI DI GUIDO HARARI

Ha venduto oltre 30 milioni di dischi e riempie gli stadi, ma in banca il rocker di Zocca è un risparmiatore come tanti. Sarebbe stato il Banco Bpm a proporre a Vasco Rossi l' acquisto di diamanti al centro dell' inchiesta sui prezzi gonfiati. E il cantante, come risulta dagli atti, ha pagato con tre bonifici: 1,043 milioni il 20 luglio 2009, 520 mila euro il 22 marzo 2010 e oltre un milione il 14 ottobre 2011. I preziosi, stando alle indagini, sarebbero stati comprati attraverso la Idb (amministrata da Claudio Giacobazzi, suicidatosi nel maggio 2018 da indagato) che insieme a Dpi avrebbe fatto acquistare diamanti a investitori e correntisti senza le necessarie informazioni, gonfiando anche del doppio il valore rispetto a quello di mercato.

E per raggiungere l' obiettivo Idb ha elargito «una serie di regali ai vertici del Banco Bpm e di Unicredit», scrive il gip, nonostante «negli accordi si prevedesse espressamente» che nessun dipendente della banca potesse riceverli. Gli uomini della Gdf hanno calcolato in «almeno 99 mila euro» gli omaggi: soggiorni in alberghi per tutta la famiglia, «voucher regalo» del valore di 845-950 e «oggetti di archeologia» per due manager particolarmente raffinati. E ancora: «orecchini di diamanti» dai 250 ai 900 euro, «smartphone da 800 euro».
VASCO ROSSIVASCO ROSSI

Nel computer di Giacobazzi gli investigatori hanno trovato gli elenchi dei beneficiari e cartelle denominate «Lista regali di Natale». I risparmiatori caduti in trappola, secondo il giudice, sono «decine di migliaia», con un «picco» nell' area di Verona. I clienti hanno raccontato di essere stati indotti «in errore» con il «contributo determinante dei consulenti finanziari o dei direttori delle filiali» che «da anni» conoscevano, di cui si fidavano e da cui avrebbero ricevuto «informazione false» e «fuorvianti».

UN VERO AFFARE In più, l' acquisto dei diamanti «veniva proposto a volte in modo insistente, occupandosi il bancario in prima persona» delle trattative. «Nella mia carriera ed esperienza bancaria non ho mai visto alcun prodotto che garantisse alla banca un rendimento del 15%», ha messo a verbale un direttore di filiale del Banco Popolare. Con «l' investimento in diamanti», ha ribadito un bancario di Unicredit, «la banca aveva un ritorno del 18%, nove volte maggiore» rispetto ad altri prodotti. Un affare grazie al quale gli istituti di credito avrebbero «irrobustito» i bilanci in una fase di crisi.

Fonte: qui