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giovedì 15 dicembre 2016

Il Comitato per la legalità ed il 9 Dicembre Forconi presentano la formale denuncia presso la Procura di Roma contro i parlamentari


“Ci sono cose che non si fanno per coraggio. Si fanno per potere continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli”( Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa)


9 Dicembre Forconi - Comitato per la legalità 

COMUNICATO STAMPA

In data odierna una delegazione del “Comitato per la Legalità”, con il Generale Antonio Pappalardo, si è presentato dal Procuratore della Repubblica di Roma, dott. Pignatone, al quale ha consegnato l’allegato esposto denuncia, in cui è ben evidenziato che i delinquenti sono i parlamentari abusivi dal 2014, che hanno rubato alle casse dello Stato oltre 900 milioni di euro.
E’ stato precisato che la Corte Costituzionale ha indicato nella sua sentenza, con cui è stata dichiarata incostituzionale la legge elettorale “Porcellum”, che i parlamentari potevano rimanere in carica nel segno della continuità dello Stato, per portare a termine l’attività in quel momento in essere e per modificare la legge elettorale. Ma la continuità dello Stato è saltata nel momento in cui i parlamentari si sono pervicacemente attaccati alle poltrone per ben oltre un ragionevole periodo di tempo di un anno e dopo aver formato un nuovo governo nel febbraio 2014 con Renzi, tentando in modo eversivo a colpi di maggioranza di modificare la Costituzione.

Ora siamo oltre ogni logica e completamente fuori dallo Stato di diritto, visto che con il governo Gentiloni gli abusivi intendono rimanere ancora un altro anno.

E’ stato ribadito che i Forconi si sono limitati ad arrestare una persona, che si è qualificata come onorevole, coperta da immunità.

L’arresto è stato operato sulla base dei reati di:
  1. “Usurpazione di potere politico”, che punisce “chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente”, che prevede la pena della reclusione da sei a quindici anni;
  2. “Attentato ai diritti politici del cittadino”, che punisce “chiunque con violenza, minaccia o inganno, impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico”, che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni;
  3. “Associazione a delinquere”, che punisce “tre o più persone che si associano allo scopo di commettere più delitti”, che prevede la pena della reclusione da tre a sette anni.
Al Procuratore della Repubblica è stato fatto presente che è stata inviata l’allegata lettera al Capo della Polizia, ai Capi di Stato Maggiore Militare e ai Comandanti Generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza perché procedano a perseguire reati così gravi.
Sono state, altresì, inviate lettere a Papa Francesco, al Presidente del Parlamento Europeo, alla Corte dei diritti dell’Uomo e all’Alta Corte di Giustizia Europea, affinché siano ripristinate in Italia legalità, libertà e democrazia.

Il Comitato per la Legalità ha ribadito al Procuratore della Repubblica di Roma che se le autorità preposte non procedono nei confronti dei parlamentati abusivi sarà il popolo ad agire nelle forme previste dalla legge e dalla Costituzione.
Il Procuratore Pignatone ha risposto che esaminerà con molta attenzione gli atti prodotti.

Abbiamo dato mandato ai nostri legali di querelare tutti coloro che definiscono delinquenti e squadristi cittadini che stanno compiendo il loro dovere, in assenza di provvedimenti delle autorità competenti.

Roma, 15 dicembre 2016


Antonio Pappalardo, Danilo Calvani, Francesco Puttilli, Adolfo Bottiglione

I delinquenti sono i parlamentari abusivi dal 2014, che hanno rubato alla casse dello Stato oltre 900 milioni di euro. E non i Forconi che volevano arrestare uno di loro.

 COMITATO PER LA LEGALITA’


Il “Comitato per la Legalità”, appreso che il Presidente incaricato, Claudio Gentiloni, aveva formato un governo copia del precedente, con l’obiettivo di portare a compimento la legislatura, in dispregio della volontà popolare che ha votato in massa “NO” contro questa classe politica, formata da parlamentari tutti abusivi, si è mosso e nei pressi della Camera dei Deputati ha fermato una persona che si è dichiarata onorevole, coperta da immunità.

Il Comitato, in nome e per conto del Popolo Italiano, e sulla base dell’art. 383 del codice di procedura penale, che autorizza ogni persona a procedere all’arresto in flagranza di delitti perseguibili d’ufficio, ha proceduto all’arresto della persona suindicata, in quanto colto in flagranza dei reati di:
  1. “Usurpazione di potere politico”, che punisce “chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente”, che prevede la pena della reclusione da sei a quindici anni;
  2. “Attentato ai diritti politici del cittadino”, che punisce “chiunque con violenza, minaccia o inganno, impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico”, che prevede la pena della reclusione da uno a cinque anni;
  3. “Associazione a delinquere”, che punisce “tre o più persone che si associano allo scopo di commettere più delitti”, che prevede la pena della reclusione da tre a sette anni.
Il citato Comitato, a mente dell’art. 383 del codice di procedura penale, ha proceduto a consegnare senza ritardo l’arrestato alla polizia giudiziaria, per la redazione del verbale della consegna.
Negli Uffici del Commissariato si è scoperto che la persona era Osvaldo Napoli, già, e non più, deputato della Repubblica, per cui il citato Comitato ha desistito, constatato l'errore, dal procedere al suo arresto.
Il Responsabile degli Uffici del Commissariato, dopo aver identificato i componenti del Comitato, si è limitato a dichiarare che a carico dei componenti era solo ravvisabile, essendo l’atto meramente dimostrativo, la mancata osservanza dell’obbligo di chiedere l’autorizzazione alle Autorità di Pubblica sicurezza per lo svolgimento della manifestazione in luogo pubblico.
Il Comitato Nazionale per la Legalità ha tributato ai componenti del Gruppo romano un vivo apprezzamento, additandoli al Popolo italiano come Eroi della Nuova Repubblica.
Roma, 14 dicembre 2016

Fonte: qui

P.S. RICORDATEVI CHE SONO ABUSIVI COME HA SENTENZIATO LA CONSULTA, PROVVEDIMENTO 01/2014 SULLA LEGGE ELETTORALE DENOMINATA "PORCELLUM", ED IL CONTINUUM ISTITUZIONALE E' FINITO DA ALMENO 2 ANNI.