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sabato 4 febbraio 2017

Sisma, scosse di terremoto nelle province di Macerata e Perugia

Le scosse più forti sono state quelle di magnitudo 4 e 4.4 avvenute alle 4:47 e alle 5:10 con epicentro a Monte Cavallo, in provincia di Macerata

03 Febbraio 2017

Uno sciame sismico ha investito nella notte il Centro Italia. Le scosse più forti sono state quelle di magnitudo 4 e 4.4 avvenute alle 4:47 e alle 5:10 con epicentro a Monte Cavallo, in provincia di Macerata.

Una scossa di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 5:12 con stesso epicentro e ipocentro a soli 4 km di profondità e un'altra di magnitudo 3.8 alle 6:40. Non si segnalano al momento nuovi crolli. Forte è stato lo spavento in tutto il territorio. 

Molte persone a Camerino e nelle zone limitrofe si sono riversate in strada. 

Le scosse sono state avvertite anche nell’Ascolano, anche se in misura minore. Intanto la Giunta regionale abruzzese ha approvato questa sera lo schema di protocollo d'intesa tra la Regione Lazio e la Regione Abruzzo inerente le agevolazioni per la mobilità pubblica a seguito del sisma del 24 agosto 2016. Secondo quanto ha riferito lo stesso presidente D'Alfonso, gli interventi previsti nell'accordo riguardano la possibilità di viaggiare sulla rete del trasporto pubblico del Comune dell'Aquila presso il quale sono temporaneamente alloggiate le persone colpite dal sisma e residenti nei comuni laziali, tramite la totale esenzione del pagamento del biglietto di trasporto. Inoltre, l'accordo prevede la possibilità di usufruire della intensificazione dei trasporti della rete laziale lungo la direttrice L'Aquila-Amatrice. 

Entrambi gli interventi previsti sono a carico della Regione Lazio.

Fonte: qui

P.S. stanotte, 04 Febbraio 2017, nuova scossa di terremoto al 4,2 della scala Richter località Fiastra(MC)


lunedì 23 gennaio 2017

Terremoto, la Commissione grandi rischi: "Dighe a rischio Vajont, ma il pericolo non è imminente"

POSSIBILI NUOVE SCOSSE FINO AL GRADO 7. BISOGNA VERIFICARE SCUOLE E DIGHE

LA COMMISSIONE GRANDI RISCHI INVITA A TENERE ALTA LA GUARDIA: ''NON VOGLIAMO CREARE PANICO, MA NELLA FAGLIA CHE SI È ATTIVATA LO SCORSO AGOSTO LA SEQUENZA SISMICA NON SEMBRA IN ESAURIMENTO. AI PRIVATI CONSIGLIAMO DI CONTATTARE UN INGEGNERE PER CONTROLLARE LA STABILITA' DELLE LORO CASE''


Elena Dusi per ''la Repubblica''
TERREMOTO NEL CENTRO ITALIATERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

«Non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento ». Le faglie attive dal 24 agosto 2016 - data della disastrosa scossa di Amatrice - «hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (6-7)».

La Commissione Grandi rischi, nella sua relazione per la Protezione Civile, invita a mantenere alta la guardia. «Non possiamo essere rassicuranti » spiega il presidente Sergio Bertolucci. «Ma non vogliamo nemmeno creare panico. Bisogna essere prudenti, e per un cittadino questo potrebbe voler dire ad esempio contattare un ingegnere strutturista per controllare la stabilità della propria casa. Per gli edifici pubblici, l' invito è quello di monitorare in maniera sistematica scuole, ospedali e dighe ».

TERREMOTO CENTRO ITALIATERREMOTO CENTRO ITALIA
Le zone in cui potrebbe ancora verificarsi un terremoto di magnitudo fino a 7 sono quelle attorno alla faglia che corre da nord-ovest a sud-est, tra il Monte Vettore e il Monte Gorzano. Qui, prosegue la Commissione, ci sono aree «che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni ». A preoccupare i sismologi è in particolare il tratto che va da Montereale all' Aquila.

All' Aquila il terremoto del 2009 ha probabilmente già rilasciato l' energia che si era accumulata nel sottosuolo. A Montereale le quattro scosse di magnitudo superiore a 5 di mercoledì potrebbero aver attenuato parte della tensione sotterranea.
terremoto massamartanaTERREMOTO MASSAMARTANA
Ma in mezzo si trova una "lacuna": un' area dove non ci sono state scosse e dove presumibilmente le faglie sono ancora "sotto pressione". 

Lo sciame successivo ai terremoti del 18 gennaio, poi, sta marciando a passo spedito, con una media di 500 scosse al giorno: più di quelle che gli esperti si aspetterebbero.

castelluccio di norciaCASTELLUCCIO DI NORCIA
Il problema della sicurezza, ribadisce la Commissione nella sua relazione, riguarda anche «infrastrutture critiche quali le grandi dighe». Nella zona del sisma ce ne sono tre, nel lago di Campotosto. Il secondo bacino idroelettrico più grande d' Europa, con i suoi 14 chilometri quadri, si trova 10-15 chilometri a est degli epicentri delle forti scosse di mercoledì scorso.

L' Enel venerdì ha ribadito «la totale assenza di situazioni anomale». Ma in caso di terremoto di magnitudo fino a 7, di problemi potrebbero invece sorgerne.
crepe sulle montagne dopo il terremotoCREPE SULLE MONTAGNE DOPO IL TERREMOTO
Le tre dighe sono quelle di Poggio Cancelli, all' estremità nord del lago, quella di Sella Pedicate all' estremità sud e quella di Rio Fùcino, al centro sulla sponda est. Proprio sotto a quest' ultima passa una faglia sismica attiva. «Ipotizziamo che sia capace di generare un terremoto di magnitudo 6.5-6.6» spiega Fabrizio Galadini dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Dal 24 agosto in quella zona non c' erano stati segni di riattivazione della faglia. «Ma le scosse del 18 gennaio sono state molto vicine.

E da allora con la neve è stato impossibile condurre rilievi».
Già il terremoto dell' Aquila nel 2009 sollevò il problema delle dighe di Campotosto. Il rischio è che un sisma possa causare uno smottamento lungo le sponde, creando un "effetto Vajont".
crepe nell asfaltoCREPE NELL ASFALTO

In caso di un crollo imponente e repentino, i 10 metri di distanza tra il livello dell' acqua e la sommità della diga potrebbero non essere sufficienti a contenere un' onda di tsunami. Un' altra eventualità è che il sisma spacchi il terreno in superficie proprio in corrispondenza della diga.

Nel 2009 Eucentre, il Centro europeo di ingegneria di Pavia, pubblicò un rapporto in cui metteva in guardia contro questa eventualità, definita «improbabile » ma «disastrosa», soprattutto per dighe di calcestruzzo come Rio Fùcino. La faglia di Campotosto potrebbe aprire una frattura nel terreno ampia fino a 90 centimetri, provocando, secondo il rapporto, «danni anche gravi che potrebbero determinare una fuoriuscita di acqua».

giovedì 19 gennaio 2017

DA AGOSTO SI SONO REGISTRATE 45 MILA SCOSSE IN ITALIA CENTRALE: UNA OGNI 5 MINUTI!

MA LE QUATTRO IN POCHE ORE DI IERI METTONO IN ALLERTA I GEOLOGI: LA SUCCESSIONE RAVVICINATA E’ AVVENUTA ATTRAVERSO UN "CONTAGIO LATERALE" TRA LE FAGLIE

IL GEOLOGO MARIO TOZZI: “SE I SEGMENTI SI FOSSERO ATTIVATI INSIEME, SI SAREBBE POTUTO GENERARE UN TERREMOTO MOLTO PIÙ FORTE. NON SAPPIAMO SE CI SARÀ UN RILASCIO ‘DISTRIBUITO’ E GRADUALE DELL'ENERGIA SISMICA, OPPURE UN RILASCIO ‘ESPLOSIVO’, CON SCOSSE PIÙ FORTI. L’APPENNINO STA CARICANDO ANCORA ENERGIA IN PROFONDITÀ”

“PURTROPPO DA NOI IL TERREMOTO CHE AVREBBE DOVUTO SEGNARE UN SVOLTA CULTURALE DECISIVA, QUELLO DI REGGIO E MESSINA DEL 1908, NON LO HA FATTO. MENTRE NEGLI USA..."

Mario Tozzi per “la Stampa”

I terremoti sulla Terra sono frequenti come le tempeste e dunque non deve meravigliarci quanto sta accadendo. E cioè che da agosto a oggi si siano registrate oltre 45.000 scosse in Italia Centrale, una ogni cinque minuti circa. Semmai è la nostra memoria di sapiens a essere troppo limitata per ricordare una successione così ravvicinata di scosse superiori a magnitudo 5 Richter tutte in una stessa zona (stavolta quattro in quattro ore, un evento che non è identico ad altri recenti).

Ma, detto questo, non si ravvisa nulla di anormale nella sequenza sismica che si è aperta lungo un segmento più meridionale della stessa struttura già responsabile dei sismi di Amatrice e Norcia. «Coppie» sismiche si registrarono, per esempio, anche in occasione di sismi dell' Irpinia (1980) e dell'Umbria-Marche (1997), per non parlare di quello del 24 agosto scorso proprio ad Amatrice. Sono appunti di uno stesso pro memoria inviatoci periodicamente dalla Terra per impedirci di dimenticare che l'Italia è il Paese geologicamente più attivo del Mediterraneo e che l'immunità dal rischio naturale non rientra nei valori negoziabili dagli umani.
TERREMOTO CENTRO ITALIATERREMOTO CENTRO ITALIA

Si tratta di una faglia, o, meglio, di un sistema di faglie gemelle, parallele e con la stessa dinamica, che si è (ri)attivata prima ad Amatrice (agosto, magnitudo 6 Richter), poi più a Nord a Visso (settembre, 5,6), poi un poco più a Sud, a Norcia (ottobre, 6,5) e ieri decisamente più a Sud a Montereale. I segni delle scosse precedenti sono ben visibili lungo tutto il tratto affiorante della faglia stessa (più di 15 km ormai), soprattutto alla base del Monte Vettore.
TERREMOTO NEL CENTRO ITALIATERREMOTO NEL CENTRO ITALIA

Questa famiglia di faglie sembra come contagiarsi l'una con l' altra, ed effettivamente è proprio quello che starebbe accadendo: non esattamente un effetto-domino classico, visto che non è iniziato da un capo, bensì nel mezzo (e poi si è spostato prima a Nord, poi a Sud), ma comunque uno scarico di energia da una faglia all' altra.

Si tratterebbe di una «propagazione laterale» della sismicità, come sostengono i dati del Cnr: allo scarico della zona ipocentrale precedente corrisponde un carico sui frammenti laterali adiacenti alla faglia stessa. Sono questi frammenti a essersi rotti e ad aver generato gli ultimi terremoti di ieri. La stessa dinamica registrata a fine ottobre dell' anno scorso. Come già avevamo scritto, il contagio può avvenire dopo anni o decine di anni, ma anche dopo giorni o mesi, come sembra stia accadendo oggi. La propagazione laterale favorisce una serie di terremoti forti ma, in generale, non fortissimi: una tendenza che speriamo si ripeta anche stavolta.
terremoto massamartanaTERREMOTO MASSAMARTANA

Se tutti i segmenti della faglia si fossero attivati tutti insieme, si sarebbe potuto generare un terremoto molto più forte. Come in tutti gli altri casi, non possiamo prevedere la futura evoluzione di questa sequenza, se sarà un rilascio «distribuito» e graduale dell' energia sismica, oppure un rilascio «esplosivo», attraverso scosse ancora più forti. Sicuramente l’Appennino sta caricando ancora energia in profondità e cerca un nuovo assetto sprofondando periodicamente verso il basso. Questo accade da decine di migliaia di anni e accadrà ancora per millenni. In questo contesto, l' attivazione di nuove faglie o di segmenti di antiche non è una probabilità, è una certezza.

norcia dopo il terremotoNORCIA DOPO IL TERREMOTO
Lo sprofondamento del settore di Castelluccio è stato valutato in circa un metro complessivo: se moltiplichiamo questo dato, ottenuto in pochi mesi, con quello che è accaduto nel corso delle decine di migliaia di anni, si comprende bene come tutto il paesaggio dell' Appennino, dalla cresta montuosa alla pianura, sia di origine sismica.

Una delle ragioni per cui questo rischio deve entrare nella nostra cultura molto più di quanto sia accaduto in passato, informandone i comportamenti e spazzando via quel fatalismo che già vediamo venire invocato. Non c'è nessun «mostro» nel sottosuolo, come sentiamo incredibilmente ripetere (pure da chi vive in zona classificata S1 a massimo rischio), che se la prende, implacabile, con chi è già stato colpito, ma solo la nostra ostinazione a non voler tener conto che l'Italia è fatta di borghi e di faglie, di monumenti e terremoti, entrambi parte fondante del nostro Paese.

TERREMOTO CENTRO ITALIATERREMOTO CENTRO ITALIA
Qualche dato positivo c'è: in Italia le faglie non sono mai lunghissime (meno di 40 km) e i blocchi di crosta terrestre coinvolti sono di dimensioni limitate, ragione per cui difficilmente i sismi superano magnitudo 7 Richter. Però, invece di scrollarsi la polvere dalle spalle, come dovremmo fare se avessimo costruito bene e mantenuto meglio, a ogni terremoto contiamo vittime e danni da Paese mediorientale.

Purtroppo da noi il terremoto che avrebbe dovuto segnare un svolta culturale decisiva, quello di Reggio e Messina del 1908, non lo ha fatto. Mentre il terremoto di San Francisco (1906) e quello di Yokohama (1923) hanno cambiato l'orizzonte culturale di quei Paesi portandoli a pianificare di conseguenza costruzioni e comportamenti, nonostante sismi di magnitudo anche superiore a 8.

Fonte: qui

"CI SONO MOLTI MORTI" 

TERREMOTO INFINITO, UNA VALANGA TRAVOLGE HOTEL ALLE PENDICI DEL GRAN SASSO, SI CERCANO 30 DISPERSI 


ESTRATTA LA PRIMA VITTIMA, DUE PERSONE IN SALVO 

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA: "L'EDIFICIO E' STATO SPOSTATO DI DIECI METRI" - VIDEO


HOTEL RIGOPIANOHOTEL RIGOPIANO
"Ci sono tanti morti". Lapidarie le parole di Antonio Crocetta, uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese che da ieri sera si é messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l'Hotel Rigopiano. Due persone messe in salvo, ma ci sono ancora molti dispersi. E purtroppo molti morti.






valanga di neve su un hotel a rigopiano 9VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO 9
I soccorritori sono riusciti a raggiungere intorno alle 4 l'hotel Rigopiano, nel comune di Farindola in provincia di Pescara, travolto ieri da una valanga, conseguenza delle nuove scosse di terremoto che hanno colpito il centro Italia. La struttura ospitava fra le venti e le trenta persone. I due messi in salvo sono Giampiero Parete e Fabio Salzetta, che al momento della slavina si trovavano all'esterno della struttura. Sono in buone condizioni fisiche; si erano riparati all'interno di un'auto.

"Sono in salvo due persone - scrive il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco sul suo profilo Facebook - le stesse che avevano mandato il messaggio di aiuto. Ci sono parecchi feriti, ma non si sa ancora quanti sono ancora dispersi o addirittura morti. Certo che la struttura è stata presa in pieno dalla slavina, tanto che si è spostata di dieci metri". Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, sempre su Facebook, scrive "la valanga è di grandi dimensioni e ha coinvolto integralmente l'hotel. La zona resta pericolosa per eventuali distacchi".

Fonte: qui
valanga di neve su un hotel a rigopiano 8VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO 8
SOCCORRITORI HOTEL RIGOPIANOSOCCORRITORI HOTEL RIGOPIANO

L'allarme è stato dato da due clienti dell'albergo. "Purtroppo è accaduta una terribile tragedia sembrerebbe ci siano delle vittime, ma è tutto da confermare" ha scritto su Facebook il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco. A Rigopiano era in corso una bufera di neve, fra gli ospiti dell'albergo ci sarebbero anche due bambini. Sembra che alcuni ospiti siano riusciti ad andar via prima che la slavina si abbattesse sulla struttura ma ancora non è chiaro quanti siano riusciti a mettersi in salvo. Ieri, poco prima della tragedia, la direzione dell'hotel aveva informato che "a causa delle condizioni atmosferiche e delle forti nevicate, le linee telefoniche erano interrotte", invitando i clienti a contattare l'hotel all'indirizzo di posta elettronica. "Aiuto aiuto stiamo morendo di freddo": così una coppia ospite dell'albergo ha scritto ai soccorritori con un sms.
valanga di neve su un hotel a rigopiano 7VALANGA DI NEVE SU UN HOTEL A RIGOPIANO 7

Dalla mezzanotte sono state 82 le scosse di terremoto registrate nelle aree del Centro Italia. Le più forti, di magnitudo 3.5 sono state registrate dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) alle 2,28 in provincia di L'Aquila, ad una profondità di 10 chilometri. La scossa si è verificata a 3 chilometri da Montereale e 5 da Capitignano. La seconda scossa, sempre di magnitudo, 3.5 si è verificata nella provincia di Rieti alle 2.53, ad una profondità di 8 chilometri. La scossa si è verificata a 4 chilometri da Amatrice.
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